Bernard Quatermass

Bernard Quatermass

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

André Morell, la cui interpretazione di Quatermass in Quatermass and the Pit venne lodata come il ritratto definitivo del personaggio[1]

Universo Quatermass
1ª apparizione in The Quatermass Experiment (1953)
Ultima apparizione The Quatermass Experiment (2005)
Interprete
Voce italiana

Bernard Quatermass, personaggio della fantascienza creato da Nigel Kneale.

Citazioni di Bernard QuatermassModifica

Nigel KnealeModifica

L'esperimento QuatermassModifica

  • Maledetti burocratici, maledetti impiccioni! Passano il tempo a metterti i bastoni tra le ruote, e poi appena c'è qualcosa che non va ti saltano addosso come corvi...
  • Qualcosa che intacca la struttura organica... [...] Nell'astronave il processo deve essere andato molto più in là... I soggetti vi sono stati esposti molto più a lungo. Ci dev'essere stata una distruzione completa e una risintesi parziale di organismi viventi...
  • Una specie di... plancton dell'aria. [...] Pensate... Non si è mai avvicinata alla Terra, come i pesci oceanici non salgono mai fino a Piccadilly Circus. Ma quando il razzo si avvicina lui... questa cosa, qualsiasi cosa sia, trova a bordo...
  • Occupare la struttura risultante sia pure per caso, potrebbe essere il metodo migliore per acclimatarsi alla vita sulla Terra.
  • Ho distrutto i miei amici. E adesso debbo anche privarli del loro momento di gloria.
  • Quando non si sa quel che si cerca, si è sempre un po' ridicoli.

