Giuseppe venduto dai fratelli

film del 1960 diretto da Luciano Ricci e Irving Rapper

Giuseppe venduto dai fratelli

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Titolo originale

Giuseppe venduto dai fratelli

Lingua originale italiano e inglese
Paese Italia
Anno 1960
Genere biblico
Regia Irving Rapper, Luciano Ricci
Soggetto Genesi (capitoli 37-46)
Sceneggiatura Oreste Biancoli, Ennio De Concini, Guglielmo Santangelo
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Giuseppe venduto dai fratelli, film italiano del 1960 con Geoffrey Horne, regia di Irving Rapper e Luciano Ricci.

Dialoghi

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  Citazioni in ordine temporale.

  • Beniamino: Giuseppe, io voglio imparare a leggere nei sogni come te.
    Giuseppe: Devi soltanto chiudere gli occhi e vedrai sorgere una grande luce.
    Beniamino [chiudendo gli occhi]: Chiuderli così?
    Giuseppe: Sì, proprio così.
    Beniamino: Io non vedo nessuna luce. Che luce deve essere?
    Giuseppe: Quando sarai grande capirai.
    Beniamino: No, non si tratta di questo. Perché tu sei un vero e proprio mago. Se potessi diventarlo anch'io un giorno!
    Giuseppe: Lo sai che i maghi e gli indovini del futuro finiscono sempre per arrivare alle corti?
    Beniamino: Davvero?
    Giuseppe: E anche i pagliacci ci arrivano.
    Beniamino: Perché?
    Giuseppe: Perché i re vivono nel pericolo. E così hanno bisogno degli indovini che gli dicono ciò che vogliono sentire, e dei pagliacci che li facciano ridere.
    Beniamino: Io voglio fare il pagliaccio allora!
  • Giuseppe: Tu non devi odiare. Ogni giorno qualcosa muore dentro di noi. Solo attraverso l'amore possiamo restare vivi. Chi abbiamo amato continua a vivere in noi.
    Asenat: E chi sei tu per parlarmi così?
    Giuseppe: Un uomo che vive nella speranza.
  • Giuseppe: Asenat, nel tuo sguardo non vedo l'odio di una volta.
    Asenat: Anche quando ho creduto di odiarti, non ho potuto cancellare il ricordo di te. La eco di quelle tue parole è stata il mio unico conforto. Ero così sola.
    Giuseppe: No... Ci sono dei fiori che crescono nel deserto, ciascuno da solo, nella sabbia che li circonda, tuttavia in quelle notti in cui non soffia il vento si volgono l'uno verso l'altro e si toccano, e in quell'istante le loro vite acquistano un significato.

Giuseppe [ai fratelli]: Non abbiate alcun rimorso. Non siete voi che mi avete mandato in questo posto, ma Dio. Voi siete stati i suoi strumenti. Dio mi ha dato tanto potere per salvare le vostre vite da una grande calamità. È per ciò che tante cose sono accadute. Beniamino, vuoi sempre diventare un pagliaccio? Con la protezione del faraone sarete al sicuro.
Giacobbe: E che il seme di Israele possa crescere e moltiplicare. E di generazione in generazione, orgogliosa del suo retaggio, la mia discendenza possa andare lungo le vie di questo mondo, in pace, per sempre.

Altri progetti

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