Apri il menu principale
P. D. Uspenskij

Pëtr Dem'janovič Uspenskij o Uspensky o Uspenskij (1878 – 1947), filosofo russo.

Tertium OrganumModifica

  • Dal punto di vista dell'eternità, il tempo non differisce affatto dalle altre linee e dimensioni dello spazio: lunghezza, larghezza e altezza. Ciò significa che esattamente come nello spazio esistono le cose che non vediamo o, in altre parole, non solamente quelle che vediamo, così nel tempo gli "eventi" esistono prima che la nostra coscienza li abbia toccati, e ancora esistono dopo che la nostra coscienza se li è lasciati indietro. (p. 50)
  • Ci siamo abituati a ritenere realmente esistente soltanto quello che si può misurare in termini di lunghezza, larghezza e altezza; ma come è stato dimostrato bisogna ampliare i limiti di ciò che realmente esiste. La misurabilità è un segno di esistenza troppo spicciativo, in quanto la misurabilità è di per sé una concezione troppo condizionata. Possiamo dire che per esaminare nel modo più esatto possibile la regione dimensionale superiore probabilmente è indispensabile la certezza che si ottiene dalla sensazione del momento; possiamo affermare che gran parte di ciò che è incommensurabile esiste sul serio proprio come sul serio, e perfino di più, esiste gran parte di ciò che è misurabile. (p. 60)
  • Noi ci restringiamo troppo entro il cerchio della nostra personale psicologia. Non riusciamo a immaginare qualcosa di diverso e senza volerlo crediamo che l'unico tipo di anima possibile sia come quella che noi stessi possediamo. Ma è questa illusione che ci impedisce di capire la vita. Se partecipassimo alla vita psichica di un animale, se ci rendessimo conto di come esso percepisce, pensa e agisce, scopriremmo un mucchio di cose di straordinario interesse. Per esempio, se potessimo figurarci e ricreare mentalmente la logica di un animale, ci sarebbe di grande aiuto per capire la nostra logica e le leggi che regolano il nostro modo di pensare. (p. 91)
  • Un animale vede due dimensioni; la terza dimensione continua a percepirla, ma non la vede. Avverte la terza dimensione come qualcosa di fugace, esattamente come noi avvertiamo il tempo. (p. 102)
  • Confrontando la ricettività del mondo da parte di esseri viventi a diversi livelli di coscienza – lumaca, cane e uomo – abbiamo appurato quanto sono differenti per loro le proprietà di un identico mondo, cioè, quelle proprietà che per noi sono espresse nei concetti di tempo e di spazio. [...] La lumaca percepisce la linea come spazio, cioè come qualcosa di costante. Essa avverte il resto del mondo come tempo, cioè come qualcosa in eterno movimento. Il cavallo percepisce la superficie piana come spazio e avverte il resto del mondo come tempo. Noi come spazio percepiamo una sfera infinita, il resto del mondo, quello che era ieri e che sarà domani, lo avvertiamo come tempo. In altre parole, ogni essere vivente percepisce come spazio ciò che viene colto dalla sua sensazione di spazio: il resto lo attribuisce al tempo, vale a dire che al tempo viene attribuito quanto viene avvertito in maniera imperfetta. (pp. 109-110)
  • La materia, cioè ogni cosa finita, è un'illusione in un mondo infinito. (p. 128)
  • Un dato fenomeno più lontano sta da ciò che si vede e si percepisce, da ciò che è fisico, più lontano sta dalla materia, più forza nascosta contiene, maggiore è la quantità di fenomeni che è in grado di produrre, di lasciare nella sua scia; maggiore è la quantità di energia che esso può liberare e, quindi, meno è subordinato al tempo. [...] La forza liberatrice della vita e del pensiero è infinitamente più grande della forza liberatrice del moto meccanico e delle reazioni chimiche. La microscopica cellula vivente è molto più potente di un vulcano, l'idea è più potente di un cataclisma geologico. (p. 136)
  • Lo scienziato positivista si trova in presenza della natura quasi come si troverebbe un selvaggio in una biblioteca di libri rari e preziosi. Per un selvaggio un libro è una cosa di dimensione e peso ben definiti. Per quanto a lungo si chieda a che scopo serve quello strano oggetto, non scoprirà mai la verità basandosi sul suo aspetto esteriore, e il contenuto del libro seguiterà a essere per lui l'incomprensibile noumeno. [...] Tuttavia non c'è errore più grande di quello di dividere il mondo in fenomeni e noumeni, di credere che fenomeni e noumeni siano separati gli uni dagli altri e suscettibili di essere conosciuti separatamente. Questo è analfabetismo filosofico, che traspare chiarissimo nelle teorie dualistiche dello spiritismo. La divisione in fenomeni e noumeni esiste soltanto nella nostra mente. Il "mondo fenomenico" è semplicemente la nostra percezione sbagliata del mondo. (pp. 139-140)
  • Questo mondo è il mondo dell'oltretomba percepito in modo strano. (p. 140)
  • Il mistero della vita sta nel fatto che il noumeno, cioè il significato occulto e la funzione occulta di una cosa, si rispecchia nel suo fenomeno. Un fenomeno è semplicemente il riflesso di un noumeno nella nostra sfera. (p. 154)
  • Dato che siamo in grado di approfondire in che modo l'energia dell'amore si trasforma in istinti, idee, forze creative a diversi livelli di vita, in simboli dell'arte, in canto, in musica, in poesia, così possiamo agevolmente raffigurarci in che modo la stessa energia ha la possibilità di trasformarsi in una categoria intuitiva superiore, in una coscienza superiore che ci rivelerà un mondo pieno di meraviglie e di mistero. (pp. 161-162)
