Giovanni Melluso

Giovanni Melluso (1956 – vivente), criminale italiano.

Citazioni di Giovanni MellusoModifica

  • [Su Enzo Tortora] Lui non c'entrava nulla, di nulla, di nulla. L'ho distrutto a malincuore, dicendo che gli passavo pacchetti di droga, ma era l'unica via per salvarmi la pelle. Ora mi inginocchio davanti alle figlie.[1]

Gianni Melluso: «Mi inginocchio e chiedo scusa alla famiglia Tortora». La figlia: «Quell’uomo va ignorato»

Intervista di Alfio Sciacca, corriere.it, 8 marzo 2019.

  • Io sono contro le violenze su donne e bambini. La mia specialità erano le rapine in banca, altre cose mi hanno fatto sempre schifo.
  • Sono arrivato a Milano nel 1976 per fare il rapinatore. Ero molto amico di Francis Turatello e di Renato Vallanzasca. Stavo anche nel mondo dello spettacolo e facevo veramente la bella vita. Pensi che in quegli anni abitavo in via Montenapoleone in una casa in cui allora pagavo un milione e 700 mila lire al mese.
  • Fu il pentito Andrea Villa a fare il mio nome e a raccontare che io frequentavo gente come Walter Chiari, Califano, Amanda Lear e quando nell'84 vennero a perquisire la mia cella nel carcere di Pianosa trovarono tante mie foto con gente dello spettacolo. Questo rese credibile il racconto di Villa. Dopo alcuni mesi furono [Giovanni] Pandico e [Pasquale] Barra a costringermi a fare quella schifezza di confermare le loro accuse contro Tortora. Ma ci tengo a ricordare che quando ho parlato io Tortora era già in carcere. [Ma perché ha raccontato cose palesemente false?] Mi hanno costretto. Avete idea di chi erano Pandico e Barra? 

NoteModifica

  1. Da un'intervista del 2010 al settimanale L'Espresso, citato in Che cosa fu il caso Tortora, errorigiudiziari.com, 16 maggio 2018.

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