Paolo Emilio Taviani

politico, storico, economista, giornalista e accademico italiano (1912-2001)

Paolo Emilio Taviani (1912 – 2001), economista, giornalista, partigiano, politico e storico italiano.

Paolo Emilio Taviani

Citazioni di Paolo Emilio Taviani

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  Citazioni in ordine temporale.

  • Scoprire non significa giungere primo in un luogo: vuol dire arrivare, ritornare e riferire a qualcuno che così possa ripetere lo stesso percorso.[1]
  • [Sull'invasione dell'Ungheria del 1956] Avevamo la certezza che in Ungheria c'erano centinaia di apparecchi sovietici carichi di truppe ad un'ora di volo da Trieste e a due ore da Milano.[2]
  • I miei amici [democristiani] credettero che bilanciandosi fra destra e sinistra la Dc avrebbe consolidato il dominio al centro dell’elettorato. Invece si generò una fuga eccentrica di giovani a sinistra e di anziani a destra che trascinò il centro nel vuoto. La strategia degli “opposti estremismi” avrebbe dovuto costituire il pilastro della forza elettorale democristiana, ne fu invece il batterio che la corrose: prolungò gli anni di piombo, logorò le istituzioni, distrusse la Dc.[3]

Paolo Emilio Taviani, La Stampa, 4 marzo 1985.

  • Dai trentaquattro ai quarantadue anni: i migliori nella vita dell'uomo, ai fini dell'operatività e della fecondità dell'azione. Questi anni sembrano sprecati dal Genovese in un susseguirsi di speranze, attese, illusioni, delusioni.
  • [Su Cristoforo Colombo] Egli si sentì padrone dell'Oceano.
  • [Su Cristoforo Colombo] Le tenebre si squarciarono davanti al suo sguardo acuto e penetrante, davanti al suo fiuto e al suo udito eccezionalmente sensibili.
  • Quando si stabilì in Portogallo, Colombo sognava già una grande idea. A Porto Santo e Madera raccolse indizi e segni, dai quali poteva dedursi che l'Atlantico non sprofondava affatto nel baratro, ma bagnava a Occidente altre terre.

La Stampa, 3 giugno 1991.

  • [Sulla nomina a senatore a vita] È stato un onore per la Liguria e per Genova: soprattutto un omaggio alla Resistenza, secondo Risorgimento.
  • [Sulla nomina a senatore a vita] In questa nomina, che mi onora, intravedo soltanto un piccolo rischio: l'allontanamento dai miei elettori.
  • [Sulla prima e seconda Repubblica] Non voglio che la prima venga archiviata, nemmeno per scherzo. Al massimo si può parlare di ritocchi della seconda parte della Costituzione.
  • Rauti non ha assimilato il fatto che come ministro dell'Interno ho sciolto Ordine Nuovo e Anno Zero.

Politica a memoria d'uomo

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  • Allora era la guerra, la guerra contro chi aveva voluto la guerra, contro chi non meritava altro che la guerra. Oggi è la pace, la pace voluta da un popolo che ha contribuito a conquistarsela, da un popolo che chiede lavoro e serenità.
  • Basta con le uccisioni per odio personale, basta con le vendette! La giustizia si è già attuata con i Tribunali del popolo e continuerà ad attuarsi con le Corti d'Assise straordinarie.
  • L'esercito dei partigiani doveva essere unico. Pluralità dei partiti. Pluralità nei movimenti giovanili e femminili. Autonomia ideologica e d'azione per i partiti. Ma l'esercito, in montagna, doveva e non poteva che essere unico.
  • La giustizia la deve fare il popolo e cioè l'organo costituito di una rappresentanza del popolo. La giustizia non deve farla il singolo, armato, secondo il proprio unilaterale punto di vista.

Citazioni su Paolo Emilio Taviani

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  • I padri di Gladio sono stati Aldo Moro, Paolo Emilio Taviani, Gaetano Martino e i generali Musco e De Lorenzo, capi del Sifar. Io ero un piccolo amministratore. Anche se mi sono fatto insegnare a Capo Marrangiu a usare il plastico. (Francesco Cossiga)
  • Non è che Taviani fosse un uomo di riflessione. Era piuttosto un uomo pragmatico. (Ciriaco de Mita)
  1. Citato in Mezzo millennio di Cristoforo Colombo dall'America a Genova, La Stampa, 4 marzo 1985.
  2. Citato in Nel '56 rischio di invasione, La Stampa, 13 dicembre 1990.
  3. da Politica a memoria d'uomo, Il Mulino, Bologna, 2001, p. 43-4.

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