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Mobutu Sese Seko

politico della Repubblica Democratica del Congo
Mobutu Sese Seko

Mobutu Sese Seko (1930 – 1997), politico e dittatore congolese.

Indice

Citazioni di MobutuModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Nella nostra tradizione africana, non ci sono mai due capi. C'è, a volte, l'erede naturale del capo, ma qualcuno mi può nominare un solo villaggio con due capi? Ecco perché noi congolesi, nel desiderio di essere integri con le tradizioni del nostro continente, abbiamo deciso di raggruppare tutte le energie dei cittadini di questo paese sotto la bandiera d'un solo partito nazionale.
In our African tradition, there are never two chiefs; there is sometimes a natural heir to the chief, but can anyone tell me that he has ever known a village that has two chiefs? That is why we Congolese, in the desire to conform to the traditions of our continent, have resolved to group all the energies of the citizens of our country under the banner of a single national party.[1]
  • [Discorso del 24 novembre 1965, il giorno della sua presa di potere:] I nostri uomini politici mancano di disciplina. L'installeremo nel giro di cinque anni in tutti i settori: quelli politici, economici e finanziari.
Il manquait de discipline chez nos hommes politiques. Pendant cinq ans, nous allons l’instaurer dans tous les domaines : politique, économique, financier.[2]
  • [Discorso del 24 novembre 1965, il giorno della sua presa di potere:] Non si tratta di un colpo di stato militare, ma piuttosto una semplice rivoluzione pacifica.
Il ne s’agit pas d’un coup d’État militaire, mais plutôt d’une simple révolution pacifique.[2]
  • [Discorso all'Onu, 1973:] Non si può più giustificare il termine «Terzo Mondo», sia dal punto di vista geografico che da quello demografico, siccome il Terzo Mondo non costituisce un terzo dell'umanità, ma due terzi. [...] il termine «Terzo Mondo» viene accompagnata da un senso di disprezzo. Perciò, questo termine è obsoleto. Per la gente che l'ha inventato, esistono i paesi che formano il blocco che loro chiamano l'occidente e gli altri che formanano il club detto l'est. Al di fuori di questi due, mettono tutti gli altri nella stessa categoria di «Terzo Mondo». Il disprezzo provato da certi paesi colonialisti non si ferma la, siccome hanno cominciato a dichiarare i cosiddetti paesi di Terzo Mondo «arretrati!»
On ne peut non plus justifier l’appellation de « tiers-monde » sous l’angle géographique ni sous l’angle des populations, car le tiers-Monde ne constitue pas le 1/3 de l’humanité mais plutôt les 2/3″ [...] le terme de « tiers-Monde » s’accompagne d’une idée de mépris. Par conséquent, cette appellation est surannée. Pour les gens qui l’ont inventé, il existe des pays qui forment le Bloc de ce qu’on appelle l’Ouest et les autres qui forment le Club de ce qu’on appelle l’Est. En dehors de ceux-là, on met tous les autres dans le même panier sous le vocable de « tiers-Monde ». Le mépris qu’éprouvent certains pays colonialistes ne s’arrête pas là, car ils avaient commencé par appeler les pays dits du tiers Monde : « pays arriérés ! »[3]
