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L'ultimo re di Scozia

film del 2006 diretto da Kevin Macdonald

L'ultimo re di Scozia

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Idi Amin Dada in una foto del 1973

Titolo originale

The Last King of Scotland

Lingua originale inglese, tedesco, francese, swahili
Paese Regno Unito, Stati Uniti d'America
Anno 2006
Genere drammatico, storico, thriller
Regia Kevin Macdonald
Soggetto Giles Foden
Sceneggiatura Jeremy Brock e Peter Morgan
Produttore Andrea Calderwood
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'ultimo re di Scozia, film del 2006 con Forest Whitaker e James McAvoy, regia di Kevin Macdonald.

Indice

FrasiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Sai, la cosa interessante è che l'ottanta percento dei locali preferisci ancora lo stregone [ai medici]. A volte mi sembra di... stare sulla punta di un iceberg. (Dottor Merrit)
  • Io sono Idi Amin Dada. Sono qui perché voglio promettere a tutti voi che questo sarà un governo di azione, non di parole. Noi costruiremo nuove scuole, nuove strade... e avrete nuove case. È vero che indosso questa uniforme da generale, ma qui [indicando il cuore] io sono un uomo semplice, come voi. Io so chi voi siete e tutto quello che voi siete. Io sono voi. Chiedete ai miei soldati. Per tutta la vita non ho mai toccato cibo se prima i miei soldati non si erano sfamati. Sarà sempre così in Uganda adesso. Tutti insieme faremo diventare questa nazione migliore... e più forte... e libera! (Amin) [discorso mentre è in visita al villaggio]
  • Lo vedi Jonah? Questo è il genere di persone che un presidente deve avere intorno: uno che non ha paura di dire quello che pensa. (Amin) [riferito a Nicholas]
  • Sì, è un po' imprevedibile. Ha la mano severa, l'unica cosa che questi africani capiscono davvero. (Nigel) [a Nicholas, riferito ad Amin]
  • Care signore e cari signori, amici, preferisco parlarvi adesso perché se aspettassi altro tempo sareste troppo ubriachi per sentire le mie parole. Questa è la terra in cui è nata la civiltà. Qui, in Africa. È proprio qui che i Greci hanno rubato la filosofia, che gli Arabi hanno preso la medicina. Noi ugandesi dobbiamo essere molto fieri di questa storia e molto fieri di essere un paese africano indipendente. Viviamo in pace e abbiamo potere economico. Potere nero. [riferito agli inglesi presenti] Eppure tutti quanti voi pensavate che questo non fosse possibile. (Amin) [discorso per la cena ufficiale]
  • La mia era una famiglia povera. Voglio che tu lo sappia. Mio padre mi abbandonò quando ero bambino. L'esercito inglese diventò casa mia, loro mi facevano pulire la cucina e pelare le patate e mi picchiavano. "Tira su questo muro, Amin. Scava questa latrina, Amin." E ora eccomi qua, il presidente dell'Uganda. E chi mi ha messo qui, eh? Proprio gli inglesi. (Amin) [a Nicholas]
  • Uomini di Obote, ne sono certo. Se non fossi stato nella tua macchina... [riferito a Nicholas] Io l'ho sognato. Non mi possono uccidere. L'ho sognato, capisci? Un secondo... [...] Qualcuno ha detto ai suoi uomini il mio piano di viaggio. Qualcuno mi sta tradendo. Non mi posso fidare di nessuno. Sono circondato da traditori. (Amin)
  • Lavorate per lui? Per Obote, eh? Quel... quel... quel dannato pazzo ubriacone? Voi volevate uccidere me per quel dannato pazzo ubriacone, eh? L'Uganda ama me perché io sono leale, perché sono onesto. Io sono il vostro presidente. (Amin) [agli attentatori]
  • Il governo britannico ha infranto le promesse fatte all'Uganda. Per questo motivo io ho deciso di espellere tutti gli asiatici dal mio Paese. Queste persone sono sanguisughe: mungono la vacca ma non vogliono dare da mangiare alla vacca. Ora basta! Hanno novanta giorni per andarsene. (Amin) [discorso televisivo]
  • Guarda questi! Guarda questi! I giornali inglesi. Dicono che io sono pazzo. I giornali americani dicono che io sono un cannibale! Sono un cannibale, eh? Eh? Queste sono falsità! Dovrei cacciarli una volta per sempre. Solo giornalisti dell'Uganda d'ora in poi. (Amin)

DialoghiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Sarah: Spero che tu non te la prenda se te lo dico ma...
    Nicholas: Sì?
    Sarah: Tu sembri un candidato improbabile per questo tipo di lavoro.
    Nicholas [ironico]: Perché non metto calze e sandali?
    Sarah: Che scemo...
    Nicholas: Io ho intenzione di cambiare le cose.
    Sarah: Davvero?
    Nicholas: Sì, davvero. E mi voglio anche divertire. Un po' d'avventura, qualcosa di diverso...
    Sarah: Sono un sacco di cose!
    Nicholas: Dici?
  • Sarah: Cantavano così anche per Obote, poi hanno capito che aveva trasformato l'economia in un conto corrente personale.
    Nicholas: Oh, andiamo! Dagli una possibilità. [riferito ad Amin, nuovo presidente]
    Sarah: Dico sul serio. Ne riparliamo tra un paio d'anni.
  • Amin [molto adirato]: Lei chi è?
    Nicholas: Nicholas. Sono il dottor Nicholas Garrigan. Lavoro per il presidio medico di Mgambo. Sono un medico.
    Amin: Ed è inglese?
    Nicholas: No, veramente sono scozzese. [si apre la camicia e sotto mostra una maglia della Scozia] Vede? Sono scozzese.
    Amin [cambiando atteggiamento]: Scozzese! [si mette a ridere] Perché non l'ha detto subito? Ho combattuto con gli scozzesi contro i Mau-Mau.[1] Grandi soldati, molto coraggiosi e brave persone. Bravissime, glielo assicuro. Dovessi cambiare nazionalità, non essere più ugandese, vorrei essere scozzese.
    Nicholas: Dice sul serio? Scozzese?
    Amin [ridendo]: A parte i capelli rossi, che sono sicuro piacciono molto alle vostre donne, ma per noi africani sono abbastanza disgustosi. Grazie dottor Garrigan, un ottimo lavoro! [riferito alla fasciatura alla mano] Senta, un favore: mi darebbe la sua maglietta? Mio figlio Campbell sarebbe felicissimo di averla.
    Nicholas: Lei ha un figlio che si chiama Campbell?
    Amin [in tono affermativo]: Ah! Posso darle la mia camicia in cambio.
    Nicholas: Certo. [i due si scambiano maglia e camicia da generale]
  • Amin: Lei vuol essere di aiuto all'Uganda, dottor Garrigan?
    Nicholas: Sì, certo.
    Amin: E quale modo migliore che tenere d'occhio la salute del suo presidente? E le dico una cosa, non sarà certo un lavoro difficile perché Amin, il presidente, è una persona in perfette condizioni fisiche. E poi io so con esattezza quando morirò, io l'ho già visto in sogno. Quindi non si deve preoccupare se farà qualche errore.
    Nicholas: Mi dispiace tanto ma... ma... Sono onorato...
    Amin: Nicholas, posso comprendere. Perché neanche io volevo diventare presidente però il popolo ha voluto così. Mi stia a sentire, è qualcosa di molto importante. Qui a Kampala potrà partecipare alla creazione di un nuovo sistema sanitario per questo Paese. Qualcosa che aiuterà milioni di persone.
    Nicholas: Mi dispiace. Ho un impegno con la missione di Mgambo e accettando mi sentirei di abbandonarli. Capisce?
    Amin [lo fissa un po']: Ah! È la donna! La donna che era con lei l'altra volta, vuole tornare per stare con lei.
    Nicholas: Non è solo questo... [Amin ride]
  • Amin: Io mi vergogno. Tu mi hai visto in quello stato. Avevo paura.
    Nicholas: Sono un medico. Tutto quello che succede tra me e lei è confidenziale. Ho fatto un giuramento.
    Amin: Ma un uomo che mostra di aver paura, è debole e quindi è uno schiavo.
    Nicholas: Ma se lei ha paura di morire vuol dire che la sua vita ha un valore.
    Amin [ridendo]: Lo vedi? Tu sei un medico e anche un filosofo.
  • Nicholas: I soldi, signore, non possono sostituire tutto.
    Amin: Allora Nicholas, tu non sei mai stato povero.
  • Nigel: Da un po' in tutto il Paese ci arrivano rapporti di questo genere: persone che alzano la voce contro il regime, finiscono per sparire.
    Nicholas: Senta. Se vuole accusare di qualcosa il presidente lo dica apertamente, va bene?
    Nigel: Speravo solo che lei fosse in grado di fornirci qualche chiarimento.
