Fra Cristoforo

Personaggio de ''I promessi sposi'' di Alessandro Manzoni

Fra Cristoforo, nome di battesimo Lodovico, personaggio del romanzo I promessi sposi di Alessandro Manzoni.

Fra Cristoforo in un'illustrazione di Francesco Gonin tratta dall'edizione del 1840 de I promessi sposi.

Citazioni di fra CristoforoModifica

I promessi sposiModifica

  • [A Renzo] Cercala lì; cercala con fiducia e... con rassegnazione. Perché, ricordati che non è poco ciò che tu sei venuto a cercar qui: tu chiedi una persona viva al lazzeretto! Sai tu quante volte io ho veduto rinnovarsi questo mio povero popolo! quanti ne ho veduti portar via! quanti pochi uscire!... Va preparato a fare un sacrifizio...
  • [Al fratello del "soverchiatore" ucciso prima di farsi frate e da cui aveva ottenuto il perdono] Io sto per mettermi in viaggio: si degni di farmi portare un pane, perché io possa dire d'aver goduto la sua carità, d'aver mangiato il suo pane, e avuto un segno del suo perdono.
  • [A Renzo] Non rivangare quello che non può servire ad altro che a inquietarti inutilmente.
  • [A Renzo] Puoi odiare, e perderti; puoi, con un tuo sentimento, allontanar da te ogni benedizione.

Citazioni su fra CristoforoModifica

Salvatore Silvano NigroModifica

  • Fra Cristoforo crede di aiutare i giovani promessi, costretti alla fuga dal borgo, con due lettere di presentazione. Li spedisce in due conventi, a Monza e a Milano. E finisce per consegnarli, sprovveduti, a due sconvolgenti romanzi: Lucia inciampa nelle trame di sangue della Monaca e dell'innominato; e nell'allegra follia di una «coppia d'alto affare» (don Ferrante e donna Prassede); Renzo si dissipa, tra strade e osterie, nel «grosse Welt della storia»: da Milano a Bergamo, andata-ritorno-andata, via carestia e peste [...].
  • Fra Cristoforo, evocatore di santini, è un attore nel teatro della fede. Predilige le pose sceniche. Incantatorie. E profetiche, soprattutto; alla Nathan: il profeta che Dio mandò a David per annunciargli la punizione.
  • Fra Cristoforo si pone in mezzo, tra vessatori e vittime: i primi esorta, riprende e cerca di correggere con drastiche restrizioni morali; agli altri insegna a non «affrontare», a non «provocare» e a farsi «guidare» da lui. Il carattere del frate è di qualità ignea. Il cappuccino ha «indole focosa». Il suo volto è «infocato». Le parole dell'abuso gli fanno «venir le fiamme sul viso». E lo mandano in combustione: «Tutti que' bei proponimenti di prudenza e di pazienza andarono in fumo».

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