  • Naturalmente sarebbe assurdo ritenere che la nostra sfera planetaria sia in funzione della vita vegetale e animale che vi si svolge sopra, e che l'universo visibile ornato di stelle sia in funzione della psiche umana. Ma non si intende niente del genere. Nel modo occulto di interpretare le cose parliamo sempre di un'altra vita e di un'altra psiche, la cui particolare manifestazione sono la nostra vita e la nostra psiche. È importante stabilire il principio generale secondo cui i fenomeni fisici, essendo inferiori, dipendono dai fenomeni vitali e da quelli psichici, che sono superiori. (p. 172)
  • Se quindi le cose stanno così – se è impossibile supporre che dietro lo scenario della creazione del mondo ci sia la presenza di un primo motore inconscio e meccanicistico – in tal caso il mondo va considerato vivo e razionale. Perché o l'una o l'altra delle due deve essere vera: o è un mondo meccanicistico e morto – cioè "accidentale" – o è vivo e animato. Non può esserci niente di morto nella natura vivente e non può esserci niente di vivo nella natura morta. (p. 177)
  • Non riusciamo a capire che una cosa particolare è semplicemente una definizione artificiosa da parte dei nostri sensi di una causa indefinibile che supera all'infinito quella cosa. (p. 180)
  • Esattamente come è sbagliato rispetto a se stessi valutare tutto partendo dal punto di vista di un solo sentimento, contrapponendolo a tutto quanto il resto, così è altrettanto sbagliato rispetto al mondo e agli uomini valutare tutto dal punto di vista di un proprio io casuale, contrapponendo a tutto il resto questo io di un dato momento. (p. 210)
  • Lo sviluppo dei sentimenti, la loro purificazione e la loro liberazione dagli elementi materialistici del possesso e della paura della perdita debbono condurre a una conoscenza che trascende la persona e all'intuizione. (p. 219)
  • Per far sì che la conoscenza oggettiva superi i limiti della sfera tridimensionale, occorre che si modifichino le condizioni della percezione. [...] Effettivamente, tra la conoscenza oggettiva di un selvaggio e quella di Herbert Spencer ci corre un'enorme differenza; ma né quella dell'uno né quella dell'altro superano il limite della sfera tridimensionale, cioè i limiti del "condizionale", dell'irreale. [...] Plotino, il famoso filosofo alessandrino del III secolo d.C., affermò che per la perfetta conoscenza il soggetto e l'oggetto debbono essere uniti, in altri termini che l'agente razionale e la cosa da intendere non debbono essere separati. (pp. 224-225)
  • Questa trasposizione nello stato assoluto di coscienza è unione con la Divinità, visione di Dio, fare la prova del Regno dei Cieli, ingresso nel Nirvana. Tutte queste espressioni delle religioni mistiche rappresentano la realtà psicologica dell'espansione della coscienza, un'espansione tale che la coscienza assorbe se stessa nel tutto. (p. 226)
  • La verità è che in natura non ci sono grandezze finite e costanti, esattamente come non ci sono concetti. (p. 237)
  • La logica superiore esisteva prima che si formulasse la logica deduttiva e induttiva. La logica superiore si può chiamare logica intuitiva, cioè la logica dell'infinito, la logica dell'estasi. [...] Questo sistema di logica superiore l'ho chiamato Tertium Organum perché per noi è il terzo principio fondamentale – il terzo strumento – del pensiero dopo quelli di Aristotele e di Bacone. Il primo fu l'Organon, il secondo fu il Novum Organum. Ma il terzo esisteva da molto tempo rispetto al primo. (p. 246)
  • Non è possibile esprimere la verità; se ne può soltanto far cenno, spingere a pensarci. Ma ognuno deve scoprire la verità da sé. "La verità altrui" è peggiore di una bugia, perché si tratta di due bugie. (p. 251)
  • Tenuto conto che gli stati mistici sono "conoscenza derivante da coscienza ingrandita", è possibile fornire dei criteri abbastanza precisi per distinguerli e differenziarli dalla generalità delle esperienze psichiche. Gli stati mistici danno una conoscenza che niente altro può dare. Gli stati mistici danno una conoscenza del mondo reale con tutte le sue attestazioni e caratteristiche. Gli stati mistici di persone appartenenti a epoche diverse e a popoli diversi rivelano una sorprendente affinità, a volte equivalente a una completa identità. Dal nostro comune punto di vista, i risultati dell'esperienza mistica sono del tutto illogici. Essi sono super-logici, quindi il Tertium Organum, che è la chiave per entrare nell'esperienza mistica, è applicabile ad essi in tutta la sua totalità. (p. 261)
  • Nella vita di ogni uomo ci sono momenti che agiscono su di lui più potentemente di altri. Sull'uno un effetto mistico lo fa un temporale, sull'altro il sorgere del sole, su un terzo il mare, la foresta, le rocce, il fuoco. (pp. 284-285)
  • La nuova concezione di umanità risolve l'idea di uguaglianza, che dopotutto non esiste, e cerca di stabilire i segni e i fatti relativi alle differenze esistenti tra gli uomini, perché ben presto l'umanità avrà bisogno di distinguere chi "progredisce" da chi è "incapace di progredire", di separare cioè il grando dal loglio, in quanto il loglio cresce troppo presto e soffoca la crescita del grano. (p. 290)
  • Da tutti gli esempi citati da Bucke, nonché da tutti gli altri che si potrebbero aggiungere, non sarebbe possibile scegliere un solo caso in cui la coscienza cosmica si sia sviluppata in condizioni di vita interiore ad essa contrarie, vale a dire nei momenti di assorbimento da parte della vita esterna, con le sue lotte, con i suoi turbamenti, con i suoi interessi. Affinché la coscienza cosmica si riveli occorre che il centro di gravità di tutto stia per l'uomo nel mondo interiore, nell'autocoscienza, e non in quello esterno. (p. 311-312)

