Apri il menu principale

Carlo Ancelotti

allenatore di calcio ed ex calciatore italiano
Carlo Ancelotti

Carlo Ancelotti (1959 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.

Citazioni di Carlo AncelottiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Era maggio del 2002, e Dario Hübner fu preso in prestito dal Milan per la tournée in America. Ricordo un aneddoto, che successe contro l'Ecuador. Finì il primo tempo, e al rientro negli spogliatoi [...] cerco Hübner, e non lo trovo. Chiedo agli altri: "che fine ha fatto Dario?" Abbiati mi fa: "Mister è dietro il bagno". Aprìi la porta, e vidi che stava fumando una Marlboro e vicino aveva una piccola lattina di birra, che si era portato dall'albergo. Gli dissi: "ma Dario, che fai? Ti stai giocando una conferma nel Milan, e vieni a fumare e bere negli spogliatoi? Come lo giochi il secondo tempo?" Lui mi guardò ed in tutta tranquillità disse: "Mister, sinceramente è una vita che faccio questo, e se non lo faccio non riesco a rendere al meglio. Per quanto riguarda il Milan, son venuto solamente per la pubblicità in modo che posso allungare la carriera di altri 2-3 anni. A quest'ora ero al mio paese a prendere un po' di fresco. Terza cosa: la vuole una sigaretta?" A quella frase tutto lo spogliatoio, cominciò a ridere, ed anche io mi feci una bella risata. Era così Dario, genuino al massimo. Pensava solo a star bene con se stesso.[1]
  • [Sui fatti di Calciopoli nel 2006] I risultati sono stati falsati, sì, mi sembra abbastanza chiaro, come è chiaro il fatto che il Milan è stato penalizzato: noi siamo puliti e siamo stati trattati con poca sportività, per non dire altre cose. Sono da tanti anni nel calcio, mi sarei aspettato di tutto tranne una roba simile. In ogni caso non è solo questione di risarcire il Milan o di riscrivere le classifiche: bisogna fare chiarezza, stabilendo le responsabilità e punendo i colpevoli. Perché la cosa più importante è restituire credibilità al calcio.[2]
  • Non è da tutti fare quello che ha fatto oggi Paloschi, segnare al debutto dopo 18 secondi dall'entrata in campo è incredibile. Sono molto felice per lui, credo sia un predestinato, ha grande capacità realizzativa.[3]
  • Mi rivedo un po' in Alberto Aquilani a livello tecnico, anche se rispetto a me lui è meno potente e più dinamico.[4]
  • Il nostro è un rapporto a distanza, diciamo così. Però devo dire che quella di Mourinho è una presenza nel calcio italiano sicuramente positiva, sia per le capacità, che per quello che dice. Non è mai banale. Qualche volta è, diciamo così, un po' provocatorio, ma credo che sia una provocazione fatta con molta intelligenza.[5]
  • Il giorno in cui smetterò di allenare, sicuramente Mourinho sarà un allenatore che mi interesserà seguire.[6]
  • [Una battuta sulle serate in discoteca di Ronaldinho] Aveva il permesso fino alle 5 del mattino, è tornato alle 3, significa che non si stava divertendo.[7]
  • [Su Yoann Gourcuff] Deve lavorare un po' sotto l'aspetto mentale. È un grande giocatore, non ci sono dubbi, ma la testa è stata un problema quand'era con noi.[8]
  • Per me la Champions League è... ehm... una bella sensazione.
For me Champions League is... ehm... a beautiful sensation.[9]
  • [Su Paolo Maldini] È l'unico giocatore a cui non ho dato una multa per ritardo. Non tanto perché è tirchio…[10]
  • Il Milan ha avuto quattro grandi allenatori: Rocco, Liedholm, Sacchi e Capello. La storia dice che sono tutti ritornati.[10]
  • Sì [ero interista]. Il mio idolo era Mazzola. Ero stato comprato, diciamo, da tifoso, perché avevo mio cugino che viveva a Milano e mi aveva portato un completo dell'Inter, con la maglia e i pantaloncini, e da quel giorno ero diventato tifoso dell'Inter.[11]
  • [...] "Forza Inter" adesso è impossibile da dire, però ho pianto anche per l'Inter e questo lo posso dire, perché una volta, l'unico modo per poter veder l'Inter era a Mantova. L'Inter andò a Mantova a giocare ma purtroppo non riuscimmo a trovare i biglietti, però, con astuzia mi sono messo davanti a un cancello a piangere per 45 minuti e alla fine, a furia di vedermi piangere, lo stewart mi lasciò entrare a vedere il secondo tempo. Mi ricordo che nel secondo tempo l'Inter fece 5 gol e vinse 6 a 1 quella partita. È stata l'unica volta che ho visto l'Inter dal vivo.[11]
  • [Sullo Juventus Stadium] Un modello e una svolta per il calcio italiano.[12]
  • [Riferito al "cucchiaio" contro l'Inghilterra] Avete visto che cosa ha fatto Pirlo? Soltanto i geni hanno queste intuizioni. Andrea è immenso e non ci sono altri aggettivi da aggiungere.[13]
  • Che idea mi sono fatto del "caso Conte"? Conosco bene Antonio perché l'ho allenato quando ero alla Juve. Non so che cosa ci sia di vero nei suoi confronti, so però che la giustizia va rispettata altrimenti finisce tutto a tarallucci e vino...[14]
  • [Su Marco Verratti] Per arrivare ai livelli di Pirlo deve mangiarne di pane! Nella sua posizione deve lasciare il pallone molto velocemente. Tuttavia nei controlli è fantastico. Non sente la pressione dell'avversario. Speriamo che in futuro diventi ancora più rapido nelle giocate.[15]