  • [Discorso all'Onu, 1973:] In Zaire, ci chiediamo che cos'è esattamente lo sviluppo. Possiamo chiamare i paesi che possiedono un numero elevato di macchine, che costruiscono migliaia di chilometri di autostrade, che inquinano le acque, i mari e l'aria «paesi sviluppati»? È giusto chiamare i paesi dove gli abitanti sono certamente poveri ma equilibrati «sottosviluppati»? Dove il numero di suicidi è più basso? Dove ci sono meno omicidi, e meno squilibrati e sadici? Vi dichiaro che non ho mai considerato Zaire, il mio paese, come sottosviluppato, siccome il mio popolo è disciplinato, industrioso, dignitoso e forte, mentre quei paesi che si dichiarano sviluppati sono caratterizzati da disordini sociali, di scioperi violenti.
Au Zaïre, nous nous demandons ce que signifie exactement le développement. Peut-on appeler « Pays Développés », des pays qui possèdent un nombre impressionnant de voitures, qui construisent des milliers de kilomètres d’autoroutes, qui polluent les eaux, les mers et l’air ? Faut-il appeler « Pays Sous-Développés », ceux dont les habitants sont pauvres, certes, mais équilibrés ? Où l’on compte moins de cas de suicides ? Où il y a moins de meurtres, et moins de déséquilibrés et de sadiques ? Je vous avoue que je n’ai jamais considéré le Zaïre, mon pays, comme sous-développé. Car mon peuple est discipliné, travailleur, digne et fort. Alors que les pays qui se disent développés sont le théâtre de désordres sociaux, de grèves sauvages.[3]
  • [Discorso all'Onu, 1973:] Il mondo si divide in due campi: i dominatori e i dominati, gli sfruttatori e i sfruttati. I paesi poveri non lo sono per incapacità congenita, lo sono per circostanze storiche, che hanno fatto sì che certi paesi dominarono, sfruttarono e depredarono gli altri per arricchirsi. Quando i ricchi diventano sempre più ricchi, e si parla qui di logica matematica, quando i ricchi sfruttano i poveri, i ricchi diventano sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri...
Le monde se divise en deux camps : les dominés et les dominateurs, les exploités et les exploiteurs. Les pays pauvres ne le sont pas par incapacité congénitale, ils le sont par suite de l’histoire, qui a fait que certains pays ont dominés, exploités et pillés d’autres pour s’enrichir. Quand le riche devient toujours plus riche, et c’est de la logique mathématique, quand le riche exploite le pauvre, le riche devient de plus en plus riche, et le pauvre, de plus en plus pauvre…[3]
  • [Dichiarazione durante la prima guerra del Congo] Abbiamo tutti il sacrosanto dovere in questo 1997 di riportare la pace, di restaurare l' autorità dello Stato, di rilanciare l' economia e di tornare ad assicurare il benessere della popolazione.[4]
  • Se non fosse per volontà di Dio, non sarei il presidente oggi.
If God did not want it, I would not be president today.[5]