    Nicholas: No, vaffanculo i suoi chiarimenti, Stone! Vaffanculo! Siete veramente incredibili! Ma come, il primo segno di un leader africano indipendente che veramente ottiene qualcosa e voi che fate? Voi sputate su ciò perché non sopportate l'idea che ce l'abbia fatta senza di voi. Sì, a volte è un po' duro ma che vi aspettavate? Credete che gli uomini di Obote se ne stiano seduti ad aspettare chiarimenti? Mi guardi. Questa è l'Africa. Alla violenza rispondi con la violenza, altrimenti sei morto.
  • Nigel: Lei ha idea di quello che sta succedendo in questo Paese, signor Garrigan?
    Nicholas: Un po'.
    Nigel: Nelle campagne non si preoccupano nemmeno più di scavare le fosse, li danno direttamente in pasto ai coccodrilli. E qui a Kampala, proprio sotto il nostro naso, ha fatto fuori l'intera opposizione politica. [mostrandogli delle foto di persone morte] Migliaia di soldati delle tribù Acholi[2] e Langi.[3] Ormai [Amin] non si cura neanche più di insabbiare le sue azioni. Perfino i componenti del suo consiglio dei ministri... Il suo amico... Il ministro della sanità. Quest'uomo stava cercando di aiutare il suo Paese... ma Idi non lo capisce mai, non è così?
    Nicholas: Oh Dio santo! Mi faccia andare via!
    Nigel: Se lo deve guadagnare il suo biglietto.
    Nicholas: Cosa?
    Nigel: Lo sa come la chiamano? La sua "scimmia bianca".
    Nicholas: Sono il suo medico. Non è compito mio giudicare l'uomo.
    Nigel [imitandolo]: "Sono il suo medico..." È questa la sua difesa? Lei è patetico. Vaffanculo Garrigan! Noi non regaliamo passaporti a degli scimpanzé come lei. E sicuramente non a scimpanzé con le mani insanguinate.
    Nicholas: Io sono un libero cittadino e ne ho il diritto.
    Nigel: Il diritto se lo ficchi nel culo! Ora farà come le dico o non andrà via di qui. Lei è il suo medico, ha possibilità di avvicinarlo come nessun altro. Ovviamente noi le forniremo... tutto quello che le serve.
    Nicholas: Volete che io uccida Amin? [se ne va scuotendo la testa]
  • [Durante una conferenza stampa]
    Giornalista 1: Certo è molto positivo eccellenza. Ma tutte quelle notizie sugli omicidi di massa?
    Amin: Lei con chi ha parlato? Con gli inglesi? Vada allora, giri l'Uganda e cerchi le persone scomparse. Vada dovunque vuole.
    Giornalista 1: Allora perché gli inglesi metterebbero in giro queste voci?
    Amin: Perché loro mi odiano perché io mi rifiuto di riconoscere il Sudafrica, un regime razzista che loro sostengono. E gli inglesi sono anche gelosi di me.
    Giornalista 2: Perché?
    Amin: Perché mentre loro muoiono di fame tra i loro scioperi e le loro proteste, la gente in Uganda mangia bistecche e guida enormi auto. Sì, io ho creato il fondo "Salvate gli inglesi". Noi ugandesi aiutiamo gli amici, quindi il popolo ha lavorato unito e ha messo da parte tre tonnellate di cibo e verdure per i nostri amici in Inghilterra. Perché stanno avendo difficoltà economiche, ve lo posso garantire. [ride]
    [...]
    Giornalista 3: Dicono che lei si sia autoproclamato "ultimo re di Scozia".
    Amin: Sì. I miei amici del popolo scozzese hanno visto il modo in cui ho sconfitto gli inglesi qui e vogliono che faccia la stessa cosa per loro.
  • Amin [guardando La vera gola profonda]: Dicono che quella donna abbia il clitoride a metà della gola. È possibile, anatomicamente?
    Nicholas: Molte aberrazioni della natura sono possibili.
  • [Nicholas è già stato picchiato a sangue dagli uomini di Amin]
    Amin: Ascoltami. Io lo so. Sì, io so tutto di te e di Kay. Come hai potuto farmi questo? Io sono il padre di questa nazione, Nicholas. E tu hai commesso il peccato di offendere tuo padre.
    Nicholas: Sei un bambino. È questa la cosa di te che fa paura. [Amin lo picchia]
    Amin: Nel mio villaggio quando rubi la moglie di un anziano, ti portano a un albero e poi ti appendono per la pelle. Ogni volta che urli il male esce dal tuo corpo. A volte ci vogliono tre giorni prima che il male venga eliminato. Appendetelo!
  • Dottor Junju: Lei merita di morire ma da morto non servirà a niente. Da vivo forse sarà in grado di redimersi.
    Nicholas: Non la capisco.
    Dottor Junju: Io sono stanco di quest'odio, Signor Galligan. Questa nazione sta annegando nell'odio. Meritiamo di meglio. Torni a casa e dica al mondo la verità sul conto di Amin, a lei crederanno. Lei è un uomo bianco.

