Emiliano Brancaccio

economista italiano

Emiliano Brancaccio (1971 – vivente), economista italiano.

Emiliano Brancaccio

Citazioni di Emiliano BrancaccioModifica

  • [...] la ricerca economica non conferma che il deficit pubblico sia l'unica determinante dei differenziali tra i tassi d'interesse, né che sia sempre la più importante. Le analisi empiriche rivelano infatti che gli spread sui tassi d'interesse sono correlati a numerose variabili: in particolare anche ai deficit e ai debiti verso l'estero, privati e pubblici.[1]
  • Il fatto che l'oltranzismo pro-euro sia diffuso soprattutto tra gli eredi del movimento operaio novecentesco implica automaticamente che una uscita "gattopardesca" dalla moneta unica sia oggi l'eventualità più probabile. Si tratta di un cortocircuito funesto, ed è difficile dire se ci sia ancora tempo e modo per cercare di spezzarlo.[2]
  • Le analisi di cui disponiamo indicano che se il governo greco avesse deciso di uscire dall'euro e attuare un minimo di politica espansiva, per qualche anno il Paese avrebbe avuto bisogno di un finanziatore estero che lo aiutasse a coprire l'eccesso di importazioni sulle esportazioni. Quel finanziatore esisteva? Tsipras ha dichiarato che nessuno si è fatto avanti, mentre altri hanno affermato il contrario. Questo punto solleva rilevanti questioni economiche e geopolitiche: finché non verrà chiarito sarà difficile dare una valutazione definitiva sulle mosse del Premier greco.[3]
  • Militanza antifascista significa innanzitutto comprensione delle cause materiali del fascismo.
    A questo riguardo, la tesi che cerco di sostenere da tempo è che i liberali non sono semplicemente colpevoli di minimizzare il fenomeno fascista. I liberali, con le loro politiche economiche di "laissez faire", sono la causa principale del revival fascista del nostro tempo. [...] bisognerebbe hegelianamente comprendere che la bruta reazione sovranista e fascistoide di questi tempi è figlia indesiderata del liberismo globalista e dei suoi fallimenti.[4]
  • [...] se lo scenario di politica economica non muta è ragionevole prevedere che le divaricazioni tra gli indici macroeconomici dei paesi centrali e quelli dei paesi periferici dell'Unione persisteranno, con effetti sui rispettivi bilanci bancari facilmente intuibili. La conseguenza è che l'Italia e gli altri paesi periferici potrebbero giungere all'appuntamento delle ristrutturazioni nello scomodo ruolo di debitori costretti a liquidare le banche alle condizioni fissate dai potenziali acquirenti esteri.[5]
  • Siamo ormai al cospetto di un Keynes usurpato dai suoi antagonisti logici, appeso per i piedi e sbandierato come una specie di trofeo di guerra.[6]

L'austerità è di destraModifica

  • La lezione di Althusser è in tal senso più che mai attuale: il movimento della storia dovrebbe in generale esser considerato "un processo senza soggetto", che sceglie i suoi protagonisti solo tra coloro che riescono ad assecondarne il corso e magari ad intercettare i suoi snodi, le sue congiunture, le sue contraddizioni interne, prima e meglio di altri. (V)
  • Dei marxisti talvolta si dice che evocano la crisi capitalistica di continuo, e che solo per questo finiscono presto o tardi per avere ragione, un po' come un pendolo rotto che segna l'ora giusta almeno due volte al giorno. [...] per quei sedicenti discepoli che tendono a scambiare l'analisi di Marx per una banale teleologia, la battuta non sembra del tutto inappropriata. Bisognerebbe però trovare un'immagine speculare per quegli esponenti del paradigma dominante ai quali capita di dichiarare che va tutto bene anche nel mezzo di una situazione palesemente fuori controllo. Ad esempio, potremmo dire che il loro comportamento ricorda quei semafori che continuano imperturbabili ad alternare il rosso e il verde anche al cospetto di un gigantesco ingorgo. (VII)
  • Alcuni intellettuali e politici hanno etichettato Marchionne come "cattivo manager", che investe poco e punta solo ad abbattere il costo del lavoro. C'è del vero in queste accuse, ma bisogna rendersi conto che esse sono superficiali. In un certo senso potremmo considerarle simmetriche all'affrettato elogio del "capitalista buono" che gli veniva rivolto non moltissimo tempo fa. La verità è che Marchionne non è né buono né cattivo: egli è solo una equazione, è una mera funzione del meccanismo di riproduzione del capitale. Finché a un manager viene concesso, questi minaccerà sempre di effettuare investimenti lì dove le opportunità di sfruttamento del lavoro e i relativi profitti sono maggiori. (XIV)

