Lech Walesa

sindacalista e politico polacco

Lech Wałęsa (1943 – vivente), sindacalista, politico e attivista polacco.

Lech Walesa

Citazioni di Lech WalesaModifica

  • Nelle democrazie, per me, sono importanti tre fattori: l'obbedienza alla Costituzione, la partecipazione dei cittadini e l'importanza dei sostegni se la gente non ha a sufficienza da mangiare o paura di perdere il lavoro.[1]

Da Walesa intervista di Gawronski

Intervista di Jas Gawronski, La Stampa, 13 luglio 1990.

  • Ho fatto la Polonia e ora la difendo. Mi fido dei miei ex compagni ma non dei loro successori.
  • Lenin era nel giusto, ma la rivoluzione durò troppo, con le stesse persone, e arrivò Stalin. Io combatto perché questo non accada nel mio Paese.
  • Più che alla Presidenza io penso alle riforme. Ma se qualcun altro vuol farle io posso andarmene in vacanza: poi verranno a cercarmi.
  • Il Papa sarebbe d'accordo con me: vuole una Polonia bella e pulita come la voglio io.

Da 'Sul Tibet la Cina impari la lezione di Solidarnosc'

Intervista di Andrea Tarquini, La repubblica, 4 dicembre 2008.

  • Gli ex paesi comunisti hanno realizzato profonde trasformazioni e riforme, ma nel mondo resta molto da fare. La nostra lotta chiuse la Guerra fredda, ma aprì anche una nuova era che approdò alla globalizzazione. Si creò però uno status quo adeguato alla vecchia era, non alle nuove sfide. Dobbiamo riformare le strutture a livello mondiale. In tempo per evitare un collasso globale.
  • Stiamo andando verso un unico Stato europeo, ma mantenendo vecchie strutture. Dovremmo invece pensare e offrire al mondo nuove soluzioni.
  • La questione è che la Cina partecipa appieno alla globalizzazione ma con un sistema di valori completamente diverso dal nostro, su diritti umani, diritti dei lavoratori e altro. Se non raggiungiamo un compromesso siamo condannati a un conflitto con la Cina.
  • Dobbiamo dire ai dirigenti cinesi che sono rudi, a volte un po' cattivi: pretendono di decidere con chi noi possiamo parlare o no. Devono smetterla di farlo. Vogliamo mostrare alla Cina che se si apre e accetta compromessi, può esserci una via comune. Le leggi sulla libertà di viaggio sono importantissime. Perché la Cina non pensa ad aprirsi come l'Europa e costruire una Ue asiatica?
  • Obama ha vinto perché ha parlato di bisogno di cambiamento. Certo, ogni americano ha la sua idea di cambiamento. Gli Usa non devono dimenticare di essere rimasti l'unica superpotenza. Ora l'Impero del Male non c'è più, gli Usa devono darsi un nuovo ruolo per la riforma del mondo. Obama è stato eletto anche per questo.
  • Venticinque anni fa non speravamo ancora di sconfiggere il comunismo, poi ci riuscimmo, ma giustamente il Nobel andò anche a Gorbaciov lo sconfitto.

Da Walesa: "Putin sbaglia tutto, servono 20 saggi per convincerlo a lasciare l'Ucraina"

Intervista di Paolo G. Brera, La repubblica, 6 giugno 2014.

  • Dobbiamo abolire le frontiere e aprire gli Stati, cioè quello che fa l'Europa. Tra venti o trent'anni non ci saranno frontiere con la Russia. Le economie e i sistemi si fonderanno, i confini sono diventati ridicoli. Tra Germania e Polonia è stato sparso un lago di sangue, ma oggi quella frontiera non esiste più. Il mondo andrà avanti, e quello che sta facendo Putin va nella direzione sbagliata. Va contro il progresso.
  • Putin deve essere convinto, non sconfitto.
  • I polacchi hanno spaccato i denti all'Orso sovietico, e tutti hanno potuto lottare con l'orso sdentato: oggi siamo amici, ma fuggire come fecero i tedeschi, che si catapultarono a Ovest, fu codardia.
  • I no-global mi fanno ridere, fanno i rivoluzionari e poi parlano al telefonino: usate le colombe, allora! Il mondo si è globalizzato da solo: televisioni, cellulari e computer non rispettano le frontiere. E se non permetteremo che si globalizzi l'ecologia in modo intelligente non sopravviveremo a questo decennio.
  • Il metodo di Putin è legato al passato ed è inefficace.
  • Sconfitto il comunismo, non c'era e non c'è una terza via. A noi operai non piaceva molto, ma cosa potevamo fare? Abbiamo dovuto creare i padroni.

NoteModifica

  1. Dall'intervista di Marco Ansaldo e Jan Gebert, Lech Walesa: "Wojtyla chiuse un'epoca, ora Bergoglio è perfetto per questo mondo nuovo", Repubblica.it, 29 luglio 2016.

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