The Quatermass Conclusion (film)

film del 1979 diretto da Piers Haggard, condensato cinematografico tratto dalla serie tv

The Quatermass Conclusion

Immagine Stonehenge in HDR 01.jpg.
Titolo originale

The Quatermass Conclusion

Paese Regno Unito
Anno 1979
Genere fantascienza, horror
Regia Piers Haggard
Sceneggiatura Nigel Kneale
Produttore Norton Knatchbull
Interpreti e personaggi

The Quatermass Conclusion, film del 1979 diretto da Piers Haggard.

IncipitModifica

Era il 1994. Sulla Terra dilagavano la violenza e la fame, conseguenze del caos ecologico. I governi non avevano più potere e attribuivano i comportamenti antisociali di gran parte dell'umanità a una perturbazione solare. L'Unione Sovietica e gli Stati Uniti, nel tentativo di distrarre l'attenzione delle masse dai gravi problemi incombenti, si erano accordati per la costruzione di un faraonico quanto inutile laboratorio spaziale. In Inghilterra, il caos era assoluto. (Voce narrante)

FrasiModifica

  • No, c'è ancora qualcosa che ha le radici profonde. Ci giustifichiamo accusando alieni assassini: "Avete premeditato i vostri delitti, vivete della nostra morte, siete bel che crudeli". Ma, professore, non vogliamo soffermarci neanche per un attimo? Soffermarci sull'idea che per concepire e usare questa macchina tremenda ci vogliono scienziati? Con lei, gli alieni degni di noi. Quanti affermavano che la scienza non ha morale? Che sono le guerre che la fanno progredire, ricorda, professore? Dateci armi sempre più micidiali! Riempite di scorie atomiche il nostro pianeta! Inquinate! Ora so cos'è il male assoluto. È la scienza. (Joe Kapp)
  • Kapp, lei ha torto. La scienza può essere un bene. Può salvare la Terra, le vite di milioni di esseri umani. Li vorreste, alieni? Vampiri del cielo, questa volta no! Non ci riuscirete. Avrete la lezione che meritate. (Bernard Quatermass)

