Scontro di titani

film del 1981 diretto da Desmond Davis

Scontro di titani

Immagine Perseus by John Singer Sargent.jpg.
Titolo originale

Clash of the Titans

Lingua originale inglese
Paese Regno Unito, Stati Uniti d'America
Anno 1981
Genere epico, fantasy, avventura
Regia Desmond Davis
Soggetto Beverley Cross
Sceneggiatura Beverley Cross
Produttore Ray Harryhausen, Charles Schneer
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
Effetti speciali: Ray Harryhausen

Scontro di titani, film statunitense del 1981, regia di Desmond Davis.

IncipitModifica

Siate i miei testimoni. Zeus, e tutti voi dei dell'Olimpo! Io condanno mia figlia, Danae, e suo figlio Perseo, e gli affido al mare. La sua colpa e il suo peccato hanno portato infamia ad Argo. Io, Acrisio, il re, purifico il suo crimine e ritrovo il mio onore. Il loro sangue non è sulle mie mani. (Re Acrisio)

FrasiModifica

  • Cento buone azioni non potranno mai assolvere un solo omicidio. Mille templi o mille statue, che siano dedicati a me o a te, Era, mia moglie, o a Teti, bellissima dea del mare, o a te, Atena, sempre saggia e premurosa, o ad Afrodite, dea dell'amore, niente può obbliterare o perdonare questo unico, spregevole atto di sangue. (Zeus)
  • La fortuna è alleata dei valorosi. (Zeus)

DialoghiModifica

  • Teti: [Su Zeus] E sì, ha avuto tante donne. E quante trasformazioni e travestimenti si inventa allo scopo di sedurle! Certe volte una pioggia d'oro o un toro, oppure un cigno. Ha perfino cercato di insediare me, camuffandosi da seppia.
    Era: E ci è riuscito?
    Teti: Ci mancherebbe!
    Atena: E come hai fatto?
    Teti: Ho fatto il suo stesso gioco. Mi sono trasformata in un enorme pescecane.
  • Ammon: Sono sagge, queste tre vecchie. Tanto sagge quanto sono antiche.
    Perseo: Chi sono queste donne?
    Ammon: Le sorelle Forcidi. Vivono lontano, oltre le frontiere desertiche di Giaffa, nelle montagne del nord.
    Thallo: Anche se le trovi, anche se t'insegnano il modo di sconfiggere il Kraken, potresti non vivere abbastanza per farlo.
    Perseo: Perché no?
    Thallo: Perché sono bramose di carne umana.
  • Perseo: In quale modo un uomo mortale può affrontare e sconfiggere il Kraken?
    Forcide #2: Il Kraken è invulnerabile. Cento uomini non basterebbero.
    Forcide #1: Nessun arma riesce ad ucciderlo.
    Perseo: Niente è invulnerabile. Ci dev'essere un modo per distruggerlo.
    Forcide #1: Può darsi. Un solo modo, ma un modo ancora più pericoloso del Kraken stesso.
    Perseo: Dimmelo.
    Forcide #1: Dammi qui l'occhio, e io te lo dirò.
    Perseo: Sì, ma prima dimmelo.
    Forcide #1: La testa di Medusa la gorgone. Uno sguardo dalla testa di Medusa, viva o morta, può pietrificare qualsiasi creatura, non importa quanto enorme e potente.
    Forcide #2: Il suo sangue è un veleno mortale.
    Forcide #1: Un titano contro un titano!
    Forcide #2: Ma prima devi prendere la testa di Medusa.
    Forcide #1: Non sarà certo lei a dartela, in regalo.
    Forcide #2: Difficile e pericoloso quanto sconfiggere mille Kraken.
  • Era: E se il coraggio e l'immaginazione dovessero diventare qualità mortali comuni, che sorte avremo noi?
    Zeus: Di noi non ci sarà più bisogno. Ma per il momento, per il momento c'è sufficiente codardia, mendacità e indolenza giù sulla terra da durare per sempre.

