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Isacco di Ninive

mistico, teologo e vescovo cristiano orientale siro
Isacco di Ninive

Isacco di Ninive o Isacco il Siro (613 ca. – 700 ca.), monaco, mistico, teologo e vescovo siro.

Citazioni di Isacco di NiniveModifica

  • Che cos'è un cuore caritatevole? È un cuore che arde di amore per tutta la creazione, per gli uomini, per gli uccelli, per le bestie... per tutte le creature. Chi lo possiede non può vedere o riportare alla mente una creatura senza che i suoi occhi si riempiano di lacrime per l'immensa compassione che si impadronisce di lui; un cuore che è addolcito e non può più sopportare di vedere o sentire da altri qualsiasi sofferenza, incluso il minimo dolore inflitto a una creatura. È per questo che un uomo siffatto non smette mai di pregare per gli animali... spinto dall'infinita pietà che regna nei cuori di coloro che si stanno unendo a Dio.[1]

Discorsi ascetici – prima collezioneModifica

  • A chi ha bisogno di preghiera appassionata e di dolci parole, tu non dare invece di quelle un rimprovero, perché saresti causa della sua perdita e ti verrebbe richiesta la sua anima dalle tue mani.
  • Ama i peccatori e disprezza le loro opere.
  • Chi guarda ai venti non semina.
  • Chi si denuda per amore di Dio, Dio lo rivestirà di una veste di gloria.
  • Ci sono tre modi con i quali ogni anima razionale può avvicinarsi a Dio: o con l'ardore della fede, o con il timore, o con la correzione di Dio. Non è possibile accedere al livello dell'amore per via diretta ed unica, senza prendere le mosse da uno di questi tre modi.
  • Come il vapore oscura lo splendore della luna, così il vapore del ventre scaccia dall'anima la sapienza di Dio.
  • Custodiscono la purezza le fatiche corporali e la meditazione della Scrittura.
  • Davanti a Dio sono più preziose le tribolazioni per amore della giustizia che non tutti i voti e i sacrifici.
  • Disprezza l'onore e sarai onorato, non amarlo e non sarai disprezzato.
  • Dove fiorisce l'umiliazione, di là sgorga la gloria.
  • Ė meglio per noi la morte in battaglia per amore di Dio, che non la vita nella vergogna e nell'ignavia.
  • Fa attenzione, nei versetti della tua salmodia e della tua preghiera, a non essere un conduttore di parole che provengono da una persona estranea.
  • Fatiche ed umiltà rendono l'uomo un dio sulla terra.
  • Fede e compassione conducono velocemente alla limpidezza.
  • Fin quando l'uomo serve Dio sensibilmente e per mezzo delle cose, le impronte delle cose si imprimono nei suoi pensieri e la sua mente pensa in forme corporee le cose di Dio. Quando, invece, sente ciò che è dentro le cose, allora, secondo la misura della sua potenza di sentire, anche la sua mente sarà innalzata di tempo in tempo oltre gli schemi delle cose.
  • Il vino riscalda il corpo, ma la Parola di Dio riscalda la mente.
  • L'umiltà raccoglie sempre compassione; mentre la durezza di cuore e la mancanza di fede raccolgono sempre eventi duri ed imprevisti, finché all'improvviso insorge contro di loro il Male ed esse sono consegnate al giudizio finale.
  • L'umiltà raccoglie il cuore.
  • La recita dei salmi è la radice di ogni condotta.
  • La tolleranza dell'ingiuria nasce dal disprezzo del mondo.
  • Le fatiche del corpo, senza le bellezze della mente, sono come un seno sterile e mammelle asciutte.
  • Misericordioso è colui che, quando fa misericordia, non distingue nel suo pensiero una classe di uomini dall'altra.
  • Non avvicinarti ai litigiosi per non essere costretto ad uscire dalle tue abitudini di pace.
  • Non fuggire i malati di malattie ripugnanti perché anche tu sei rivestito di carne.
  • Non stringere vento nel tuo pugno cioè la fede senza le opere.
  • Ogni virtù dalla quale il corpo non sia costretto, ritienila un aborto senza anima.
  • Prima delle tentazioni l'uomo prega Dio come estraneo, ma quando entra nelle afflizioni a causa dell'amore per lui, senza subire alterazione, allora è come uno che ha imposto a Dio dei debiti.
  • Prima di inciampare, prega e chiedi.
  • Quando è dato il fervore, è tolta la tristezza ed il lutto.
  • Se desideri la castità, fa' cessare il flusso dei pensieri turpi, occupandoti nella lettura della Scrittura e nella supplica incessante davanti a Dio.
  • Se hai rinunciato volontariamente all'intero corpo del mondo, non contendere con nessuno per piccole parti di esso.
  • Se hai rigettato la gloria, fuggi da coloro che vanno a caccia di lode.
  • Se voi vi preoccupate di questo [il Regno dei Cieli], il mondo, come un servo, vi preparerà ogni cosa e obbedirà alle vostre parole senza esitare, senza resistere in nulla alla vostra volontà, come si obbedisce ad un padrone.
  • Senza conoscere la tentazione delle passioni non è possibile conoscere la verità. La tentazione è il luogo in cui noi conosciamo la verità.
  • Senza le tentazioni non si sperimenta la Provvidenza di Dio e l'amore di Dio non si radica nell'anima dell'uomo.

