Russia

stato euroasiatico
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Citazioni sulla Russia e i russi.

Bandiera russa

Citazioni sulla RussiaModifica

  • Campagna di Russia, c'è in te una solenne | ma tacita voce di doglie struggenti, | desìo senza speme, silenzio perenne, | vertigini fredde, pianure fuggenti. (Konstantin Dmitrievič Bal'mont)
  • Che razza di uomini era mai questa gente russa che non rispettava nessun valore di umana corrispondenza? (Mario Giannone)
  • Colosso dai piedi di creta. (Denis Diderot)
  • Eheh, non c'è che dire, "la donna russa è femmina due volte"! Io se metto su casa voglio prendere una donna di servizio russo così a una le faccio fare la cuoca e una le faccio fare la cameriera. (Imputato, alzatevi!)
  • Fin dal '700 Pietro il Grande ha, con prepotenza, forzato la Russia a intervenire nel concerto delle nazioni e da allora si può dire che il Paese abbia partecipato praticamente a tutti gli avvenimenti che hanno caratterizzato la nostra storia, dal punto di vista culturale, politico, economico e militare. Come poter fare a meno di Tolstoj? Come non considerare una Rivoluzione che ha cambiato totalmente il modo di concepire la vita e la società? Certo, ci sono stati eccessi e brutalità, peraltro denunciati da Krusciov prima e da Gorbaciov poi, ma si tratta di un interlocutore assolutamente irrinunciabile con il quale sarà magari possibile riprendere un dialogo biunivocamente costruttivo. (Umberto Vattani)
  • Grattate il Russo e troverete il Cosacco (o il Tartaro). (Charles Joseph de Ligne)
  • Hanno un modo di ricevere gli ospiti che non è affatto persiano: quando uno straniero entra in una casa, il marito gli presenta sua moglie, e lo straniero la bacia; e questa è considerata una cortesia nei confronti del marito. Sebbene i padri, nel contratto di matrimonio delle figlie, ordinariamente stipulino che il marito non le frusterà, tuttavia è da non credere quanto piaccia alle donne moscovite essere picchiate: non possono convincersi di possedere il cuore del marito se costui non le picchia come si deve; un comportamento contrario da parte sua denota un'indifferenza imperdonabile. (Montesquieu)
  • I russi chiacchierano tanto, ma secondo me non ci sanno proprio fare! Non è possibile che un branco di ignoranti pecorari si intendano di macchine come noi! [all'ambasciatore sovietico De Sadesky] Con questo non voglio insultarvi, eccellenza... perché i soldati russi, lo sanno tutti che sono coraggiosi. Con le legnate che hanno preso dai tedeschi, chiunque avrebbe mollato! (Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba)
  • I russi coi miliardi fanno shopping da Trussardi | una volta erano Zar, sono diventati zarri. (J-Ax)
  • Il governo russo è una monarchia assoluta temperata dall'assassinio. (Astolphe de Custine)
  • Il mio solo nemico serio oggimai era il russo officiale, od il suo cane, il Cosacco. (Ferdinando Petruccelli della Gattina)
  • Il rapporto tra un russo e una bottiglia di vodka è quasi mistico. (Richard Owen)
  • In Russia esiste una emigrazione degli intellettuali: si passa il confine per leggere e scrivere buoni libri. Ma così si fa in modo che la patria, abbandonata dallo spirito, diventi sempre più la bocca spalancata dell'Asia, che vorrebbe inghiottire la piccola Europa. (Friedrich Nietzsche)
  • In Russia sta proprio cambiando tutto. Ho visto dei bambini che mangiavano i comunisti. (Gino e Michele)
  • La donna russa è femmina due volte, | doppiamente adorabile ed ostil... | Essa è la vera donna, d'Eva la figlia vera, | con le dolcezze e gl'impeti, | le audacie e le viltà, | l'ali e gli artigli, l'estasi e le frodi, | pronta a immolarsi e facile a tradir. | Tutto il suo sesso è in lei, | tutto l'esser umano : | un altare, un abisso, un mistero! (Fedora)
  • La leggenda relativa all'appello fatto ai variaghi dai russi per governarli, composta evidentemente già dopo la conquista degli slavi da parte dei normanni, mostra perfettamente quale sia l'attitudine dei russi verso il potere, lo stesso prima del cristianesimo: "Noi non vogliamo prendere parte al peccato del governare. Se voi non lo considerate come un peccato, venite e governate". Questa psicologia dei russi spiega la loro docilità verso gli autocrati più crudeli, o più pazzi, da Ivan il Terribile fino a Nicola II.