Progetto QuatermassModifica

  • Vi ricordate perché avevo appeso qui questo progetto? Un giorno aspettavo l'arrivo di alcuni inviati del Ministero, e volevo impressionarli. Una colonia sulla Luna! Cupole pressurizzate grazie alle quali l'uomo potrebbe vivere su un mondo senz'aria! Essere i primi a farlo! Uno di loro mi chiese "Ma in che modo contate di trasportare tutto quel materiale sulla Luna?". Mi ero già preparato la risposta. Una risposta che conteneva una ben dosata sicurezza in se stessi, proprio come piace a quei signori del Ministero. "Ci serviremo di una piccola flotta di missili a tre stadi opportunamente modificati" dissi. "Faremo diversi viaggi. Centinaia di viaggi accuratamente calcolati e studiati. Sono certo che l'impresa è possibile". Già, ho risposto così... [...] Il Ministero ha speso un mucchio di quattrini per finanziarci, e cos'ha ottenuto? Due prototipi, dei quali uno è esploso e il secondo non può nemmeno venire collaudato. Tireranno una bella riga su tutto il progetto.
  • Piccole decurtazioni, tagli su forniture d'importanza capitale... E questo quando le cose sembravano ancora andar bene.
  • Arrendermi? Sai benissimo, Leo, che non sono un tipo da arrendermi. Mi piace andare fino in fondo. Quando mi taglieranno definitivamente i viveri mi metterò a costruire missili in cortile! D'altra parte ho cominciato così.
  • Benissimo! Ammetterò allora di aver commesso l'esecrabile delitto di essere andato a ficcare il naso dove un paio di burocrati non vogliono che lo ficchi! Questo mi mette sotto la vostra tutela?
  • Cerca d'immaginarti un... un organismo per il quale l'ossigeno non è fonte di vita ma causa di morte.
    Queste creature arrivano sulla Terra racchiuse dentro quegli involucri di pietra... quelli che finora abbiamo chiamato meteoriti, e sono tenuti in vita da un miscuglio di gas: metano, ammoniaca e probabilmente idrogeno. Sono i gas che compongono la loro atmosfera naturale. [...] L'involucro si rompe, e la creatura ne esce, ma nella nostra atmosfera può vivere soltanto un paio di minuti... o forse pochi secondi. Ha l'aspetto di una bolla... una bolla scura. Se in quei secondi viene a contatto con... con... [...] L'istantanea invasione di tutto il sistema nervoso, che partendo dal punto di contatto si estende alle facoltà intellettive della vittima, al conscio e al subconscio.
  • Nelle ultime ore ho pensato e ripensato a questo problema, e ho trovato un'unica spiegazione possibile: quelle creature sono parte di un organismo multiplo. Sono una sola creatura composta da miliardi di individui con un unico cervello, un unico centro cosciente. Capite cosa significa? Quello che uno di loro viene a sapere, la sua esperienza, è istantaneamente trasmessa a tutti gli altri, a tutti contemporaneamente, in qualsiasi posto si trovino. [...] Credo che nel processo il suo cervello subisca un forte trauma. [...] Il risultato è un nuovo istinto che lo spinge ad agire esclusivamente a beneficio dell'invasore.
  • Pensiamo ora a Winnerden Flats, un piccolo centro isolato scelto per caso per installare una piccola base governativa di ricerche scientifiche. Una notte quella zona è stata... possiamo dire conquistata, con tutti i suoi abitanti, compreso il personale militare specializzato, ed è diventata un focolaio d'infezione protetto dalle stesse vittime contro le interferenze di estranei. Lì sarebbero in seguito state ospitate le nuove creature provenienti dallo spazio. E gli arrivi continueranno per quanto su bassa scala, in numero appena sufficiente per alimentare... diciamo l'epidemia, infettando coloro che entravano nel recinto della fabbrica. [...] È adesso la fabbrica è quasi messa a punto. La cupola finita l'hai vista anche tu, Flower, e hai visto che contiene quella specie di magma in ebollizione. Adesso aspettano qualcosa per compiere la mossa successiva. [...] Sono del parere che per il momento non c'è ancora niente di vivo dentro quei gas. In caso contrario il povero Ward non sarebbe più uscito di là... Mi chiedo come saranno realmente quelle creature una volta immesse nel loro ambiente naturale. Quelle cupole sono alte una sessantina di metri...
  • C'è quello che è contenuto nelle pietre. Una sostanza viva. [...] Una sostanza che respira... se quelle creature respirano... Un miscuglio di gas che in pochi secondi uccide un essere umano, e che si nutre di fango a base di ammoniaca. Gas e ammoniaca che compongono il mondo dal quale essi provengono, un mondo che io non so dove sia, ma che certamente è lontano milioni e milioni di chilometri.
  • Li ho visti! Là nella cupola essi riprendono la loro natura originale. Sono... Sono un'unica creatura multipla. Tra poco quella cupola ne sarà piena! [...] Quella poltiglia a base di ammoniaca è l'unico cibo sintetico che viene prodotto in questa fabbrica. E voi avete dato una mano a renderne possibile la produzione.
  • Le persone con quel segno non sono più esseri umani, e non ragionano più come tali. Sono burattini che fanno solo quello che il burattinaio fa fare loro.
  • Ascoltatemi, si può raggiungere il satellite dal quale provengono queste creature. Se non tentiamo, ne verranno altri, a migliaia. Raggiungeranno le loro colonie costruite sulla Terra, dove potranno moltiplicarsi sotto la protezione delle loro stesse vittime, perché in tutte le loro colonie ci sono uomini come voi che si prenderanno cura di quelle creature, e le nutriranno finché non saranno in grado di diffondersi su tutta la Terra. E allora tutta la razza umana sarà ridotta come voi a una condizione di schiavitù forzata. E sarà così per sempre, o finché serviremo alle creature... perché poi, forse, ci uccideranno tutti, o moriremo perché non ci sarà possibile vivere nella loro atmosfera venefica. Mi avete capito? Quelle creature non hanno nessuna pietà per quelli di cui si servono, e stermineranno la nostra razza!
  • Leo! Guarda la Terra! Quell'alone luminoso tutto attorno... Dev'essere l'alba. Non avremmo mai sognato di vedere questo spettacolo, vero? Questa era un'esperienza fatta per i giovani selezionati a far parte di un equipaggio scelto, e non per dei vecchi come noi impegnati in una missione da Kamikaze...

