I promessi sposi (miniserie televisiva 1990)

sceneggiato televisivo del 1990

I promessi sposi

Miniserie TV

Immagine Anna Marchesini.jpg.
Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno

1990

Genere sceneggiato televisivo, parodia
Stagioni 1
Episodi 5
Regia Tullio Solenghi, Anna Marchesini, Massimo Lopez
Soggetto Alessandro Manzoni (romanzo)
Sceneggiatura Tullio Solenghi, Anna Marchesini, Massimo Lopez
Rete televisiva Rai 1
Interpreti e personaggi

I promessi sposi, sceneggiato televisivo del 1990 diretto e interpretato da Tullio Solenghi, Anna Marchesini e Massimo Lopez.

Prima puntataModifica

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Il nostro curato, dunque, voltatasi ebbe la stradetta, affrettando il passo verso casa, cammina, cammina incontra Cappuccetto Rosso che andava dalla nonna [Don Abbondio si ferma e fa gesti spazientiti] Oh, no mi scusi. Ho sbagliato, scusi. Dicevo, il curato voltata che ebbe affrettando il passo verso casa... [Arriva saltellando Cappuccetto Rosso] E allora vede che avevo ragione io! Scusi, c'era Cappuccetto Rosso. Eccome, eh! Eccolo lì, eh, sì! Eh... voltata che ebbe finalmente [Don Abbondio alza gli occhi al cielo] 'sta stradetta... e non polemizzi... diede un ultimo sguardo al lago com'era solito fare tutti giorni in quel punto. (Voce fuoricampo della Marchesini)
  • Lorenzo, o come dicevan tutti, Renzo. (Voce fuoricampo della Marchesini)
  • Noi dobbiamo restare uniti per salvare la filanda! Perchè lo sappiamo tutti chi è? Chi è che fa andare la filanda? È chiara la faccenda son quelle come me e c'è e c'è... che ci lascio sul telaio | le lacrime del guaio | per amato te. | Tu non vivevi senza me. | Ahi, l'amore! | Ahi, l'amore! | Prima sapevi il perché. | Ahi, l'amore che cos'è! (Renzo)
  • Voce fuoricampo della Marchesini: Al loro ricordo si compose sul suo volto un'espressione di profonda tenerezza. Di profonda tenerezza... Tenerezza, eh! Senta faccia un'espressione di commozione. Una... no! No, di nostalgia. Una nostalgia mista a dolore. Questo dolore profondo. Dolore, no, no, no, no, no, no. Misto proprio a rimpianto per la perdita dei cari...No, no, no! Rimpianto, dolore... Senta, sempre 'sta faccia fa lei, eh!
    Renzo: E lo so, io purtroppo questa ho.
    Voce fuoricampo della Marchesini: E lo so, non va bene, non ci siamo. Vabbe', con la solita faccia da pesce lesso che... vada lei, può andare intanto. Può fare tutte le cosette che deve fare. Salire le scale. Le altre cosine. Vabbe', con la solita faccia da pesce lesso che ritrovremo poi in tutte le puntate, Renzo suonò finalmente la porta di Don Abbondio.
  • Sor Re dia retta a me, si metta comodo perché oggi mi sa che è una giornataccia, eh? Allora, gradisce una tazzina de caffè senza complimenti. Un gocciolino di caffé non fa mai male, che vi aspetta una notizia... (Perpetua)
  • Renzo: Dunque è Don Rodrigo che vuole Lucia! Ah, cane! Lucia! [cerca di aprire la porta per uscire dalla casa di Don Abbondio]
    Perpetua: Sor Re!
    Renzo: Sì?
    Perpetua: Le dispiace, la tazzina. Mi scusi eh? Me se scompagna il servizio.
  • Lorenzo! O come dicevan tutti, Renzo. Quando vi vedo m'appilo! (Lucia)

