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Louis Renou

storico delle religioni, orientalista e filologo francese

Louis Renou (1896 – 1966), storico delle religioni, orientalista e filologo francese.

L'induismoModifica

CitazioniModifica

  • La religione vedica ha sviluppato certi aspetti della vita religiosa a scapito di altri che, almeno per noi, restano in ombra. Questa religione completamente rituale ignora l'elemento della «fede». La «fede» (śraddhâ) non è altro che l'esattezza del rituale e la fiducia che si ha nella sua efficacia. (p. 12)
  • Già le Upanishad del periodo vedico lasciavano intravedere dei valori nuovi, come la credenza in un dio personale, la valorizzazione della mistica, e così via. Per tale ragione si può dire che una di queste Upanishad, la Śvetâśvatara, si trova «alla porta d'ingresso dell'induismo». (p. 16)
  • […] a volte, almeno per il Mahâ-Bârata, la narrazione sembra essere una semplice illustrazione del dharma indù. A ragione il Mahâ-Bârata è stato considerato come un compendio dell'induismo, mentre il Râmâyana è più secolarizzato. (p. 18)
  • L'evoluzione più tarda del buddhismo, in India e soprattutto fuori dall'India, e del giainismo post-canonico lascia scorgere pratiche, una produzione di immagini e speculazioni che, spesso, sono molto debitrici verso l'ambiente induista. Se, come si ha ragione di credere, il tantrismo buddhista si è sviluppato sulla base del tantrismo indù (lo scenario è di provenienza śivaita), si avrebbe qui un'influenza di grandi conseguenze, che ha contribuito al diffondersi, nei vasti territori asiatici, di dottrine di origine induista. (p. 31)
  • Tale nozione [della śakti] risale a tempi remoti e, a seconda delle dottrine, viene confusa con la Mâyâ o Illusione-creatrice-di-forme del Vedanta, o con la Prakriti o Materia (femminile) del Sânkhya. Ha fatto sentire la sua influenza soprattutto in quelle sette chiamate a loro volta śakta, e nel tantrismo, dove si stabilisce un legame tra lei e la figura di Śiva. (p. 40)
  • La parola samsâra, che equivale a metempsicosi (o più esattamente a metensomatosi), appare dopo le Upanishad antiche, anche se è poi impossibile dire come si sia formata questa dottrina, su quali elementi indiani o non-indiani. (p. 56)
  • [Il tantrismo] in sé non è una religione nuova, ma una colorazione particolare acquisita da fatti appartenenti all'induismo comune, che a volte, però, non sono attestati che sotto l'aspetto tantrico. (p. 73)
  • [Le sette] sono state importanti, perché hanno dato luogo alla maggior parte dei nuovi sviluppi che hanno attraversato l'induismo classico. Senza le sette ci sarebbe stata, in larga misura, l'immobilità e, probabilmente, la decadenza. (p. 87)
  • Come per molti altri, le Upanishad, la Gîtâ erano, anzi sono diventati, per lui delle letture predilette. Il suo induismo, molto semplice, si riassumeva nel rispetto della vacca, in cui vedeva l'elemento cardinale del dharma. (p. 113)

ExplicitModifica

  • Se l'induismo sarà destinato ad avere un qualche avvenire fuori dalle frontiere del paese in cui è nato, in quanto parte integrante di un vasto movimento spirituale accettabile da tutti, ciò potrà essere realizzato solo attraverso una riflessione diretta, a partire da rappresentazioni autenticamente indiane, concepite da Indiani.

BibliografiaModifica

  • Louis Renou, L'induismo, traduzione di Luciana Meazza, Xenia, 1994.

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