Quatermass e il pozzoModifica

  • Sai, Roney, nonostante tutti i tuoi guai sei fortunato. Gli ominidi fossili non hanno alcun interesse militare!
  • Il progetto doveva avere intenti pacifici, solo di ricerche scientifiche. Invece è stato assorbito dal Ministero della Guerra, i suoi scopi sono stati stravolti ed è diventato il Deterrente morte, una macchina mostruosa che minaccia la vita dell'uomo!
  • Arma risolutiva! Non pretenderete di credere a una cosa simile! Non sono mai esistite armi risolutive, e non ne esisteranno mai. Tutti questi discorsi significano unicamente che fin dall'inizio abbiamo affrontato il problema della conquista spaziale spinti da un solo pensiero: la guerra. Non capite... non avete ancora capito che le scoperte scientifiche hanno aperto al mondo una nuova dimensione. È questa la grande occasione offerta agli uomini perché rinuncino finalmente a ostinarsi nei loro errori. E prima che a ogni altra cosa, rinuncino alla guerra. Non dobbiamo conquistare lo spazio portando con noi il nostro odio e le nostre beghe di confine!
  • Un ottimo sportello per casseforti! Credo che sia una specie di ceramica, resistente a un calore di oltre tremila gradi, e più dura del diamante. Questa è la sostanza che tutti gli specialisti di missilistica sognano di inventare: un materiale insensibile al calore, che permetta di passare incolumi attraverso l'atmosfera terrestre.[...] Ma voi credete che i tedeschi abbiano fatto una scoperta simile nel quaranta e che poi ne abbiano perso la formula? Si potrebbe chiedere a von Braun, no? Perché non lo fate?
  • Roney, secondo te è possibile che questi... diciamo fantasmi, siano stati, da sempre, un normale fenomeno interpretato erroneamente?
  • All'epoca in cui ero ragazzo scoppiò la grande polemica: esistevano veramente i canali?, e chi li aveva costruiti? Ricordo ancora la mia grande delusione quando gli esperti decisero che su quel pianeta non poteva esistere vita e che perciò non potevano esistere i marziani!
  • Immaginate che in quell'epoca, su quel pianeta, vivessero creature tecnicamente molto progredite. [...] E immaginate anche che la loro tecnica abbia dato il modo a queste creature di arrivare sulla Terra quando i nostri antenati erano ancora allo stadio degli uomini-scimmia del Pliocene. E adesso immaginate che questi marziani possedessero enormi conoscenze di biologia. [...] Gli uomini scimmia trovati negli scavi di Knightsbridge hanno caratteristiche anomale. [...] Probabilmente quelle creature non potevano vivere nella nostra atmosfera troppo ricca di ossigeno e impregnata di batteri. Così, per il viaggio di ritorno sulla Terra, loro si sono chiusi in quel compartimento stagno, mentre nel resto dello scafo sono state imbarcate le scimmie mutanti, risultato dei loro esperimenti. [...] Immagino che lo scopo dell'esperimento sia stato quello di accrescere l'intelligenza dei nostri antenati...
  • Non mi ha voluto ascoltare! [...] Il ministro. È pieno di paura, anche se non lo dimostra. Ha paura della stampa, paura dei colleghi, paura di fare qualcosa che lo renda vulnerabile agli attacchi degli avversari politici. E vuole le spiegazioni più facili! [...] Non gli è piaciuta l'idea dei marziani e degli esperimenti biologici compiuti nel Pliocene. "Vi rendete conto di quello che significa?" mi ha detto. "Vorreste insinuare che la nostra condizione di esseri umani è dovuta all'intervento di insetti?" Era indignato. È stata un'offesa alla sua dignità. Il colloquio col ministro mi ha fatto capire che genere di lotta deve aver sostenuto Darwin a causa delle sue teorie!
  • Abbiamo assistito a un massacro che secondo me è di natura rituale... forse per la conservazione della razza, per preservarla da mutazioni. Sulla Terra avviene qualcosa di simile, per esempio, fra le termiti.
  • Era il mezzo studiato per preservare la razza. Dovevano distruggere ogni mutante, ogni creatura vivente che si allontanasse dallo schema prestabilito. Ogni creatura vivente e ogni cosa che non fosse come loro avevano stabilito! Oggi stanno preservando dalle mutazioni la loro colonia... Con cinque milioni di anni di ritardo!
  • Quello che vi abbiamo trasmesso è il resoconto completo degli avvenimenti di Hobbs Lane. Posso solo aggiungere che Matthew Roney era un uomo generoso e un amico sincero. È in uomini come lui che sta la nostra speranza, perché sono gli uomini come lui che hanno sconfitto i marziani che vivono in noi. Se ora dovessimo scoprire un altro di quegli scafi, la nostra prima esperienza ci permetterà di averne ragione facilmente. Ma abbiamo imparato anche qualcos'altro: ogni guerra, ogni crisi, è un avvertimento per noi. Noi siamo i marziani, e se non riusciremo a controllare noi stessi, la Terra sarà il secondo pianeta morto del Sistema Solare!