Seconda puntataModifica

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Senta era un tentativo di dare un po' di movimento al romanzo. Non lo possiamo fare come l'ha scritto lei completo. Guardi è un romanzo palloso tanto. (Agnese) [rivolgendosi ad Alessandro Manzoni adirato che la sua storia è continuamente modificata]
  • Agnese: Ascoltatemi, devo dirvi una cosa molto importante. Vi devo parlare. Ascoltate.
    Alessandro Manzoni: Silenzio, parla Agnese.
  • A noi poverelli le matasse paion più imbrogliate spesso soltanto perché non sappiam trovarne il bandolo. [si rivolge ad Alessandro Manzoni] Oh, e questa l'ho detta para para com'è scritta sul libro. Non si può lamentare, eh? (Agnese)
  • Fra Cristoforo non era stato sempre così. In gioventù, infatti, prima di convertirsi Fra Cristoforo si chiamava Little Tony. (Voce fuoricampo di Solenghi)
  • Bella Fighejra: Ciao! Sono Bella Fighejra!
    Don Rodrigo: Sì, lo so. Sei la mia fidanzata Bella Fighejra.
  • Mi pare ormai afferrado il concetto che sono proprio una gran bella fighejra. (Bella Fighejra)
  • Oh! Io devo parlarve de una cosa muy muy importante. Io sono venuta a sapere... Griso! Un momentido! Aspetta! Siediti accanto a me e bevi qualcosa. Vuoi bere qualcosa? Coraggio Griso, bevi qualcosa! [Griso stava già bevendo seduto accanto a lei] Oh, tutti giù in paese dicono che io soy cornuda. (Bella Fighejra)
  • Io entiendo saber che cos'é che io non ho, che tu credi che lei abbia, piú di me di quello che tu credi che io non avessi che lei invece tu piense che io non ho al confronto di quello che lei abbia di cui tu credi che avrebbe piú di quello che io... oppure... che lei... sapesse... (Bella Fighejra) [a Don Rodrigo parlando di Lucia Mondella]
  • Farò sentire il profumo della mia colt. (il Gringo)
  • Voglio dati un consiglio, amico. Guardati alle spalle, gli indiani non perdonano. (il Gringo)
  • Don Rodrigo, Conte di Fuentes Mendoza di Feria, Duca di Terranova, Don Fernando Velasco Contestabile di Castiglia... per gli amici Mimmo. (Don Rodrigo)
  • Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte | devo dirti qualche cosa che riguarda noi due. | Ti ho vista andare alla filanda insieme ad un altro | con la mano nella mano, passeggiava con te. | Tu digli a quel Renzo che sono geloso | e se lo rivedo, gli spaccherò il muso. | Fatti mandare dall'Agnese a prendere il latte | Presto, scendi, scendi, amore | Ho bisogno di te, ho bisogno di te! Dai, Lucia scendi! Andiamo al ballo! Ti porto al castello! (Don Rodrigo)

Terza puntataModifica

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  • Io sono un po' come la figlia di sora Camilla, che tutti la vogliono e nessuno la piglia. (Lucia)
  • Don Rodrigo, io vi dico che son promessa a Renzo e poi vi dico che se non date na ripassata a 'sti congiuntivi non la svangate neanche quest'anno. (Lucia)
  • Co sta pioggia e co sto vento, chi è che bussa a sto convento? (frate) [al convento della Monaca di Monza]
  • Lucia: Scusi, vo cercando la Monaca di Monza.
    Monaca di Ponza: No, io sono la Monaca di Ponza. Lo so che è una battuta banale, però purtroppo vengo da lì. Sono nativa di Ponza, proprio dell'isola.
  • Io fui costretta a fuggire dal mio paese perché perseguitata, oltre che dalla sfiga, dalle angherie di un cavaliere prepotente tale Don Rodrigo, Conte di Fuentes Mendoza di Feria, Duca di Terranova, Don Fernando Velasco Contestabile di Castiglia...olè, per gli amici Mimmo. (Lucia)
  • Sorelle vi ricordo che alle ventuno di oggi, essendo giorno dispari, verranno i Duran Duran, non facciamoci riconoscere come al solito. (Superiora)
  • Scionzio sei! So' vent' anne che racconte 'sta barzelletta e non fai ride! (Madre Badessa)
  • Tanto caruccia... piccoletta, tondetta, sí, lo sono sempre stata, questo lo confesso... ma una silfide 'n confronto adesso! Un po' nana, sì questo lo confesso! Ma ero tanto caruccia! (Madre Badessa)
  • Fatte la barba! A te va bene così, basta che no' ride! (Madre Badessa)
  • Dumbo, giú! Magna de meno che pij'er volo fra 'n po'! (Madre Badessa)
  • Dracula, abbassa gli occhi, giù! Stanotte a mezzanotte vai a letto, siiiiì? (Madre Badessa)
  • Quanto me sa brutto 'sto posto! Non ce voglio più stare qui dentro! Brutte, siete! Tutte quante! Brutte, storte, racchie e cattive! Un'ora de penitenza tutte quante! (Madre Badessa)

Quarta puntataModifica

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  • Segretaria dell'Innominato: Un'altra frustatina?
    L'Innominato: No, dopo.
    Segretaria dell'Innominato: Frustatina?
    Don Rodrigo: No, no, grazie. Dopo.
  • Don Rodrigo trovò alla fine conveniente accettare in offerta speciale la confezione "Tre crimini al prezzo di uno." (Voce fuoricampo di Lopez)

Voci correlateModifica

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