DialoghiModifica

  • Bernard Quatermass: Non me lo sarei mai aspettato. È peggio di come dicono.
    Joe Kapp: Sì, è un guaio.
    Bernard Quatermass: È il governo continua a smentire.
    Joe Kapp: Ogni tanto prendono provvedimenti, ma ormai hanno perduto completamente il controllo dell'ordine pubblico.
    Bernard Quatermass: Vengono fuori gli istinti peggiori.
    Joe Kapp: Qualche zona è ancora tranquilla, ma in America c'è il caos più completo.
    Bernard Quatermass: Venendo qui ho visto delle cose terribili, strade piene di cadaveri. Mi avevano detto che a Londra la situazione è disastrosa, ma...
    Joe Kapp: Ma lei dove vive?
    Bernard Quatermass: Lontano dalle città, in un cottage sul lago a ovest della Scozia. Là non è così, glielo assicuro.
    Joe Kapp: Allora se ne torni dove è venuto.
  • Toby Gough: Professore, lei è, che si può dire? padre della scienza astronautica europea. Che cosa pensa di questa nuova impresa?
    Bernard Quatermass: Che è una vergogna. [...] In questo momento mi sento in colpa per aver contribuito alla realizzazione di questa disgustosa esibizione propagandistica.
    Toby Gough: Davvero?
    Bernard Quatermass: Sì, proprio così. [...] Lei mi ha chiesto che cosa ne penso e io glielo risposto. [...] Quello a cui stiamo assistendo questa sera è il matrimonio simbolico di una democrazia in sfacelo con una tirannide in agonia, due superpotenze così piene di mali...
    Toby Gough: La prego, professore...
    Bernard Quatermass: Mali politici, mali ecologici, mali sociali che hanno esportato anche in delle nazioni che erano sani come la nostra, e noi non ci siamo difesi. Per questo soccombiamo. E in questo caos dobbiamo assistere ad una presa in giro come questa buffonata spaziale che non ha senso né scopo alcuno?
  • Bernard Quatermass: E quelli là chi sono?
    Joe Kapp: I Figli delle stelle.
    Bernard Quatermass: Ah, già. So che hanno delle idee molto strane.
    Joe Kapp: Sì. Credono nella magia pura.
    Bernard Quatermass: Facendo oscillare quel pendolino?
    Joe Kapp: Serve a comunicare con le forze della natura.
  • Caraway: Chi siete voi due? Sbirri?
    Bernard Quatermass: No.
    Caraway: E chi sei? Chi sei tu, vecchio? Senza paura, dicelo!
    Bernard Quatermass: Io sono... Io ero uno scienziato.
    Joe Kapp: Attento, professore!
    Caraway: Oh, ce ne sono ancora in giro? Che scienziato?
    Bernard Quatermass: Mi occupo di ricerche spaziali.
    Bee: Missili?
    Caraway: Sì? Della peggiore specie allora! Hai lavorato per creare nuove armi di distruzione. Lo capisci il danno che hai fatto? La Terra sta per esplodere!
    Bernard Quatermass: Questo lo temo anch'io.
    Joe Kapp: Andiamo!
    Bernard Quatermass: No, no, aspetti. Che significa essere Figli delle stelle? In quale idea credete?
    Caraway: Tu non capiresti mai.
    Bernard Quatermass: No, io posso capire.
    Bee: Vogliamo andarcene da qui, verso le stelle.
    Bernard Quatermass: Le stelle? E come?
    Joe Kapp: Andiamo! Sono degli illusi.
    Caraway: Noi non siamo degli illusi!
    Joe Kapp: A no? E allora spiegamelo: su quale pianeta del sistema vorreste andare, visto che nessuno è adatto all'uomo?
    Caraway: Andremo più in là.
    Joe Kapp: Siete degli illusi.
    Bee: Raggiungeremo le stelle!
    Joe Kapp: Le stelle? Sì, forse lì è possibile trovare un pianeta, ma ci vogliono centomila anni per arrivarci.
    Caraway: A voi, non a noi.
  • Joe Kapp: I Figli delle stelle non agiscono seguendo criteri razionali. Alcuni vengono qui, altri si radunano a Stonehenge. Vanno dove li portano i pendolini. Dicono di seguire le linee di forza della Terra come gli antichi stregoni.
    Bernard Quatermass: Ringstone Round è famoso come Stonehenge.
    Sara Kapp: Io conosco una poesia su quel posto!
    Clare Kapp: Certo, glielo letta io.
    Bernard Quatermass: Ah, già. La poesia. L'ho insegnata anche a mia nipote. Dunque, faceva: C'è un posto conosciuto come...
    Sara Kapp: C'è un posto che chiamano Ringstone Round | Se ti metti il cappello e vai laggiù poi non lo trovi più | Tutto quanto lì... È giusto, non è vero?
    Bernard Quatermass: Continua, su.
    Sara Kapp: Sparisce così | Chiudi bene il...
    Bernard Quatermass: Il mantello.
    Sara Kapp: Se no giù dal cielo la luce verrà e sul più bello ti coglierà | State perciò molto lontani da lì [soffia]
    Bernard Quatermass e Sara Kapp: Se volete sempre star qui.
  • Clare Kapp: Sa che Ringstone Round è ancora più antico di Stonehenge? Ma fu abbandonato dai beaker,[1] che scomparvero all'improvviso.
    Bernard Quatermass: Senza lasciare tracce?
    Clare Kapp: Purtoppo è così. È un'enigma per gli archeologi.
    Bernard Quatermass: Speriamo che non accada anche a noi.
  • Bernard Quatermass: Lei sarebbe l'autorità qui?
    Annie Morgan: Sì.
    Bernard Quatermass: Sembra di essere tornati ai tempi del medioevo. La legge l'amministra chi può e come meglio può.
    Annie Morgan: Già. Non c'è altra scelta dopo il crollo dell'autorità. È un dovere.
  • Annie Morgan: Non mi ci abituo. Perché questo sfacelo? Tutto è crollato d'improvviso. C'è stato un crollo istantaneo in ogni nazione, dalla Russia all'America. Eppure è solo pochi anni fa.
    Bernard Quatermass: Eh, già.
    Annie Morgan: Era tutto diverso allora. Potevi andare in giro per le strade senza il pericolo di venire ammazzato come un cane.
    Bernard Quatermass: La civiltà è finita.
    Annie Morgan: Quando abbiamo cominciato a sbagliare?
    Bernard Quatermass: Dovevamo intervenire.
    Annie Morgan: Invece comprendevamo, giustificavamo tutto. E oggi siamo ormai impotenti davanti al fatto compiuto e ogni cosa ha perso valore e significato.