    È così che il popolo russo considerava il potere nei tempi antichi, ed è così che lo considera ancora oggi. (Lev Tolstoj)
  • La Russia degli zar si distingueva nel secolo decimottavo per una certa brutale modernità: proprio in quel secolo infatti, che quasi dappertutto in Europa portava il marchio dell'assolutismo, governavano la Russia Pietro il Grande e Caterina II, con idee nettamente progressiste. Ancora al tempo del Congresso di Vienna, Alessandro I poteva permettersi lo sport d'essere, negli affari europei, più liberale di Metternich e del re di Prussia. (Arthur Rosenberg)
  • La Russia del ventesimo secolo è stata prodiga di sorprese. Un solo paese ha prodotto Lenin, Chruščëv e Gorbačëv; ha anche allevato Šostakovič, Achmatova, Kapitsa, Sacharov e Pavlov. La sua gente comune, dai dolenti abitanti dei gulag ai fieri soldati dell'Armata rossa che avevano sconfitto Hitler, è divenuta simbolo dei momenti fondamentali della storia dei nostri tempi. La Russia è passata attraverso due guerre mondiali, la guerra civile, una violenta trasformazione economica, la dittatura e il terrore. Diventò, e poi cessò di essere, una superpotenza. Era stata un impero in larga misura agricolo e analfabeta, e oggi è istruita, industriale e privata dei suoi domini di confine. La «Russia» non ha smesso di cambiare per tutto il secolo. Sarebbe infondato pensare che la sua capacità di sorprendere se stessa, i suoi vicini e il mondo si sia esaurita. (Robert Service)
  • La Russia è imprevedibile. Non esiste analisi, prognosi, diplomazia, legalità attendibile. Non si può credere a nulla. Avanzano come tori contro la pezza rossa, hanno bisogno costantemente di problemi esterni perché hanno paura di confrontarsi con quelli interni. Questo popolo è profondamente malato di «russismo». Il mondo deve curare la Russia, ma nessuno vuole farlo. (Džochar Dudaev)
  • La Russia è ... militarmente più debole della Nato, ha pessime prospettive economiche, una popolazione sempre più anziana, un governo di cleptocrati con inclinazioni dittatoriali. (Arsenij Jacenjuk)
  • La Polonia è avversata da due gravi svantaggi naturali: da una parte la sua posizione geografica, che è quanto mai infelice; e dall'altra la contiguità con i suoi colleghi slavi di Russia. (Heindrik Willem van Loon)
  • La Russia è un paese con un passato imprevedibile. (Yuri Afanasiev)
  • Madre Russia non soffrire, | so che sei abbastanza coraggiosa | sono stato in giro per il mondo | ed ho visto il tuo amore. (Red Hot Chili Peppers)
  • Marx non avrebbe mai voluto una rivoluzione comunista in Russia per il semplice fatto che la Russia non era una potenza industriale che produce oltre al profitto anche una massa di operai. Era invece un paese latifondista abitato soprattutto da contadini che non a caso alcuni grandi scrittori come Gogol chiamavano "anime morte". In Russia le libertà borghesi non esistevano, quindi non esisteva la democrazia e non poteva evolversi con il comunismo marxista. (Alfredo Reichlin)
  • Mi è molto affine l'umorismo, lo slancio emotivo del popolo russo. (Alberto Lattuada)
  • Nel cielo azzurro, trafitto dai campanili, – | Una campana di rame, una campana di rame – | Ora s'è allietata, ora s'è adirata... | Le cupole in Russia sono rivestite d'oro puro – | Perché il Signore le scorga più spesso. || Mi ergo, come innanzi a un mistero eterno, | Innanzi a un paese grande e favoloso – | Salato e amaro-acido-dolce, | Azzurro, sorgivo, di segale. || Guazzando nel fango denso e rugginoso, | I cavalli affondano fino alle staffe, | Ma mi trascinano come un'assonnata Potenza. | Rammollita e turgida per il sonno. || Come sette ricche lune | Si leva sul mio cammino – | L'uccello Gamajun[1]| Mi infonde la speranza! || Rammendo con rattoppi d'oro, – | Se ho brandelli affinati fino al sangue, – | L'animo, turbato da perdite e sperperi, | L'animo, logoro per i boati, | Perché il Signore lo scorga più spesso! (Vladimir Semënovič Vysockij)
  • Nella Russia d'oggi [del 1959], le idee sono blocchi rifilati a macchina e prodotti in colori uniformi; la sfumatura è dichiarata illegale, l'interstizio murato, la curva ridotta rozzamente a gradino. (Vladimir Nabokov)
