Elegie funebri dalle serie televisive

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Raccolta di elegie funebri tratte dalle serie televisive.

Elegie funebri dalle serie televisive

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  • – Datele il vostro addio e chiediamo al Signore di perdonarla per ciò che ha fatto!
    – Signore, perdonala.
    – Signore, perdonala per quello che ha fatto.
    – Non sapeva quello che stava facendo, Signore.
    – E invece lo sapeva! Molto meglio di tutto il resto di noi!
    – È un funerale, Al!
    – È la nona in meno di sei mesi! Questa donna e gli altri si sono uccisi perché la vita è diventata insopportabile! Io dico che ne avevano il diritto!
    – Non essere blasfemo!
    – È la verità! La vita è troppo dura e non aiutano più le Scritture! La vita qui è misera e non valgono più le regole! Così non saremo costretti a soffrire! Non vi rendete conto che questa è l'unica fine che ci libererà da tutto questo? Che è l'unico modo per raggiungere la pace dell'anima? Qui c'è soltanto angoscia! Capitano Benteen, ci faccia decidere da soli! E chi vuole morire possa farlo! (Ai confini della realtà)
  • Diamo l'estremo saluto al nostro adorato animaletto Mordicchio che è andato in un posto dove un giorno o l'altro spero di andare anch'io: al gabinetto. (Futurama)
  • – Elfo e io eravamo amici soltanto da pochi mesi, ma sono stati i migliori mesi della mia vita. Anche se ha trascorso buona parte del suo tempo come cavia per barbari esperimenti medici.
    – Sta parlando di me!
    – Ha cambiato il mio modo di vedere le cose. In un regno di gatti parlanti e maiali stregati e fate squillo, Elfo mi ha ancorata alla realtà. Sentirò davvero molto la sua mancanza.
    – Riposa in pace, amico. Mi spiace che ti abbiano seppellito in quest'acquario. (Disincanto)
  • – Fratelli e sorelle, siamo qui riuniti oggi per rendere omaggio al nostro caro fratello Jefferson Myrtlebank. Sappiamo tutti che Jeff Myrtlebank era un bravo ragazzo. Non sempre veniva al catechismo la domenica, ma è vero che non l'abbiamo mai visto bere alcol di contrabbando il sabato sera.
    – Amen.
    – Questo bravo giovanotto mancherà a tutti noi. Il buon Dio deve aver avuto un buon motivo per averlo chiamato a sé così giovane.
    – Alleluia.
    – Ma sappiamo tutti che il Signore a volte opera in modo misterioso. E oggi siamo qui riuniti per ricordare questa giovane anima che il Cielo ha volut...
    [Jeff Myrtlebank si risveglia e solleva il coperchio della bara facendo scappare tutti dalla cappella] (Ai confini della realtà)
  • Guardate questo fiore nell'oscurità e apprendete la gioia della vita, esso è pura forza vitale. Abbiate rispetto dell'oscurità, chiudete gli occhi e pensate alle tenebre, l'oscurità è la signora dell'inquietudine, l'oscurità è il regno della morte. Non dimenticate l'oscurità nella luce, non dimenticate il fiore nell'oscurità, non dimenticate l'impietosa e crudele natura quando guardate nel buio del vostro cuore. Rispettate l'oscurità, chiudete gli occhi e pensate alle tenebre. E adesso, cari amici, riposate sereni nel sonno eterno, finché torneremo a casa, oltre le stelle. Da questo momento, tutti noi siamo diventati abitanti delle tenebre, dove siamo sprofondati. Offriamo dunque dei fiori e cerchiamo la pace nel profondo dei nostri cuori. (Nadia - Il mistero della pietra azzurra)
