Don Rodrigo

personaggio immaginario de I promessi sposi

Don Rodrigo, personaggio del romanzo I promessi sposi di Alessandro Manzoni.

Don Rodrigo in un'illustrazione di Francesco Gonin dell'edizione del 1840 de I promessi sposi.

Citazioni di don RodrigoModifica

I promessi sposiModifica

  • [Al Griso, che l'ha tradito, chiamando i monatti anziché il medico] – Ah traditore infame! Via, canaglia! Biondino! Carlotto! aiuto! son assassinato!
  • [Al Griso, al quale, sapendosi appestato, ha ordinato di chiamare Chiodo, un chirurgo fidato] – È un galantuomo, che, chi lo paga bene, tien segreti gli ammalati. Va a chiamarlo: digli che gli darò quattro, sei scudi per visita, di più, se di più ne chiede; ma che venga qui subito; e fa la cosa bene, che nessun se n'avveda.
  • [A fra Cristoforo] Escimi di tra' piedi, villano temerario, poltrone incappucciato.

Citazioni su don RodrigoModifica

  • Manzoni sapeva che i costumi non sono semplice indumenteria. Hanno una loro necessità sociale e morale. Quando sulla soglia del romanzo, nel frontespizio cosiddetto «morto», dovette presentare la compagnia degli attori, per vestire don Rodrigo additò al disegnatore, come modelli, due ritratti (del negoziante di sete Francesco Camisano e di Silvestro de Mattanza) custoditi nella Quadreria della Ca' Granda di Milano), entrambi di pittori anonimi del Seicento lombardo. E fece attribuire al personaggio una posa spavalda alla maniera dei ritratti di Van Dyck. Da questa misura screziata di connotazioni borghesi e aristocratiche formò il carattere del persecutore. (Salvatore Silvano Nigro)
  • Quel tiranno di don Rodrigo si era incapricciato di Lucia. E su di essa aveva fatto scommessa col cugino Attilio, suo «spensierato» complice nelle soverchierie. Cominciano le traversíe dei due operai. (Salvatore Silvano Nigro)

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