Quatermass: la Terra esplodeModifica

  • Non mi sono concesso gran che semplicemente perché non ne ho mai avuto il tempo. [...] In senso lato, tutta la mia vita è stata un piacere: ho fatto quello che volevo fare.
  • Quando tutto quello che abbiamo costruito sarà arrugginito o crollato o scomparso, le pietre saranno ancora qui. E fra un milione di anni arriveranno gli amici di Alpha Centauri, le scopriranno e diranno che le abbiamo erette noi.
  • Stava arrivando. [...] Centrava il bersaglio. [...] E tutti questi anni non sarebbero nulla... Solo lo stadio finale... Se venisse da molto lontano... Dovrebbe sondare, provare, cercare. [...] Una forza immensa. Si è avvicinata per decenni. Decenni per noi, ma solo poch secondi su un'altra, inconcepibile scala temporale. [...] Colpirebbe gli organismi umani più vulnerabili, quelli di formazione più recente, i più giovani. E cosa hanno sempre detto? Hanno detto che non li capivamo... [...] Magari sentivano qualcosa che noi non sentivamo? Ed erano rabbiosi con noi proprio per quello?
  • Non buttano via tutto. Prendono qualcosa. [...] Una... traccia. Un profumo. Per arricchire l'esistenza di... esseri inconcepibili. Forse, nemmeno per questo. Forse... è una cosa che li diverte.

