Il conte di Essex

film del 1939 diretto da Michael Curtiz

Il conte di Essex

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Bette Davis nel ruolo della regina Elisabetta

Titolo originale

The Private Lives of Elizabeth and Essex

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1939
Genere storico
Regia Michael Curtiz
Soggetto Maxwell Anderson (pièce)
Sceneggiatura Norman Reilly Raine, Aeneas MacKenzie
Produttore Hal B. Wallis
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Ridoppiaggio TV (anni '90):

Il conte di Essex, film statunitense del 1939 con Bette Davis ed Errol Flynn, regia di Michael Curtiz.

Citazioni tratte dal doppiaggio originale.

  Citazioni in ordine temporale.

  • Robert, chi devo odiare di più di noi due, chi? Te per la passione che hai suscitato in me, o me stessa perché ti amo? (Elisabetta)
  • Il mio buffone una volta ha detto: "Tutti i migliori buffoni vengono dall'Irlanda, ma il più buffone è colui che ci va". (Elisabetta)

Dialoghi

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  Citazioni in ordine temporale.

  • Elisabetta: E quando ti stringerà fra le braccia, ringrazia Iddio di non essere regina.
    Margaret: Ma io credevo che essere regina...
    Elisabetta: No. Vuol dire essere più infelice degli altri: comprimere i propri sentimenti, cercare nel cuore degli uomini bontà e trovare solo ambizione, e desiderare invano una sola voce disinteressata; udire solo l'arido fruscio dei documenti di Stato, guardare negli occhi con amore la persona che si ama e scorgere dietro di essi solo la cupa ombra del patibolo. Una regina non ha cuore per amare: le ore incalzano, gli avvenimenti si succedono; e per il trono, per il vano splendore di un trono, essa deve rinunziare a quanto fa la felicità di una donna.
  • Robert: Prima mi insulta di fronte all'intera corte e adesso mi ordina di tornare? Che vada al diavolo!
    Bacon: Non perder la testa, potresti perderla davvero sul patibolo.
  • Robert: Non è difficile trattare le donne, sono tutte come questo falco: bisogna affamarlo perché obbedisca.
    Bacon: Già, ma se lo affami troppo si volta e ti becca.
  • Penelope: L'ho sentita di notte camminare su e giù per la sua stanza in continuazione, maledicendovi, maledicendovi perché non può fare a meno di amarvi e invocando terribili vendette per questo amore che la tortura. Oh Robert, state attento, voi la provocate continuamente.
    Robert: Accade sempre così tra innamorati.
    Penelope: Oh no, io non vi ho mai maledetto.
    Robert: Ma se fossimo innamorati lo fareste, siate quindi contenta che non lo siamo.
  • Robert: Cara, anche se quando siamo insieme litighiamo, non importa: soffriremo, ma saremo insieme.
    Elisabetta: Se dobbiamo amarci, mio caro, dobbiamo tacere.

Citazioni su Il conte di Essex

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  • È un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. B. Davis trabocca di manierismi. E. Flynn manca di tono e di colore. (il Morandini)
  • Pittoresco e ultraromanzato riassunto della folle storia d'amore che rallegrò (ma non troppo) la vita di Elisabetta I e del suo fedele (ma non troppo) servitore, messo in scena con eleganza dall'ungherese Michael Curtiz (Casablanca). Slendidi costumi ed epiche battaglie fanno da cornice al duello di istrionismo tra l'affascinante bruttona Bette Davis e il gagliardo faccia di bronzo Errol Flynn. (Massimo Bertarelli)
  • Ponderoso dramma storico allestito con grandi mezzi, ma con minimi risultati artistici. I due personaggi principali non sono (per diverse ragioni) granché simpatici e nemmeno i due divi girano al meglio: forse perché litigarono ferocemente fra una scena e l'altra (il dongiovanni Flynn non considerava la Davis donna appetibile e lo dava a vedere fin troppo chiaramente). (il Farinotti)
  • Tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della Davis, che per interpretare la brutta regina Elisabetta (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di Errol Flynn, al posto del quale avrebbe voluto Laurence Olivier. (Il Mereghetti)

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