La maschera di ferro (film 1998)

film del 1998 diretto da Randall Wallace

La maschera di ferro

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Titolo originale

The Man in the Iron Mask

Lingua originale inglese
Paese Gran Bretagna, Stati Uniti
Anno 1998
Genere avventura
Regia Randall Wallace
Soggetto Alexandre Dumas (padre) (romanzo)
Sceneggiatura Randall Wallace
Produttore Randall Wallace, Russell Smith
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note

La maschera di ferro, film del 1998 con Leonardo DiCaprio, regia di Randall Wallace.

Quanto sto per narrarvi in parte è leggenda, ma una cosa almeno è realtà. Quando i cittadini francesi insorti distrussero la Bastiglia scoprirono nei suoi archivi questa misteriosa inscrizione: "Prigioniero numero 64389000 - L'uomo dalla maschera di ferro". (Aramis)

  • Quando diventai moschettiere mi fu detto che ogni volta che sguainavo la spada dovevo pensare non a chi stavo uccidendo, ma a chi stavo consentendo di vivere [...]. (D'Artagnan a Re Luigi XIV)
  • Io credo che un uomo possa amare una sola donna per tutta la vita... ed esserne felice. (D'Artagnan, dialogo nelle stanze di Re Luigi)
  • D'Artagnan, questi corridoi agiscono per la sicurezza del re, non per consentire a voi di spaventarmi a morte! (Re Luigi XIV a D'Artagnan)
  • Una volta io, tutti noi, credevamo di dover porre le nostre vite al servizio di qualcosa di ben più grande di noi stessi. Aramis aveva la sua fede, Porthos il suo amore per la vita, D'Artagnan la sua devozione... io avevo Raoul. (Athos a Filippo)
  • Forse andremo all'inferno ma non questa volta. (Aramis a Porthos)
  • Eri tu che portavi una maschera. (Filippo a D'Artagnan, ormai morto)
  • Preferisco morire coperto di sangue che da vecchio, a letto, nel mio piscio. (Porthos)
  • Athos. Se falliremo in questa impresa... come probabilmente accadrà... sarò onorato di morire accanto a te. (Aramis)
  • È il giorno del giudizio. (Aramis)
  • Sono io il Generale dell'Ordine dei Gesuiti. (Aramis)
  • Sostituiremo Luigi con Filippo. (Aramis)
  • Sono un genio, non un ingegnere! (Aramis)
  • Chiudete questo alienato dove nessuno possa sentire i suoi vaneggiamenti. Che venga nutrito da un sordo-muto, ma ben nutrito... E che trovi la redenzione nel patire le sofferenze che ha inflitto agli altri. (Filippo, parlando di Luigi)
  • Uccidete il mio re, e io ucciderò il vostro. (D'Artagnan)
  • Anna! So che amarvi significa tradire la Francia, ma non amarvi significherebbe tradire il mio cuore. (D'Artagnan)
  • Invece ha molto a che fare! Il re è un cane! Un cane e un codardo! (Athos, parlando delle intenzioni seduttrici di Re Luigi nei confronti di Christine, fidanzata di suo figlio Raoul)
  • Sei tu il traditore. (Athos a D'Artagnan)
  • Io sono Porthos! E combatto contro il re! (Porthos)
  • Uno per tutti. Tutti per uno. (Athos)
  • Qualunque sia il piano, io sono con te. (Athos ad Aramis)
  • Adoro Parigi, adoro la vita, e adoro voi, signore! (Porthos)
  • Siamo in una tomba? (Porthos)
  • Di tutte le bellezze che ho visto, nessuna è comparabile a voi. (Re Luigi XIV a Christine)
  • Quanto a te, caro fratello, te ne torni alla prigione, e alla maschera che odi. A forza di portarla ti piacerà! E ci morirai. (Re Luigi XIV a Filippo)
  • Che incredibile audacia. (Luogotenente Andre parlando dei tre moschettieri)
  • Per tutta la vita, non ho desiderato altro che poter... essere lui. (Luogotenente Andre, parlando di D'Artagnan ormai morto, mentre punta la spada contro Luigi)
  • La prossima volta che ci incontreremo, uno di noi morirà. (Athos)
  • D'Artagnan io non ho mai conosciuto uomo migliore di te e né avuto un amico più caro. Ma se questo re fa del male a mio figlio solo per prendersi un'amante allora questo re diventerà mio nemico e così pure qualsiasi uomo si metta tra quel nemico e me. (Athos)
  • Era il migliore di noi. (Athos, riferendosi a D'Artagnan)
  • Athos. Dopo tutto quello che avete fatto, devo chiedervi un altro favore. Concedetemi di amarvi come un padre. E prego che viviate per questo: per amarmi come un figlio. (Filippo)
  • Non uccideteli, se potete. (D'Artagnan)