Paroles du PrésidentModifica

  • Il popolo congolese ed io siamo una sola persona. Ferire il popolo significa ferire me. Non lo posso permettere oggi, e non lo permetterò in futuro.
Le peuple congolais et moi, nous ne faisons qu'une seule et même personne. Tromper le peuple, c'est me tromper. Je ne puis l'admettre maintenant, et je ne l'admettrai pas dans l'avenir. (p. 7)
  • I governi non hanno fatto nulla per alleviare la sofferenza e le miserie del nostro popolo. Si sono accontentati a offrirci l'anarchia e il caos.
    Quindi, per mitigare le insufficenze e rimediare la situazione, abbiamo deciso di mettere il governo alla disposizione del popolo. È per questa ragione che sono diventato il presidente della repubblica.
Les gouvernements n'ont rien fait pour soulager la souffrance et les misères de notre peuple. Ils se sont contentés de nous offrir l'anarchie et le chaos.
C'est donc pour pallier ces insuffisances et remédier à la situation, que nous avons décidé de mettre un Gouvernement au service de la population. C'est pour cette raison que je suis devenu Président de la République.
(p. 9)
  • Sia coloro che ci ascoltano che coloro che ci leggono sappiano una volta per tutte che noi vogliamo che questa terra congolese sia una d'amore, di rispetto reciproco e di fraternità fra le diverse comunità e razze che l'abitano. Non accetteremo mai le pratiche razziste sul territorio della nostra repubblica.
Que ceux qui nous écoutent comme ceux qui nous liront sachent une fois pour toutes que nous voulons que cette terre congolaise soit une terre d'amour, de respect mutuel et de confraternité entre les différentes communautés et races qui l'habitent. Jamais nous n'accepterons les pratiques racistes sur le territoire de notre République. (p. 9)
  • Che ognuno di voi sappiate ormai che appartenete soprattutto a una delle nazioni più belle dell'Africa: la nazione congolese, in cui il Katanga ha il suo posto come qualisasi altra provincia. Inoltre, dimenticando gli errori del passato, non esito a dirvi che il Katanga è sulla retta via di diventare ciò che è sempre stato: il figlio prezioso della nazione.
Que chacun de vous soit désormais conscient d'appartenir avant tout à une des plus belles Nations d'Afrique : la Nation Congolaise, au sein de laquelle le Katanga a sa place, au même titre que n'importe quelle autre Province. J'irai même plus loin, et n'hésite pas à vous dire qu'oubliant les erreurs du passé, le Katanga est en bonne voie de redevenir ce qu'il a toujours été : l'enfant chéri de la Nation. (p. 10)
  • Sono democratico in fondo, consapevole di ciò che un regime democratico, ben inteso ed onestamente applicato, può rendere al popolo. Ma ahimè, certe irregolarità, intrighi, e il rifiuto di certe persone di considerare gli interessi reali del popolo mi hanno obligato a impugnare le mie responsabilità.
Par conviction, je suis un démocrate, conscient de ce qu'un régime démocratique, bien compris et honnêtement appliqué, peut apporter au peuple. Hélas! certaines malversations, certaines intrigues, le refus de quelquesuns de prendre en considération les intérêts véritables de la popolation, m'ont obligé de prendre mes responsabilités. (p. 11)
  • Congolesi, mostrate al vecchio mondo che si è dichiarato più civilizzato del continente nero che l'ospitalità africana dei nostri avi non è una parola vuota e che voi siete più umani di coloro che, in Europa, si sentono in dovere di sottoporre individui le conseguenze dei conflitti tra gli stati africani a gruppi finanziari.
Congolais, montrez au vieux monde qui s'est déclaré plus civilisé que le continent noir, que l'hospitalité africaine de nos ancêtres n'est pas un vain mot et que vous êtes plus humains que ceux qui, en Europe, croient devoir faire subir aux individus les conséquences de conflits opposant les États africains aux groupes financiers. (p. 13)
  • Cittadine e cittadini, il nostro primo dovere è il lavoro. Non c'è altra soluzione ai nostri molteplici problemi nazionali. Certo, la pace e il regno della giustizia vengono in primo posto, ma il lavoro a sua volta è l'unica garanzia della nostra coesione nazionale, dell'indipendenza del nostro territorio, e la supremazia del diritto nella nostra società.
Citoyennes, citoyens, notre devoir national premier est le travail. A nos multiples problèmes nationaux, il ne se trouve point d'autres solutions que celle-là. Certes, la paix et le règne de la justice sont les conditions premières du travail. Mais le travail à son tour est l'unique grantie de notre cohésion nationale, de l'indépendence du territoire et de la suprématie du droit dans notre société. (p. 16)
