Vanessa Barbara

Vanessa Barbara (1982 – vivente) giornalista e scrittrice brasiliana.

Barbara nel 2014

Citazioni di Vanessa BarbaraModifica

Da In Brasile i bar contano più delle scuole

Sulla pandemia di COVID-19 in Brasile, traduzione di Federico Ferrone, Internazionale.it, 7 febbraio 2021

  • Da quasi dieci mesi 35 milioni di bambini brasiliani non vanno a scuola. Quando a marzo, all’inizio della pandemia, le scuole sono state chiuse pensavo che avremmo dovuto solo avere pazienza: presto avremmo tenuto sotto controllo il virus e le scuole sarebbero state le prime a riaprire. Giusto? Sbagliato. Il Brasile è molto lontano dall’avere sotto controllo la pandemia. Senza un lockdown nazionale e un programma di test di massa, il bilancio quotidiano delle vittime è rimasto costante. Quello che abbiamo avuto, a parte le smentite del presidente Jair Bolsonaro, sono alcune restrizioni episodiche introdotte dai governi locali.
  • In un paese disuguale come il Brasile, la chiusura delle scuole è devastante. In molte città gli istituti privati, abbastanza ricchi da adattare le proprie strutture, hanno ricevuto l'autorizzazione a riprendere le lezioni in classe. Le scuole pubbliche invece – spesso piccole, affollate e poco ventilate – sono rimaste per lo più chiuse. Più un bambino è povero, più soffre per la chiusura (almeno sette milioni non hanno accesso ai pasti scolastici e potrebbero patire la fame). Secondo un rapporto dell'Unicef, i bambini dell'America Latina e dei Caraibi hanno perso in media il quadruplo dei giorni di scuola rispetto a quelli del resto del mondo. Il danno è particolarmente grave per i bambini piccoli, i più colpiti dalla mancanza di socializzazione. Le ricerche sono ancora troppo poche per quantificare la catastrofe educativa che stiamo affrontando.
  • Dobbiamo chiedere la chiusura di tutti i servizi non essenziali fino a quando le scuole non saranno abbastanza sicure da riaprire. Questa misura potrebbe essere impopolare ma è essenziale. Un'alternativa c'è: i bambini potrebbero espropriare i bar, e i saloni di bellezza. E le sale scommesse.

Da Il piano criminale di Jair Bolsonaro

Sulla pandemia di COVID-19 in Brasile, traduzione di Federico Ferrone, Internazionale.it, 20 giugno 2021

  • È sembrato che il presidente facesse tutto il possibile per facilitare la diffusione del virus. Ha passato il 2020 a parlare e ad agire contro ogni misura scientificamente provata per limitare la diffusione del virus. Il distanziamento sociale, ha dichiarato, è una cosa per "idioti". Le mascherine sono una "finzione". E i vaccini possono trasformarci in coccodrilli. Poi c'è stata l'idrossiclorochina, il farmaco antimalarico che Bolsonaro ha promosso come cura miracolosa, nonostante tutti gli studi indicassero il contrario. E non finisce qui.
  • Quando è stato chiesto al generale Eduardo Pazuello, ministro della salute brasiliano tra il maggio 2020 e il marzo 2021, perché il suo ministero avesse richiesto meno dosi di qualsiasi altro paese al Covax, il programma globale per la distribuzione del vaccino guidato dall’Organizzazione mondiale della sanità, lui non ha battuto ciglio. Il procedimento, ha spiegato con disinvoltura, era troppo rischioso e i vaccini troppo costosi. Tutto qua.
  • Sembra sempre più chiaro che l’obiettivo del governo era l'immunità di gregge. L'amara ironia è che forse è impossibile raggiungerla. Nella città di Manaus, dove a ottobre era stato infettato il 76 per cento della popolazione, il risultato non è stato l'immunità, ma una nuova variante. L'inchiesta del senato sta svelando lentamente una trama ordita da un gruppo di cattivi. Che poi i cattivi abbiano il castigo che si meritano, è un'altra storia.

Altri progettiModifica