    Bernard Quatermass: Questo è solo...
    Annie Morgan: Cosa?
    Bernard Quatermass: Lo stadio finale di un processo iniziato in realtà molto tempo prima, che ha trasformato, deviato, alterato le aspirazioni ideali dei giovani. Ci sono sfuggiti di mano perché erano influenzati da qualcosa di esterno a noi, di alieno.
    Annie Morgan: Cosa? Esseri alieni?
    Bernard Quatermass: Una forza aliena che, forse dalla preistoria, è arrivata fino a noi, perché il tempo per essa è un'altra misura: i secoli sono attimi.
    Annie Morgan: È molto difficile crederci, quasi impossibile.
    Bernard Quatermass: Non lo nego. Ma supponga che questa forza esista davvero e ottenga i suoi risultati soltanto su menti umane ancora plasmabili, i giovani. Loro ne hanno avvertito la presenza incombente e si sono comportati come hanno fatto, costretti da quella forza.
  • Bernard Quatermass: Mi sono ormai convinto che queste pietre furono messe qui e in altri luoghi simili per avvertire che questi posti erano pericolosi.
    David Hatherley: E quando sarebbe accaduto tutto questo?
    Bernard Quatermass: Non è possibile saperlo con certezza. Presumibilmente dopo catastrofi accaduti nella preistoria.
    David Hatherley: Adesso questi luoghi sarebbero stati, secondo lei, riattivati?
    Bernard Quatermass: Già. Qualcuno, chissà dove, li sta usando di nuovo per, diciamo, mietere il meglio della razza umana, i giovani, per risucchiare l'energia, il meglio dell'energia vitale di migliaia di giovani.
  • Bernard Quatermass: Lo stadio no!
    David Hatherley: Cosa?
    Bernard Quatermass: Li faccia uscire tutti!
    David Hatherley: Non ci penso proprio.
    Bernard Quatermass: Ma sarà una strage. Si aduneranno in centomila lì dentro, poi quel dannato...
    David Hatherley: Non c'è pericolo, Quatermass. A quei ragazzi non accadrà nulla di male.
    Bernard Quatermass: Ma come può dirlo?
    David Hatherley: Abbiamo concesso loro l'uso dello stadio per far svolgere regolarmente dei giochi fra le bande più ostili. Così si sfogheranno lasciandoci in pace, un po' come facevano gli antichi romani nelle arene.
    Annie Morgan: Siamo all'omicidio legalizzato, vero?!
    Bernard Quatermass: C'è il raggio alieno che mi preoccupa, capisci?
    David Hatherley: Wembley è uno stadio, non un santuario come i posti colpiti finora.
    Bernard Quatermass: È qui che lei sbaglia in pieno. Wembley una volta era un luogo sacro.
  • Pavel Gurov: Io sono convinto che la Terra sia attaccata non da creature aliene, ma da una grande macchina automatica situata chissà dove nell'infinito. Il che, quanto dice pure Quatermass, il problema è come la fermeremo.
    Bernard Quatermass: Appunto. Come? Non sappiamo nemmeno dove si trova. Sappiamo solo che non possiede intelligenza propria. È solo una macchina programmata da chissà quali entità aliene.
    Pavel Gurov: Sìsì.
    Helen Peacher: Ma, professore, una macchina avrà pure un costruttore.
    Bernard Quatermass: Sicuro, ma l'intelligenza che l'ha creata è completamente aldilà della nostra possibilità di comprensione. Dev'essere lontana migliaia di anni luce da noi. Il raggio che ci ha colpito è una specie di sonda come quelle che spedivamo su pianeti per trasmetterci i dati sulla composizione del suolo. Questa sonda di luce dev'essere stata programmata per raccogliere le proteine degli esseri viventi e portarli via.
    Pavel Gurov: Non è ancora sicuro, ma ci pare che il raggio di luce disintegri la carne e risucchi le proteine, come un vampiro di energia.
  • Bernard Quatermass: Questo è un posto segnato, sicuro. Qui nel sottosuolo dev'esserci un segnalatore lasciato cinquanta secoli fa da un gruppo di alieni discesi sulla Terra. Per richiamarli qui, intendo usare le antenne paraboliche.
    Joe Kapp: A che scopo?
    Bernard Quatermass: Sto preparandogli una trappola.
    Joe Kapp: Cosa? È impazzito?!
    Bernard Quatermass: No, è l'unico modo per salvare il nostro pianeta. Collocherò qui un'esca elettronica, un segnale lanciato dalle antenne, pari all'odore che potrebbero emettere un milione di giovani se fossero radunati qui. Captandolo, la macchina degli alieni automaticamente lancerà il segnale che metterà in azione il raggio di luce per disintegrare i corpi e risucchiarne le proteine. Ma questa volta porterà indietro solo ciò che voglio io.
    Joe Kapp: Che cosa?
    Bernard Quatermass: Una bomba atomica.

ExplicitModifica

Da quella volta, gli alieni non sono più tornati. La macchina assassina ha smesso di funzionare. Il sacrificio di Quatermass non è stato vano. Oggi il cielo è di nuovo limpido e i bambini sono tornati a giocare nei prati. La ricostruzione della civiltà è cominciata. (Voce narrante)

Citazioni su The Quatermass ConclusionModifica

  • Sono stato infatti io a tradurre i dialoghi del film e a scrivere l'adattamento usato nel corso del doppiaggio italiano, così come contemporaneamente ho convinto la direzione della rivista "Urania" di Mondadori a pubblicarne anche la versione in forma di romanzo. (Luigi Cozzi)
  • Un film deludente, sicuramente la più modesta di tutte le avventure del dottor Quatermass. È anche un film datato e quasi fuori tempo: esce infatti alla fine degli anni Settanta, mentre è stato scritto a metà degli anni Sessanta e si occupa di problemi come quello degli hippy e dei figli dei fiori che, nel lungo periodo trascorso tra l'ideazione della storia e la sua trasformazione in film, sono completamente passati di moda e hanno perso ogni significato. (Luigi Cozzi)

NoteModifica

  1. In riferimento alla cultura del vaso campaniforme

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