ExplicitModifica

48 ore più tardi, le forze israeliane fecero irruzione a Entebbe[4] e liberarono tutti gli ostaggi tranne uno. L'opinione pubblica internazionale si rivoltò contro Amin per sempre.
Quando finalmente venne rovesciato nel 1979, la folla in festa si riversò sulle strade.
Il suo regime ha ucciso più di 300 mila ugandesi ed espulso decine di migliaia di asiatici che avevano costruito per anni la loro casa in Uganda.
Amin morì in esilio in Arabia Saudita il 16 agosto 2003. Nessuno sa se fosse questa la data dei suoi sogni.

48 hours later, Israeli forces stormed Entebbe and liberated all but one of the hostages. International public opinion turned against Amin for good.
When he was finally overthrown in 1979 jubilant crowds poured onto the streets.
His regime had killed more than 300,000 Ugandans.
Amin died in exile in Saudi Arabia on the 16th of August 2003.
Nobody knows if that was the date he had dreamed about.
(Testo a schermo)

Citazioni su L'ultimo re di ScoziaModifica

  • [Riguardo la sua rappresentazione di Idi Amin Dada] Prima di cominciare, tutto ciò che avevo era questa immagine d'un dittatore che stava ammazzando tutta questa gente, ed è vero. [...] Tutta quella gente morì durante il suo regime. Ma dopo aver fatto tutte le ricerche, cominciai a vedere gli altri aspetti. (Forest Whitaker)

NoteModifica

  1. Cfr. voce su Wikipedia.
  2. Cfr. voce su Wikipedia.
  3. Cfr. voce su Wikipedia.
  4. Cfr. la voce Operazione Entebbe su Wikipedia.

Altri progettiModifica