Elena Ceaușescu

politica e tiranna romena

Elena Ceaușescu, nata Lenuța Petrescu (1916 – 1989), politica rumena.

Ritratto ufficiale

Citazioni di Elena Ceaușescu

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  • Quello che soprattutto ammiro in mio marito è la sua determinazione, la sua volontà a portare avanti tutto quello che si è prefisso.[1]
  • Gli ideali di amore per la sua patria, di giustizia e di libertà che lo animavano quando ci siamo conosciuti sono rimasti intatti, e questo lo trovo molto bello.[1]
  • [Mentre le venivano legate le mani prima della fucilazione] Non stringete così, mi rovinate le mani. Non dovete fare questo. Siete ancora bambini e io sono stata una madre per voi.[2]

Testo del processo a Nicolae ed Elena Ceaușescu, riportato ne La Stampa, 28 dicembre 1989

  • [«Ecco la scienziata analfabeta che non sapeva nemmeno parlare, che non sapeva nemmeno leggere.»]
    Mi chiedo che cosa diranno i miei colleghi intellettuali di questo Paese ascoltando tutto ciò.
  • Che buffonata, quelli che hanno organizzato il colpo di Stato.
  • [«[...] ho visto la villa di vostra figlia, aveva una bilancia d'oro cui pesava la carne importata dall'estero.»]
    Quale villa? Lei vive in un appartamento, come tutti. Non possiede niente. Viveva come tutti, straordinario, che vergogna!
  • Nessun tribunale. Non firmo niente. Ho lottato per il popolo da quando avevo 14 anni e il popolo è il nostro popolo.