  • [su Cristiano Ronaldo] Il livello di questo giocatore è di un altro mondo. Segna con una facilità incredibile ed è difficile trovare le parole per definirlo.[16]
  • [Il tuo rapporto con la tifoseria della Juventus non è stato dei migliori. Hai scritto nel tuo libro che è una società che non potrai mai amare. Continuerà ad essere così?] Ho allenato qua due anni, mi sono trovato molto bene con la tifoseria, con una parte della tifoseria, con la società. Ho imparato moltissimo in questa società, poi ho avuto dei problemi con alcuni tifosi, ma cosa posso dire? I due anni che ho passato qui mi hanno aiutato moltissimo a crescere.[17]
  • L'esperienza mi dice che ogni allenatore che si rispetti deve allenare il Real Madrid almeno una volta nella sua vita. È il club più grande del mondo, un'esperienza bellissima, quasi unica. Quello che succede a Madrid non accade in nessun'altra squadra. I tifosi che ha in qualsiasi parte del mondo sono tantissimi. Ti aspettano ovunque, in hotel, all'aeroporto… È un'esperienza unica che vale la pena vivere. Anche quando ti mandano via.[18]
  • I procuratori, gli agenti? Troppo influenti. Molti club gli hanno consegnato potere. La parte più importante del calcio sono i calciatori, non i procuratori e nemmeno noi allenatori.[19]
  • Berlusconi mi ha sempre e solo criticato quando giocavamo bene. Quando giocavamo male, ci sosteneva. Non ha mai versato benzina sul fuoco nei momenti brutti. Ma si, adora interferire [...]. È bravissimo a motivare e a dare sostegno. A differenza di altri presidenti con cui ho avuto anche a che fare.[19]
  • Esistono due tipi di rabbia. Quella innescata dalla mente. A volte mi sono arrabbiato con i miei giocatori per il loro atteggiamento sbagliato. In tali situazione può esser buono per l'atmosfera generale parlare chiaro e duro. L'altra forma di rabbia viene dal cuore, dai sentimenti. Per questa rabbia non si può fare niente: non posso controllarla.[19]
  • Questo club ha davvero una buona immagine, una lunga storia. Cosa più importante e caratteristica, è la gestione, in mano agli ex giocatori del Bayern. Questo rende la società unica. C'è un ambiente familiare e tutto questo assicura stabilità [...]. A Monaco si aggiunge un'unità che viene dalla squadra. Qui ognuno sostiene sempre l'altro. Questo club è come una grande famiglia.[19]
  • Tante volte quando diventi allenatore capisci che problemi hai causato quando eri dall'altra parte. Molte volte si dice ai propri figli "lo capirai il giorno che diventerai papà". Ai giocatori si dice, invece, "lo capirai il giorno che diventerai allenatore".[20]
  • [Sui cori razzisti] La soluzione a questo problema? C'è, penso che la gara si possa interrompere, bisogna decidere quando, se al primo, al secondo richiamo, altrimenti la prossima volta ci fermiamo noi. Ci daranno la gara persa, pazienza.[21]
  • Alla Juve ho imparato una cosa: il rispetto dei ruoli. La Juve ti fa sentire importantissimo e centrale fino all'ultimo giorno. Non ti fa mai mancare la fiducia, per un tecnico è fondamentale. La società è lo scudo protettivo irrinunciabile, se non tiene meglio lasciarsi subito.[22]
Intervista a La tribù del calcio; citato in "Non avrei mai ceduto Pirlo", SportMediaset.it, 24 febbraio 2012
  • Degli anni juventini ricordo tante cose: a cominciare da Zidane, in assoluto il giocatore più forte che io abbia mai allenato. Il rammarico, se così posso dire, è che raramente, in partita, Zidane riusciva a fare le cose mostruose mostrate in allenamento.
  • Ale [Del Piero] non mi deve niente. Da me ha avuto quello che era giusto avesse, vista la sua grande e unica professionalità. Su Henry, invece, ho preso una cantonata: lo consideravo un giocatore di fascia, non mi sono accorto che era invece un fortissimo centravanti.
  • [Sulla scelta di Moggi e Giraudo di sollevarlo dall'incarico di allenatore della Juventus] Non ho alcun rancore. Anzi, Moggi mi prese bloccandomi mentre stavo andando in Turchia ad allenare il Fenerbahce. Alla Juve ho imparato quanto importante sia la sintonia tra allenatore e dirigenti. L'accantonamento finale? Mettiamola così: quando si chiude una porta, a volta si apre un portone. E a me è successo: col Milan.
  • La cosa di cui più mi vanto è stata l'invenzione del modulo ad albero di Natale: avevo tantissimi centrocampisti dai piedi buoni e fu la chiave per farli giocare tutti insieme dando alla squadra un equilibrio unico. Il giorno più importante fu la finale di Champions vinta a Manchester contro la Juve: mi permise di togliermi l'etichetta di allenatore perdente che i due anni alla Juventus mi avevano appiccicato addosso.
  • [Su Kaká] Sul suo conto mi ero sbagliato. L'avevo paragonato a Tonino Cerezo e lui continuò a prendermi in giro a lungo, per quel paragone errato. Altro che Cerezo: Kakà era un fenomeno e, a differenza di Zidane, quello che mostrava in allenamento faceva anche in partita. Fu una fortuna averlo.
  • Pirlo? Io non l'avrei mai ceduto. O al massimo l'avrei dato al Chelsea o al Psg, visto che avrebbe trovato me. Scherzo, naturalmente… Mettiamola così: forse Pirlo voleva più soldi e il Milan non glieli voleva dare. È andato a prenderli alla Juventus.

