Adonis

poeta e saggista siriano

Adonis o Adunis, pseudonimo di Alī Ahmad Sa'īd Isbir (1930 – vivente), poeta e saggista siriano.

Adonis

Citazioni di AdonisModifica

  • All'inizio la scelta del nome Adonis è stata una questione pratica: i versi spediti agli editori e firmati al Ahmad Esber non venivano neppure letti, perché al è un nome con una specifica connotazione religiosa. Così decisi di firmarmi Adonis e vennero subito pubblicati. In seguito, molti hanno pensato che volessi rinnegare la mia identità arabo-musulmana. Forse la rifiutavo inconsciamente, come inconsciamente ho voluto passare da una cultura all'altra. È un po' come inventare la mia identità, allo stesso modo con cui invento la mia vita e la mia poesia. Ma in quest'ottica bisogna ripensare anche la parola «esilio». È l'esilio che mi ha permesso di diventare quello che sono. Esilio, dunque, come rinascita. (da un articolo de il messaggero.it, 2010)   quale articolo?
  • Una cosa si era distesa nel cunicolo della storia | una cosa adorna, esplosiva | che trasportava il proprio figlio di nafta avvelenato | al quale il mercante avvelenato intona una canzone | esisteva un Oriente simile a un bimbo che implora, chiede aiuto | e l'Occidente era il suo infallibile signore. || Questa mappa è mutata | l'universo è un fuoco | l'Oriente e l'Occidente sono una tomba | sola | raccolta dalle sue ceneri. (da Oriente e Occidente, in Memoria del vento, traduzione di Valentina Colombo, Guanda, Milano, 2021)

La musica della balena azzurraModifica

IncipitModifica

Se la conoscenza in generale richiede una sorta di distacco, la conoscenza dell'altro richiede invece che ci si ponga in comunicazione con lui, cioè che si stabilisca una reciproca e profonda empatia. Perché l'uomo, su questo piano, è conoscenza e "conoscenza reciproca". Mi riferisco ad un verso del Corano che, nonostante sia così antico, arriva a far luce sulla modernità. La conoscenza è un'azione di distacco e comunicazione al tempo stesso; significa vedere l'io al di fuori delle correnti, soprattutto di quelle ideologiche, convivere con l'altro all'interno del suo stesso percorso mentale: la lingua, la creatività, e la sua vita quotidiana. L'io in quanto conoscenza, non si può comprendere se non a partire dall'esplorazione dell'altro in quanto conoscenza. In tal senso, l'altro è uno dei volti dell'io, una sua possibilità ancora inespressa, una forma della sua entità.

CitazioniModifica

  • Ma esiste un cosiddetto "saper degli arabi" rispetto al cosiddetto "sapere dell'occidente"? Penso che la risposta si possa formulare in un drastico: il sapere arabo non ha dato un contributo particolare, e chiaramente connotato, all'esplorazione del mondo moderno o alla formulazione delle sue problematiche.

BibliografiaModifica

  • Adonis, La musica della balena azzurra, traduzione di Fawzi Al Delmi, Guanda, 2005. ISBN 8882467767

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