Citazioni su Elena Ceaușescu

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  • Ceaușescu non può scomparire perché sua moglie è immortale. (Mircea Dinescu)
  • Elena Ceausescu cantata in patria dai poeti ufficiali come la donna più giusta del mondo, regina dei lavoratori, mamma della patria, ma che il gossip realsocialista vuole abbia una passione sfrenata per le pellicce più costose è in realtà una studiosa di qualche notorietà e ha pubblicato lavori di un certo rilievo sulla chimica dei polimeri. Ma tanta considerazione all' interno del suo paese la si deve soprattutto al suo ruolo: è bene non dimenticare che la signora-ingegnere-chimico il cui nome, recita una poesia, sta nella storia scritto con la luce è il numero due del regime, sedendo nel Politburo e nella segreteria, ed essendo stata investita da suo marito della carica di primo vice premier. (Laura Laurenzi)
  • Elena Ceausescu, che aveva fatto solo le scuole medie inferiori, fu onorata da ben quindici lauree honoris causa. In Italia, nel 1980, uscì per la SugarCo un libro in cui si leggeva: "Prima di passare al libro credo che sia importante accennare alla personalità e all'attività del suo illustre autore, l'accademico dottore ingegnere Elena Ceausescu. Scienziata di fama internazionale, copre attualmente anche le cariche di presidente del Consiglio nazionale per la scienza e la tecnologia e direttore generale dell' Istituto centrale per la chimica". La firma era di Antonio Carrelli, presidente dell'Accademia nazionale dei Lincei. Il celebre genetista Giuseppe Montalenti nel 1983 scrisse invece la prefazione a un secondo libro della Ceausescu, "Nuove ricerche nel campo dei composti macromolecolari". La presidente della Camera Nilde Iotti, intanto, scriveva la prefazione del libro "Romania, socialismo, collaborazione e pace". (Giulio Meotti)
  • La satrapessa blasonata con centinaia di falsi diplomi e titoli di studio, che non sapeva neppure leggere la formula dell'acido solforico, ma che era però l'inappagabile Lady Macbeth e l'anima nera del satrapo. (Enzo Bettiza)
  • Ormai gli standardi di bellezza li stabiliva quella megera di Elena Ceausescu, presuntuosa quanto vanitosa, che da maestrina divenne membro dell'Accademia delle scienze e arbitro di tutto lo scibile, ivi compreso il marito. (Demetrio Volcic)
  • Per magnificare i meriti scientifici di Elena Ceausescu, first lady della Romania, non bastano più i confini nazionali: vengono addirittura presi in affitto spazi pubblicitari su quotidiani italiani. (Laura Laurenzi)
  • Un'erinni dagli occhi puntuti. (Enzo Bettiza)
  • La strega è come la peste bubbonica. Tutti sperano che il Compagno le sopravviva. Spero che qui non ci sia qualche microfono.
  • Questo è il mio libretto nero. Qui dentro ci sono alcuni degli spropositi e delle perle di saggezza della strega. Non riuscirà mai a metterci le mani sopra, non me ne separo mai, nemmeno quando dormo. Ecco, ascolti questa: 19 dicembre 1976. A. riferisce a E. sui preparativi per una visita in Angola. A. suggerisce a E. di accompagnare il Compagno. E. chiede: Perché non in primavera, caro? Adesso fa troppo freddo. Oppure questa: 22 dicembre 1977. A. fa sapere a E. che tra i notevoli beni di un emigrato romeno morto in Olanda, e recuperati dal DIE[3], vi sono diversi Tiziano e Tintoretto. Sono documenti storici o libri?, ha chiesto E.
  • Secondo le statistiche dell'Onu, la Romania ha il record dei suicidi, circa sessantasei ogni centomila abitanti. Poi viene l'Ungheria, con quarantatré, e terza la Germania dell'est con trenta. Ma se la strega prendesse il potere, avremmo sessanta suicidi ogni cento abitanti. Secondo lei, quanto dovremo ancora attendere prima che qualcuno si decida a avvelenarla?
  • Da quando nel 1973 aveva incontrato Isabella Peron durante la visita di stato in Argentina, Elena era affascinata dalle donne dirigenti politiche. Quando Isabella era diventata presidente della repubblica argentina, l'avevo sentita mormorare: «Se ce l'ha fatta una puttana da night-club di Caracas, perché non potrebbe farcela una donna di scienza come me?»
  • Elena si preoccupava sempre e solo dei fotografi, mai dei giornalisti, perché ai giornalisti, comunque, avrebbe poi detto lei che cosa scrivere.
  • Lei non era come Ceausescu, che non stava mai fermo. Come vedeva una sedia, Elena vi si precipitava e vi si installava. E non era certo come un giocatore di poker che studia attentamente le carte che ha in mano e le cala lentamente. Elena voleva vedere tutto subito, e avere tutto subito.
  • Nel 1975, ero con lei a Buenos Aires quando, affascinata dalle ambizioni politiche di Isabella Peron, aveva deciso di darsi anche lei alla vita politica attiva. E dato il culto della personalità senza precedenti che era stato creato intorno a Ceausescu, l'ascesa di Elena sulla scena politica romena era stata rapida. In breve tempo era diventata membro della Grande assemblea nazionale, del comitato centrale del partito comunista, del comitato politico esecutivo (l'equivalente del politburo sovietico), e da appena un anno era anche diventata membro dell'ufficio permanente del comitato politico esecutivo, inventato da Ceausescu per accentrare ulteriormente il potere nelle proprie mani e in dove solo il nome di Ceausescu era fisso, mentre il resto della compagnia si componeva di comparse continuamente cambiate di posto per evitare che mettessero radici e diventassero importanti.
  • Nello studio di Elena, solo leggermente più piccolo di quello di Ceausescu, sulla parete dietro la sua scrivania c'era il simbolo del partito comunista, invece che quello della Romania, e su quella di fronte, un ritratto a grandezza naturale di Ceausescu. Su una parete laterale, c'era uno scaffale con in bella mostra le opere complete del Compagno, rilegate in cuoio rosso, e diverse copie del "suo" libro di chimica. Sulla sua scrivania c'era solo una fotografia di Ceausescu in una cornice dorata: nessun documento, nessun altro incartamento. Elena detestava leggere.
  • Poiché al 1965, da quando suo marito era diventato il leader della Romania, non aveva più comperato nulla, Elena non aveva la più pallida idea del valore delle merci. Aveva, tuttavia, due principi base: in Romania i prezzi erano troppo bassi, e all'estero troppo alti. Ogni volta che acquistava un gioiello o una pelliccia in Occidente, dovevo prometterle solennemente che avrei fatto ridurre drasticamente il prezzo, perché non voleva che «i capitalisti si ingrassassero con i soldi comunisti».
  1. a b Da A carte scoperte con Nicolae Ceausescu, intervista di Giancarlo Vigorelli, DHA Cinematografica, 23 luglio 1974.
  2. Citato in Ceausescu il coyote e Lady Macbeth, la Stampa, 9 gennaio 2005
  3. Cfr. Direcția de Informații Externe

Voci correlate

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