Il commissario Montalbano

serie televisiva italiana

Il commissario Montalbano

Serie TV

Immagine Marinella.JPG.
Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno

1999 - in produzione

Genere giallo, poliziesco
Stagioni 15
Episodi 37
Ideatore Andrea Camilleri
Regia Alberto Sironi
Sceneggiatura Andrea Camilleri, Francesco Bruni, Salvatore De Mola
Rete televisiva Rai 2, Rai 1
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
La serie è tratta dai romanzi e dai racconti di Andrea Camilleri
Ogni singolo episodio è considerato un film TV.

Il commissario Montalbano, serie televisiva italiana trasmessa dal 1999.

Tredicesima stagioneModifica

Episodio 33, L'altro capo del filoModifica

  • Le "farfanterie" sono piccole bugie strategiche. (Salvo)
  • Oh, Jacomu'! Beati gli occhi che ti videro! (Salvo)
  • Jacomuzzi: Accussì mi lassi? Con una mano davanti e una d'arretro? Non mi dici niente?
    Salvo: E che ti devo dire, Jacomu'? E che samo commari in ballatoio? Un po' di serietà, dai.
  • E che hai una botta di mutangheria? (Salvo)
  • Salvo: Oh, Mimì! E che è quella faccia?
    Mimì: Quella di una gran rottura di cabasisi.
  • Ce ne faremo una ragione, troveremo un'altra strada. (Salvo)
  • Lei non si deve preoccupare, perché si trova nel posto giusto, al momento giusto, con l'uomo giusto. Giusto, giusto, giusto ci sono io che appena arriva la telefonata, ci telefono di persona personalmente! (Catarella)
  • Mamma di Lillo Scotto: Dottore vi dissi che tutti ci vogghiono bene a figghiuzzo me.
    Salvo: Fazio! Però il figliuzzo suo, Signora, dovrebbe rispondere lui. È maggiorenne, eh?
    Mamma di Lillo Scotto: Ma picchì? Io sua madre sono.
  • Non ero chiù capace di stare lontano da idda. Tenevo solo idda nella mia testa, nei miei pensieri. E da allora non fui più io. Ero come un pupo dell'opera dei pupi che s'aveva bevuto la pozione d'amore. Affatato ero. (Lillo Scotto)
  • Salvo: Aveva un accento forestiero o di qua?
    Lillo Scotto: Forestiera di certo. Aveva una calata stramba.

Episodio 34, Un diario del '43Modifica

  • Si era avanguardista fino a quindici anni. Poi diventavi avanguardista moschettiere. Prima c'erano i figli della lupa, i balilla... insomma tutta roba che serviva a indottrinare le persone fin da quando erano bambini. (Salvo)
  • Nelle male azioni, le femmine c'entrano sempre. (Zina)
  • Jacomuzzi [al telefono]: Stavolta ti devi proprio inchinare e farmi tanto di cappello.
    Salvo: Jacomu' non lo vedi che qui siamo tutti genuflessi? Cammina, vai avanti!
  • Jacomuzzi: Montalbano non me lo fai un applausino?
    Salvo: Eeh, sì, sì, è incredibile! Jacomu', tanti applausi e figli maschi!
  • Aspetti Commissario, perché le ho raccontato ancora solo mezza messa. (Fazio)
  • Commissario se ma dummanda una cosa da ieri e di oggi, potemulo levare. Se ma dummanda una cosa di tanti anni fa, appotemo ascultare. (Peppe Panarello)
  • Ci sono momenti nella vita di un uomo in cui ti pare di fermare un attimo di felicità. (John Zuck)
  • Ci sono ancora molti fili appesi che non riesco a collegare. (Salvo)
  • La guerra è tinta anche quando è finita. (Salvo)
  • Male chiama male. Piki nella mia vita avvia fatto soffrire tante persone. Tu poi ingannare la tua coscienza, ma non la giustizia divina. (Angelino Todaro)
  • Ma ora talliando indietro, io vedo solo dolore e sofferenza. E mi chiedo: "A che è servito tutto questo?" (Angelino Todaro)

Quindicesima stagioneModifica

Episodio 37, Il metodo CatalanottiModifica

  • Salvo: Allora, era la prima volta che vedevi questa signora?
    Mimì: No.
    Salvo: No. E quante altre volte, figliolo?
    Mimì: Mmmh, sei. Ma perché mi fai queste domande? Ma che c'entra?!
    Salvo: No, è un'alternativa.
    Mimì: Un'alternativa?
    Salvo: E certo. Perché a quest'ora di notte io o babbìo o ti prendo a calci nel culo. Quindi, rispondi e non fare domande.
  • Questa è una bella intuizione. Vai avanti tu, e poi io ti raggiungo. (Salvo)
  • In questo palazzo, nuddu conosce a nuddu. Secondo a mia, non fanno nemmeno le riunioni di condominio. (Mimì)
  • Dotto', ci sarebbe che c'è il signor ingegner Rosario Rosario che vuole parlare con voce di persona personalmente. (Catarella)
  • Salvo: Be' l'ultima persona a vederlo vivo è stato sicuramente l'assassino.
    Rosario: Ah, giusto. allora sarò stato la penultima.
  • Salvo: Livia e io stiamo insieme da tanto tempo. Lei vive in Liguria.
    Antonia: Il modo migliore per far durare un rapporto.
    Salvo: Come?
    Antonia: Stare insieme senza stare insieme.
  • Ma tu te lo sei chiesto cosa voglio io? Te lo sei chiesto se anche io voglio andare a vivere con te? Se quello che senti è corrisposto? Se anch'io ho il desiderio di averti accanto a me nel mio futuro? Perché devi pensare che una donna giovane, più o meno gradevole e con una carriera che procede abbastanza bene, non vede l'ora di mettersi con un uomo, perché? Non ti è passato per la testa che sono sola è perché voglio stare sola? Non perché sono lesbica o perché sono misantropa o perché sono delusa dagli uomini. È solo perché sto bene così. Sto bene senza marito, sto bene senza figli, sto bene con me stessa. (Antonia)

Citazioni su Il commissario MontalbanoModifica

Andrea CamilleriModifica

  • Le ragioni del successo, non le conosco. Quel che so, è che il programma è fatto molto bene. Vi è una cura minuziosa dell'insieme e dei dettagli. Una cura che va dalla ottima sceneggiatura alla sapiente regia, agli interpreti tutti. Zingaretti in testa, bravissimi. L'ambientazione è straordinaria, si tratta di un prodotto di qualità ed il pubblico lo gradisce.
  • Il mio commissario è meno aitante, meno scattante, ha reazioni diverse, non è così giovane, ma il modo di ragionare è simile. Nella sostanza, il commissario della fiction rispecchia perfettamente il Salvo Montalbano letterario. "U ciriveddu ci camina" a tutti e due allo stesso modo.
  • Il pubblico televisivo è più ampio, eterogeneo. Anzi sono convinto, che non vi sia esatta corresponsione, nemmeno fra quelli che leggono i libri e guardano Montalbano in tv. Vi sono molti telespettatori che si divertono a vedere un programma, ben fatto, che riproduce con brevi immagini il senso autentico del testo.
  • Hanno fatto bene in tv, ad utilizzare un dialetto più superficiale, meno caratterizzato, meno colorito, ma comprensibile. La tv deve comunicare con ampio pubblico, è giusto che sia così. Del resto anche i libri, con le dovute differenze tecniche, dovrebbero essere scritti per essere letti, non per una ristretta aristocrazia intellettuale.

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