Benvenuti al Sud

film del 2010 diretto da Luca Miniero

Benvenuti al Sud

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Castellabate, paese dove il film è ambientato

Titolo originale

Benvenuti al Sud

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 2010
Genere commedia, remake
Regia Luca Miniero
Soggetto Dany Boon, Alexandre Charlot, Franck Magnier (Giù al Nord)
Sceneggiatura Massimo Gaudioso
Produttore Cattleya
Interpreti e personaggi
Note
Remake del film francese del 2008 Giù al Nord

Benvenuti al Sud, film italiano del 2010 con Claudio Bisio, regia di Luca Miniero.

[In piazza Duomo a Milano; un venditore di palloncini si avvicina a Chicco]
Venditore di palloncini: Vuoi un palloncino?
Chicco: Mamma, me lo compri?
Silvia: Certo!
Venditore di palloncini: Cinque euro.
Silvia: Grazie! [Alberto porge i soldi al venditore]
Venditore di palloncini: Grazie! [porgendo il palloncino al bambino]
Silvia: Lo scontrino?
Venditore di palloncini: No...
Silvia: No, allora grazie, abbia pazienza... [ridandogli il palloncino]
Alberto [riprendendo la cinque euro]: I soldi...
Silvia [vedendo Chicco che si avvicina ai piccioni]: No, no, lascia stare i piccioni, per favore!
Alberto: Silvia, dai, lascialo giocare.
Silvia: Ma stai scherzando? Ma non sai le malattie che portano, la criptococcosi, ma fa schifo! Perché l'aspergillosi? O l'istoplasmosi?

  Citazioni in ordine temporale.

  • Sai che peccato, l'appartamento quello bello, quello vicino a casa dei miei. La mamma ha preso i nomi sul citofono allora: Esposito, Coppola, Wuang, Ammed, Beretta, Gargiullo e Capuozzo. Ora a parte Beretta, a me sembra tutta roba sotto l'equatore, per cui lascerei perdere e cercherei un altro posto. (Silvia)
  • Diretto', quando un forestiero viene al Sud piange due volte: quando arriva e quando parte. (Mattia)
  • [Dando il giubbotto anti-proiettile ad Alberto] Amore, mettiti questo, che magari ti sparano. (Silvia)

Dialoghi

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  Citazioni in ordine temporale.

