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Peppe Lanzetta

drammaturgo, attore e scrittore italiano

Peppe Lanzetta (1956 – vivente), drammaturgo, attore e scrittore italiano.

Indice

Leggende MetronapoletaneModifica

IncipitModifica

Al capolinea dei sogni il Bronx napoletano
Antoine messa in piega. Antoine permanente. Biondo, cenere, castano. Ciro, parrucchiere di periferia, in arte Antoine, sogna Parigi, il Forum de les Halles, Faubourg St. Honoré, ma il suo presente sono solo facce dallo sguardo assente, sepolti vivi di un tempo difficile. Antoine segnato dal vento che scompiglia i capelli già fatti o da fare e intanto il cielo è grigio e basso sulle nuove palazzine dove dovrebbe arrivare la metropolitana. Per farci sognare, correre, accelerare, per farci andare al Vomero in un paio di minuti, per farci cambiare faccia, eppure siamo sempre noi, sempre quelli di Bakù o via Ghisleri, quelli del mercatino del sabato e quelli che evitano il ponte quando intorno c'è odore di Madama.

CitazioniModifica

  • Piazzabellapiazza che hai visto i pullman scaricare gli studenti venuti da Marano e da Giugliano, rossi di faccia e di vino genuino, stipati, accoppiati, uniti abbracciati, toccati, sfiorati... Che hai visto cortei, disoccupati, senzatetto, innamorati, tossici, vagabondi, sbandati, barboni, pittori, punks, metallari, scoppisti, capelloni, fricchettoni, impiegati rintanarsi sotto la storica pensilina di quella fermata che come una Grandemadre li ha accolti, stretti, uniti, per ripararli dalla pioggia delle sere di novembre, aspettando ognuno il suo turno che non arrivava mai.
    Ora t'hanno dato un po' d'America farcita di Ketchup & maionese, un presidio di polizia, un divieto di parcheggio, tanti telefoni in più. Di tanto in tanto ci vengo e alzo gli occhi verso quel marpione di Dante e mi perdo nel suo sguardo che ci ha accompagnato durante questi anni di Rock & Malinconia, sole battente, proteste ed eskimo inzuppati. (da Piazza Dante. Grandemadre pensilina, p. 29)
  • Innamoratevi a Napoli. Sposatevi a Battipaglia. Divorzierete a Potenza. Napoli città degli innamorati.
    Per la gioia di Alberoni e sua moglie. Macchine incolonnate aspettano di entrare in città. Gente smaniosa, single, depressi, abbattuti, ipocondriaci, gente insomma spenta che fa la fila perché ha saputo che a Napoli ci s'innamora. (da Innamorarsi a Napoli, anzi a Ponticelli, p. 30)
  • Se fossi un detenuto, vorrei un libro
    per volar via, oltre le mura del carcere
    (p. 31)

BibliografiaModifica

  • Peppe Lanzetta, Leggende Metronapoletane, I Prismi, Edizioni de Il Mattino, stampa 1996.

FilmModifica

Altri progettiModifica