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George R. R. Martin

autore di fantascienza statunitense
George R.R. Martin

Indice

George Raymond Richard Martin (1948 – vivente), scrittore di fantascienza e fantasy, sceneggiatore e produttore statunitense.

Il Trono di SpadeModifica

IncipitModifica

Le tenebre stavano avanzando.
"Meglio rientrare." Gared osservò i boschi attorno a loro farsi più oscuri. "I bruti sono morti."
"Da quando hai paura dei morti?" C'era l'accenno di un sorriso sui lineamenti di ser Waymar Royce.
Gared non raccolse. Era un uomo in età, oltre i cinquanta, e di nobili ne aveva visti andare e venire molti. "Ciò che è morto resta morto" disse "e noi non dovremmo averci niente a che fare".

CitazioniModifica

  • L'Inverno sta arrivando. (Motto degli Stark)
  • «È possibile che un uomo che ha paura possa anche essere coraggioso?» «Possibile? Bran, è quella l'unica situazione in cui si fa strada il coraggio» [...]. (Bran e Eddard Stark)
  • Ali oscure, Oscure parole [...].
  • Ogni notte lo uccido di nuovo. Mille morti, diecimila morti sono niente al confronto di quello che meritava. (Re Robert Baratheon su Rhaegar Targaryen)
  • Amore, amore… quali atti si compiono in tuo nome… (Jaime Lannister)
  • Tyrion si dispiacque per l'accaduto..Aveva scelto una vita aspra… o forse sarebbe stato opportuno dire che una vita aspra era stata scelta per lui…
  • Mai dimenticare chi sei, perché di certo il mondo non lo dimenticherà. Trasforma chi sei nella tua forza, così non potrà mai essere la tua debolezza. Fanne un'armatura, e non potrà mai essere usata contro di te. (Tyrion Lannister a Jon Snow)
  • Mostra che le loro parole possono ferirti, e non sarai più libero dalla derisione. Se proprio vogliono darti un nome, accettalo, fallo tuo, in modo che poi non possano mai più usarlo per farti del male. (Tyrion Lannister a Jon Snow)
  • Non è facile essere sempre ubriachi, lo sarebbero tutti se fosse facile…

Il grande invernoModifica

CitazioniModifica

  • Le mie parole hanno mentito. I miei occhi, il mio braccio hanno gridato la verità. Sei tu che non hai visto. (Syrio Forel ad Arya)
  • "Non eri un vero drago", pensò Dany con una calma singolare. "Il fuoco non può uccidere un drago". (Dany)

Il regno dei lupiModifica

IncipitModifica

La lunga chioma della cometa lacerava l'alba, un rosso squarcio sanguinante sugli aspri artigli di granito della Roccia del Drago, come una ferita nel cielo dalle sfumature cremisi e violette.
Maestro Cressen rimase immobile sulla balconata spazzata dal vento su cui davano le sue stanze. Era là che arrivavano i corvi messaggeri, al termine di un lungo volo. I loro escrementi punteggiavano i doccioni alti dodici piedi che torreggiavano ai lati dell'anziano sapiente: rappresentavano un cerbero e un grifone, due dei minacciosi bassorilievi che incombevano a migliaia dalle mura dell'antica fortezza. Al suo arrivo alla Roccia del Drago, molto tempo prima, quell'esercito di mostri di pietra l'aveva messo a disagio ma, con il passare degli anni, si era abituato a loro, fino a considerarli vecchi amici. Il saggio, il cerbero e il grifone continuarono a scrutare insieme il cielo, gravati da uno strano presentimento.

CitazioniModifica

  • "Ricordami di dirlo al sommo septon" annuì Tyrion. "Se potessi pregare con il mio cazzo, sarei un tipo molto più religioso". (Tyrion)

La regina di draghiModifica

CitazioniModifica

  • Non ci sono uomini come me, ci sono solo io e basta. (Jaime Lannister a Catelyn Tully)
  • Verrà il giorno in cui sarai convinta di essere al sicuro, di essere felice, ma di colpo la tua gioia si trasformerà in cenere. E allora saprai che il debito sarà stato pagato. (Tyrion a Cersei Lannister)
  • Per andare a nord, dovrai viaggiare a sud. Per raggiungere l'ovest, dovrai dirigerti a est. Per andare avanti dovrai tornare indietro. E per toccare la luce, dovrai passare tra le ombre. (Quaithe a Daenerys Targaryen)
  • Tre fuochi dovrai accendere… uno per la vita, uno per la morte e uno per l'amore… Tre destrieri dovrai cavalcare… uno per il piacere, uno per il terrore e uno per l'amore… Tre tradimenti dovrai conoscere… uno per il sangue, uno per l'oro e uno per l"amore. (Gli Eterni a Daenerys Targaryen)