  • Noialtri russi siamo fatti in tal modo che, non appena tocchiamo la riva e siamo convinti che quella è la riva giusta, ce ne rallegriamo talmente che dobbiamo subito arrivare ai limiti estremi [...] È la nostra passionalità russa che stupisce in tali casi non soltanto noi stessi, ma tutta l'Europa; se uno di noi abbraccia il cattolicesimo, diventerà subito un gesuita, e anche uno dei più oscurantisti; se invece diventa ateo, comincerà immancabilmente a pretendere di sradicare la fede in Dio con la violenza, e quindi con la spada! E perché tutto questo, perché mai questa improvvisa frenesia? Possibile che lei non lo sappia? Ma perché è lì che ha trovato quella patria che qui non ha saputo vedere, e ne è tutto felice; ha toccato la riva, ha toccato terra, e si precipita a baciarla! L'ateismo russo e il gesuitismo russo non hanno infatti origine soltanto da vanagloria, da un basso sentimento di vanità, bensì dall'angoscia spirituale, dalla sete spirituale, dalla nostalgia appassionata per un elevato ideale, per una riva sicura, per una patria in cui essi hanno smesso di credere, perché non l'hanno mai conosciuta! Per un russo è così facile diventare ateo, più facile che per chiunque altro al mondo! E noialtri russi non soltanto diventiamo atei, ma senz'altro dobbiamo credere nell'ateismo come se fosse una nuova fede, senza nemmeno accorgerci che crediamo nel nulla. Così forte è la nostra brama di credere! (Fëdor Dostoevskij, L'idiota)
  • Non si può capire la Russia con la mente | nella Russia si può solo credere. (Fëdor Ivanovič Tjutčev)
  • Per me la Russia è Europa, ma nei panni europei si sente un po' a disagio. Deve trovare un paio di pantaloni che le vadano bene. Oggi anche le donne, dopotutto, portano i calzoni. (Adam Michnik)
  • Povera Russia "arretrata", come la definiva l'Occidente! Eppure, in quella Russia arretrata, fin dalla fine del secolo XIX lo zemstvo manteneva e sosteneva gli ospedali per i contadini; questi, che costituivano la più grande parte della popolazione russa, vi erano curati gratuitamente. [...] In effetti la povera Russia arretrata aveva liberato i servi della gleba nel 1861, parecchi anni prima che gli Stati Uniti concedessero ai negri i diritti civili. (Varvàra Dolgorouki)
  • Quando penso alla Russia penso al dolore: non solo ai drammi, ma anche alle miserie di ogni giorno. (Enzo Biagi)
  • Quando sei cresciuto negli Stati Uniti ti mettono in testa che la Russia è quella che ti vuole bombardare, che sono dei selvaggi bruti etc. etc. La situazione è fortunatamente cambiata e questo ci ha permesso di suonarci. Siamo stati contenti e credo si siano divertiti anche loro. Era un posto magnifico e ci sono entrate almeno 100.000 persone. Mi piacerebbe tornarci. (Flea)
  • Se la questione ebraica verrà risolta in Russia essa sarà risolta per metà in tutti i paesi. (Emigranti ebrei dalla Russia quasi non ce ne sono ancora, ci sono piuttosto immigranti ebrei). Il fideismo delle masse sta diminuendo a rapidi passi, le solide barriere della religione stanno cadendo, le più fragili barriere nazionali le sostituiscono con difficoltà. Ammesso che questo processo continui, l'epoca del sionismo passerà, come l'epoca dell'antisemitismo – e così pure, forse, quella dell'ebraismo. Alcuni saranno contenti, altri si rammaricheranno. Ma tutti dovrebbero guardare con rispetto come un popolo venga liberato dall'umiliazione di soffrire e un altro popolo dall'umiliazione di infliggere la sofferenza; come la vittima sia riscattata dal suo tormento e l'aguzzino dalla maledizione, che è peggio di qualsiasi tormento.
    È questa una grande impresa della rivoluzione russa. (Joseph Roth)
  • Se un russo va a Parigi, sa dove va: va in Europa. Se va a Pechino, sa dove va: va in Asia. Il suo problema è che non sa bene da dove viene. La Russia cos'è? Forse per capirlo dovrebbe accettare la sua natura femminile. Si dice Santa Madre Russia, eppure per gran parte della sua storia ha aspirato a diventare uomo. Vuole cambiare sesso. Porta la gonna, ma vuole i pantaloni. (Viktor Vladimirovič Erofeev)
  • 'Sti cazze 'e russe: stanne chine 'e sorde e cattiveria... e se penzano ca basta chille pe' cumanna'... e se penzano malamente, ce vo' chesta! [indicandosi la testa] Tengono ancora 'nu sacco 'e strada 'a fa'. (Gomorra - La serie)