Dialoghi

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  • Porthos: Basta pregare! Spassiamocela un po', Aramis. Ho bisogno di risollevarmi il morale! Sono vecchio, sono debole, la mia forza se ne è andata...
    Aramis: Porthos, sto pregando.
    Porthos: Questo l'ho visto, sei sordo anche? So che sei cieco, perché se avessi visto le tette che sono appena uscite di qui avresti le lacrime agli occhi.
    Aramis: Nella vita ci sono cose più importanti di un bel paio di tette.
    Porthos: Davvero? Aramis, se puoi nominare una cosa, una sola cosa, che dia una sensazione più sublime di un polposo bel capezzolo rosa fra le labbra... ti costruisco una nuova cattedrale.
    Aramis: Il perdono.
    Porthos: Il perdono? [Emette un rumoroso peto] Perdonami... perdonami. Sono perdonato? Sono perdonato? [Aramis gli tira uno schiaffo] Devo osservare che il tuo perdono non è più dolce di un capezzolo rosa.
  • [D'Artagnan incontra la regina Anna in lacrime nella cappella. I due si abbracciano, poi incominciano a baciarsi]
    D'Artagnan: No! No! Se ci vedessero, sarebbe la morte!
    Regina Anna: Se non ti bacio morirò comunque.
    [Si baciano]
    D'Artagnan: Non sopporto vederti piangere... per favore, dimmi cos'è successo.
    [Lei si allontana senza rispondere]
    D'Artagnan: Anna! So che amarvi significa tradire la Francia ma non amarvi significherebbe tradire il mio cuore...
    Regina Anna: Allora moriremo entrambi da traditori.
  • Christine: Sono solo fedele al mio cuore.
    Re Luigi: E quanto è fedele questo cuore a voi?!
  • D'Artagnan: Non posso tradire il mio re. Lo difenderò con la vita.
    Aramis: Allora Dio sia con te, perché nessuno di noi lo sarà.
  • Christine: Ho peccato contro l'amore e contro Dio e brucerò all'inferno... e anche voi.
    Re Luigi: No, amore mio, voi brucerete all'inferno, ma io no. Perché io sono il re. Ordinato da Dio!
  • Filippo: Mi dispiace, ho fallito.
    Athos: Noi abbiamo fallito.
  • Re Luigi XIV: Chi è?
    Francois: Raoul, il figlio di Athos.
    Re Luigi XIV: Le vostre preferenze andranno ai giovani soldati, ma io mi riferivo alla bellezza che è accanto.
    Francois: Si chiama Christine.
  • Aramis: Quando eravamo giovani e vedevamo le ingiustizie, combattevamo.
    D'Artagnan: Ora ci sono questioni che non possono essere risolte con una spada.
    Athos: E altre non possono essere risolte senza.
  • Aramis: Luigi mi ha ordinato di scoprire la vera identità del Generale dell'Ordine dei Gesuiti e ucciderlo.
    Porthos: Lascia che sia il generale segreto a preoccuparsi.
    Aramis: Il problema è che sono io.
  • Athos: Che cosa proponi di fare?
    Aramis: Sostituire il re.
  • D'Artagnan: Siete sempre circondato da donne meravigliose. Amate qualcuna di loro?
    Re Luigi XIV: Molto spesso, in realtà.
  • Re Luigi XIV: D'Artagnan, io sono un re giovane... ma sono un re.
    D'Artagnan: Allora siate un buon re, Maestà.
  • Aramis: Vi stiamo offrendo la possibilità... di essere re.
    Filippo: No. Voi mi state offrendo di sostituirmi a un re. Un re che odiate.
  • Luigi: Mi avevano detto che questo impostore era morto.
    D'Artagnan: Voi sapevate? Sapevate che esisteva un uomo così rassomigliante?
    Luigi: E' mio fratello.
    D'Artagnan: Fratello?
    Luigi: Il mio gemello. Il mio sangue. E' questo che lo ha tenuto in vita fino ad oggi.
    Regina Madre: Filippo. Luigi, ti prego.
    Luigi: [La spintona verso D'Artagnan] Avete partecipato anche voi, Madre?