Tempesta di spadeModifica

IncipitModifica

La giornata era grigia, gelida. I cani non riuscivano a fiutare la pista. La grande cagna nera aveva accostato il muso alle orme dell'orso un'unica volta, per poi arretrare di nuovo nel branco, tenendo la coda tra le gambe. I segugi si ammassavano tetramente gli uni contro gli altri sulla riva del fiume, mentre il vento li colpiva con aghi di gelo. Anche Chett lo sentiva pungere nonostante gli strati di lana nera e cuoio trattato. Faceva troppo freddo, sia per gli uomini sia per gli animali. Eppure loro erano là fuori. Chett strinse le labbra, gli sembrò di sentire le vesciche che gli coprivano le guance diventare più rosse, più infuocate. "Io dovrei starmene sulla Barriera, al sicuro, a occuparmi dei fottuti corvi e a tenere il fuoco acceso per il vecchio maestro Aemon." Invece no: Jon Snow il bastardo gli aveva portato via tutto, lui e quel ciccione del suo amico Sam Tarly. Era colpa loro se adesso Chett era qui, a ghiacciarsi le palle assieme a un branco di cani, nelle profondità della foresta Stregata.

CitazioniModifica

  • Rhaegar combatté con coraggio, Rhaegar combatté con nobiltà e onore. E Rhaegar morì. (Ser Jorah Mormont a Daenerys Targayen)

I fiumi della guerraModifica

CitazioniModifica

  • Donal Noye ti ha scelto e, prima di lui, ti aveva scelto Qhorin il Monco. Il lord comandante Mormont ti aveva nominato suo attendente. Tu sei un figlio di Grande Inverno, un nipote di Benjen Stark. Spetta a te e a nessun altro. A te la Barriera, Jon Snow. (Maestro Aemon)

Il portale delle tenebreModifica

IncipitModifica

  • – È soltanto un altro castello abbandonato. – Meera Reed scrutò la desolazione di rovine, macerie, erbacce. "No, non è soltanto un altro castello abbandonato." Il pensiero rimbalzò nella mente di Brandon Stark, Bran lo Spezzato. "Questo è il Forte della Notte. Ed è l'ultimo confine del mondo."

CitazioniModifica

  • Una borsa di conio compra il silenzio di un uomo per un po'. Un dardo di balestra compra quel silenzio per sempre. (Ditocorto a Sansa)
  • Stavo cercando di conquistare il trono per salvare il regno, mentre avrei dovuto cercare di salvare il regno per conquistare il trono. (Stannis Baratheon a Jon Snow)
  • Re Jaehaerys una volta mi disse che follia e grandezza sono le due facce della stessa moneta. Ogni volta che nasce un nuovo Targaryen, disse, gli dèi lanciano in aria quella moneta, e il mondo trattiene il fiato aspettando di vedere su quale faccia cadrà. (Ser Barristan Selmy a Daenerys)

Il dominio della reginaModifica

IncipitModifica

"Draghi". Mollander si chinò a raccogliere da terra una mela avvizzita e incominciò a passarsela da una mano all'altra.
"Lanciala in aria" esortò Alleras la Sfinge. Tolse una freccia dalla faretra e la incoccò.
"Mi piacerebbe vedere un drago." Roone era il più giovane del gruppo, un ragazzo tarchiato cui mancava ancora un paio d'anni per raggiungere la virilità. "Mi piacerebbe proprio tanto."
"E a me piacerebbe dormire tra le braccia di Rosey" pensò Pate.

CitazioniModifica

  • "È solo una spada." Se avesse avuto bisogno di una spada, ce n'erano a centinaia sotto il tempio. Ago era troppo piccola per essere una vera spada, era poco più di un giocattolo. E Arya era solo una ragazzina quando Jon Snow l'aveva fatta forgiare per lei. "È solo una spada" proclamò, questa volta a voce alta… ma non era così. Ago era Robb, Bran, Rickon, sua madre, suo padre e anche Sansa. Ago erano le pareti grigie di Grande Inverno e le risate della sua gente. Ago erano le nevicate estive, le storie della vecchia Nan, era l'albero-cuore con le sue foglie rosse e il terribile volto scolpito nel legno, era l'odore caldo di terra dei giardini coperti, il vento del Nord che faceva sbattere le imposte della sua stanza. Ago era il sorriso di Jon Snow. "Mi spettinava e mi chiamava sorellina" ricordò, e d'un tratto le si riempirono gli occhi di lacrime.