Aleksandr Aleksandrovič BlokModifica

  • Anche nel sogno sei strana. | Non toccherò la tua veste. | Sonnecchio – e dietro il sopore è il mistero, | e nel mistero tu riposi, Rus'.
  • O misera mia terra, | che significhi tu per il cuore?
  • Russia, misera Russia, | per me le grigie tue isbe, | per me le tue canzoni al vento sono | come le prime lacrime d'amore!

Max BrooksModifica

  • La guerra ci ha riportati alle nostre radici, ci ha fatto ricordare che cosa significa essere russi. Siamo di nuovo forti, di nuovo temuti, e per un russo questo significa una sola cosa: finalmente siamo di nuovo al sicuro!
  • La Russia, la mia Russia, non era altro che un casino apolitico. Vivevamo nel caos e nella corruzione, campavamo alla giornata. Nemmeno l'esercito era un bastione del patriottismo; era un posto dove imparare un mestiere, procurarsi da mangiare e da dormire, e magari tirare anche su un po' di soldi da mandare a casa quando il governo decideva che era opportuno pagare i soldati. «Giuramento di proteggere la madrepatria»? Queste non erano parole della mia generazione. Si sentivano dai vecchi veterani della Grande Guerra Patriottica, quei derelitti fuori di testa che un tempo assediavano la Piazza Rossa con le loro lacere bandiere sovietiche e le sfilze di medaglie appuntate alle loro uniformi scolorite e mangiate dalle tarme. Quella frase sul dovere verso la madrepatria era una barzelletta.
  • Mi ricordo che stavo accanto a questo tizio, Sergei, un miserabile, enorme figlio di puttana con la faccia triste. Le sue storie su come era cresciuto in Russia mi avevano convinto che non tutte le cloache del Terzo Mondo dovevano essere ai tropici.

Sergej Aleksandrovič EseninModifica

  • Ei tu, Rus', amata mia, | capanne – e icone incorniciate... | non si vede né limite né fine – | solo l'azzurro che succhia gli occhi. | Come un pellegrino che passa, | io guardo i tuoi campi. | E presso i bassi confini | sonoramente seccano i pioppi. | Odora di mele e di miele | nelle chiese il tuo mite Salvatore.
  • O Russia, terra color lampone | e azzurro caduto nel fiume, | amo fino alla gioia, fino al tormento | la tua tristezza di lago.
  • O mia patria d'oro! | In autunno lucente cattedrale!
  • Solo te posso amare, Russia, | mio dolce paese | che hai gioia breve e violenta | nelle sonore canzoni di primavera sui prati.