  • Il vostro Dio vince sempre imbattuto da tempo immemore nella storia del mondo, ma in quella battaglia J. M. Christiansen ha imbracciato le armi per opporsi all'inevitabile. Si è scagliato contro un nemico che non conosce sconfitta e che mai la conoscerà. Ora ci chiediamo se fosse arrivato a considerare il lavoro di una vita come quello di uno stupido, di un provinciale che capisce che il gioco a cui sta giocando gli si rivolterà sempre contro. No, amici, Jules era un brav'uomo e sena dubbio non era né provinciale né stupido. Io e lui abbiamo speso la vita a lottare contro gli stessi mulini a vento, solo che io sono sorretto dalla speranza, poiché quei mulini a vento sono stati creati dagli uomini per girare la mola che ha trasformato l'abbondanza della terra in farina. Da quelle umili scaturigini è cresciuto l'incredibile mondo moderno in cui viviamo. Non possiamo conquistare le montagne, ma le nostre ferrovie le attraversano. Non possiamo fermare il fiume, ma possiamo cambiare il suo corso a nostro piacimento e arginarlo per i nostri scopi. Viviamo in un'epoca di possibilità illimitate. Si è appreso di più sulla cura del corpo umano in questi cinque anni di ricerca che negli ultimi cinquecento. Vent'anni fa erano trentanove gli anni che un uomo si aspettava di vivere, adesso sono più di quarantasette. Un giorno le gallerie crolleranno rovinosa, ente, le grande dighe verranno distrutte, anche i cuori dei nostri pazienti smetteranno di battere! Ma prima di arrenderci riusciremo ad assestare dei buoni colpi in battaglia. Catherine, non smetterò di camminare verso un futuro pieno di speranza... e a ogni respiro donato, a ogni anno extra concesso a un paziente, ricorderò il mio amico caduto con dignità, Jules Michael Christiansen, sapendo che qualche traguardo è stato temporaneamente conseguito. (The Knick)
  • – Innocenti e colpevoli, buoni e cattivi, giusti e peccatori, tutti fanno la stessa fine, per tutti c'è uno stesso destino.
    – L'amore, l'odio e le passioni umane finiscono con la morte perciò godi la vita, mangia serenamente il tuo pane e bevi con gioia il tuo vino. Godi la vita con la donna che ami per questi vuoti e brevi anni che Dio ti lascia vivere.
    – Sii felice finché sei ancora giovane. Fa tutto quello che ti piace e segui i desideri del tuo cuore. La vita finirà. Tutto è come un soffio di vento. Vanità. Vanità. Tutto è vanità.[1] (1992)
  • Insomma, il nome della nonna era "Celeste"! Per l'amor di Dio! Oh, scusi... scusi, scusi, padre. Il suo nome richiama un meraviglioso strumento. Non so se qualcuno lo ha mai sentito, ma ascoltarlo è davvero una magica, eterea esperienza. Tutte quelle lamelle di metallo che tintinnano e suonano come, non so, se all'improvviso l'oceano si mettesse a fare musica! Be', stare con la nonna era così perché lei era speciale. Ti faceva sentire una persona importante anche se sapevi di essere solo un polipo nel mare dell'umana mondanità. Ci sarebbe ancora tanto da dire, ma... ecco, il fatto è che la nonna era una donna meravigliosa. Questo è il punto che vorrei ribadire. E dev'essere celebrata. (Orange Is the New Black)
  • Liz Forbes era mia amica. Negli ultimi istanti di vita voleva che io riferissi un messaggio a sua figlia, ma io l'ho interrotta prima che lo facesse, dicendole che sarebbe stata lei stessa a dirglielo... ma non è stato possibile. Tua madre voleva che tu sapessi quanto fosse orgogliosa di te, e faceva bene ad esserlo. Sei bellissima e molto forte, un'amica generosa, una luce intensa in un mare di oscurità. Ha detto che sei straordinaria, e lo sei... come lo era Liz. Lei era un'eroina per questa città. Era un'eroina per tutti voi e... lo era anche per me. Addio sceriffo... ci mancherai molto. (The Vampire Diaries)
  • Mamma era così: bella e fragile. Era una luce che nessuno poteva trattenersi dal guardare. Forse per questo non siamo in molti qui oggi. Nessuno vuole scoprire davvero che quella luce si è spenta. Ciao, mamma. (1992)
  • Mammà teneva sirece anne quanno m'ha fatto, a patemo nun l'aggio mai conosciuto. Songo figlio 'e nu sbaglio, figlio 'e nu "malammore". Je e Don Pietro ce sapevamo da quanno eramo piccirielli, eramo comme a duje frate. Ma isso è stato comm'a nu patre pe mme. Diceva sempe: "la vita nisciuno c' 'a regala, c'avimm' 'a ji' a piglia'." E accussì avimmo fatto, sempre 'nziemme. Mo nuje però c'amm' 'a cumpurta' buono, tutte quante, perché isso sta cca e guarda tutte cose. Sempe. Sempe. (Gomorra - La serie)
