Guerra Iran-Iraq

conflitto bellico del 1980-1988

Citazioni sulla guerra Iran-Iraq.

Soldato iraniano con maschera antigas

Citazioni

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  • La guerra Iran-Iraq e le varie rivolte tribali ed etniche nell'Iran costarono al paese più di £250 miliardi in danni bellici, ma il costo sociale fu ancora più alto. Nel 1991 c'erano più di 200.000 vedove di guerra e circa 300.000 orfani di guerra in Iran. Decine di migliaia di prigionieri di guerra, inoltre, tornarono in Iran dall'Iraq, molti dei quali soffrendo di squilibri mentali causati da anni di tortura. Alcuni prigionieri erano adolescenti quando vennero catturati; tornarono a casa come uomini amareggiati che avevano trascorso i miglior anni della loro vita in campi nemici. Alcuni furono immediatamente assorbiti nelle reti criminali che combinavano la violenza politica con la ricerca di un profitto personale e terrorizzavano le città più grandi. (Amir Taheri)
  • La guerra tra Iran e Iraq è stata positiva per Israele perché due dei peggiori nemici di Gerusalemme si sono combattuti (e di conseguenza indeboliti) a vicenda per otto anni. Israele ha venduto armi all'Iran perché considerava l'Iraq il suo acerrimo nemico durante quegli anni. Anche l'Iran si comportava come nazione ostile, ma era troppo debole e lontano per destare preoccupazioni. Era necessario aiutare l'Iran a non collassare a causa della guerra per proteggere gli interessi di Israele. In ogni caso, nella storia del popolo ebraico l'Iran ha sempre rappresentato un paese amico nel quale vivere con serenità. (David Menashri)
  • La nostra non è una guerra contro le superpotenze dell'Est o dell'Ovest, la nostra non è solo una guerra della nostra ideologia contro tutte le tirannidi. È la guerra dell'Islam contro le disuguaglianze del mondo, contro l' arroganza internazionale. (Ruhollah Khomeyni)
  • La tentata invasione irachena dell'Iran, da cui scaturì la guerra del Golfo, non suscitò uno scandalo adeguato alla gravità dell'aggressione. (Bernardo Valli)
  • Per l'Iran il contenimento della guerra è solo un mezzo per dividere gli sceicchi arabi dall'Iraq, per questi ultimi nient' altro che un primo passo verso la pace totale. Cosicché è nuovamente riesplosa la "guerra alle petroliere" che solo nell'ultimo anno ha provocato il danneggiamento di 62 navi e la morte di 13 marinai. Dalle dichiarazioni ufficiali Iraq e Iran sembrano nuovamente avviarsi verso una guerra di lunga durata, ma non ci sembra che potranno resistere tanto a lungo. In particolare Khomeini deve fare i conti con il riesplodere dell' opposizione armata nel Kurdistan e nel Belucistan oltreché del fenomeno terroristico interno di cui il dirottamento negli ultimi quattro mesi di sei aerei civili e militari è soltanto l' aspetto più spettacolare. Ma il fattore che forse maggiormente influirà sull' esito della guerra è il calo dell' interesse strategico della rotta petrolifera del Golfo a vantaggio della rotta continua del Mar Rosso. (Magdi Allam)
  • Tutti gli arabi sinceri concordano che la guerra che l'Iraq ha dovuto fare non è stata combattuta soltanto in difesa della sua sovranità, ma per la difesa del fianco orientale del mondo arabo e dell'insieme della nazione, in particolare degli stati del Golfo. (Tareq Aziz)
  • Finché c'è stata la guerra era impossibile pensare alla lotta alla dittatura di Khomeini, l'unica priorità era la difesa nazionale: anche per questo l'ayatollah ha prolungato il conflitto il più possibile.
  • Penso che Iran e Iraq siano vittime di un confronto personale fra Khomeini e Saddam. Khomeini ha interesse a continuare la guerra per sopravvivere politicamente, dal momento che la contesa è un modo per tenere le forze armate sui confini.
  • Sono l'anarchia, lo sfacelo economico e il declino del nostro prestigio internazionale che hanno generato la violazione della nostra integrità territoriale attraverso un'aggressione esterna che noi condanniamo.
  • A scuola hanno dato questa a mio figlio. Dicono ai ragazzi che se avessero la fortuna di morire in battaglia entrerebbero in paradiso con questa chiave, questa chiave di plastica.
  • Gli ultimi giorni della guerra sono stati terribili, Marji. Un mese prima dell'armistizio, l'Iraq si è messo a bombardare Teheran ogni giorno, come se dovesse cancellarla dalla Terra.
  • L'occidente ha venduto armi su due fronti, e noi siamo stati così sciocchi da entrare in questo gioco cinico. Otto anni di guerra per niente, un milione di morti per niente.
  • La guerra è finita, certo. Però adesso è quasi peggio. La gente non sa neanche più perché ci sono stati otto anni di guerra.
 