Michail GorbačëvModifica

  • I legami commerciali, culturali e politici della Russia con altri stati e nazioni europei hanno radici profonde nella storia. Noi siamo europei. La vecchia Russia era unita all'Europa dal cristianesimo, della cui venuta sulla terra dei nostri avi l'anno prossimo si celebrerà il millenario. La storia della Russia è parte integrante della grande storia europea.
  • La nostra gente ha sempre posseduto la capacità intrinseca di distinguere la differenza tra le parole e i fatti. Non è strano che i racconti popolari russi si facciono beffe di coloro che amano lo sfarzo e l'esteriorità; e la letteratura, che ha sempre avuto un ruolo molto importante nella vita spirituale del nostro paese, è spietata nei confronti di ogni manifestazione d'ingiustizia e di abuso del potere.
  • La nostra letteratura e la nostra musica hanno attraversato tutti i dispotismi, sono sopravvissute agli zar e ai bolscevichi. Il materialismo non fa per noi. Nel nostro carattere ci sono gli spazi immensi della Russia.
  • La Russia [...] è un paese antico con una sua storia unica, caratterizzata da ricerche, trionfi e avvenimenti tragici. Ha dato al mondo molte scoperte e molti personaggi famosi.
  • Se guardiamo la storia, vediamo che nonostante tutti gli sforzi nessuno è mai riuscito a mettere in ginocchio la Russia. Ricordiamo Napoleone, ricordiamo Hitler. Nessuno è riuscito a farlo.

Ryszard KapuścińskiModifica

  • Il conferire un carattere sacro al potere è sempre stato, infatti, uno dei canoni della cultura politica russa. Fino a metà del XIX secolo i ritratti dello zar, in quanto santo, erano appesi nelle chiese. Una tradizione che i bolscevichi sono stati ben felici di ereditare.
  • Nella storia contemporanea è la Russia ad aprire il XX secolo con la rivoluzione del 1905, ed è sempre la Russia a chiuderlo con la rivoluzione sfociata nella caduta dell'Urss del 1991.
  • Novgorod era una città democratica, governata dal popolo, aperta al mondo, in continuo contatto con ogni parte d'Europa; invece Mosca, espansionista, impregnata di influssi mongoli e ostile all'Europa, stava lentamente entrando nella buia era di Ivan il Terribile. Se la Russia avesse seguito la via novgorodiana, sarebbe potuta diventare uno stato diverso da quello capeggiato da Mosca. Ma le cose andarono altrimenti.

Richard NixonModifica

  • Dalla Seconda Guerra Mondiale in poi la Russia ha avuto un incremento militare costante e la sua pressione espansionistica è stata inesorabile. Mosca ha pescato assiduamente nelle acque torbide rimaste dopo lo smantellamento dei vecchi imperi coloniali. Ha isolato Berlino, fomentando rivoluzioni nell'America latina, in Asia e in Africa, aiutato le aggressioni compiute dalla Corea del Nord e dal Vietnam del Nord. Ha addestrato ed appoggiato formazioni di guerriglieri, ha impedito lo svolgimento di consultazioni elettorali, ha abbattuto aerei disarmati, patrocinato colpi di Stato, ucciso profughi, incarcerato dissidenti. Ha minacciato, inveito, tollerato abusi, cospirato, rovesciato sistemi, usato metodi di corruzione, di intimidazione, di terrore; ha ingannato, rubato, torturato, spiato, ricattato, assassinato: tutto in attuazione di una premeditata politica nazionale.
  • In guerra e in pace stragi spietate sono state elemento onnipresente della pratica russa. Capacità di sopportare sofferenze possono insieme rendere una nazione ambiziosa e minacciosa.
  • L'esercizio brutale del potere assoluto, l'asservimento del singolo allo Stato, lo spietato assoggettamento di tute le risorse ai fini dello Stato, l'idea della guerra costante, ininterrotta: tutte queste cose hanno profonde radici nel passato russo, nel terrore del dominio mongolo e nell'amara necessita di combattere le orde tartare.
  • La Russia non è stata mai potenza non espansionistica. Né, se si eccettuano i pochi mesi del 1917, è stato mai uno Stato non autoritario o non totalitario. Non esiste tradizione di libertà interna o di non aggressione esterna. L'espansione territoriale è per la Russia naturale come per il leone andare a caccia o per l'orso cercare pesci.