    Regina Madre: E' tuo fratello! Io vi amo entrambi.
    Luigi: Il vostro amore non ha significato nulla per nessuno dei due.
    Filippo: Per me ha significato molto.
    D'Artagnan: [Dopo che Luigi ha sferrato un pugno in faccia a Filippo] Ascoltatemi! Ascoltatemi! Mai una volta vi ho chiesto qualcosa per me. Ora vi chiedo di risparmiare la vita di quest'uomo, questo prigioniero. Vostro fratello.
    Luigi: Non avete il diritto di chiedermelo!
    D'Artagnan: [Si mette in ginocchio in segno di supplica] Maestà! Ogni giorno della vostra vita ho vegliato su di voi, ho versato sangue per voi. Ho pregato ogni giorno per vedervi diventare più grande del vostro Ufficio, migliore della Legge. Vi prego, mostratemi a cosa sono valsi la mia fede e il mio sangue. Siate clemente.
    Luigi: Voi vi schierate con i traditori, con lui, soprattutto, mio fratello, che ha fatto questo a me.
    D'Artagnan: E voi che avete fatto a quest'uomo? Per un momento ho pensato che foste divenuto il Re che avevo sempre sperato che foste.
    Filippo: [Si rivolge a suo fratello con un filo di voce] Vi prego. Mio signore. Posso parlare? Io vi prego di uccidermi. Vi assolvo da qualsiasi peccato per la vita che mi toglierete. Pregherò Dio di ricompensarvi per la pietà dimostrata ascoltandomi. Vi prego. Vi prego di non rimandarmi nella prigione dove ho vissuto tanto a lungo.
    Luigi: D'Artagnan. Voi troverete Portos, Athos e Aramis e mi porterete le loro teste, o io avrò la vostra. Quanto a te, caro fratello, te ne torni alla prigione e alla maschera che odi. A forza di portarla ti piacerà! E ci morirai!
  • Filippo: Sapevo che sareste tornati.
    Aramis: Temevo che la maschera vi avrebbe ucciso.
    Filippo: Mi nasconde, ma non mi uccide.
  • Filippo: [Furioso, attacca il fratello dopo che questi ha pugnalato D'Artagnan] Tu! Vile!
    Luigi: Lasciami!
    Filippo: Malvagio!
    Luigi: Lasciami!
    D'Artagnan: [Agonizzante, lo implora] Filippo! E' tuo fratello.
    Tenente André: Fratello? Uscite tutti quanti. Siete tenuti al silenzio.
    Filippo: Toglietemi questa! Toglietemi questa!
    Athos: Perdonami!
    D'Artagnan: Per tutta la vita, questa, questa è la morte che ho sempre desiderato. Uno per tutti e tutti per [Esala l'ultimo respiro e muore].
    Tenente André: [Punta la spada contro Luigi e lo arresta] Per tutta la vita non ho desiderato altro che essere lui [D'Artagnan]. Abbiamo ricatturato il prigioniero.
    Luigi: No! No! Sono io...
    Filippo: [In veste di Re] Chiudete questo alienato dove nessuno possa sentire i suoi vaneggiamenti. Che venga nutrito da un sordomuto, ma ben nutrito e che trovi la redenzione nel patire le sofferenze che ha inflitto agli altri. Andate, André.
  • Aramis: D'Artagnan, sono giovani moschettieri. Sono cresciuti nella nostra leggenda. Ci venerano. E questo è un vantaggio.
    Porthos: Sì. Perché non li attacchiamo?
    D'Artagnan: Ho addestrato io questi uomini. Si batteranno fino alla morte. Ma se dobbiamo morire... se noi dobbiamo morire... meglio morire così.
    Athos: Uno per tutti. Tutti per uno.

Il prigioniero con la maschera di ferro non fu mai trovato, tra i suoi carcerieri si vociferava che avesse ricevuto il perdono reale e fosse stato portato in campagna dove avrebbe vissuto tranquillo visitato spesso dalla regina. Il re noto come Luigi XIV portò al suo popolo cibo, prosperità e pace e viene ricordato come il più grande sovrano nella storia di questa Nazione. (Aramis)

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