  • Mario: Alberto, ho una buona e una cattiva notizia.
    Alberto: Sono sospeso, vero?
    Mario: Peggio!
    Alberto: Licenziato?
    Mario: Peggio ancora!
    Alberto: Peggio di licenziato, cosa c'è?
    Mario: Trasferito. Al sud.
    Alberto: Al sud, tipo Bologna?
    Mario: Non Bologna, sud sud.
    Alberto: Non mi dire Roma, sai che non amo Roma...
    Mario: No, no, non ti preoccupare, non a Roma, molto più a sud.
    Alberto: Sicilia?
    Mario: Eh no, no, prima della Sicilia c'è la Campania. Sei stato trasferito vicino a Napoli.
    Alberto: A Napoli? Ma è spaventoso, Mario!
    Mario: Cominci lunedì.
    Alberto: Ma come, lunedì? Io.. non ho vestiti leggeri, non ho un posto dove andare a dormire...
    Mario: Guarda, c'è un appartamento per il direttore dell'ufficio.
    Alberto: Ma dove mi mandano, esattamente?
    Mario: A Castellabate.
    Alberto: Castellabate... vabbè. E la bella notizia?
    Mario: È questa!
    Alberto: E la brutta...?
    Mario: Ci resterai due anni.
    Alberto: Due anni?!
    Mario: Minimo!
    Alberto: Due anni a Napoli, Mario?!
    Mario: Senti, Alberto, o è sud o è licenziamento per gravi responsabilità, eh!
    Alberto: Due anni a Napoli, io muoio!
  • Alberto: Allora, si mangia?
    Silvia: Sì, è tutto pronto... Sai, che peccato, l'appartamento quello bello, quello che avevo trovato vicino a casa dei miei... la mamma ha preso i nomi sul citofono, allora: Esposito, Coppola, Wang, Ahmed, Beretta, Gargiulo e Capuozzo. Ora, a parte Beretta, a me sembra tutta roba sotto l'equatore, per cui lascerei perdere e cercherei un altro posto.
    Alberto: Non ti preoccupare, tanto... non mi mandano più a Milano. Allora, questa cenetta?
    Silvia: Cosa?! Cosa vuol dire, che un altro handicappato ci è passato davanti?
    Alberto: Mi hanno trovato qualcosa di molto, molto meglio!
    Silvia: Aaah! E dove?
    Alberto: A Chateau de l'Abbè.
    Silvia: Dove?
    Alberto: Castellabate. È una ridente località [pronunciando le ultime tre parole in modo poco comprensibile] vicino a Napoli. Formidabile, no?
    Silvia: Cosa hai detto?
    Alberto: "Formidabile, no?"
    Silvia: Prima...
    Alberto: "Ridente località?"
    Silvia: Dopo...
    Alberto: Vicino a... Napoli...
    Silvia: A Napoli?!
  • Alberto: Per avere il posto di Milano... mi sono spacciato per disabile.
    Silvia: Ti sei spacciato...?!
    Alberto: Con la... [mima il gesto di andare sulla sedia a rotelle]
    Silvia: Ma che pi... [tappa le orecchie al figlio Chicco] Ma che pirla! Non ci posso credere di avere sposato uno così... uno così... uno così... Chicco! [Chicco si tappa le orecchie] Pirla! Ci vai da solo, sai? Mettiti in testa, ci vai da solo laggiù! Chicco, pigiama, a letto, si va! Ma guarda che pirla...
    Chicco: Mamma, io ho paura di Chateau l'Abbè!
  • [Entrando nella sua casa da direttore delle poste di Castellabate]
    Alberto: Ma dove sono i mobili? Chi si è fregato i mobili?! Ma io vi denuncio, io vi sbatto in galera!
    Mattia: Ma se li è presi il vecchio direttore!
    Alberto: Direttore di niente! Ladro rimane un ladro, intanto lo denuncio, poi vediamo chi ha ragione!
    Mattia: E a chi denuncia? Quello non ci sta più.
    Alberto: Oh signùr, un latitante?
    Mattia: No, ma quale latitante, si è fatt' 'a cartell'...
    Alberto [non avendo compreso]: Ah?
    Mattia: Schiattato. Si è recettato.
    Alberto: Non capisco.
    Mattia: Morto!
    Alberto: Ah... Cominciamo bene. Vabbe', mi porti in albergo, Volpe.
    Mattia: Non ho capito.
    Alberto: Ci sarà un hotel da queste parti, no?
    Mattia: A Castellabate? In questo periodo? A quest'ora? Ma state parianno?
  • Mattia: Mamma! Vuole un tè. [riferendosi alla colazione di Alberto]
    Signora Volpe: Ch'ha da fa cu 'stu tè, ma che tiene, 'e mal' 'e panza?
    Mattia: Che ne sacc'io? Pure io ci so' rimasto quando me l'ha detto, perché m'ha spiazzato 'n attimo...
  • Alberto: Buongiorno!
    Signora Volpe [con un coltello e un grembiule insanguinati]: Buongiorno...
    Mattia: Direttore!
    Alberto: Come sta?
    Signora Volpe: Eh?
    Alberto: Dico, lei come sta?