  • Non celebro un funerale da otto anni, ma qualcuno deve aiutare questa famiglia. Dio del cielo e dell'universo infinito, noi di preghiamo e ti supplichiamo per questa famiglia distrutta dal dolore. Preghiamo per coloro che soffrono per lui e lo piangono perché ne hanno molto bisogno. Che Dio abbia pietà della tua anima. (Parkland)
  • O Signore, con la tua misericordia il riposo viene dato alle anime dei fedeli. Benedici quindi questa tomba e incarica i tuoi angeli di sorvegliarla e libera dalle pesanti catene del peccato l'anima di colei le cui spoglie qui riposano. Fa in modo che insieme ai tuoi santi possa ricongiungerti a te per sempre. Per Cristo nostro Signore, amen. (The Knick)
  • Oggi è stato meraviglioso sentire così tante persone parlare di Avery. Voi non mi conoscete, ma a me sembra di conoscervi tutti. Io ero la psicoterapeuta si Avery. Mi raccontava delle persone importanti per lei. Come Melody e Rain, che l'hanno abbracciata il primo giorno che ha indossato una gonna per andare a scuola. Avery è stata sostenuta dalla comprensione dei suoi compagni di classe, dei suoi insegnanti, addirittura della polizia. Avery ci lascia la sua eredità: tolleranza, amore, perdono. (Law & Order - Unità vittime speciali)
  • Oggi siamo qui riuniti per ricordare la vita di Ed Paskowitz che ha vissuto sempre con dignità, benevolenza e rispetto anche quando la malattia peggiorava è rimasto meravigliosamente positivo e so per certo che amava molto la sua famiglia. Per questo oggi celebreremo la sua vita. (Transparent)
  • "Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi santi". Beh, Elliot Grote non era un santo. Era un uomo imperfetto. Ogni domenica senza eccezioni lui veniva qui, tutto solo, e sedeva sopra a quella panca. Spesso vedevo che prendeva quello che aveva in tasca, un biglietto da cento, qualche spicciolo, una volta perfino un rolex... e li metteva nel cesto delle offerte, sperando inutilmente nella redenzione. Cercava la luce, ma Elliot è morto nelle tenebre. Nessuno lo piange al funerale, tranne voi tre. Ora, potremmo dire che si è spenta una vita dedita ai peccati, ma una persona non è solo una persona; dentro ognuno di noi c'è un mondo che si intreccia con quello degli altri creando reazioni a volte uguali altre volte opposte. Si fa presto a dire "una vita si è spenta" ma ognuno ha un mondo in sè e oggi un mondo è andato perduto. (Daredevil)
  • – Siamo qui riuniti per piangere la morte di Calculon, industriale, detective privato, amico.
    – Vi dispiace se lo faccio io l'elogio funebre?
    – Calculon, sei vivo! (Futurama)
  • Tutti sappiamo che oggi non è morto un eroe, ma per quante responsabilità possa davvero avere Daniele, restano i suoi sedici anni. I figli delle famiglie che nascono in altri luoghi d'Italia hanno opportunità che qui sono state negate. Qui non ci sono colori, qui tutto è grigio. Qui non ci sono luoghi dove far sviluppare nel bene i talenti dei nostri figli. Questo è il quartiere "dormitorio", qui vogliono che la gente resti tappata in casa: non deve uscire, non deve intromettersi. Hanno voluto un'intera zona ad esclusivo uso dello spaccio a cielo aperto. Il Padre Eterno terrà conto del fatto che se Daniele ha commesso degli errori, sono stati errori commessi da un ragazzo di sedici anni. Un ragazzo che certamente era responsabile di quello che stava facendo, ma sedici anni... sedici anni sono così pochi che ti costringono a guardare meglio cosa c'è dietro! Che ti obbligano a distribuire le responsabilità! Quella di Daniele è un'età che bussa alla coscienza di chi ciancia di legalità, d'impegno, di lavoro e non bussa con le nocche, ma bussa con le unghie. (Gomorra - La serie)
  • – Meep adorava Halloween. Mascherarsi e sentire le grida dei ragazzini quando infilava una testa di gallina fra i dolcetti. Era l'unico giorno in cui si sentiva uguale a loro. Ma noi lo conoscevamo e non era come loro. Era molto meglio. Ci mancherai, Meep.
