Caterina Gabrielli

soprano italiano

Caterina Gabrielli, detta la Coghetta (1730 – 1796), soprano italiano.

Caterina Gabrielli, come la dea Diana, in un ritratto di Pompeo Batoni

Citazioni su Caterina Gabrielli

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  • Essa fu coltivata di buon'ora nella bell'Arte [del canto] dal celebre maestro Porpora: una qualità di voce sorprendente unita a suoi rari talenti ed alle più felici naturali disposizioni ad un tale rapporto la resero in breve tempo l'oggetto dell'universale ammirazione. (Carlo Gervasoni)
  • In età poco più d'anni venti fu chiamata a Vienna in qualità di prima Donna: quivi ebbe la sorte di ottenere degli ottimi consigli dal gran poeta Metastasio intorno alla maniera di ben esprimere il recitativo e di ben condursi nell'azione, per cui giunse nell'arte sua al più alto grado di perfezione in tutti gli oggetti che alla medesima sono relativi. (Carlo Gervasoni)
  • Noi guardiamo i nostri cantatori e i nostri ballerini con egual occhio, e il nostro disprezzo per queste due classi d'uomini va tant'oltre, che ordinariamente diamo ai loro nomi una terminazione diminutiva che, secondo il genio della nostra lingua, li rende ridicoli e vili; o, ciò che è ancora peggio, li chiamiamo con qualche soprannome derisorio. Per esempio, la signora Gabrielli non è conosciuta in Italia se non sotto il nome della Coghetta, perché è figlia di un cuoco. (Giuseppe Baretti)
  • Chi veramente ebbe addosso l'argento vivo, chi ebbe e ripicchi e albagie di matterulla e arditezze che, secondo i luoghi, potevano dirsi italianissime nel significato politico, fu Caterina Gabbrielli, romana de Roma, scolara del Porpora, bella, busto giunonico, carni di latte e sangue, voce di sirena, occhi assassini che avrebbero traforato di colpo i muraglioni del Colosseo e delle Terme di Caracalla assoprellati.
  • Saliva più che spesso «ai molli strati», direbbe Omero, dei gran signori, e i ricchi guadagni scialacquava in cene degne di Trimalcione. Ed eran cene, anzi bigordi[1], a' quali prendeva parte qualche volta pur l'abate Metastasio, (tipo di fànfano anche lui, nonostante il suo aureo sentenziare), già stato alla Gabbrielli maestro di declamazione.
  • Sicura che la sua bellezza e la sua valentía di cantatrice potevano imperiosamente sull'animo di chiunque, essa arrivo perfino a usare altierezza[2] con Caterina di Russia. La czarina desiderandola a Corte perché cantasse, le domandò quanto volesse. «Diecimila rubli». – Diecimila rubli! ma che?... non pago così cari nemmeno i miei marescialli!» – «E voi allora fate cantare i vostri marescialli». E lasciò l'imperatrice con tre palmi di naso.
  1. variante ant. di "bagordi".
  2. letterario per "alterezza"

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