Sergio RomanoModifica

  • Dopo la grande prova storica dell'invasione dei mongoli e dei tartari, che ha duramente provato il paese, nel momento del Granducato di Moscovia la Russia comincia a crescere, fino a diventare poi un impero. Questo accade su una scala geograficamente colossale. Ancora oggi, la Russia, nonostante le numerosi mutilazioni, è di gran lunga lo stato più grande al mondo. E questo allargamento dello stato russo è sempre avvenuto a spese di imperi declinanti, quelli che circondavano prima il Granducato di Moscovia e poi lo stato dello Zar. Questi imperi declinanti erano l'impero cinese, l'impero persiano e l'impero ottomano. Erano i tre grandi imperi che si erano spartiti l'Asia. Quando cominciano a declinare, la Russia inesorabilmente. Che tipo di identità può dare lei a un paese che ogni decennio ingloba centinaia e centinaia di persone appartenenti a stirpi e a gruppi nazionali differenti?
  • La Russia è troppo grande e troppo scarsamente popolata per adattarsi felicemente a un sistema in cui si discute, si litiga, si fanno battaglie civili per la conquista di nuovi diritti e si accetta volentieri, per il gusto della libertà, quel margine di litigiosità e instabilità che è quasi sempre il prezzo della democrazia. La Russia è troppo patriottica e sospettosa del mondo esterno per non apprezzare lo stile di un leader che vuole riconquistare il prestigio del suo Paese nel mondo.
  • La Russia, soprattutto dopo il declino di Bisanzio, si è sempre considerata erede di quella grande tradizione bizantina. Però le popolazioni che fanno parte dell'impero russo sono di straordinaria varietà etnica: ci sono gli armeni, i georgiani, gli uzbeki, i turcomanni, e tanti altri. Inoltre nei confronti di questi popoli la Russia non si è mai comportata come potenza coloniale. È autoritaria, e certamente impone la sua autorità con grande durezza, però i suoi cittadini non russi hanno sempre ottenuto le cariche più alte.
  • La vera storia dei russi, quella che li rende diversi da qualsiasi altro popolo europeo e comparabili, anche se soltanto per certi aspetti, ai romani e agli americani, è la storia della loro continua, instancabile avanzata attraverso i grandi spazi dell'Europa orientale e dell'Asia.
    Lo spazio ha foggiato le loro istituzioni, condizionato la loro cultura politica, creato quella combinazione di aggressività e di paura che è ancora oggi il dato caratteriale della loro identità nazionale rubando i tratti dei popoli conquistati e di quelli da cui sono stati invasi. Sono cristiani ed europei perché di tutti i popoli che trovarono sulla loro strada quelli dell'Europa cristiana potevano maggiormente offrire allo Stato russo le istituzioni e gli strumenti di cui aveva bisogno. Ma sono contemporaneamente svedesi, finnici, baltici, ottomani, persiani, armeni, georgiani, azeri, tatari, uzbechi.
  • Patria e fede sono in Russia i due volti di una stessa medaglia.

Demetrio VolcicModifica

  • La Russia ha sempre conservato un rapporto speciale con il potere, visto come una sorta di padre collettivo, amato anche quando si mostrava, come spesso accadeva, duro e crudele.
  • La Russia non è un paese lineare. La modernizzazione è avvenuta a tappe forzate. E il sottofondo zarista non è mai stato del tutto cancellato. Questo significa che le menti più sveglie difficilmente sanno adattarsi alla situazione.
  • La vodka scorre nelle vene russe al posto del sangue.
  • Nei racconti dei russi figurano nonni ammazzati, spostamenti dall'Europa alla Siberia e ritorno, padri internati nei lager, parenti scomparsi durante la guerra, altri lager, fame, separazioni e ricongiungimenti dopo decenni. Questo è il loro mondo, da cui si impara forse solo un po' di modestia e di misura.

NoteModifica

  1. Gamajun, Sirin e Alkonost sono uccelli magici e saggi tipici delle favole russe. Cfr. Vladimir Vysockij / Il teatro della voce, in Poesia, nota 1, p. 38.

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