Francesco Morini

ex calciatore italiano
Francesco Morini nel 1971

Francesco Morini (1944 – vivente), ex calciatore e dirigente sportivo italiano.

Citazioni di Francesco MoriniModifica

  • [Sulla strage dell'Heysel nel 1985] [...] mi ha mandato nell'ufficio dove stavano discutendo l'UEFA con l'autorità locali, e il presidente nostro, il presidente del Liverpool, per prendere una decisione in un momento così drammatico perché continuavano ad arrivare notizie di morti in aumento, per ciò la decisione da prendere in quel momento era piuttosto, direi, sofferta e mi ricordo che il presidente [Giampiero Boniperti] ha deciso di non giocare [...] e Boniperti ha detto che per rispetto ai morti non voleva giocare, e mi ricordo che il borgomastro della città, il sindaco [...] ha detto che se non giocavamo la responsabilità di tutto quello che succedeva era della Juventus, era del presidente della Juventus. Allora, Boniperti ha detto: «Noi stiamo a quello che dite voi, a quello che decide l'UEFA e l'autorità militari. Se decidete che dobbiamo giocare, noi andiamo in campo». È stato deciso in questa maniera, hanno detto che la partita era valita sotto tutti i punti di vista e sono andati in campo. Allora, io sono corso di nuovo nello spogliatoio dove erano distrutti i giocatori e diciamo che bisognava cominciare ad allenarsi di nuovo e riprendere appunto l'allenamento perché la partita veniva giocata e mi ricordo che ho subito uno stress e una preoccupazione che non m'era successa in vita mia.[1]
  • Lo stile Juve è comportarsi seriamente in ogni situazione e non ficcare il naso negli affari degli altri. Niente di speciale, solo che molte altre squadre se ne scordano, spesso e volentieri.[2]

Citazioni su Francesco MoriniModifica

  • Francesco Morini. [...] La bellezza fisica non lo danneggiò. [...] Prese talmente sul serio il compito di non far segnare nessuno che non segnò mai nemmeno lui. (Sandro Veronesi)
  • Un vero "pirata" del calcio, un francobollo rompiscatole che è meglio girargli alla larga. Non ha molta grazia (a che serve, dirà lui, l'importante è non far beccare il pallone agli altri!), nel senso che non tira di fioretto; preferisce le piattonate con tanto di spada o di scimitarra. È un vero "corsaro" e quando affonda i colpi, attaccante salvati! Ma non è cattivo. Tutt'altro. È piuttosto tignoso, appiccicaticcio, asfissiante, ossessivo, spigoloso e, soprattutto, concentrato al massimo. (Angelo Caroli)

NoteModifica

  1. Da Roberto Buttafarro, Giovanni De Luna, Marco Revelli; consulenza di Leone Piccione; Un fenomeno in bianco e nero, episodio 1, andato in onda su RAI 3, 16 settembre 1986, a 3m 50s e sqq.
  2. Citato in Gianni Mura; Andrea Gentile, Aurelio Pino, Non gioco più, me ne vado: gregari e campioni, coppe e bidoni, Il Saggiatore, Milano, 2013, p. 190. ISBN 88-4281-752-X

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