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Titina De Filippo (1898 – 1963), attrice, drammaturga e sceneggiatrice italiana.

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Citazioni di Titina De FilippoModifica

  • [Su Filomena Marturano] Nell'invocazione alla Madonna, nella rivelazione ai figli ed in tutto il resto, istintivamente sentivo gli abissi, i trabocchetti preparati a migliaia dalla perfida mano della protagonista. Il terrore di sembrare falsa, costruita, enfatica mi era costantemente davanti agli occhi.[1]

Citazioni su Titina De FilippoModifica

  • Se dico «Titina», ecco con la muta e un poco ironica figura bionda di lei, anche certi «momenti» ineffabili di Via Toledo, del lungo vicolo della Speranzella: i cieli sopra le colline, trasvolati da vecchi piccioni di monasteri barocchi. Ecco: le goffe armonie ballonzolanti delle «carrozzelle» sul «basolato» di Napoli; ecco il vago strepito di àrnia della città. È una musica, non so: una malinconia, una emozione; non so. Per suscitarla (adesso che non vi sono più né «carrozzelle», né «basoli» o selci, per via Toledo) basta pronunciare questo nome, aguzzo e lieto: Titina. (Giovanni Artieri)
  • Titina non era bella | ma 'a bellezza soia | 'a sapeva sul'essa | e s' 'a sapeva spennere | pe' dint' 'o specchio, | quanno n'ata faccia | 'e na femmmena bella, | bella 'overo, | le cercava 'o piacere | d'essere cumm'a 'a essa | pe na sera... (Eduardo De Filippo)

NoteModifica

  1. Citato in Giovanni Artieri, Napoli, punto e basta?, Divertimenti, avventure, biografie, fantasie per napoletani e non, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1980, p. 504.

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