L'ombra della profeziaModifica

IncipitModifica

Il re teneva il broncio. "Voglio sedere sul Trono di Spade" piagnucolò. "A Joff glielo permettevi." "Joffrey aveva dodici anni." "Ma io sono il re. Il trono è mio." "Chi te l'ha detto?" Cersei trattenne il fiato, perché Dorcas potesse stringerle il corpetto. Era una ragazza grande e grossa, fisicamente molto più robusta di Senelle, ma anche molto più goffa. Tommen diventò tutto rosso in viso. "Nessuno."

CitazioniModifica

  • Aveva sangue di drago, ma alla fine il fuoco si è estinto. Il suo nome era Aemon Targaryen. E ora la sua guardia si è conclusa. (Sam)
  • Il principe Doran sollevò uno dei pezzi da cyvasse. "Devo sapere come hai scoperto che Quentyn è partito. Tuo fratello ha intrapreso un lungo e pericoloso viaggio assieme a Cletus Yronwood, maestro Kedry e tre dei migliori giovani cavalieri di lord Yronwood. Un viaggio dall'esito quanto mai incerto. Deve riportare indietro ciò che i nostri cuori desiderano." Arianne socchiuse gli occhi. "E che cosa desiderano i nostri cuori?" "Vendetta." La voce di Doran Martell era sommessa, come se temesse che qualcuno fosse in ascolto. "Giustizia" Le dita del principe di Dorne, gonfie per la gotta, premettero il drago di onice nel palmo della mano di Arianne. "Fuoco e sangue."

I guerrieri del ghiaccioModifica

IncipitModifica

La notte era satura dell'odore di uomo.
Il lupo delle tenebre si fermò sotto un albero e annusò, il suo pelo grigio e marrone era un mosaico di ombre. Tra i pini, dominante su tracce più deboli di volpe e coniglio, foca e cervo, perfino di lupo, un sospiro di vento trascinò fino a lui l'odore-uomo. Anche gli altri erano odori-uomo, il lupo delle tenebre lo sapeva. Il lezzo di vecchie pelli, morte e irrancidite, finiva quasi per scomparire sotto gli odori più forti: fumo, sangue e decomposizione. Solamente l'uomo strappava le pelli alle altre bestie, indossando poi il loro cuoio, i loro peli.

CitazioniModifica

  • "Tu non sai niente, Jon Snow." Ygritte non cessava mai di ripeterglielo, ma adesso Jon Snow aveva imparato.
  • "Fa sempre molto freddo, sulla Barriera." "È questo quello che pensi?" "È questo quello che so, mia signora." "Allora non sai niente, Jon Snow" sussurrò la Donna Rossa. (Jon e Melisandre)
  • La morte per fuoco è una morte crudele. Dalla è morta dando alla luce suo figlio, ma tu lo hai nutrito, lo hai amato. Hai salvato tuo figlio dal ghiaccio. Adesso salva il suo dal fuoco. (Jon a Gilly)
  • Uccidi il ragazzo che è in te, Jon Snow. L'inverno incombe su di noi. Uccidi il ragazzo e permetti all'uomo di nascere. (Maestro Aemon a Jon)

I fuochi di ValyriaModifica

  • "Chi legge vive mille vite prima di morire" disse Jojen. "Chi non legge mai, ne vive una sola."

Incipit di alcune opereModifica

I re di sabbiaModifica

La via della croce e del dragoModifica

"Eresia" disse, mentre le acque salmastre sciabordavano nella vasca."Un'altra?" esclamai stancamente. "Ce ne sono già così tante, di questi tempi." Il mio lord comandante fu seccato da quel commento.

Il drago di ghiaccioModifica

Adara amava più di tutto l'inverno, perché quando il mondo diventava freddo arrivava il drago di ghiaccio. Non era mai sicura se fosse il freddo a portare il drago, oppure il drago a portare il freddo. Era il tipo di domanda che in genere tormentava suo fratello Geoff, di due anni più grande di lei e insaziabilmente curioso, ma a Adara non interessava più di tanto. Finché il freddo, la neve e il drago di ghiaccio arrivavano come previsto, lei era contenta.