Citazioni su Emiliano BrancaccioModifica

  • Brancaccio è immune da ogni pregiudiziale ideologica, il suo argomentare è di un nitore stringente che smaschera ogni retorica, sia nei suoi saggi, sia nei confronti di cui è composta una parte importante di questo libro. Ritengo che dovrebbero leggerlo tutti coloro il cui cuore batte realmente a sinistra e anche coloro che non siano formati a quei valori ma che pratichino l'imperativo etico universale dell'onestà intellettuale. Aggiungerei anche quei lettori che non hanno praticato frequentazioni con il pensiero economico perché possono trarre ammaestramenti inaspettati intorno a questioni come l'uguaglianza, l'equità e la libertà. [...] Se fossi sufficientemente competente e capace e non solo entusiasta, mi piacerebbe scrivere un saggio sull’economista Emiliano Brancaccio, perché finalmente una sinistra degna di questo nome che volesse non solo rifondarsi, bensì risorgere, può contare su un grande teorico che mette a disposizione gli strumenti politico-economici per una simile rinascita progettando un'uscita dal capitalismo. (Moni Ovadia)
  • Ho sempre ampiamente riconosciuto il tuo merito secondo me più rilevante in questo settore, vale a dire quello di essere stato probabilmente il primo in Italia (e comunque fra i primi) a portare l'attenzione sul vero problema: gli squilibri esterni di bilancia dei pagamenti dell'Eurozona (EZ), cioè il prorompere nell'EZ di flussi internazionali di capitali che, se pure andavano "nella direzione giusta" secondo l'omodossia (vale a dire, dai ricchi ai poveri, vedi il par. 2.3 di Crisi finanziaria e governo dell'economia), erano chiaramente insostenibili (per i poveri, che si stavano indebitando). (Alberto Bagnai)
  • Io sono d'accordo al 100 per cento con Emiliano sul fatto che la deflazione non è una soluzione positiva. Quindi, io credo, la soluzione non è a livello nazionale, ma a livello europeo: la Germania deve accettare al suo interno più del 2 per cento di inflazione, in modo che gli altri possano sostanzialmente migliorare la loro competitività senza deflazione. Mi sembra che la Germania in questo momento si stia comportando in un modo che rende molto difficili gli aggiustamenti dell'eurozona. (Olivier Blanchard)
  • Il professor Brancaccio è un po' una mosca bianca tra noi, nel senso che è marxista. Parola ampiamente riabilitata, anzi direi che ci è a tutti professore visto come stanno andando le cose nel mondo. (Giuliano Ferrara)
  • L'economista Emiliano Brancaccio è un convinto europeista. Nel 2011 fu invitato a Parigi dal Partito socialista europeo a presentare lo "standard retributivo", una proposta per interrompere la gara al ribasso tra i salari europei. Ma i tedeschi si opposero. Di quella, come di altre ipotesi di coordinamento europeo, anche le più blande, non se ne fece nulla. Anzi, da allora i conflitti tra paesi sono aumentati. Di fronte alla dura realtà dei fatti, Brancaccio intravede la rottura del giocattolo Europa.[7] (Giacomo Russo Spena[8])   Omessa la creazione della voce Giacomo Russo Spena in cui preinserire la citazione con fonte.
  • L'Ue ha affrontato, male, l'emergenza debito pubblico. È, invece, completamente assente una seria tematizzazione dei differenziali di competitività evidenziati dai saldi della bilancia commerciale di ciascun paese membro, come da tempo ha sottolineato, prima di altri, Emiliano Brancaccio. (Stefano Fassina)
  • Le critiche che Brancaccio muove al manuale di Blanchard hanno il merito di mostrare la non univocità delle possibili rappresentazioni analitiche della realtà economica. (Marcello Messori)
  • Mi dispiace che Brancaccio non abbia avuto l’occasione di andare al governo. Sicuramente avrebbe dato prova di capacità molto migliori delle mie. Essendo stato mio allievo, magari qualcosa ha imparato. (Elsa Fornero)
  • Mi piace chiudere le trasmissioni con lui perché ha una visione controcorrente. (Andrea Vianello)
  • Mi piace poi molto anche una considerazione che qua e là fa il nostro autore sul, insomma, una sintesi moderna keynesiana, beh, ha bisogno del pungolo del pericolo socialista, e oggi è molto difficile che una sintesi keynesiana possa venire alla luce. Io sono abbastanza d'accordo su questo, secondo me, il peggio il sistema capitalistico l'ha dimostrato da quando è caduto il muro di Berlino. Ragionando in termini di antitrust che mi sono abbastanza consueti, quando è rimasto senza un sistema credibile, alternativo, come era, a un certo stadio, il sistema comunista; così, uncontested, il sistema capitalista ha generato le cose peggiori, sia come deterioramento dei comportamenti, sia come soverchia attenzione alla finanza rispetto all'economia reale, sia come totale disattenzione per gli aspetti distributivi. (Mario Monti)
  • [Emiliano Brancaccio non schierato né con Le Pen né con il globalismo] Perché ritiene che una posizione non globalista non sia incompatibile col riconoscimento del carattere progressivo della centralizzazione dei capitali. Ma in realtà, l'incompatibilità si dà. [...]
    È infatti del tutto evidente che un governo non globalista costituirà sempre un freno al processo di assorbimento estero dei capitali nazionali, un freno anti-moderno alla riorganizzazione dei capitali su scala sovranazionale.
    Brancaccio è dunque un nazionalista. (Valentina Nappi)
  • Sa che Renzi probabilmente direbbe: "Brancaccio chi?". (Natascha Lusenti).
  • Sono rimasto affascinato dalla relazione del professor Emiliano Brancaccio [...] concordo pienamente con il professor Brancaccio sulla necessità di istituire una disciplina sui movimenti di capitale. (Romano Prodi)

