Ego

concetto della psicoanalisi

Citazioni sull'ego e l'io.

  • Anche quando io potessi trovare un attributo, una qualità del mio io-soggetto, essa apparterrebbe per ciò stesso che da me è conosciuta all'io-oggetto e l'io-soggetto rimarrebbe come prima nella sua unità inconoscibile. (Piero Martinetti)
  • Certe sciocchezze si possono dire solo se si è deciso di anteporre a tutto la propria ragione, il proprio ego. (Ruggero Guarini)
  • Chi afferma se stesso al pun­to da negare consapevolmente o di fatto ogni altro su cui misurarsi, nell'atto stesso di questa afferma­zione sazia, idolatrica, nega se stes­so come soggetto morale, nega anzi la possibilità stessa di una scelta etica fra bene e male, perché annega o­gni differenza nell'oceano asfissian­te della propria identità. (Bruno Forte)
  • Coloro che cercano di far cadere il discorso sopra se stessi sono come bambini che soffiano nella cannuccia per fare le bolle di sapone. (Giuseppe Marello)
  • Datemi o Signore [...] un'anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri e i lamenti, e non permettete che io mi crucci eccessivamente per quella cosa troppo invadente che si chiama io. (Tommaso Moro)
  • Distinguo quindi fra l'Io e il Sé, in quanto l'Io è solo il soggetto della mia coscienza, mentre il Sé è il soggetto della mia psiche totale, quindi anche quella inconscia. (Carl Gustav Jung)
  • Diventare io significa prima venir esiliati, fare in modo che ti scaccino dalla città, provocare il confronto, la sfida contro il patto sociale. Mi sembra in questo di essere stato pienamente soddisfatto: la società non sempre è disposta a esiliare il primo che capita; i più, in un modo o nell'altro li integra offrendo loro simulacri di esilio, cilici di cartapesta, spine di gomma piuma, sregolatezza e disubbidienze. (Aldo Busi)
  • Gli esseri cambiano e scompaiono ogni momento, come un fiume, un seme, una candela, il vento o una nuvola. Irrequieti come le scimmie, attratti dalle impurità come le mosche, e insaziabili come un incendio alimentato dal vento, essi girano simili alla ruota di un mulino, vita dopo vita e in una forma corporea dopo l'altra, spinti dalla forza d'abitudine senza inizio, come figure generate da una sorta di trucco magico, da un incantesimo o da un congegno meccanico. Essere esperti nella conoscenza di queste apparenze vuol dire sapere che gli esseri sono privi di un sé. (Laṅkāvatārasūtra)
  • Il nostro io non è un frammento molto importante del mondo. (Bertrand Russell)
  • Il vero valore di un essere umano è determinato, in prima istanza, dalla misura e dal senso in cui ha raggiunto la liberazione dal sé. (Albert Einstein)
  • In fondo, l'unica ragione perché si pensa sempre al proprio io è che col nostro io dobbiamo stare più continuamente che non chiunque altro. (Cesare Pavese)
  • Io è un altro. (Arthur Rimbaud)
  • L'ego è l'angolo tenebroso in cui i raggi dell'intelletto non riescono a penetrare, è l'ultimo nascondiglio dell'ignoranza, che così si ripara tranquillamente dalla luce. Quando questo covo viene scoperchiato, l'ignoranza svanisce come brina al sole. In effetti, l'ignoranza e l'idea dell'ego sono la stessa cosa. (Daisetsu Teitarō Suzuki)
  • L'ego è uno sforzo costante per andare controcorrente (Osho Rajneesh)
  • L'ego non è il padrone a casa sua. (Sigmund Freud)
  • L'identificazione di "io" e "tu" derivata dall'errato concetto di identità personale, è vana come un sogno, ma causa un'errata interpretazione della vita e conduce alla schiavitù e alla sofferenza. (Bhāgavata Purāṇa)
  • L'Io è odioso. (Blaise Pascal)
  • L'io è sempre nel campo dell'Altro. (Jacques Lacan)
  • L'io è un mare sconfinato e immisurabile. (Kahlil Gibran)
  • L'io in quanto conoscenza, non si può comprendere se non a partire dall'esplorazione dell'altro in quanto conoscenza. In tal senso, l'altro è uno dei volti dell'io, una sua possibilità ancora inespressa, una forma della sua entità. (Adonis)
  • L'oggettivazione di sé è un prodotto tardo dell'evoluzione: quando e a quale stadio dello sviluppo evolutivo entrò in scena è argomento di congettura. (Theodosius Dobzhansky)
  • La naturale tendenza dell'Io che si sviluppa è quella di riconoscersi ogni potere decidente su se stesso e sul mondo circostante. (Silvia Montefoschi)
  • Non c'è nessuno che sia dimenticato più spesso di chi dimentica: l'Io. (Jean Paul)
  • Ogni volta che il nostro io ha voluto affermarsi, abbiamo sbarrato la via a Dio stesso nell'oscurità di un cuore che non lasciava passare niente meno che l'infinito nell'umiltà d'una azione trasparente alla sua presenza. (Maurice Zundel)
  • Per tutta una generazione (circa dal 1910 al 1940) molti psicologi trovarono possibile "scrivere di psicologia" senza usare parole come consapevolezza di sé, oggettivazione di sé, coscienza di sé o ego. (Theodosius Dobzhansky)
  • Quando la mia volontà o la mia conoscenza non sono ancora sorte, allora chi sono io mai? In tale stato, io esisto secondo realtà! Colui che è immerso con la mente in ciò, in ciò si dissove. (Vijñānabhairava Tantra)
  • Se potessimo cancellare l'«Io» e il «Mio» dalla religione, dalla politica, dall'economia ecc. saremmo presto liberi e porteremmo il cielo in terra. (Mahatma Gandhi)
  • Si può conoscere il cosmo, ma non il proprio ego; il proprio io è più distante di ogni altra stella. (Gilbert Keith Chesterton)
  • Siamo conquistati dall'ombra femminile dell'io che saremmo potuti essere. (Cyril Connolly)
  • Stiamo tutti scontando una condanna a vita nella segreta dell'io. (Cyril Connolly)
  • Una delle conseguenze dell'invidia eccessiva sembra essere il precoce instaurarsi del senso di colpa. Quando l'Io non è ancora in grado di sopportare la colpa, essa viene sentita come una persecuzione e l'oggetto che la provoca diventa un persecutore. (Melanie Klein)

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