Nelle terre perduteModifica

Giusi ValentModifica

Da Gray Alys puoi comprare tutto quello che vuoi. Ma è meglio di no. Lady Melange non andò da lei di persona. Aveva fama di essere una giovane donna accorta e intelligente, oltre che estremamente bella, e aveva sentito le voci che giravano. Chi concludeva affari con Gray Alys, lo faceva a proprio rischio e pericolo, si mormorava. [George R.R. Martin, Nelle terre perdute, in "I re di sabbia", traduzione di Giusi Valent, Mondadori, 2008. ISBN 9788804577058]

Gianni PiloModifica

Da Gray Alis potete comperare tutto quello che desiderate. Ma è meglio non farlo.
Lady Melange non si recò di persona da Gray Alys. Si diceva che fosse una giovane donna abile e prudente, corretta fino all'eccesso, e lei aveva udito quelle storie. Quelli che contrattavano con Gray Alys lo facevano a loro rischio e pericolo, si diceva. [George R.R. Martin, Nelle Terre Perdute, traduzione di Gianni Pilo, in "Storie di streghe", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1996. ISBN 8881834480]

Re della sabbiaModifica

Simon Kress viveva da solo in un ranch tra riarse colline rocciose, a cinquanta chilometri dalla città. Così, quando fu chiamato improvvisamente per lavoro, non aveva vicini cui poter comodamente imporre le sue amate bestiole. L'avvoltoio non era un problema: se ne stava appollaiato su una torretta campanaria in disuso e di solito riusciva a cavarsela trovando in qualche modo da sfamarsi.

I passeggeri della NightflyerModifica

Quando Gesù di Nazareth era inchiodato morente sulla croce, il Volcryn passò a un anno luce dalla sua agonia, diretto verso l'esterno. Quando su Terra infuriavano le Guerre del Fuoco, il Volcryn transitò vicino a Vecchia Poseidonia, in un tempo in cui i suoi mari erano ancora senza nome e vuoti di pesci.

Il fiore di vetroModifica

Un tempo, al primo sbocciare della giovinezza, un ragazzo mi donò un fiore di vetro, come pegno del suo amore. Era un fiore raro e prezioso, proprio come il ragazzo che me lo regalò, anche se confesso che da tempo ho dimenticato il suo nome.

Il cavaliere erranteModifica

Giusi ValentModifica

Una storia dei Sette Regni
Le piogge primaverili avevano ammorbidito il terreno, e Dunk non ebbe problemi a scavare la fossa. Scelse un punto sul versante occidentale della collina, per il vecchio che aveva sempre amato i tramonti. "Un altro giorno se n'è andato" diceva di solito con un sospiro "e chissà che cosa ci riserverà il domani, eh, Dunk?" [George R.R. Martin, Il cavaliere errante, in "I re di sabbia", traduzione di Giusi Valent, Mondadori, 2008. ISBN 9788804577058]

Francesco Di FoggiaModifica

Le piogge primaverili avevano allentato il terreno e Dunk non ebbe difficoltà a scavare la fossa. Aveva scelto un punto sul declivio occidentale di una bassa collina, perché al vecchio era sempre piaciuto ammirare il tramonto. "Un'altra giornata che se ne va", era stato solito sospirare, "e chissà che cosa ci porterà domani, eh, Dunk?" [George R. R. Martin, Il cavaliere errante. Una storia dei Sette Regni, traduzione di Francesco Di Foggia, in Legends. Racconti inediti dei maestri del nuovo fantastico, Sperling & Kupfer, 2002. ISBN 8820033895]

BibliografiaModifica

  • George R. R. Martin, I guerrieri del ghiaccio, traduzione di Sergio Altieri e G.L. Staffilano, Mondadori, 2015. ISBN 9788804657941
  • George R. R. Martin, I re di sabbia, traduzione di Giusi Valent, Mondadori, 2008. ISBN 9788804577058
  • George R. R. Martin, Il cavaliere errante. Una storia dei Sette Regni, traduzione di Francesco Di Foggia, in Legends. Racconti inediti dei maestri del nuovo fantastico, Sperling & Kupfer, 2002. ISBN 8820033895
  • George R. R. Martin, Il dominio della regina, traduzione di Sergio Altieri e Michela Benuzzi, Mondadori, 2007. ISBN 8804572350
  • George R. R. Martin, Il regno dei lupi, traduzione di S. Altieri, Mondadori, 2001.
  • George R. R. Martin, Il Trono di Spade, traduzione di Sergio Altieri, Mondadori, 2001. ISBN 8804494069
  • George R. R. Martin, L'ombra della profezia, traduzione di Sergio Altieri e Michela Benuzzi, Mondadori, 2008. ISBN 8804583233
  • George R. R. Martin, Nelle Terre Perdute, traduzione di Gianni Pilo, in Storie di streghe, a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1996. ISBN 8881834480
  • George R. R. Martin, Tempesta di spade, traduzione di Sergio Altieri, Mondadori, 2002. ISBN 9788804503590

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

OpereModifica