ExplicitModifica

Anche se noi dei saremo abbandonati o dimenticati, le stelle non si spegneranno mai. Mai. Splenderanno fino alla fine dei tempi. (Zeus)

Citazioni su Scontro di titaniModifica

  • Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (Il Mereghetti)
  • La scena con Medusa è assolutamente incredibile. È la cosa migliore che [Ray Harryhausen] abbia mai fatto. È un capolavoro di illuminazione, di animazione e di drammaturgia. (Ray Bradbury)
  • Si tratta, come è facile capire, di un film estremamente spettacolare, ricco di suggestione. Ray Harryhausen ha realizzato Scontro di Titani profondendovi il massimo della propria arte di “animatore”, anche se in questo caso, data la mole della produzione, ha fatto forse più da supervisore dei trucchi che da artefice vero e proprio: a dare vita ai “pupazzi” scolpiti dalla modellista Janet Stevens provvedono infatti vari artisti, tra i quali spicca l’americano Jim Danforth. Ma il risultato è comunque all’altezza delle attese. (Luigi Cozzi)

Ray HarryhausenModifica

  • Ho distrutto più di una volta New York, San Francisco, Washington, Roma... Comunque, il maremoto di Argos nel film Scontro di Titani mi sembra veramente il più riuscito. Abbiamo girato tutte le sequenze in una settimana. Impiegavamo quattro modelli di gomma che abbiamo filmato a 96 immagini al secondo, in modo di dare l'impressione del maremoto. Il tott è stato ripreso da due cineprese. Poi abbiamo introdotto le persone in carne ed ossa e, cronometrando i loro gesti, è venuto fuori l'effetto-disastro. Sembrava proprio d'essere lì in mezzo.
  • Medusa fu molto interessante, anche se complicata da animare. Per ogni fotogramma di pellicola, ovvero un 24esimo di secondo andavano mossi 12 serpenti, la testa e la coda di ogni serpente. Poi andava mossa la mano. Poi il braccio. Il corpo andava sincronizzato col torso, con la coda, con i sonagli.
  • Nella maggioranza dei film sulla mitologia greca Pegaso si vedeva con le ali piccole. Sembrava incredibile che quelle alette potessero sostenerlo. Per me fu una sfida creare immagini di volo convincenti che dessero davvero l'illusione di un cavallo che si leva in volo.
  • [Su Medusa] Non volevo solo fare una donna normale con dei serpenti in testa. Una così non ti trasforma in pietra. E così decisi di renderla il più possibile brutta e darle questo potere, negli occhi, di pietrificare la gente. L'abbiamo fatta un po' serpente, malvagia. In quel modo è più minacciosa che col viso carino e i serpenti in testa.
  • Per la Medusa di Scontro di Titani ho fatto molte ricerche. Non potevo mica portare sullo schermo la Medusa di Cellini, così affascinante e femminile nonostante i serpenti sulla testa! Allora ho disegnato questo mostro metà serpente metà donna, orribile come un'immagine di Gorgone. È il mio istinto drammatico. Volevo che il pubblico, appena lo vedesse, dicesse: "Mio Dio, è spaventoso".
  • Quando nel mio ul­timo film, ad esempio, ho messo in scena Pegaso, il cavallo alato, mi sono trova­to ad affrontare un proble­ma non semplice: ognuno di noi sa bene che quella crea­tura non esiste e, in questo caso, cercare la verosimi­glianza in un essere imma­ginario di cui s'ignora l'aspetto, può essere pericoloso, puoi finire per non convin­cere nessuno. Meglio in tal caso mantenere quell'impaccio figurativo che eli­mina ogni problema di reali­smo. I miei film sono sem­pre stati un'escursione nel surrealismo, dal momento che si ha a che fare con il grottesco, con personaggi e creature soprannaturali, dei e dee che in qualche modo appartengono all'immagina­rio popolare.
  • Quando Perseo cerca di domarlo, Pegaso è allo stato brado. Quindi pensai di potermela cavare mostrando il cavallo che scalcia Perseo che gli salta sulla schiena e lo fa decollare. Cosa farebbe il cavallo se non cercare di disarcionarlo?
  • Scontro di Titani è stato uno dei miei ultimi film e ne conservo un buon ricordo. Non è stato facile portare a termine questa pellicola, che ha richiesto un grande sforzo economico. Il film punta molto sulle creature fantastiche e mostruose messe in scena, anche se sono stato condizionato dal budget. Per esempio la scena con lo scorpione avrebbe potuto essere più epica e spaventosa, ma per coprire alcuni difetti tecnici siamo stati costretti a renderla più scura e anche la creatura ha perso un po’ di efficacia.

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