  • Il nostro paese ha un potenziale enorme. È giunta l'ora di assumere il controllo su questo potenziale e metterlo al servizio dei congolesi. Per sfruttare e utilizzare questo potenziale, che ci sia l'intervento straniero o no, i cittadini del paese saranno essenziali.
Notre pays a un potentiel énorme. Il est grand temps que ce potentiel soit domestiqué et mis au service des Congolais. Pour domestiquer et utiliser ce potentiel, quelle que soit l'intervention extérieure, l'essentiel dépendra des citoyens de ce pays. Ainsi pendant les années à venir, enfants et adultes, hommes et femmes, devront travailler sans relâche, c'est-à-dire retrousser les manches pour élever ce magnifique Pays. (p. 17)
  • La disciplina e il lavoro sono le chiavi miracolose che ci aprono la porta al paradiso.
La discipline et le travail sont les clefs miraculeuses qui nous ouvrent la porte du ciel. (p. 17)
  • Il tribalismo è un male che noi puniremo con severità.
Le tribalisme est un mal que nous punirons sévèrement. (p. 20)
  • I costumi e lo spirito dei bantu esigono che chi possiede un bene contribuisca a tutta la comunità. Il rispetto per le nostre più nobili tradizioni e il nostro orgoglio bantu devono impedirci di cedere alle tentazioni di carattere egocentrici. Le richezze di questo paese devono d'ora in poi vantaggiare i suoi propri figli.
Les coutumes et l'esprit bantous, veulent que ce que possède un membre profite à l'ensemble de la communauté. Le respect de nos plus nobles traditions et notre fierté bantoue doivent nous empêcher de céder à des tentations à caractère ègocentrique. Les richesses de ce pays doivent d'abord et avant tout profiter à ses propres enfants. (p. 24)
  • La vigilanza deve condurre le masse a smascherare i nemici della patria nel loro cambiamento di volto e in tutte le forme, la distruzione, l'anarchia e il disordine.
La vigilance doit conduire les masses à démasquer les ennemis de la patrie dans leur changement de physionomie et sous toutes leurs formes, à la destruction, à l'anarchie et au trouble. (p. 26)
  • La rivoluzione congolese non ha niente a che fare con quelle di Pechino, di Mosca o di Cuba. Non è fondata sulle teorie già esposte, né sulle dottrine straniere. È rivoluzionaria per la sua volontà di fare affidamento sulla popolazione e il suo scopo, che è quello di modificare il vecchio ordine delle cose. Ma si tratta di una rivoluzione veramente nazionale, essenzialmente pragmatica, nutrita dall'esperienza e identificando correttamente tutti gli aspetti della situazione del paese. Repudia totalmente il capitalismo e il comunismo, siccome egli, nella loro disputa per l'egemonia mondiale, hanno diviso le nazioni e i popoli in campi opposti.
La révolution congolaise n'a rien à voir avec celle de Pékin, de Moscou ou de Cuba. Elle n'est pas fondée sur des théories toutes faites, ni sur des doctrines empruntées. Elle est révolutionnaire par sa volonté de s'appuyer sur la population et par son but, que est de changer l'ancien état des choses. Mais il s'agit d'une révolution vraiment nationale, essentiellement pragmatique, nourrie par l'expérience et cernant au plus juste tous les aspects de la situation du Pays. Elle répudie aussi bien le capitalisme que le communisme, car l'une et l'autre systèmes qui se disputent l'hégémonie mondiale, ont divisé les pays et les peuples en camps opposés. (pp. 29-30)
  • Per svilupparsi rapidamente, il Congo deve industrializzarsi. Attualmente, il suo sviluppo industriale è limitato, siccome deve affidarsi ai paesi stranieri per i prodotti metallurgici e chimiche.
Pour se développer rapidement, le Congo doit s'industrialiser et actuellement son développement industriel et limité parce qu'il doit s'approvisionner à l'extérieur en produits métallurgiques et en produits chimiques. (p. 30)
  • L'attuale regime userà tutti i mezzi per frenare la corruzione e la corruzione nella pubblica amministrazione, sia a livello del governo centrale che provinciale.
Le régime actuel utilisera tous les moyens pour réprimer la corruption et la concussion dans les administrations publiques, tant à l'échelon du Gouvernement Central qu'à celui des provinces. (p. 31)
  • Sono stato costretto a sospendere il diritto dello sciopero. Certi individui hanno voluto credere che voglio soffocare i diritti legittimi degli operai. Questo è totalmente falso. Incitare agli operai di cessare i lavori significa precipitarli nella miseria.
J'ai éte amené à suspendre le droit de grève. Certains on voulu faire croire que je voulais brimer par là les droits légitimes des travailleurs. Ceci est absolument faux. Inciter les travailleurs à cesser le travail, c'est les précipiter dans la misère. (p. 32)

