Cinema italiano

cinematografia dell'Italia

Citazioni sul cinema italiano.

Cinema italiano

Citazioni

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  • [Sul cinema italiano degli anni 1960/1970] C'era molta avventura nel cinema anche sul terreno produttivo. Nascevano produttori come funghi. Ex commercianti che si innamoravano di un'attricetta e mettevano i soldi per fare un film. Molti film nascevano così. Per cui era un periodo in cui potevi contrabbandare cose molto originali, molto tue. Se servivano a una certa causa - per l'attrice amica del produttore - il film partiva. Casomai i problemi erano dopo. (Giulio Questi)
  • Da anni nessun regista americano vede film italiani. Non ci sono più sale che possano mantenersi proiettandoli. (Sidney Lumet)
  • Mi chiedo perché il nostro cinema scateni approcci sempre e comunque viscerale. Di esagerata esaltazione o di assurdo accanimento. (Carlo Mazzacurati)
  • Il cinema che si fa oggi, il cinema italiano specialmente, [...] sui sentimenti, sui rapporti, [...] sostituisce la letteratura. Ma allora preferisco un libro. (Giulio Questi)
  • Il cinema italiano io lo trovo sorprendente. Però mi piacerebbe ci fosse più fiducia nella capacità degli attori di trasformarsi, essere diversi da sé. Mentre trovo che il cinema italiano tenda a pescare a grandi mani dal neorealismo, il più delle volte egregiamente per carità. Ma dal mio punto di vista, insomma... (Elena Radonicich)
  • Il nostro cinema è pieno di parole, è un cinema "over-talked" come dicono gli americani. Un vizio demagogico, il nostro. (Ennio Fantastichini)
  • Il problema del cinema italiano sono i soldi. Gli americani riescono bene ad ammortizzare i film che fanno. Se i film continuano a essere fatti con costi troppo bassi, il cinema italiano non varcherà mai i confini nazionali. In America il cinema è un’industria. Negli Anni Sessanta anche l’Italia era forte. Oggi invece si fanno troppi pochi film. (Carlo Rambaldi)
  • In Italia si continuano a fare solo film d'interesse nazionale, film che all'estero o non interessano o non vengono capiti. (Dino De Laurentiis)
  • [Sul cinema italiano degli anni '30-'40] In una produzione che tende a esaltare i valori nazionali a tutti i livelli, dall'arte al lavoro dei campi, dal colonialismo all'agiografia dei nostri grandi personaggi, è inevitabile che anche il mondo musicale passato e presente sia considerato dal nostro mondo di celluloide. Ovviamente è la lirica a fare da padrona, sia attraverso le vite dei nostri compositori sia attraverso la ricostruzione davanti alla macchina da presa delle storie che tali compositori hanno ispirato. (Massimo Scaglione)
  • La graduale scomparsa dei generi è stato un impoverimento del nostro cinema. Non si possono produrre soltanto commedie e film d’autore (o presunti tali). Ma ci dovrebbe essere una nuova regolamentazione del cinema, che permetta a tutti di poter produrre e distribuire i propri film. (Antonio Tentori)
  • [Il cinema italiano odierno] Mi deprime. Lei forse vedrà più film italiani di me, ma quelli che ho visto negli ultimi tre anni sembrano tutti uguali. Non fanno che parlare di: ragazzo che cresce, ragazza che cresce, coppia in crisi, genitori, vacanze per minorati mentali. Che cosa è successo? Me lo dica lei. Ho amato così tanto il cinema italiano degli Anni '60 e '70 e alcuni film degli Anni '80, e ora sento che è tutto finito. Una vera tragedia. (Quentin Tarantino)
  • Negli anni '50, in Italia c'erano bellissimi film sulle donne diretti da uomini. Non conosco bene il vostro cinema di oggi, ma quello del passato non aveva paura di venerare e ammirare incondizionatamente la donna. A Hollywood non è mai successo e non penso succederà mai. (Susan Sarandon)
  • Non riesco a vedere i film italiani, capisci Verena, perché sono troppo italiani. (Stanis La Rochelle, Boris)
