Cavallo di Troia

macchina da guerra che, secondo la leggenda, fu usata dai greci per espugnare la città di Troia

Citazioni sul cavallo di Troia.

La processione del cavallo di Troia (G. Tiepolo, 1760 ca.)

Citazioni

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  • Bravo, Ulisse! Hai trovato il modo di far sì le pecore invitino i lupi a cena! (Agamennone: Troy)
  • Essa [Troia] conversa | in fumo è adesso: ché le argive cuspidi | l'hanno distrutta e saccheggiata. Epèo | di Parnasso, il focese, costruí, | per consiglio d'Atèna, un gran cavallo, | pieno i fianchi d'armati, e lo sospinse, | simulacro funesto, entro le torri. (Euripide)
  • L'improvviso cigolio delle assi di legno sommerse le grida di acclamazione dei troiani, che fino a quel momento erano risuonate ovattate nella pancia del cavallo. Acamante ondeggiò, andando a urtare il suo compagno di destra, il coetaneo Neottolemo, ma si ritrovò quasi in braccio Odisseo, che si era accucciato immediatamente alla sua sinistra. Si accorse che lance e scudi e spade danzavano sul fuoco urtandosi a vicenda, producendo lo stesso clangore che si sarebbe udito sul campo di battaglia, e trasalì; ma poi vide il re di Itaca ammiccare con espressione rassicurante, e si rese conto che si trattava di un rumore blando, rispetto a quello della struttura in movimento. Non c'era possibilità che i suoi nemici lo udissero. (Andrea Frediani)
  • «Non mi piacciono i regali» mormorò Corso, cupo. «Una volta dei tipi accettarono un certo cavallo di legno. Artigianato acheo, c'era scritto sull'etichetta. Che idioti.» (Arturo Pérez-Reverte)
  • Sbattuti e stanchi | di guerreggiar tant'anni e risospinti | ancor da' fati, i greci condottieri | a l'insidie si diero; e da Minerva | divinamente istrutti, un gran cavallo | di ben contesti e ben confitti abeti | in sembianza d'un monte edificaro.[1] | Poscia finto che ciò fosse per voto | del lor ritorno, di tornar sembiante | fecero tal, che se ne sparse il grido. | Dentro al suo cieco ventre e ne le grotte, | che molte erano e grandi in sì gran mole, | rinchiuser di nascosto arme e guerrieri | a ciò per sorte e per valore eletti. (Enea)
  • O ciechi, o folli, | o sfortunati! Agli nemici, a' Greci | date credenza? A lor credete voi | che sian partiti? E sarà mai che doni | siano i lor doni, e non più tosto inganni? | Così v'è noto Ulisse? O in questo legno | sono i Greci rinchiusi, o questa è macchina | contra alle nostre mura, o spia per entro | ai nostri alberghi, o scala o torre o ponte | per di sopra assalirne. E che che sia, | certo o vi cova o vi si ordisce inganno, | chè de' Pelasgi e de' nemici è 'l dono. (Laocoonte)
  • A ciò seguire immantinente accinti, | ruiniamo la porta, apriam le mura, | adattiamo al cavallo ordigni e travi, | e ruote e carri a' piedi, e funi al collo. | Così mossa e tirata agevolmente | la machina fatale il muro ascende, | d'armi pregna e d'armati, a cui d'intorno | di verginelle e di fanciulli un coro, | sacre lodi cantando, con dilétto | porgean mano a la fune. Ella per mezzo | tratta de la città, mentre si scuote, | mentre che ne l'andar cigola e freme, | sembra che la minacci. (Enea)
  • Allor Sinone, | che per nostra ruina era da noi | e dal fato maligno a ciò serbato, | accostossi al cavallo, e 'l chiuso ventre | chetamente gli aperse, e fuor ne trasse | l'occulto agguato. Usciro a l'aura in prima | i primi capi baldanzosi e lieti, | tutti per una fune a terra scesi: | e fur Tisandro e Stènelo ed Ulisse, | Atamante e Toante e Macaone | e Pirro e Menelao con lo scaltrito | fabricator di questo inganno, Epeo. | Assalîr la città, che già ne l'ozio | e nel sonno e nel vino era sepolta; | ancisero le guardie; aprîr le porte; | miser le schiere congiurate insieme: | e dier forma a l'assalto. (Enea)
  • Il gran cavallo, | ch'era a Palla devoto, altero in mezzo | stassi de la cittade, e d'ogni lato | arme versa ed armati. (Enea)
  1. Cfr. Instar montis equum su Wikipedia.

Voci correlate

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