Saddam Hussein
  • Avete continuato la vostra aggressione senza trarre alcuna lezione dalle battaglie a est di Basra, in cui il popolo d'Iraq trionfò e le vostre inutili legioni vennero schiacciate. Poi lanciaste due offensive a est del settore Maysan. Dopo il vostro fallimento e sconfitta, vi siete spostati in tutti gli altri settori del fronte per tentare la sorte senza fortuna.
    In ciascuna di quelle offensive i media sionisti, insieme ai media e ai servizi di intelligence dei nemici d'Iraq e della nazione araba, alimentarono le vostre speranze di successo dopo aver mobilitato tutti i loro mezzi diretti e indiretti in un tentativo disperato e palese di scoraggiare gli iracheni. In ognuna di queste offensive, che ammontarono a più di ventidue imponenti, voi e i vostri alleati parlaste arrogantemente di schierare milioni di soldati. Ma appena cominciarono le battaglie si conobbe la verità, smascherando la vostra debolezza, le vostre menzogne e imposture e dimostrando che le vostre truppe all'attacco ammontavano solo ad alcune decine di migliaia, che gli iracheni, con il sostegno di Dio e la loro propria forza e capacità, riuscirono a fare a pezzi con netta superiorità a tutti i livelli e in ogni settore.
  • Dalla parte iraniana, i tempi e le circostanze dopo l'inizio della guerra svelarono dei fatti che misero alla luce il motivo per cui la guerra scoppiò. Questi stessi fatti rispondono o indicano la risposta riguardo a chi fu a sparare il primo colpo: l'Iran o l'Iraq? In breve, Khomeini assunse il potere in Iran meno di due anni prima della guerra. Credo che il mondo intero sia d'accordo sul fatto che Khomeini non ha sviluppato l'Iran, ma che noi abbiamo sviluppato l'Iraq in modo nuovo. Nel settembre 1980 eravamo all'apice dell'attività nell'innalzare l'Iraq in vari settori. Disponevamo d'un piano ambizioso per lo sviluppo e per superare gli ostacoli e le difficoltà. Israele e altre forze ostili agli arabi e il nuovo Iraq furono i primi a sapere del nostro piano. Ciò che volevamo fare nell'ambito del progresso quindi fu visibile ai nemici.
  • Il Partito Ba'th Socialista Arabo desidera espandersi in Iran? Lasceremo la risposta a voi e gli altri. [...] Poi facciamo una domanda simile: Gli iraniani, quelli nelle posizioni ufficiali maggiori, hanno dichiarato prima e durante la guerra che hanno ambizioni in Iraq, negli stati del Golfo, nella penisola araba e tutti gli stati islamici? La risposta è sì. [...] È ovvio quindi che l'Iran sparò il primo colpo per attuare progetti iraniani. Dovevamo combattere per difendere il nostro paese.
  • Il vostro motto sul prolungare la guerra e far uso del tempo ha fallito. E così vi siete convinti che il prolungare della guerra per così tanto tempo è opera d'una congiura da parte delle grandi potenze, quando eravate voi stessi che rifiutaste di porre fine alla guerra. Siete stati voi a insistere nel continuarla, e siete voi, sin dall'inizio, i responsabili, non le grandi potenze, indipendentemente dalle loro intenzioni e intrighi.
  • L'aggressione persiana contro l'Iraq fu il risultato degli atteggiamenti arroganti, razzisti e perfidi della cricca al governo in Iran. Allo stesso tempo, fu un complotto sionista e imperialista volto a liquidare la rinascita dell'Iraq e a frenare il suo sviluppo per decenni.
  • Non abbiamo alcuna mira sul territorio iraniano, e non abbiamo cattive intenzioni.
  • Qualsiasi territorio che prendete dall'Iraq verrà ripreso sotto i vostri occhi, indipendentemente da quanto durerà la guerra, dopo che avremo infranto i vostri sogni malvagi. Siamo certissimi che la guerra si sta concludendo, perché noi, i coraggiosi iracheni, col sostegno dei musulmani e gli arabi d'onore, sventeremo tutti i vostri perfidi tentativi.
  • Quest'anno, voi e tutti i vostri sostenitori uscirete dalle vostre perfide aggressioni sconfitti e maledetti, e il risultato sarà a favore degli iracheni, confermando i principi della nazione araba e salvaguarderà la sua sicurezza e il suo onore, se voi stavolta dite la verità nel dichiarare dopo così tante menzogne che questo è l'anno finale della guerra. Tutti gli iracheni ripeteranno contro il vostro slogan il loro grido immortale: "Sia questo l'anno decisivo nelle vostre deboli menti" prima di mandare a morte nuove centinaia di migliaia di Iraniani. Dovreste quindi pensarci prima di mandare a morte altre centinaia di migliaia di Iraniani. Dovreste optare per l'onorevole sentiero della pace anziché per la guerra, perché quest'ultimo vi ha condotto unicamente alla distruzione definitiva.
  • Per la prima volta nella storia moderna, uno stato del Terzo Mondo è riuscito a combattere con successo una guerra di difesa, la più lunga guerra del genere fra due eserciti regolari dalla Seconda guerra mondiale – senza essere sotto l'ombrello d'un particolare patto militare o l'influenza d'una particolare grande potenza, e senza soffrire limitazioni nella sua volontà e indipendenza o abbandonare i suoi principi e la sua politica.
 