Discorsi ascetici – terza collezioneModifica

  • Eccellente è colui che dimora, solo, in Dio. Egli è conti­nuamente spinto ad ammirare ciò che è nella natura di Dio; la sua intelligenza s'innalza allora al di là di se stessa, essendo re­sa sapiente dallo Spirito circa la conoscenza eccellente e la fe­de nei misteri.
  • I solitari si uniscono a Dio in ogni momento, per mezzo della preghiera.
  • L'ar­dente desiderio, infatti, può, anche quando la realtà sperata è lontana, mettere in comunione con essa attraverso l'immagina­zione.
  • La preghiera, infatti, è capace più di ogni altra cosa di avvicinare la mente a Dio, così che questi entri in comunione con essa e risplenda nelle sue condotte.
  • L'ordine esteriore, infatti, è capace di orientare in ogni direzione il pensiero del cuore.
  • Non c'è nulla che sia capace di allontanare il pensiero dal mondo, quanto l'intrattenersi con la speranza; nulla che sia capace di rendere intimi di Dio, quanto l'invocare la sua sapienza; nulla che consenta di accedere all'amore, quanto lo scoprire il suo amore per noi; e nulla che innalzi la mente nell'ammirazio­ne, al di fuori di tutto ciò che è visibile, per farla dimorare al di là del mondo davanti a Dio, quanto l'investigare i misteri della sua natura.
  • O Cristo che tutti arricchisci, invia in me la tua speranza; e fammi uscire dalla tenebra, verso la conoscenza della tua luce, perché io ti lodi con il cuore e non solo con la bocca.
  • Ornato di abitudini eccel­lenti, il solitario da quel momento vive senza esitazioni né ti­more; ormai quello che percepisce è solo la paternità di Dio e il suo essere figlio: nient'altro più c'è tra lui e Dio!
  • Perché i pensieri dimorino nella pace, è necessario che ci prendiamo grande cura anche di ciò che riguarda gli esercizi fisici.

Discorsi spiritualiModifica

  • Finché non avrai trovato l'umiltà, sarai provato più che da ogni altra cosa dall'accidia e l'accidia genererà in te continui pensieri e vedrai la moltitudine degli uomini mancare verso di te e, per quanto miri bene e secondo il dovuto alla meta, sarai quel che non è bene [essere]. Per questo ogni cosa ti sembrerà [capitare] alla rovescia.
  • Il lavoro della preghiera nell'agonia della vigilia della passione è l'atto insieme estremo e in qualche modo unico e proprio del cristiano.
  • La preghiera pura non è che i fantasmi delle cose non si muovano nell'intelletto, ma che l'intelletto non li guardi con invito né resti in conversazione con loro.
  • Non pensare sia ozio il molto indugiare in adorazione davanti a Dio, essa [è] l'umiliazione del corpo e dell'intelligenza ... e una grande prontezza alla carità di Dio.
  • Nostro Signore, dalla notte in cui sudò (Lc 22,44), ha mutato il sudore del lavoro [esercitato] su di una terra che fa crescere spine e cardi (Gen 2,18) nel sudore che si accompagna alla preghiera, perché [l'uomo] sudasse nel lavoro della giustizia.
  • Sappi che la sollecitudine di Dio ha fatto venire a te tutte queste cose perché tu fossi umiliato", affinché nell'ora del sereno sapessi "che [il fatto di] stare in piedi non è [opera] tua né della tua virtù, ma [che] è la grazia che ti porta sul palmo delle sue mani perché tu non sia scosso.

BibliografiaModifica

  • Isacco di Ninive, Discorsi ascetici. Prima collezione, Città nuova, 1984
  • Isacco di Ninive, Discorsi spirituali ed altri opuscoli, traduzione di Paolo Bettiolo, Qiqajon Edizioni, 1990
  • Isacco di Ninive, Discorsi ascetici. Terza collezione, Qiqajon Edizioni, 2004

NoteModifica

  1. Da (EN) Mystic Treatises, citato in Vladimir Lossky, The Mystical Theology of the Eastern Church, St Vladimir's Seminary Press, 1976, p. 111; citato in Will Tuttle, Cibo per la pace, traduzione di Marta Mariotto, Ed. Sonda, 2014, p. 157.

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