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Mattatoio

Il macello (Lovis Corinth, 1893)

Citazioni sul mattatoio.

  • Da un certo punto di vista, il perché di un mattatoio è tutto qui. Sul piatto di fronte a me c'è il fine che promette di giustificare tutti i sanguinari mezzi della porta accanto. (Jonathan Safran Foer)
  • E il mio pensiero va a quegli operai che lavorano nei mattatoi, spesso persone senza tutele, ricattabili, magari immigrati messicani negli Stati Uniti senza permesso di soggiorno. A loro viene delegato il compito di uccidere, passando giornate intere immersi nella merda e nel sangue. È da questo pensiero che nasce la mia proposta, che nessun parlamento vorrà mai esaminare, di istituire un "servizio carnefice" obbligatorio per i carnivori: almeno una settimana all'anno da passare lavorando in un mattatoio. (Luigi Lombardi Vallauri)
  • È stato dai mattatoi di Chicago che i nazisti hanno imparato a lavorare industrialmente i corpi. (John Maxwell Coetzee)
  • Finché esisteranno i macelli, esisteranno sempre dei campi di battaglia. (Lev Tolstoj)
  • Hai appena cenato, e per quanto il mattatoio sia scrupolosamente celato alla vista da una opportuna distanza, la complicità rimane. (Ralph Waldo Emerson)
  • I mattatoi sono invisibili perché il pubblico non vuole vederli. Tutti sanno che cosa accade in essi, ma semplicemente non vogliono confrontarsi con questa realtà. (Quando gli elefanti piangono)
  • I miei ricordi di tirocinante al macello di Bologna sono ancora vividi nella trepidazione che provavo di fronte al breve spazio che separava il tunnel di processione dalla catena di smontaggio, interstizio minimo tra la grandezza della vita e la nullità della morte, nel maneggiare quegli organi ancora caldi di vita e palpitanti inutilmente e nell'osservare la loro perfezione a perdere. (Roberto Marchesini)
  • Il mondo, intendo la nostra porzione di esso, talvolta mi sembra come un imponente mattatoio: una grande scuola per la soppressione di ogni sentimento gentile, tenero e fraterno, un grande processo di educazione alla completa destituzione di ogni principio morale, un enorme spettacolo di distruzione di ogni sensibilità morale e di ogni partecipazione ai dolori di chi ci circonda. (William Alcott)
  • Il lavoro nei mattatoi è tra i più faticosi che esistano, fisicamente ed emotivamente. È stato riscontrato un alto tasso di incidenti sul lavoro e di problemi psicologici, tutti legati allo stress e agli sforzi per superare la naturale ripugnanza ad uccidere che caratterizza la maggior parte degli esseri umani. Sono molti gli ex impiegati e gli ex supervisori che soffrono di sindrome da stress post traumatico. (Matthieu Ricard)
  • [Descrivendo la sua visita a un mattatoio della Pennsylvania] Il pavimento era molto scivoloso. Le pareti e tutto il resto erano ricoperte di sangue. Le catene erano incrostate di sangue rappreso. Non volevo assolutamente cadere in mezzo a tutto quel sangue e quegli intestini. Gli operai indossavano stivali antiscivolo, grembiuli gialli ed elmetti protettivi. Era una scena di disordine controllato, meccanizzato. (Sue Coe)
  • In Utopia non c'è carne. C'era, un tempo... ma ora non riusciamo neanche a pensare ai mattatoi. Tutta la gente si è evoluta spiritualmente ed è praticamente impossibile trovare qualcuno che voglia fare a pezzi un bue o un maiale morti. [...] E io ricordo la mia gioia di ragazzo quando vennero chiusi gli ultimi mattatoi. (H. G. Wells)
  • Ma in una società come la nostra, totalmente profana, in cui nulla è più sacro e gli unici timori concessi sono legati alla materia, la catena di morte del macello non è che una realtà tra le altre. Le urla degli agnelli sono un rumore di fondo, uno dei mille rumori che frastornano i nostri giorni. E forse non sapere ascoltare questo lamento è il non saper ascoltare tutti i lamenti — i lamenti delle vittime delle guerre, dei malati, dei bambini torturati, uccisi, delle persone seviziate, abbandonate, dei perseguitati, di tutte quelle voci che invano gridano verso il cielo. (Susanna Tamaro)