    – Per te, Meep. È il nostro modo di accompagnarti verso la valle delle ombre. [buttano alcool e teste di gallina sulla bara]
    – Amen.
  • Quella donna era mia amica. Era una tosta, simpatica. Non aveva bisogno di un uomo che si prendesse cura di lei o di suo figlio. era una sopravvissuta dal giorno in cui era nata. Nessuno le ha mai regalato niente. Non abbiamo avuto una vita facile, nessuno di noi. Soprattutto noi donne.
  • Una ruota sgonfia, un rubinetto che perde, mia madre sapeva aggiustare tutto. Era famosa per le sue barzellette sconce, ma era anche una donna di cultura. Amava la poesia. Mi leggeva sempre qualcosa da piccolo prima di andare a letto. Emily Dickinson era la sua preferita. "Io sono nessuno, tu chi sei? Sei nessuno anche tu? Allora siamo in due. Non dirlo, potrebbero spargere la voce." Non eri nessuno, mamma.
  • Axel all'Axel e ruggine alla ruggine. Amen. (ventitreesima stagione) [al funerale dei robot]
  • Coltrane, sei stato con noi solo per poco, ma non scorderò mai il viaggio in auto dal rifugio a casa. Ehm, pare che sia tutto. Amen. (quindicesima stagione) [al funerale di un gatto]
  • – Goldie, tu eri più di un pesce rosso. Tu facevi parte della famiglia.
    – Riposa in pace, vecchio mio. (quattordicesima stagione)
  • – Martin Prince era conosciuto con molti nomi: Martin femminuccia, Martin principessina, Merdin Prince, Martin la renna leccafondo...
    – Quello era mio!
    – Martin era un bambino timido e strano che non ha mai mantenuto la promessa di diventare un adulto spostato e non amato. (diciannovesima stagione)
  • Palla di neve II, non puoi andare via così! Questa poesia è per te. Si chiama Micio problematico. Quattro zampe, più una coda, più nove vite, uguale: un gatto speciale. | Un gatto speciale, meno nove vite, uguale: una bimba molto triste. (quindicesima stagione)
  • Sotto molti aspetti Maude Flanders è stata una vera protagonista della nostra vita. Non attirava mai la nostra attenzione con slogan memorabili o accenti comici, era una ragazza tranquilla. [...] Ma comunque, cari fratelli, che l'abbiate notata o meno, Maude era sempre lì, e credevamo ci sarebbe rimasta per sempre. "Vita" significa "mutamento" [...] (undicesima stagione)
  • Il Signore dona, il Signore prende a suo piacimento. A volte il prendere sembra un tantino sproporzionato in confronto al donare. Pare che si dia più da fare nel prendere. Ma che vogliamo farci? Forse se foste venuti più numerosi la domenica in chiesa il Signore non ci avrebbe punito portandoci via questo bambino. (terza stagione)
  • "Sì, portaci davanti al Signore" disse una volta un tizio ebreo. Cenere alla cenere, polvere alla polvere. [un suonatore di cornamusa attacca con la canzone ebraica Hava Nagila] (seconda stagione)
  • Siamo qui per dire addio a quattro amici, quattro ragazzi che abbiamo cercato di aiutare senza riuscirci, fino all'ultimo. Ma dove ci sono perdite c'è speranza. L'Uomorsomaiale è stato sconfitto! [...] Finalmente quel mostro è stato annientato e non scorderò mai i nomi di quei ragazzi coraggiosi che hanno sacrificato la loro vita: "ragazzo uno", "ragazzo due", "ragazzo tre" e ovviamente "ragazzo quattro". Ricordo come "ragazzo uno" rideva e giocava, e come il "due" c'era sempre quando gli amici avevano bisogno... e il "ragazzo tre" con quel suo modo enigmatico di esprimersi. (decima stagione)
  1. Cfr. Qoelet