Citazioni su MobutuModifica

  • Coraggioso, politicamente astuto, conservatore nel suo approccio di governo, e relativamente onesto in un paese dove la corruzione del governo è uno stile di vita. (Henry Kissinger)
  • Il maresciallo era il padre di tutti i congolesi e poter essere cresciuto con lui, imparando da lui, significa capire la storia e viverla tutti i giorni. (Nzanga Mobutu)
  • Ho dato il mio assenso all' appuntamento con Mobutu per discutere della sua partenza. Per quanto ne so si tratterà solo di una breve cerimonia nel corso della quale Mobutu accetterà di andarsene. Se così non fosse, saranno le nostre forze che ora stanno avanzando verso Kinshasa a costringerlo ad andarsene. (Laurent-Désiré Kabila)
  • L'Africa ride di Mobutu perché è una figura comica. (Ryszard Kapuściński)
  • Lei cosa preferirebbe? Rischiare di morire di fame, di essere ucciso o stuprato oppure poter vivere in un paese che cresce e viene rispettato? Certo che la gente rimpiange il maresciallo. Lo dimostra il partito che avevo creato. Negli anni Settanta e Ottanta essere congolesi significava essere qualcosa, mentre oggi questa Repubblica democratica non è altro che un gran malato. (Nzanga Mobutu)
  • Mobutu ha sempre avuto fifa di tutto. (Ryszard Kapuściński)
  • Sebbene lei sia un uomo giovane e venga da una nazione giovane, ci sono cose che possiamo imparare da lei. (Richard Nixon)

Tahar Ben JellounModifica

  • La persona di Mobutu non mi interessa. È malato e con ogni probabilità morirà nel suo letto, tra le sue lenzuola di raso e di seta. Non sarà il primo dittatore a morire tranquillamente. In compenso il sistema che ha istituito, il saccheggio sistematico del suo paese e l'avidità del suo arricchimento scandaloso non sono peculiarità soltanto sue. Dovrebbe essere giudicato da un tribunale internazionale che lo obbligasse a restituire il denaro sottratto. Infatti le banche hanno i loro principii, specialmente le banche svizzere che hanno rifiutato di congelare i beni di Mobutu. Bisognerebbe costringerlo a rendere conto del suo operato al suo popolo e al mondo prima che il cancro lo stronchi. Quanto a coloro che lo hanno sostenuto e utilizzato, anche loro dovrebbero presentare delle spiegazioni. Altrimenti non ci sarà più morale né giustizia e l' Africa continuerà ad essere quell'immenso teatro dove si recitano tragedie che si concludono con centinaia di migliaia di morti e di dispersi, di rifugiati e disperati.
  • Povera Africa! Dopo le stravaganze barbare di Amin Dada, l'ex dittatore dell'Uganda, dopo le follie e i deliri di Bokassa che si era autoproclamato imperatore del Centrafrica, ecco che Mobutu, del tutto impunemente, cerca esilio nel mio paese, il Marocco, dopo aver regnato da padrone assoluto per 32 anni e aver accumulato una fortuna di quattro miliardi di dollari depredando il suo paese.
  • Si viene così a sapere da John Stockwell, ex capo della Cia in Zaire, che tra le mani di Mobutu sono passati dai 20 ai 25 milioni di dollari sotto forma di aiuti dei servizi segreti e del governo americani. Anche l'Europa ha sostenuto Mobutu. C'erano in gioco troppi interessi. Oggi si viene a sapere che il patrimonio immobiliare del dittatore decaduto è stimato più di quattro miliardi di dollari. Ora si pone la questione di come recuperare quel denaro e di come usarlo in modo sano ed efficace perché il popolo dello Zaire possa mangiare a sufficienza e vivere dignitosamente.

