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Giordano Bruno Guerri

scrittore, giornalista e storico italiano
Giordano Bruno Guerri

Giordano Bruno Guerri (1950 – vivente), storico, giornalista e scrittore italiano.

Indice

Citazioni di Giordano Bruno GuerriModifica

  • [Liborio Romano] Benché sia uno dei personaggi più affascinanti del risorgimento, è poco conosciuto al di fuori di una cerchia di studiosi. Nella vulgata ha la fama di traditore, di tutti e di tutto. Non riesco a considerarlo tale. E neppure un trasformista, come viene definito in un libro eccellente [L'inventore del trasformismo]. [...] L'autore [...] sa come spiegare raccontando, oltre a saper usare una selva di documenti poco o affatto noti. (da Il Giornale, 20 novembre 2009)

Da "Nel populista Grillo rivedo il primo Mussolini"

La Verità, citato in Cavevisioni.it, 29 gennaio 2018.

  • La verità è che un nonno voleva chiamarmi Bruno e l’altro Giordano, così è saltato fuori questo nome doppio. Ma non sapevano chi fosse Giordano Bruno, tant'è vero che mi hanno battezzato. Però è stata una fortuna, quel nome sembra uno spot.
  • Ho avuto un'educazione religiosa, ho fatto il chierichetto e frequentato l’oratorio. Fino all'abituale crisi religiosa adolescenziale.
  • Non sono anticlericale, nel clero ci sono bravissime persone. Da libertario nutro diffidenza verso una religione che dipende da un testo sacro.
  • [Su Papa Francesco] È un innovatore e mi sembra che vada nella direzione di una maggiore apertura della Chiesa.
  • Anarchico, come ateo, è una definizione assoluta nella quale non mi ritrovo. Mi considero antireligioso perché la religione è il non pensiero. O meglio, è un pensiero preconfezionato.
  • Per me Cristo è un grande rivoluzionario. Anche la storia dell'unico figlio, sai che roba: Dio poteva mandarne cento di figli.
  • Se Mussolini fosse nato negli anni Sessanta non avrebbe fatto le camicie nere, le leggi razziali, le guerre. Era un uomo che mirava a trasformare la società, usando gli strumenti e i bisogni dell’epoca. Oggi farebbe tutt'altro.
  • [Su un personaggio attuale che ricordi Mussolini] La figura più simile è Grillo non perché sia fascista, ma perché ha trovato gli strumenti, la chiave inglese del numero giusto, per provare a intervenire nel presente.
  • Il M5s è un movimento di massa e io non mi riconosco nella massa.
  • L'intellettuale di sinistra è più portato alla conciliazione. Quelli di destra è difficile che si mettano a lavorare a uno scopo comune. Credendo molto nell'individuo, sono individualisti.

Gli italiani sotto la ChiesaModifica

  • La stessa Chiesa, sempre dilaniata dal doppio ruolo politico e spirituale, con una mano si serviva dei mercanti, e con l'altra li malediceva: per secoli bollò come peccato l'usura, intesa anche come semplice prestito, e nelle chiese andavano di moda gli affreschi con mercanti arrostiti nell'inferno.
  • Dopo il sacco di Roma, l'Italia era spiritualmente e politicamente morta. Per tre secoli non avrebbe avuto alcuna volontà politica. Il Rinascimento artistico e culturale si sarebbe trasformato in Barocco. Alla Riforma religiosa si sarebbe opposta una controriforma reazionaria. Gli italiani, che avevano vissuto per decenni al grido «Franza o Spagna purché se magna!», mangeranno una materia assai sgradevole, secondo un'altra tipica espressione italiana.
  • Non si sa, e probabilmente non si saprà mai, quanti furono i processi e le vittime: i documenti relativi sono tenuti ancora segreti in Vaticano, con un disprezzo degli studi storici pari al disprezzo di allora per i diritti degli imputati. Comunque per almeno quattro secoli l'Inquisizione terrorizzò l'Europa e, dopo le grandi scoperte geografiche, il mondo.
  • La paura della morte, che è all'origine della religiosità di tanti, viene incrementata dal cristianesimo con la minaccia delle tremende pene dell'inferno. [...] Quella di fingersi pentiti fu una costrizione durata secoli, che spiega bene tanta furberia, ipocrisia e finta religiosità che ancora permane nella società italiana.
  • L'esorcismo fu un vero affare economico. Molti vi si buttarono, con un'inventiva tipicamente italiana, per guadagnarsi il pane, pronti a trovare un'origine diabolica in ogni malattia.
  • La persecuzione all'editoria e la censura, che durerà fino a tutto il Settecento, ha lasciato segni profondi nell'inconscio nazionale: il libro come possibile portatore di male, oggetto con il quale non si ha confidenza, di casta e necessariamente fazioso.
  • I fascisti che il 28 ottobre 1922 entrarono in Roma non dispiacquero in Vaticano. [...] Era la medievale distinzione della Chiesa sulle guerre giuste e quelle ingiuste.
  • Il fascismo ribaltava tutta la legislazione liberale e riconosceva alla Chiesa il potere di condizionare la vita dei cittadini – tutti, anche gli atei e gli anticlericali – negli eventi fondamentali dell'educazione e della vita familiare. La Chiesa si era ripreso l'appalto degli italiani.
  • Molti italiani, pur modestamente credenti, ritengono il cattolicesimo un patrimonio nazionale irrinunciabile: La Chiesa, da parte sua ha assorbito virtù e vizi degli italiani, in un condizionamento reciproco che ha fatto della religione una caratteristica subculturale, più che un'adesione di fede.
  • Gli italiani hanno generalmente deciso di fingere obbedienza e poi fare come gli pare, sviluppando un'ipocrisia collettiva che non ha uguale neanche negli altri paesi cattolici. [...] Gli italiani hanno imparato a convivere con una doppia morale, necessaria per conciliare l'esistenza eterna con quella quotidiana, i peccati con i desideri, l'apparenza con la realtà, la morale con il moralismo. [...] Per cui sì, gli italiani saranno "cattivi"; fino a quando, fingendo di essere cristiani, saranno cattolici senza via di scampo e senza Stato.