Ali Akbar Hashemi Rafsanjani
  • Hanno voluto far credere che avevamo piani di conquista, di essere fautori della guerra, mentre Bagdad chiedeva la pace. È propaganda pura. La conquista di terre straniere e l'imposizione della rivoluzione non ci hanno mai interessato.
  • Il nostro materiale militare è costituito essenzialmente da tecnologia americana, comperata al tempo dello scià e siamo obbligati, nostro malgrado, a continuare gli acquisti di armi statunitensi sul mercato libero, sul quale è presente Israele. Conoscendo le nostre necessità di armi e la sensibilità degli americani in materia di ostaggi, Israele ha tentato di sfruttare la situazione.
  • La vittoria contro Saddam è già dolce per i nostri combattenti, ma il piacere di una guerra santa contro coloro che hanno istigato gli iracheni contro di noi, sarà di gran lunga più dolce.
  • Mi spiace che la guerra sia scoppiata, soprattutto per le vittime... ma la guerra c'è stata imposta e dobbiamo far qualcosa per sradicare per sempre il rischio di guerra nella nostra regione. Abbiamo proposto una soluzione. Si dichiari chi è l'aggressore, si crei un tribunale per punirlo, solo così la guerra finirà.
  • Quando avrà sconfitto l'Iraq, l'Iran si preparerà a far la guerra al regime sionista di Israele.
  • Saddam si trova ormai nelle stesse condizioni dello scia nel 1978: sull' orlo del baratro. Se non riceverà aiuti, cadrà molto presto.
  • Se ci accorgeremo che i messaggi che gli iracheni ci inviano sono in malafede e servono solo a perdere tempo, riprenderemo a combattere e arriveremo sino a Gerusalemme passando per Bagdad.
  • Se i nostri centri economici saranno attaccati [dall'Iraq] noi risponderemo immediatamente colpendo le installazioni petrolifere degli alleati dell'Iraq nella regione.
  • Se l'amministrazione Reagan e i regimi arabi conservatori fermeranno gli attacchi iracheni, l'Iran è pronto a cessare i suoi attacchi agli impianti petroliferi e al traffico mercantile nel Golfo. Abbiamo chiesto più volte agli Usa, agli sceicchi della regione e ai capifila dell' arroganza internazionale, di dire all'Iraq di farla finita con le incursioni sulle nostre petroliere e sui nostri interessi petroliferi. Non è servito a nulla. Finora non siete stati capaci di provare che i missili che distruggono i vostri interessi vengono sparati dall'Iran. Ma non importa, noi ora diciamo: Dichiarate la vostra neutralità e noi considereremo chiusa la vicenda.
  • Se l'Iran non dovesse più riuscire ad esportare petrolio anche l'Arabia Saudita verrà messa nelle stesse condizioni.
  • Se l'Iraq pensa di salvarsi creando tensione nel Golfo Persico e stimolando l'intervento delle grandi potenze si sbaglia di grosso.

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