Enea

eroe troiano nella mitologia classica

Enea, personaggio della mitologia e della letteratura greca e romana.

Vaso greco raffigurante Enea che fugge da Troia in fiamme con il padre Anchise in spalla.

Citazioni di EneaModifica

  • Dunque, Dido infelice, e’ fu pur vera | Quell’empia che di te novella udii, | Che col ferro finisti i giorni tuoi? | Ah, ch’io cagion ne fui!
  • [Ad Acate] Guarda Priamo! Qui pure la gloria ha il suo premio, | e le pene hanno lagrime, toccan le cose degli uomini l'animo.
  • [A Didone] Ma ne l'Italia il mio fato mi chiama. | Italia Apollo in Delo, in Licia, ovunque | vado, o mando a spïarne, mi promette. | Quest'è l'amor, quest'è la patria mia. | Se tu, che di Fenicia sei venuta, | siedi in Cartago, e ti diletti e godi | del tuo libico regno, qual divieto, | qual invidia è la tua, ch'i miei Troiani | prendano Ausonia?

Citazioni su EneaModifica

  • Virgilio, colui che i cattedratici chiamano il cigno di Mantova, sicuramente perché non è là che è nato, gli appariva come uno dei più insopportabili scocciatori che l'antichità abbia mai prodotto, oltre che uno dei più terribili pedanti. I suoi pastori tutti lindi e agghindati, che si inondano a turno di versi sentenziosi e freddi, il suo Orfeo che egli paragona a un usignolo in lacrime, il suo Aristeo che piagnucola a proposito di api, il suo Enea, personaggio indeciso e incostante che si muove come un'ombra cinese, con gesti legnosi, dietro il trasparente e mal oliato poema, lo esasperavano. (Joris-Karl Huysmans)

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