Un nuovo modello dell'universoModifica

  • L'idea di esoterismo è principalmente l'idea di una mente superiore. Per capire chiaramente cosa significa questo, dobbiamo prima di tutto renderci conto che la nostra mente comune (compresa la mente di un genio) non è la più alta classe possibile di mente umana. La mente umana può arrivare ad un livello quasi inconcepibile per noi, e possiamo vedere il risultato del lavoro di menti superiori, quelle molto accessibili per noi nei Vangeli, e poi nelle Scritture Orientali: nelle Upaniṣad, nel Mahābhārata; in opere d'arte come la Grande Sfinge di Gizah, e in altri resoconti, sebbene siano scarsi in letteratura ed arte. (p. 17)
  • Il metodo psicologico è molto più difficile e, in più, è spesso molto deludente perché seguendo il metodo psicologico un uomo spesso si rende conto di non capire nulla e che non sa cosa fare. (p. 22)
  • Il Nuovo Testamento è un libro molto strano. È scritto per coloro che hanno già un certo grado di comprensione, per coloro che posseggono una chiave. È un grande sbaglio pensare che il Nuovo Testamento sia un libro semplice, e che sia intelligibile per i semplici e gli umili. [...] Il Nuovo Testamento è un esame generale per l'intera umanità. (p. 149)
  • In una vita governata dai principi del Karma-Yoga un uomo non cerca di evitare le cose spiacevoli o i disagi. Al contrario, dà loro il benvenuto, poiché gli offrono una possibilità per superarli. (p. 243)
  • Probabilmente la prima impressione interessante della mia vita è venuta dai sogni. (p. 253)
  • Degli indizi verso la soluzione del problema dell'Eternità possono essere trovati nei vari simboli ed allegorie delle antiche religioni e in alcune delle moderne, come pure nelle antiche filosofie. Il circolo è l'immagine dell'Eternità. Una linea che va nello spazio e ritorna al suo punto di partenza. Nel simbolismo è il serpente che si morde la coda. Ma dov'è l'inizio di un circolo chiuso? Anche il nostro pensiero, preso nel cerchio, non può sfuggirgli. Un eroico sforzo d'immaginazione, una rottura completa con qualsiasi cosa che sia logicamente comprensibile, naturale e possibile, sono necessari per divinare il segreto di questo circolo, e per trovare il punto dove la fine si unisce all'inizio, dove la testa del serpente morde la propria coda. (p. 330)

BibliografiaModifica

  • Pëtr Dem'janovič Uspenskij, Tertium Organum – Una chiave per gli enigmi del mondo, Casa Editrice Astrolabio, 1983.
  • Pëtr Dem'janovič Uspenskij, Un nuovo modello dell'universo, Edizioni Mediterranee, 1991.

Altri progettiModifica