  • Nella sua Theory of Film, Siegfried Kracauer aveva colto un'analogia fra i mattatoi e i campi nazisti, sottolineando, attraverso un confronto fra i documentari su quei campi e il film Le sang des bêtes, il carattere metodico dei dispositivi di ammazzamento e l'organizzazione geometrica dello spazio che regnava nei due luoghi. In fondo, notava Kracauer, i lager nazisti erano mattatoi in cui individui declassati dal genere umano venivano uccisi come animali. (Luigi Fenizi)
  • Per quanta giustizia possa esserci in una città, basta la presenza del mattatoio a farne una figlia della maledizione. (Guido Ceronetti)
  • Praticamente nulla si sa di quel che avviene nelle centinaia di macelli esistenti [in Italia], se non quel che riescono a documentare i gruppi animalisti che vi compiono incursioni clandestine. Gli allevamenti e i mattatoi sono autentiche istituzioni totali tenute fuori dallo sguardo del resto della società. Ogni informazione è coperta, non c'è nemmeno la mediazione del ceto giornalistico, anch'esso bandito da simili luoghi, se non per riprese e servizi embedded, a vantaggio delle aziende che gestiscono la segregazione e la morte degli animali. (Lorenzo Guadagnucci)
  • Qualche volta durante la guerra, quando sentivo le grida dei feriti, pensavo alle grida degli animali al mattatoio, e mi dicevo che gli Dei ci torturano come noi torturiamo questi esseri senza difesa. (Isadora Duncan)
  • Ricordo ancora una sconvolgente inchiesta sul vero e proprio terrore che si impadronisce degli animali portati al macello, quando arrivano in prossimità del mattatoio. Smettiamola di dire che gli animali "non capiscono". (Umberto Veronesi)
  • Se i mattatoi avessero le pareti di vetro, tutti sarebbero vegetariani. (Linda McCartney)
  • Se si voglia vivere secondo un codice etico decente non dovrà esserci sulla via che percorriamo nessuna ombra di mattatoio. (Guido Ceronetti)
  • [Gli animali] Sono anime viventi [...]. Le loro voci, i loro lamenti all'alba, o nei soffocanti carri ferroviari fermi sui binari l'estate; le loro fughe, spesso, e il loro tremito negli immondi macelli (immondi davanti a Dio e a tutti gli uomini veramente civili) ce lo confermano. (Anna Maria Ortese)
  • Sono d'accordo: la vivisezione è un orrore, bisogna opporvisi. Ma non basta, bisogna andare più in là. Anche i macelli sono un orrore. Anche le immense stragi di animali di tutti i tipi che gli uomini perpetrano giorno dopo giorno per nutrirsi, anche esse, oggi, non appaiono meno infami. (Giorgio Bassani)
  • Un'amica veterinaria, che il servizio sanitario nazionale aveva spedito, suo malgrado, a prestare assistenza in uno di questi stabilimenti, mi raccontava di cavalli frustati negli occhi per spingerli verso la "gabbia della morte", del terrore nello nello sguardo dei vitelli che si vedono, uno dopo l'altro, puntare la pistola sul cranio e poi cadere a terra. Di maiali, pecore e altri animali obbligati ad assistere all'uccisione e allo scuoiamento dei loro simili. Nei macelli è raro che arrivino le telecamere, del resto, documenterebbero solo l'estrema ferocia della procedura nella sua veste asettica e moderna. (Michela Vittoria Brambilla)
  • Visitai altri mattatoi più grandi e osservai centinaia di maiali e migliaia di polli mentre esalavano il loro ultimo respiro in enormi catene di smontaggio e di morte [...]. Le persone che lavoravano in questi posti effettivamente paragonavano quello che facevano a «catene di montaggio che girano al contrario». [...] Non dimenticherò mai queste carneficine, le cui proporzioni non avrei mai immaginato se non le avessi viste con i miei occhi. (Tom Regan)
  • Vorrei tornare per l'ultima volta ai luoghi di morte che ci circondano, i macelli ai quali noi, in un massiccio sforzo comune, chiudiamo i nostri cuori. Ogni giorno ha luogo un nuovo olocausto, e tuttavia, a quanto vedo, il nostro essere morale non ne viene neppure scalfito. (John Maxwell Coetzee)

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