The Quatermass ConclusionModifica

  • Venendo qui ho visto delle cose terribili, strade piene di cadaveri. Mi avevano detto che a Londra la situazione è disastrosa, ma...
  • In questo momento mi sento in colpa per aver contribuito alla realizzazione di questa disgustosa esibizione propagandistica. [...] Quello a cui stiamo assistendo questa sera è il matrimonio simbolico di una democrazia in sfacelo con una tirannide in agonia, due superpotenze così piene di mali... [...] Mali politici, mali ecologici, mali sociali che hanno esportato anche in delle nazioni che erano sani come la nostra, e noi non ci siamo difesi. Per questo soccombiamo. E in questo caos dobbiamo assistere ad una presa in giro come questa buffonata spazziale che non ha senso né scopo alcuno?
  • Sembra di essere tornati ai tempi del medioevo. La legge l'amministra chi può e come meglio può.
  • La civiltà è finita. [...] Dovevamo intervenire. [...] Questo è solo... [...] lo stadio finale di un processo iniziato in realtà molto tempo prima, che ha trasformato, deviato, alterato le aspirazioni ideali dei giovani. Ci sono sfuggiti di mano perché erano influenzati da qualcosa di esterno a noi, di alieno. [...] Una forza aliena che, forse dalla preistoria, è arrivata fino a noi, perché il tempo per essa è un'altra misura: i secoli sono attimi. [...] Supponga che questa forza esista davvero e ottenga i suoi risultati soltanto su menti umane ancora plasmabili, i giovani. Loro ne hanno avvertito la presenza incombente e si sono comportati come hanno fatto, costretti da quella forza.
  • Mi sono ormai convinto che queste pietre furono messe qui e in altri luoghi simili per avvertire che questi posti erano pericolosi. [...] Qualcuno, chissà dove, li sta usando di nuovo per, diciamo, mietere il meglio della razza umana, i giovani, per risucchiare l'energia, il meglio dell'energia vitale di migliaia di giovani.
  • Sappiamo solo che non possiede intelligenza propria. È solo una macchina programmata da chissà quali entità aliene. [...] Ma l'intelligenza che l'ha creata è completamente aldilà della nostra possibilità di comprensione. Dev'essere lontana migliaia di anni luce da noi. Il raggio che ci ha colpito è una specie di sonda come quelle che spedivamo su pianeti per trasmetterci i dati sulla composizione del suolo. Questa sonda di luce dev'essere stata programmata per raccogliere le proteine degli esseri viventi e portarli via.
  • Questo è un posto segnato, sicuro. Qui nel sottosuolo dev'esserci un segnalatore lasciato cinquanta secoli fa da un gruppo di alieni discesi sulla Terra. Per richiamarli qui, intendo usare le antenne paraboliche. [...] Collocherò qui un'esca elettronica, un segnale lanciato dalle antenne, pari all'odore che potrebbero emettere un milione di giovani se fossero radunati qui. Captandolo, la macchina degli alieni automaticamente lancerà il segnale che metterà in azione il raggio di luce per disintegrare i corpi e risucchiarne le proteine. Ma questa volta porterà indietro solo ciò che voglio io. [...] Una bomba atomica.
  • La scienza può essere un bene. Può salvare la Terra, le vite di milioni di esseri umani.
  • Li vorreste, alieni? Vampiri del cielo, questa volta no! Non ci riuscirete. Avrete la lezione che meritate.