Albert Sánchez PiñolModifica

  • Alle masse si presentò come il patriota che restaura l'ordine. Curioso patriottismo il suo, in verita: un militare che, per debellare l'opposizione armata, non esita a far ricorso a mercenari stranieri.
    Mobutu però non diede mai di sé l'immagine del tipico macellaio africano. A livello planetario, il suo berretto in pelliccia di leopardo, gli occhiali scuri e il bastone d'avorio, gli conferivano quell'aura un po' paternalistica e un po' pittoresca. La sua immagine, veneranda. I suoi modi, affabili. Il suo gusto per i vini francesi, eccellente. Quasi tutti i governi erano disposti a perdonargli che si proclamasse il Messia, il Redentore o il Timoniere. A ben guardare, non doveva essere per niente facile governare un paese immenso come lo Zaire.
  • Dicono che i tiranni si sveglino nel cuore della notte tormentati dagli spettri di quelli che hanno ammazzato. Mobutu no. Ignorava la parola rimorso. Lui aveva venduto Lumumba, il mitico martire dell'Africa postcoloniale. L'ombra di un'accusa del genere sarebbe stata per altri motivo di angoscia. Mobutu invece non si faceva problemi a tesserne pubblicamente le lodi e a dedicargli persino un monumento. La cosa che infastidiva maggiormente Mobutu, come più volte aveva dichiarato, era che gli invitati si bevessero tutto il suo prezioso champagne francese.
  • La biografia di Joseph-Désiré Mobutu non è affatto degna di nota. Formatosi in una scuola cattolica, ben presto si arruolò nell'esercito coloniale. Diversamente da altri dittatori però, essendo destinato a una sezione di economato, non combatté mai. Qui sta il punto chiave della parabola vitale del giovane sergente. La scienza delle finanze dovrebbe dedicare approfondite ricerche a questo oscuro ufficio dell'amministrazione militare. Non sappiamo quali concrete lezioni abbia applicato Mobutu, doveva trattarsi di pura magia, fatto sta che nel decennio successivo egli era già diventato l'uomo più ricco del continente Africano.
  • Mobutu Sese Seko non fu un ladro qualsiasi: è assai probabile che si sia trattato del peggior cleptomane a memoria d'uomo. La sua rapacità era del tutto priva di misura. Godendo di assoluta impunità, rubò tanto e tanto a lungo che il suo regno corsaro sembra frutto di una mente allucinata.
  • Mobutu si rese conto che non faceva un bel vedere uccidere gli oppositori. Così, ogni volta che poteva, preferiva comprarli. In termini generali il suo messaggio era: io e lei possiamo trovare un accordo, di sicuro abbiamo lo stesso vizio.
  • [...] secondo le stime più ottimistiche, Mobutu aveva accumulato alla fine della sua vita una fortuna pari a 4 miliardi di dollari distribuita in tutto il mondo. In questo periodo il debito estero dello Zaire ammontava a 5 miliardi di dollari. A proposito, il motto ufficiale del partito era: «Servire gli altri, non servirsi».

NoteModifica

  1. (EN) Citato in Crawford Young & Thomas Turner, The Rise and Decline of the Zairian State, University of Wisconsin Press, 1985, p. 211, ISBN 0-299-10110-X
  2. a b (FR) "Ce jour-là : le 24 novembre 1965, Mobutu prend le pouvoir", Jeune Afrique (24 novembre 2015)
  3. a b c (FR) "Extraits du célèbre discours de Mobutu à l’ONU (partie 1)", AfrikMag (23 novembre 2016)
  4. Citato in "L'appello di Mobutu: Elezioni in Zaire entro il 97", La Repubblica (2 gennaio 1997)
  5. (EN) Citato in "When He Was King: On the trail of Marshal Mobutu Sese Seko, Zaire's former Kleptocrat-in-Chief", Metroactive (22 maggio 1997)

BibliografiaModifica

  • Joseph Désiré Mobutu, Paroles du Président, Éditions du Léopard, Kinshasa, 1968

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