NoteModifica

  1. Da La bilancia commerciale? pesa quanto deficit e debito, Il Sole 24 Ore, 19 agosto 2011; riportato in EmilianoBrancaccio.it.
  2. Da L'oltranzismo pro-euro favorisce i gattopardi, Il manifesto, 27 febbraio 2014; riportato in EmilianoBrancaccio.it.
  3. Dall'intervista di Luca Sappino, Gli obiettivi del memorandum sono insostenibili, l'Espresso.it, 22 settembre 2015.
  4. Contro le sinistre codiste, L'Espresso, Blog autore, 27 settembre 2018.
  5. Da La nazionalità delle banche e i rischi dell'Unione bancaria, Il Sole 24 Ore, 26 settembre 2013; riportato in EmilianoBrancaccio.it.
  6. Da La rivoluzione da Mosca a Cambridge, prefazione a John Maynard Keynes, Esortazioni e profezie, Il Saggiatore, Milano, 2011 (orig. 1931); riportato in Emilianobrancaccio.it.
  7. Da Brancaccio: "L'Ue è fallita, la sinistra ragioni sull'euro", Micromega.it, 7 ottobre 2014.
  8. Giornalista italiano. Cfr. Giacomo Russo Spena, Huffington Post.it.

BibliografiaModifica

  • Emiliano Brancaccio, Marco Passarella, L'austerità è di destra. E sta distruggendo l'Europa, il Saggiatore, Milano, 2012.

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