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Squadra antimafia - Palermo oggi

serie televisiva italiana

Squadra antimafia – Palermo oggi

Serie TV

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Titolo originale

Squadra antimafia - Palermo oggi

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno

2009-in corso

Genere drammatico, poliziesco
Stagioni 7
Episodi 64
Ideatore Pietro Valsecchi
Rete televisiva Canale 5
Interpreti e personaggi
Note
Co-sceneggiatori: Donato Carrisi, Giovanni Bianconi

Squadra antimafia – Palermo oggi, serie televisiva italiana trasmessa dal 2009.

Stagione 1Modifica

Episodio 4, La talpa è Alfiere?Modifica

  • Questo è un paese che gli eroi li ama soltanto quando sono sotto terra. (Ivan Di Meo a Claudia Mares dopo l'attentato al porticello)

Stagione 2Modifica

  • Se lo Stato davvero avesse voluto combattere la Mafia gli sarebbe bastato liberalizzare la droga e contrastare l'evasione fiscale ma lo Stato si guarda bene dal farlo perché lo sa che l'economia di questo paese senza i nostri piccioli non è niente, è morta. (Rosy Abate a Ivan Di Meo)    Episodio?
  • Per la maggior parte delle persone va bene così. La Mafia fa fare i soldi e se sono sporchi di sangue la gente se ne frega. E se uno di noi muore ammazzato per terra la gente se ne frega. (Sandro Pietrangeli a Luca Serino)    Episodio?

Episodio 6, Il PCModifica

  • Domani è domenica e tagliamo la testa a Menica. Menica non c'è e tagliamo la testa al Re. Siccome il Re è malato tagliamo la testa al soldato. Il soldato è un babbeo e tagliamo la testa a Ivan Di Meo. (Iacuzzi e i carcerati a Ivan Di Meo in carcere)

Stagione 3Modifica

Episodio 3, MinacceModifica

  • Ascoltami Rosy: questo è lo Stato quello che ti fa la caccia, la guerra e questa è la Mafia... Cosa Nostra, criminalità organizzata chiamala un po' come ti pare. Siete nemici mortali [...]. E io sto in mezzo: io rappresento quella parte dello Stato che non vi vede come un nemico ma come una risorsa, quella parte di Stato disposta a trattare con voi e che per far questo ha bisogno di interlocutori affidabili, disposti a lavorare per il bene comune. Tu sei un cavallo vincente Rosy, devi essere libera di correre senza legami e dobbiamo ripulirti e per ripulire te dobbiamo sporcare Claudia Mares. (Filippo De Silva a Rosy Abate)

Episodio 7, 48 oreModifica

  • Ancora deve nascere quello che mi frega Manzella. (Rosy Abate a Rosario Manzella prima di farlo uccidere)

Episodio 8, La listaModifica

  • Sono i capi di De Silva che mi preoccupano, perché in fondo lui non è un cane sciolto. A qualcuno deve pur rendere conto, a qualcuno che sta nascosto molto in alto e che a quelli come noi prima li usa e poi li butta. I servizi segreti, lo stato deviato... quella solo merda è, quelli solo infami sono... (Rosy Abate a Don Ruggero)
  • Don Ruggero: È arrivato il momento di dirti una cosa: hai mai sentito parlare della "Lista"? Alla fine degli anni Ottanta tra lo Stato e la Mafia ci furono dei momenti difficili. I Corleonesi fecero saltare a suon di bombe tutti gli equilibri. L'eco di questi botti arrivò fino in America e gli Americani un poco si spaventarono e allora vollero capire che minchia stava succedendo, chi erano i nuovi amici di Cosa Nostra: politici, uomini d'affare, imprenditori... chi saliva sul carro e chi scendeva insomma. Gli Americani insieme a qualcuno dei Servizi Segreti amico loro tracciarono la mappa precisa del nuovo potere in Italia, la "Lista"... Ti sei mai chiesta com'è che uno come me tira ancora a campare? E come mai la Commissione Regionale ancora mi ascolta e mi porta rispetto?
    Rosy Abate: Che cosa mi state dicendo che la lista ce la avete voi?
    Don Ruggero: Per questo ti dicevo che a me nessuno mi può fottere, nemmeno tutti quei minchioni come De Silva. Se escono fuori i nomi di quella lista succede un terremoto che nemmeno ti immagini. L'Italia il giorno dopo si risveglia e non è più l'Italia [...] Adesso la "Lista" è tua. Quella "Lista" è un dono enorme ma allo stesso tempo è una croce. Dipende da come la userai. Ma in mano a te sta bene.
  • Di uomini che hanno fatto grande Cosa Nostra ne ho conosciuto tanti e tu sei come loro: sei nata per essere Capo. (Don Ruggero a Rosy Abate).

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