Cecilia Gatto Trocchi

antropologa italiana

Cecilia Gatto Trocchi (1939 – 2005), antropologa italiana.

Le sette in ItaliaModifica

IncipitModifica

Il fenomeno dei nuovi movimenti religiosi in Italia è assai complesso. Ad una prima considerazione generia potrebbe sembrare che il nostro Paese, di tradizione spiccatamente cattolica da un verso (per quanto riguarda la cultura «popolare») e laico-marxista da un altro (per quanto riguarda la cultura cosiddetta d'élite, l'intellettualità che «fa opinione») sia la terra più inospitale per la diffusione di religioni alternative.
Ma in realtà non è così. A partire dagli anni '70, dalla crisi cioè delle speranze di palingenesi[1] «politica» si è impercettibilmente diffuso in Italia un numero rilevante di nuove sette religiose, spesso di derivazione «orientale». Introduzione

CitazioniModifica

  • La spiritualità alternativa prospera nelle città più ricche dell'Italia settentrionale (più in Lombardia e in Emilia che non in Puglia o in Calabria), trova vasta eco nella piccola e media borghesia, nelle fasce più alte della classe operaia ma anche tra le casalinghe che hanno il problema di far quadrare i conti della spesa come nel ceto imprenditoriale, in ambienti di professionisti e tra gli studenti. (I. La babele delle terminologie e lo scoglio delle classificazioni, p. 12)
  • Questo mondo caleidoscopico e bizzarro [delle sette] presenta una grande difficoltà di classificazione: le tipologie sfumano le une nelle altre; gruppi satanici[2], ad esempio, si configurano come vie di salvezza, sette religiose neo-orientali praticano la magia, confraternite religiose insospettabili come i Templari si addentrano nei misteri esoterici. Questo universo dai contorni sfumati e imprecisi è caratterizzato dalla eterogeneità e dal sincretismo. Inoltre un demone scissionista agita il mondo delle sette che nascono, si espandono e poi scompaiono, oppure si dividono intorno a figure poco raccomandabili di capi carismatici. Tutto questo costa molto: i nuovi movimenti religiosi e l'esoterismo muovono un vertiginoso giro di miliardi. (I. La babele delle terminologie e lo scoglio delle classificazioni, p. 13)
  • L'Oriente «misterioso» ha sempre affascinato la cultura occidentale che ha connotato «le terre del sole» di elementi voluttuosi e cruenti. Gli scrittori e gli intellettuali, dal Settecento in poi, hanno vagheggiato l'Oriente come luogo mentale dell'intensità emotiva, della sensualità e della magia. Il decadentismo e l'estetismo[3] fin de siècle ha poi utilizzato l'Oriente e la sua filosofia religiosa in funzione antioccidentale e anticristiana.(II. Sette di origine orientale, p. 15)
  • L'Italia, feudo incontrastato del cattolicesimo fino alla seconda guerra mondiale, ha visto progressivamente affermarsi un nuovo panorama religioso in cui le sette di matrice cristiana extracattolica occupano un posto considerevole[4]. (III. Sette di matrice cristiana, p. 50)
  • Le psico-sette si fanno propaganda offrendo dei corsi (tutti a pagamento) che vengono proposti o per potenziare le proprie capacità oppure per risolvere i propri problemi di malessere. [...] Su un piano fisico si propaganda una maggiore efficienza corporea basata su tecniche che vengono affiancate da un nuovo regime alimentare. Sul piano emozionale si fa appello a un miglioramento nella sfera della socialità, un aumento della comunicazione interpersonale, maggiori capacità di ascolto dell'altro, empatia spesso di tipo emotivo-sessuale. Sul piano mentale si assicura un grandioso sviluppo della memoria e delle capacità di concentrazione, un aumento del quoziente di intelligenza, un controllo del pensiero che, se negativo, è ritenuto origine e causa di tutte le malattie psicosomatiche. [...] Sul piano spirituale si assicura uno sviluppo e un ampliamento della propria coscienza, una autorealizzazione e consapevolezza profonda [...] (IV. Le psico-sette, pp. 60-61)
  • Nel mondo minoritario delle sette si mescolano realtà diverse che vanno dalle società occultiste di tradizione ottocentesca come la Teosofia (che conta decine di migliaia di adepti in Italia e un paio di milioni nel mondo) fino a gruppetti di dimensioni ridottissime come quello della scuola esoterica Claudio D., composto dal signor D., sua moglie, la suocera e tre figli. (V. La nebulosa magico-esoterica e l'occultismo, p. 71)
  • Nelle religioni alternative è proprio l'universo simbolico della cultura occidentale che viene messo in crisi e sistematicamente distrutto, è il legame con i predecessori che viene negato e rigettato: non a caso gli adepti o i simpatizzanti dei nuovi culti hanno gravi problemi di armonia con la loro famiglia e molto spesso i legami con essa vengono radicalmente recisi. (VII. Le sette e il mondo contemporaneo: un'interpretazione, p. 84)
  • La post-modernità produce incessantemente il nuovo e rende l'uomo estraneo a ciò che crea al punto che egli non sa più nominare e dare senso all'universo sociale e culturale che si forma e si muove. La post-modernità è «movimento più incertezza». Siamo in un tempo in cui nulla è sicuramente acquisito, né il sapere e la competenza, né il sostegno sociale e affettivo. L'uomo post-moderno può sentirsi nella condizione di straniero nel suo stesso condominio. Di fronte alla privazione di significato, si moltiplicano i tentativi individuali di riappropriarsi del senso ed ecco che i gruppi religiosi alternativi e le sette ne rappresentano uno. (VII. Le sette e il mondo contemporaneo: un'interpretazione, pp. 84-85)