Pensieri scorrettiModifica

  • Aforismi: A molti scrittori di aforismi è mancata la pazienza di pensare più a lungo.
  • Barba: Chi porta la barba non perde tempo a radersi.
  • Battesimo: Rito magico compiuto da alcuni colpevoli su un innocente.
  • Blog: Il blog è la dimostrazione moderna che l'elemento più importante di un giornale è l'editore.
  • Calma: La calma è la virtù dei calmi.
  • Capelli: I capelli sono una perdita di tempo.
  • Chiese: Tutti sono felici all'uscita da una chiesa, perché dentro hanno avuto paura.
  • Comandare: Comandare è più volgare che obbedire.
  • Compromesso: Ogni compromesso è un'automutilazione.
  • Dio: Cosa mangia Dio che ha basato la vita sulla catena alimentare?
  • Ecc.: Espressione usata da chi non ha più nulla da dire.
  • Elezioni: Non si vota mai per qualcuno, ma contro qualcun altro.
  • Fessi/Furbi: Crede di essere astuto, invece è solo furbo.
  • Libertà: Libertà è una parola che va declinata per intero: liberale, liberista, libertario, libertino.
  • Gente: Non ho bisogno di vedere la gente, ho bisogno che la gente mi veda.
  • Intelletto/Intellettuali: Gli intellettuali si sforzano di stabilire certezze, mentre il loro mestiere è seminare dubbi.
  • Internet: Oceano dove molti navigano su una zattera.
  • Luoghi comuni: Gli uomini frequentano luoghi comuni.
  • Morte: A molti morire fa solo bene.
  • Padre: Il buon padre ha figli solo dopo i cinquant'anni, per lasciare l'eredità quando ne avranno più bisogno.
  • Suicidio: È molto diverso togliersi la vita e darsi la morte.
  • Superstizione: Ai gatti neri porta sfortuna essere attraversati da un'auto.

Incipit di alcune opereModifica

Eretico e profetaModifica

Io prego per Ernesto tutte le sere e tutte le notti. Forse l'ultima parola non è stata detta.
Giovanni XXIII, 1959[1]

Il dramma di Ernesto Buonaiuti è, prima di tutto, un esempio macroscopico di ciò che hanno dovuto affrontare, in ogni epoca, gli italiani decisi a difendere la propria indipendenza di pensiero dagli schieramenti, dai partiti, dai guelfi, dai ghibellini, dai poteri dominanti.
«Fondatore in Italia degli studi di Storia del cristianesimo, secondo i metodi e le esigenze della scienza moderna»,[2] fu uno dei dodici professori universitari (su oltre milleduecento) che nel 1931 rifiutarono di giurare che avrebbero educato gli allievi per farli «devoti alla Patria e al Regime fascista».[3] Il suo antifascismo difendeva la dignità dell'uomo, non altre ideologie o partiti politici. Anticomunista e contrario a un partito che si dichiarava cristiano pure partecipando a tutte le contaminazioni della politica, nel 1944 Buonaiuti fu l'unico tra i docenti a non essere riammesso all'insegnamento perché la nascente democrazia italiana accettò una mostruosità giuridica – imposta dal Vaticano – che anche il regime fascista aveva rifiutato: la retroattività dell'articolo 5 del Concordato, secondo cui lo Stato doveva avere il placet della Santa Sede per impiegare negli uffici pubblici sacerdoti ed ex sacerdoti.

Follia? Vita di Vincent van GoghModifica

Vincent van Gogh definì la sua vita come "la discesa infinita".
È una bellissima definizione, perché il grande pittore ha vissuto la sua breve esistenza, anno dopo anno, in un modo sempre più dolente e doloroso. Allo stesso modo, anno dopo anno, mentre il suo spirito era eroso quasi fosse uno dei paesaggi che dipingeva, divorati da un sole implacabile e feroce, la sua arte divenne sempre più potente, unica e meravigliosa.
Van Gogh può essere considerato il padre della pittura moderna: fece esplodere la forma e il colore, gettò il seme della pittura espressionista e addirittura dell'arte astratta.
Era pazzo? Questo è uno degli argomenti di cui ci occuperemo. Comunque vi anticipo sin d'ora che non lo credo affatto. E se proprio pazzo lo si vuol definire, per prendere fiato davanti ai suoi dipinti e al racconto della sua vita, la sua era una forma di pazzia molto speciale.

NoteModifica

  1. Max Ascoli, Ernesto Buonaiuti. Appunti per un libro di memorie. Napoli, Arte Tipografica, 1975, p. 29.
  2. Luigi Salvatorelli, Prefazione a Ernesto Buonaiuti, Saggi di storia del cristianesimo, Vicenza, Neri Pozza, 1957, p. XV.
  3. Cfr. voce su Wikipedia.

BibliografiaModifica

  • Giordano Bruno Guerri, Eretico e profeta. Ernesto Buonaiuti, un prete contro la Chiesa, UTET, Torino, 2007.
  • Giordano Bruno Guerri, Follia? Vita di Vincent van Gogh, Bompiani, 2009. ISBN 9788845263149
  • Giordano Bruno Guerri, Gli italiani sotto la Chiesa. Da San Pietro a Mussolini, Mondadori, Milano, 1992.
  • Giordano Bruno Guerri, Pensieri scorretti: 1837 aforismi per togliere la ragione a chi ce l'ha, UTET, Torino, 2007.

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