    Signora Volpe: Lei?
    Alberto [imbarazzato]: Lei! Come si sente, lei?
    Signora Volpe [guardando Mattia]: Ma cu' chi parla chist'?
    Mattia: No, sta parlando con te, mamma! [ad Alberto] È che... mia mamma è abituata al "voi", da queste parti non si usa il "lei".
    Alberto: Scusi... scusate!
  • Alberto: Ha ragione sua mamma, non fa mica così caldo...
    Mattia: Normale.
    Alberto: No, perché mi han detto che qui al Meridione faceva un gran caldo, invece...
    Mattia: Eh, prima la posta la portavano i cammelli... 'o direttore era 'nu beduino...
  • Costabile grande: Così voi siete del "Norde"?
    Alberto: No, io non sono del "Norde". Sono del Nord! Il "Norde" non so neanche dove sia, mi spiace!
    Costabile piccolo: Le possiamo offrire un caffè di benvenuto?
    Alberto: Ma in questo paese non fate altro che bere caffè? Son le nove di mattina e ne ho già bevuti tre! A lavorare, su, via, via!
  • Signora Volpe: Matti', ricordati, ti sei fatto le analisi, è uscito che tieni il verme solitario!
    Mattia: Le analisi me l'aggio fatto quand'ero piccirillo! E po' 'stu verme' pe' se mangia a frittata 'e maccarune, 'o prosutto e 'o panino, nun adda essere solitario, adda tenere minimo 'na comitiva!
  • Silvia: Ma sei solo?
    Alberto: Sì, sì, solo, solissimo.
    Silvia: C'era una voce di una donna...
    Alberto: No, la... Maria, la vicina forse.
    Silvia: Come è la vicina?
    Alberto: E come vuoi che sia? Grassa, bassa, coi baffi.
    Silvia: Una nutria...
  • Alberto [scoprendo la targa con la scritta "Qui non si muore"]: Ah, "qui non si muore"!
    Mattia: Eh, lo ha detto Gioacchino Murat, il re francese, è stato qui a Castellabate, ha scritto questa frase, "Qui non si muore"... e po' è muorto!
  • Alberto: Amici, vi devo parlare. Sono nei guai: mia moglie arriva domani.
    Costabile piccolo: Scusate, nun aggio capito. Non siete contento che viene vostra moglie?
    Alberto: No, certo che sono contento; è che le ho mentito, sulla vita che faccio qui. Io non volevo mentirle, ho provato a dirle la verità, ma lei non ci credeva e così le ho fatto credere quello che lei voleva credere. Insomma, le ho detto che qui vivo male. E devo dire che, più lei pensa che io stia male, più mi tratta bene: il nostro rapporto è migliorato, e anche lei sta meglio.
    Mattia: Fatemi capire. Essa sta meglio se voi state peggio?
    Alberto: So che suona strano ma è così.
    Maria: Scusate, ma si può sapere che le avete detto?
    Alberto: Cose che si dicono... Stereotipi, più che altro. Luoghi comuni, cose magari non vere, ma che si dicono soprattutto al Nord. Tipo che siete un po' basici, sai, sempliciotti, terra terra. Che gesticolate quando parlate, questo è vero, urlate, non si capisce niente di quello che dite, siete un po' volgari, mangiate... Cose così. Forse ho usato il termine terroni, sporchi violenti... [si alzano e se ne vanno tutti]

Citazioni su Benvenuti al Sud

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  • Alla fine della visione, ci si rende conto che nord e sud sono molto più simili umanamente di quanto può sembrare al mondo politico. Nel senso che il modo di vivere, il modo di essere, l'umanità così come è proposta nel film, superano quelle contraddizioni che sono più da cliché.
  • È un tema [quello di Giù al Nord] che non poteva che trovare terreno fertile in un'Italia dove questa grossa differenza tra nord e sud è spesso rimarcata. Si tratta comunque di un remake, dove la storia viene "trapiantata" sulla realtà italiana: le storie e le dinamiche che riguardano i luoghi comuni e i pregiudizi sono quelli caratteristici e prettamente italiani
  • È un film fondamentalmente comico. Credo però che ogni film sia anche politico, anche quello più comico e assolutamente lontano della realtà politica di adesso. In "Benvenuti al sud", oltre al confronto fra nord e sud, ci sono anche delle allusioni politiche. Credo che però la soluzione scelta non sia né di destra né di sinistra, ma possa essere una pellicola trasversale, che piaccia a tutti.

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