Tareq Aziz

politico e diplomatico iracheno

Tareq Aziz (1936 – 2015), politico e diplomatico iracheno.

Tareq Aziz

Lettera alla Lega araba (16 luglio 1990)

da P. Salinger e E. Laurent, Guerra del golfo, il dossier segreto, Mursia, 1991, ISBN 884250971x

  • L'Iraq ritiene che nonostante quanto la nazione araba ha sofferto nel periodo ottomano e poi sotto il giogo del colonialismo occidentale, in termini di disprezzo, di divisioni, di repressione e di tentativi di snaturare la sua identità nazionale, le basi della sua unità restino solide e vive. Nonostante la divisione in stati, il mondo arabo è un'unica patria di cui ciascuna particella, in ogni luogo, in un paese o in un altro, deve esser considerata secondo un'ottica nazionalista e più in particolare secondo le esigenze della sicurezza nazionale araba comune.
  • Benché noi ci fossimo sforzati di far prevalere sempre i sentimenti di fraternità e di lealtà cercando di mantenere in ogni momento il dialogo aperto con loro, i dirigenti kuwaitiani si sono adoperati, metodicamente e scientemente, per nuocere all'Iraq cercando di indebolirlo nel momento in cui usciva da una guerra terribile durata otto anni, nel corso della quale a unanime giudizio di tutti gli arabi sinceri, dirigenti, intellettuali, semplici cittadini, compresi i capi di Stato del Golfo, l'Iraq ha difeso la sovranità della nazione araba, soprattutto quella dei paesi del Golfo e in prima istanza quella del Kuwait.
  • In quanto al governo del Kuwait, esso ha commesso contro l'Iraq una duplice aggressione. Impadronendosi di una parte della sua terra e dei suoi campi petroliferi e spogliandolo delle sue ricchezze nazionali. Un tale atto è assimilabile a una aggressione militare. Cercando poi deliberatamente di strangolare l'economia irachena nel momento in cui l'Iraq era fatto oggetto di minacce imperial-sioniste, questo costituisce una aggressione altrettanto grave di una aggressione militare.
  • Tutti gli arabi sinceri concordano che la guerra che l'Iraq ha dovuto fare non è stata combattuta soltanto in difesa della sua sovranità, ma per la difesa del fianco orientale del mondo arabo e dell'insieme della nazione, in particolare degli stati del Golfo.

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