Luciano Lama

sindacalista, politico e partigiano italiano

Luciano Lama (1921 – 1996), politico e sindacalista italiano.

Luciano Lama

Citazioni di Luciano LamaModifica

  • [Sul referendum sulla scala mobile] Come militante ho firmato, ma sono contrario a che la Cgil prenda posizione sul referendum. Non mi sento in contraddizione.[1]
  • [Sugli anni di piombo] L'Italia in quegli anni ha rischiato grosso... la battaglia ci ha assorbito completamente. Così, non abbiamo visto con la chiarezza necessaria il resto. (da Intervista sul mio partito; citato in Ginsborg, p. 68)
  • Sia quando fa sorridere, sia quando irrita, la satira politica, è uno stimolo per guardare dentro noi stessi e più in generale dentro quel che avviene nella società. [...] In ogni caso, anche l'attacco ingeneroso e irriguardoso è meglio di qualsiasi tipo di censura. Dal primo ci si può difendere, dalla seconda no.[2]
  • [Sulle elezioni del 1996] Voglio gridare qui, dal mio letto, la più semplice e importante lezione che mi viene dalla mia esperienza; non smettere mai di cercare le soluzioni attraverso le intese.[3]

Da Io, il Pci e il nuovo riformismo

Intervista di Salvatore Gatti, L'Espresso, 16 dicembre 1984.

  • Natta non è Berlinguer, com'è giusto che sia. Io lo apprezzo per la sua idea del carattere laico, non dogmatico, privo di schemi e di sacralità del partito.
  • Non accetteremo mai più di stare al guado: i partiti esistono per andare al potere.
  • Per me, il paese è maturo per l'alternativa basata sull'alleanza delle forze di sinistra, riformatrici e progressiste.
  • Ho dato inizialmente credito all'intenzione di De Mita di cambiare la Dc, ma quest'ultima è più forte di lui.
  • Da parte del movimento sindacale, c'è stata scarsa sensibilità intorno ai processi di innovazione, di fronte alle ristrutturazioni e alle nuove tecnologie.

AttribuiteModifica

  • La Camera del Lavoro già al suo nascere segna il sindacalismo italiano di un tratto caratteristico che lo fa diverso dalle altre esperienze europee. Le Camere del Lavoro, infatti, superando i confini della organizzazione di mestiere, propongono il patrocinio e la tutela degli interessi di tutti i lavoratori per educarli praticamente alla fratellanza e al mutuo appoggio.
    Diventano in tal modo strumenti di lotta per la conquista di nuove condizioni di lavoro per apprendisti, per le donne e i fanciulli, per una durata di lavoro più umana, per garantire l’insegnamento professionale, l'elevazione culturale, la ricerca del lavoro e il controllo del collocamento.[4]

Citazioni su Luciano LamaModifica

  • Aveva il terrore delle divisioni nel sindacato. E teorizzava l'autonomia dai partiti. Oggi che i partiti non ci sono più può sembrare una discussione datata ma non lo è. (Giorgio Benvenuto)
  • [Sulla «svolta dell'EUR»] Chi se la scorda "la linea dei sacrifici". Ho sempre pensato che sia stata più disastrosa per il movimento dello stesso compromesso storico. Un suicidio. Lama può non dirselo, ma quello fu un regalo che la Confindustria neppure si sognava. (Mario Moretti)
  • Luciano Lama ebbe in Di Vittorio un grandissimo maestro: accompagnandolo nei suoi numerosi viaggi conobbe la realtà del Mezzogiorno e comprese l'importanza del contatto diretto con le masse. (Pietro Grasso)
  • Per Luciano Lama la trattativa era il cuore del mestiere del sindacalista. Qualche volta io e Carniti, allora segretario generale della Cisl, eravamo più propensi a rompere. Lui ci diceva: "Rompere è facile, ricostruire molto più complicato. Noi dobbiamo trattare sempre. Anche se un imprenditore viene a proporti in cambio di andare con tua moglie tu, da sindacalista, devi rispondergli: discutiamone". Un paradosso, naturalmente. (Giorgio Benvenuto)

NoteModifica

  1. Citato in Lama: "Ho firmato ma non voglio che Cgil firmi, La Stampa, 11 settembre 1984.
  2. Citato in I politici disegnano Forattini, La Stampa, 5 febbraio 1983.
  3. Citato in Che dolore non votare, La Stampa, 22 aprile 1996.
  4. Citato da Carlo Ghezzi, Centenario della Camera del Lavoro di Pordenone, Fondazione Giuseppe Di Vittorio, su storiastoriepn.it.

BibliografiaModifica

  • Paul Ginsborg, Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi, traduzione di Marcello Flores e Sandro Perini, Einaudi, 1989. ISBN 8806160548

Voci correlateModifica

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