Storia esoterica d'ItaliaModifica

IncipitModifica

Nell'attuale universo umano razionalizzato e tecnologicamente avanzato, la magia ha ritagliato uno spazio ampio e prestigioso. Le cifre parlano chiaro: due italiani su dieci vanno dai maghi almeno una volta all'anno. Le domande che vengono poste riguardano per il 65% che cosa riserva il futuro, mentre il 35% dei clienti chiede prestazioni più complesse che vanno dall'eliminazione del malocchio al filtro d'amore, dalle pozioni contro le malattie, ai talismani per trovare lavoro, fino alle fatture a morte. Il tutto muove un vertiginoso giro di miliardi.
L'Italia non è un'eccezione; in tutto il mondo occidentale la magia è altrettanto viva che presso i cosiddetti popoli primitivi: nelle metropoli trionfano la cartomanzia, l'occultismo, la medicina alternativa a sfondo magico, lo spiritismo, la mania degli oroscopi, il culto degli ufo e quel movimento a sfondo magico-esoterico che va sotto il nome di New Age.

CitazioniModifica

  • Mentre il positivismo fondava le scienze sociali, (proclamando la morte della teologia) e il marxismo istigava il proletariato ad abbandonare la religione istituzionale bollata come «oppio dei popoli», migliaia e migliaia di persone tentavano di comunicare con i mondi spirituali attraverso medium e veggenti[5]. (cap. IV, p. 42)
  • Deriso e combattuto, lo spiritismo oppone ai ragionamenti la forza della sua convinzione, i suoi fatti, i suoi miracoli, il suo soprannaturale. Si tratta della religione del secolo XIX, senza riti, senza preti, e incartata in un involucro di scientificità. L'immaginazione e il sentimento vi trovano il loro spazio, e la ritualità è rappresentata dalle invocazioni, dalle preghiere, dalle evocazioni e dalle rivelazioni continue. (cap. VI, p. 73)
  • La popolarità di Eusapia andò in crisi a Cambridge, dove nel corso di una seduta la medium fu sorpresa a spostare con la mano un oggetto che avrebbe dovuto levitare per forza occulta. Accusata di frode, si difese dichiarando di aver agito solo perché spinta da un impulso inconscio e irresistibile. (cap. VII, pp. 80-81)
  • Secondo l'insigne studioso [Cesare Lombroso] le energie cerebrali adatte a «trasformarsi» sarebbero state tanto più forti, quanto più accentuati fossero stati i caratteri neuropatici dei soggetti. Con Eusapia Palladino, Lombroso andava sul sicuro avendo riscontrato nella donna «anomalie cerebrali gravissime» denunciate dalle sue turbe isteriche e dalla cicatrice cranica fattale dalle bastonate della nonna. L'eccitazione dei soggetti nevrotici poteva potenziare l'energia cerebrale e farla agire fuori del corpo. (cap. VII, p. 83)
  • La storiografia positivista ha definito la credenza nelle streghe come una psicosi di massa che, guarda caso, mescolava idee cristiane e relitti dell'antico paganesimo. Le premesse poggiavano da un lato sulle idee cariche di timori intorno al demonio, realmente esistente per la cultura cristiana, dall'altro su «fantasticherie sempre più confuse» come la capacità magica del maleficio, la possibilità di nuocere con l'aiuto dei demoni, di volare, di attuare metamorfosi animalesche e di avere rapporti sessuali con i demoni nel famoso sabba. (cap. VIII, p. 87)

NoteModifica

  1. Cfr. voce su Wikipedia.
  2. Cfr. voce su Wikipedia.
  3. Cfr. voce su Wikipedia.
  4. Cfr. Introvigne M., Le sette cristiane, Milano, Mondadori, 1989. [N.d.A.]
  5. È curioso notare che la data del Manifesto del Partito Comunista, il 1848, sia anche la data della più eclatante manifestazione spiritica pubblica, a opera delle sorelle Fox nello stato di New York. [N.d.A.]

BibliografiaModifica

  • Cecilia Gatto Trocchi, Le sette in Italia, Tascabili economici Newton, Roma, 1994. ISBN 88-7983-517-3
  • Cecilia Gatto Trocchi, Storia esoterica d'Italia, Piemme, 2001, ISBN 8838449988

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