Cimabue

pittore italiano del XIII secolo

Cimabue, pseudonimo di Cenni (Bencivieni) di Pepe (1240 circa – 1302), pittore italiano.

Cimabue: Maestà di Santa Trinita (tra il 1280 e il 1300), Galleria degli Uffizi di Firenze

Citazioni su CimabueModifica

  • Cimabue si mostrò svogliato in quanto allo studio, e solo avido di imparare il disegno, per cui sentiva una forte inclinazione. (Evelyn Franceschi Marini)
  • Credette Cimabue ne la pittura | tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, | sì che la fama di colui è scura. (Dante Alighieri, Divina Commedia)
  • Erano per l'infinito diluvio dei mali, che avevano cacciato al di sotto et affogata la misera Italia, non solamente rovinate quelle che chiamar si potevano fabriche, ma, quel che importava assai piú, spentone affatto tutto 'l numero degli artefici, quando (come Dio volse) nacque nella città di Fiorenza l'anno MCCXL, per dare i primi lumi all'arte della pittura, Giovanni cognominato Cimabue, della famiglia de' Cimabuoi in quel tempo nobile. (Giorgio Vasari, Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti)
  • La grandezza di Cimabue è una realtà storica: e quanto egli già prima di Duccio [di Buoninsegna] si levasse sui pittori fiorentini del tempo suo, basterebbe a provarlo il confronto del vecchio Crocifisso di Coppo di Marcoaldo, il combattente di Monteaperti, che è nella cattedrale di Pistoia, con quello del refettorio di S. Croce, che tutte le ragioni conducono a credere una delle poche e più sicure opere di Cimabue. (Alessandro Chiappelli)
  • Nei momenti di sincerità [Ottone Rosai] confessava che Giotto gli pareva un "deviazionista" rispetto a Cimabue, il quale gli andava molto più a sangue. (Indro Montanelli)
  • Nonostante le affinità che si devono riconoscere tra i due maestri, Cimabue è più plastico, poderoso e massiccio, il Cavallini più grandioso e monumentale; Cimabue modella con insistenza le figure, come se dovesse formarle nel bronzo, il Cavallini dà loro slancio potente; Cimabue elabora tipi bizantini rendendoli grifagni, Cavallini è più libero dalla convenzione bizantina e più classico; Cimabue prepara gl'intonachi con una tinta nerastra, il Cavallini di rosso. (Adolfo Venturi)
  • Per tornare a Cimabue, oscurò Giotto veramente la fama di lui, non altrimenti che un lume grande faccia lo splendore d'un molto minore. (Giorgio Vasari)

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