  • Se fai la commedia sei considerato di Serie B. Anche se poi ci si dimentica che molta della nostra cultura cinematografica l'abbiamo fatta con quella e non con i drammi. (Francesco Mandelli)
  • [Sulla commedia italiana] Sono film che non fanno pensare. Il cinema italiano è addomesticato, i comici incassano e gli autori come Bellocchio sono isolati e non lavorano. (Michele Placido)
  • [Sul cinema italiano del ventennio fascista] Un cinema che si ispira costantemente a Hollywood. (Massimo Scaglione)
  • L’horror italiano degli anni Settanta e Ottanta, grazie in particolare a Dario Argento e a Lucio Fulci, era sempre all’avanguardia e via via più estremo, essenzialmente visivo e a volte perfino astratto, oltre a essere costantemente alquanto innovativo dal punto di vista cinematografico. Poi però, all’inizio degli anni Novanta, il filone tutta quella creatività si è spenta perchè la televisione si è impossessata del mercato cinematografico e ha preso a dettare legge economicamente anche in fatto di produzione, obbligando gli autori a rinunciare a spingersi oltre e ad auto-censurarsi, se volevano continuare a lavorare nel settore.
  • Non è stato il cinema di genere ma è stato il cinema italiano in generale che, secondo me, è andato affondando. Tutte le produzioni si sono svendute alla televisione. La produzione per le sale è praticamente finita. Io mi ricordo che in quegli anni, gli anni novanta, tutte le società con cui avevo fatto cinema io hanno chiuso, e quindi è finito un movimento. Oggi in Italia i film non prodotti o dalla Rai o da Mediaset o dagli altri enti credo siano due o tre all’anno: non c’è più nessuno che fa film per le sale, fanno film per le televisioni e quindi devono sottostare alle regole del mercato televisivo, non a quelle della sala cinematografica.
  • Purtroppo è in crisi tutta la “macchina cinema” in Italia! Dal 1990 al ’94 è avvenuto un crollo impressionante del gradimento e, naturalmente, i primi a risentirne sono stati i film “low budget” che tanto avevano guadagnato a cavallo tra i ’70 e gli ’80. Poi verso la metà dei ’90 c’è stata una improvvisa impennata, ma si tratta di fiction e non di cinema. Il vero cinema è ancora pericolasamente in caduta libera!
  • A un certo punto il nostro cinema era diventato una vera e propria fucina di generi. Eravamo bravissimi nell’inventare e nel re-inventare fino alla saturazione (guarda tu cosa abbiamo fatto con il western!). Abbiamo sempre riproposto dei nuovi generi fino a che siamo arrivati al punto di aver spremuto fino all’osso le potenzialità creative e innovative di quei tipi di cinema.
  • Adesso il cinema italiano è molto migliorato nella commedia, gli anni 90 non si potevano vedere, sempre con gli stessi attori. I registi oggi sono più acculturati. Invece il cinema di genere è finito.
  • Al nostro cinema manca la capacità di emergere nel film di genere. Se ne fanno diversi, sì, ma non siamo ad altissimi livelli.
  • L'Italia [...] sta attraversando un periodo cinematografico in cui preferisce fare solo commedie. La verità è che la commedia si realizza più facilmente, ci metti poco a farla. Però non è che siamo poi così bravi a far ridere, noi. Spesso prendiamo soggetti dalla Francia.
  • Non c’è più la passione di un tempo. Credo che la colpa principale sia l’allontanamento dello Stato dal cinema (peggiorato dall’avvento dei politici di allora). Ai miei tempi si giravano 400, 500 film in un anno. Adesso se ne fanno molti di meno. E quando mancano i film, manca anche la possibilità di fare gavetta, di imparare, di sporcarsi le mani su un set. Adesso i ragazzi non passano più per quella gavetta lì, sono già tutti registi, sceneggiatori, attori.
  • Perché in Italia non farà mai più un altro film: non può fare la commedia.

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