Citazioni su Bernard QuatermassModifica

Nigel KnealeModifica

  • Il professor Bernard Quatermass, direttore del centro, è un uomo di cinquant'anni con i capelli grigi. Ha un aspetto vigoroso ma ora mostra i segni dell'ansia e di una lunga fatica. (L'esperimento Quatermass)
  • Patterson: Quatermass lavora troppo con la fantasia, per i miei gusti. Non lo sopporto più. (L'esperimento Quatermass)
  • "Non mi sono concesso gran che semplicemente perché non ne ho mai avuto il tempo" aveva scritto nelle sue memorie. "In senso lato, tutta la mia vita è stata un piacere: ho fatto quello che volevo fare".
    Anche quelle memorie erano un indulgere al piacere. Le scriveva nel presbiterio, nella stanza a sud che dava sul lago, da cui il sole, quando si mostrava, traeva riflessi luminosi. Lui rivangava il passato, lo riviveva. Rimpianti, prove, giustificazioni. Si alzava all'alba, dopo le poche ore di sonno che gli occorrevano, per stendere sulla carta quello che aveva ricordato o sognato: momenti esaltanti d'introspezione, di creazione, e tutti gli orrori del passato.
    Scrivendo, si buttava a capofitto in accanite discussioni con gente di un altro tempo. Loro gli ripetevano i soliti appunti, ormai inutili, sul carburante o sulle sospensioni cardaniche; e lui sentiva sempre la tentazione di uscirne vincitore, perché, detto francamente, era lui ad avere in mano la penna.
    Le battaglie coi ricordi continuavano finché qualcuno non entrava nella stanza con un messaggio, o magari con una tazza di brodo, e allora lui fissava quel qualcuno senza capire, perché apparteneva al presente. Maire, ormai inacidita. Hettie, a volte. Avrebbe dovuto parlare con Hettie... (Quatermass: la Terra esplode)
  • L'equipaggio di un'astronave era stato invasato da una creatura aliena e, tornato, era diventato l'osceno portatore di un contagio sconosciuto. Quello era stato l'incidente peggiore, perché del tutto imprevisto. Già. Si tenta di difendersi dalle incognite del futuro, ma solo per essere colpiti alle spalle dal passato. E l'altra volta... Quella macchina organica sottoterra sin dal Pliocene, risvegliata alla sua normale attività che aveva la portata di un incubo...
    Quelle cose erano successe. Cercare di ricordare chiaramente gli avvenimenti, di scriverne, significava soffrire troppo. Ripensando a quei fatti, aveva dovuto abbandonare il capitolo che li riguardava, e sapeva che non lo avrebbe mai completato perché gli sarebbe mancata la forza di farlo. (Quatermass: la Terra esplode)
  • Sentiva ben poco in comune con Hettie. "È un tipo chiuso, la nostra piccola" aveva detto Maire, e lui le aveva dato ragione. Sembrava che Hettie non soffrisse per la morte dei genitori. Lui aveva pensato che fosse insensibile. Soltanto in seguito aveva capito: anche lui aveva fatto lo stesso. Molti anni prima, quando era morta la sua moglie, la madre della madre di Hettie, lui si era seppellito nel lavoro. Ma Hettie non aveva un lavoro in cui seppellirsi, e così si era trasformata in pietra. Forse piangeva quando era sola. Poi, un giorno, era entrata nella sua stanza, come per caso. Probabilmente voleva parlargli, ma lui non ne aveva voglia. Era impegnato in una discussione. Sulla carta. Un dialogo affascinante con vecchi colleghi. Non poteva interrompere. La liquidò in fretta. Il mattino dopo, lei se n'era andata. (Quatermass: la Terra esplode)
  • Il semplice fatto di prendere una decisione era uno stimolante, scoprì Quatermass. Decidere significava agire, far scorrere adrenalina. A meno che non fosse il contrario: l'adrenalina si metteva in moto per la paura, e questo provocava la decisione. Causa ed effetto, effetto e causa. Non importava. Per la prima volta da tanti anni, si trovava al comando di una stuazione. (Quatermass: la Terra esplode)
  • Quatermass era ubriaco. O quasi. Era stato uno sbaglio finire in quel maledetto pub col vecchio Trethearne, dato che nelle sue intenzioni c'era una conversazione seria. E il sistema di guida di un razzo era una faccenda serissima. Il loro progetto era giunto a un punto critico. E se non riuscivano a trovare la soluzione giusta, quell'aggeggio maledetto non sarebbe servito nemmeno per trasportate la posta da Londra a New York.
    Ma Trethearne si rifiutava di prendere Quatermass sul serio. Continuava a ridere da dietro il bicchiere e a dire cose come: — Bernard, non fare il ragazzino! Non puoi accellerare le nuove tecnologie! — Il che era stupido. In America c'era Goddard, con i soldi che gli aveva procurato Lindbergh. E in Germania, i laboratori di Fritz von Opel avevano un nuovo tecnico di cui si diceva un gran bene, un certo Wernher von Braun. Nel giro di pochi anni, ammesso che non scoppiasse un'altra guerra, qualcuno sarebbe arrivato a risultati seri, avrebbe costruito un razzo spaziale funzionante a dovere.
    Non il vecchio Trethearne. Continuava a ripetere che un razzo deve avere la coda, e che per non perderla bisognava tenerlo sospeso a dei ponteggi, e un razzo sospeso dev'essere per forza un razzo piccolo, e un razzo piccolo non è una cosa seria, come Quatermass aveva capito fin dall'inizio. — Bernard, ragazzo mio, non cercare il pelo nell'uovo; insomma, non cercare di insegnare qualcosa al nonno. — Tre o quattro whisky da due soldi e Trethearne partiva, perdeva il controllo. Aveva fatto la Grande guerra. Quello era stato il suo periodo di fulgore, e da allora non aveva più imparato niente. (Quatermass: la Terra esplode)

NoteModifica

  1. Jim Sangster, Paul Condon, The Quatermass series, in TV Heaven, Londra, HarperCollins, 2005, pp. 596–601, ISBN 0-00-719099-9

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