Mosè (miniserie televisiva 1974)

film del 1974 diretto da Gianfranco De Bosio

Mosè

Miniserie TV

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Titolo originale

Moses the Lawgiver

Lingua originale italiano e inglese
Paese Regno Unito, Italia
Anno

1974

Genere biblico
Stagioni 1
Episodi 7
Regia Gianfranco De Bosio
Sceneggiatura Anthony Burgess, Vittorio Bonicelli, Bernardino Zapponi, Gianfranco De Bosio
Rete televisiva Rai 1
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note

Mosè, miniserie TV del 1974 con Burt Lancaster, regia di Gianfranco De Bosio.

IncipitModifica

Dio: Mosè, ora ti mostrerò la mia eredità. Guarda: la terra da Galaad fino a Dan, quella di Neftali e la terra di Efraim e Manasse, e la terra di Giuda fino al mare occidentale. E la vallata di Gerico, la città delle palme, fino a Zor. Questa è la terra che ho promesso ad Abramo, Isacco e Giacobbe, dicendo: "La darò alla vostra progenie". Ti consento di vederla con i tuoi occhi, Mosè. Ma tu non vi entrerai.
Mosè: Sei un Dio duro. Un Dio che non perdona.

Episodio 1Modifica

  • Bithia: Mi dicono che tu ami molto il sapere, ma non sempre. I tuoi sensi ti fuorviano. Intendi il linguaggio dei pipistrelli e dei topi di campo. E dicono anche, Mosè, che diventi impaziente.
    Mosè: Impaziente? Sì, a volte, è vero. Essi dicono che il sapere dell'Egitto è sigillato, che non c'è più nulla da imparare. La morte di un uomo conta più che la nascita di un bimbo. Che nuova sapienza può portare il bambino al mondo? L'Egitto guarda alla fine, alla chiusura, al sigillo.
    Bithia: Tu non vedi queste cose come le vede un egiziano, un vero egiziano. Essi vogliono certezza. La morte è pura certezza.
    Mosè: Se tutto è certo, perché non è più semplice? Per esprimerlo hanno bisogno di decine di dèi, facce d'aquila, di cane, di coccodrillo, una tenebra brulicante di mostri silenziosi.
    Bithia: Ricordo che quand'ero bambina degli uomini insegnavano la religione semplice. Era la religione del sole, il cerchio dorato donatore di vita, che sembrava giusto adorare. Quegli uomini all'inizio furono ascoltati, ma presto essi sparirono.
    Mosè: I saggi mi hanno insegnato a vedere la bellezza nelle molte cose belle, la morte nelle molte forme di morte. Non potrebbe esserci una luce che non sia il sole, ma che il sole usa?
  • Ero sacerdote nella città di Madian. Ma ne ebbi abbastanza degli idoli di pietra. Un uomo deve adorare qualcosa di semplice e grande. Lo sto ancora... lo sto ancora cercando. (Jethro)
  • Jethro: Ti sono grato, sai, per ciò che ha fatto.
    Mosè: Hai già detto questo tante volte.
    Sefora: "Gratitudine" non è una parola. È il desiderio di ripetere questa parola.
  • Jethro: Hai intenzione di continuarlo, questo tuo viaggio?
    Mosè: Per il momento la mia storia finisce qui. Il mio è stato un viaggio verso l'esilio. E l'esilio è dovunque, per l'esiliato.
    Jethro: Sai fare il lavoro di pastore?
    Mosè: Mi hanno insegnato che il lavoro è cosa da schiavi. L'Egitto mi ha insegnato molte cose false.
    Jethro: Non devi usare la parola "esilio". È il tuo popolo che conosce l'esilio, non tu.
    Mosè: Sì. Devo imparare a pensare a loro come il mio popolo.

Episodio 2Modifica

  • È sempre così per gli innocenti: sono sempre loro a soffrire per primi. Noi sacrifichiamo agnelli, non coccodrilli. È uno dei grandi misteri. (Mosè)

Episodio 7Modifica

  • Eleazar... Perché la terra promessa è stata negata a tuo padre e a me? Il Signore ha detto: "Perché avete dubitato". Ma ti confesso che... che non sono mai riuscito a capire il vero senso di queste parole. Aronne, qual è stata la nostra vera colpa? La tua credo di saperla. Hai amato il tuo popolo, amato troppo. La mia, l'ho amato troppo poco, o forse amato la legge più degli uomini ai quali era destinata? (Mosè)
  • Mosè: Sei un Dio duro. Un Dio che non perdona.
    Dio: "Che non perdona". Eppure tu sai, io ho giurato il patto che ho stretto con l'uomo. Perciò non lo distruggerò ancora una volta per le sue infedeltà, ma gli infliggerò i tormenti della insoddisfazione, affinché in me soltanto egli sia soddisfatto.

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