Preferisco la coppaModifica

  • [In risposta al coro Juventino: "Un maiale non può allenare"] È un'insopportabile mancanza di rispetto verso la figura del maiale. (cap. 3)
  • [...] una mattina alle quattro, all'aeroporto di Caselle. Tornavamo da Atene, avevamo appena fatto una figuraccia in Champions League contro il Panathinaikos ed abbiamo trovato ad aspettarci un gruppetto di ragazzi che non ci volevano esattamente rendere omaggio. Al passaggio di Zidane l'hanno spintonato ed è stata la loro condanna. Non a morte, ma quasi. Montero ha visto la scena da lontano, si è tolto gli occhiali con un'eleganza che pensavo non gli appartenesse e li ha messi in una custodia. Bel gesto, ma pessimo segnale, perché nel giro di pochi secondi si è messo a correre verso quei disgraziati e li ha riempiti di botte. Aiutato da Daniel Fonseca, un altro che non si faceva certo pregare [...]. Paolo adorava Zizou, io adoravo anche Paolo, puro di cuore e di spirito. Un galeotto mancato, ma con un suo codice d'onore. (cap. 14)
  • La Juventus era una squadra che non avevo mai amato e che probabilmente non amerò mai, [...]. La Juventus era un ambiente totalmente nuovo per me. Diverso. Non mi sono mai sentito a casa, mi sembrava di essere l'ingranaggio di una grande azienda. Per il sentimento, prego rivolgersi altrove. Sul lavoro tutto bene, fuori zero contatti.[23] (cap. 15)
  • Che Lucianone fosse un personaggio importante e influente lo sapevano tutti, anche qualche arbitro. Uno in particolare. Chiunque rispettava Moggi, quindi sì, nei suoi confronti c'era sudditanza. La sua forza e poi la sua condanna sono state le pubbliche relazioni: non diceva mai di no, incontrava anche trenta persone al giorno. La disponibilità non gli mancava, questo l'ha reso più forte e più odiato. Il fatto di essere alla Juventus l'ha fatto diventare potente, ecco perché qualcuno si faceva condizionare con una certa facilità. Tutti agnellini di fronte a un orco che poi così orco non era. Neppure un santo, ci mancherebbe. (cap. 15)

Citazioni su Carlo AncelottiModifica

  • Ancelotti? È un volpone dal punto di vista tattico e ha un ottimo rapporto con i giocatori. È un tecnico dal grande carisma. (Ottmar Hitzfeld)
  • Da quando lo conosco, sia dopo una vittoria che una sconfitta, Ancelotti è sempre stato coerente alla propria filosofia. È un professionista degno di ammirazione nonché l'allenatore dei campioni d'Europa [Real Madrid, 2014] e i suoi calciatori sono con lui. Non sono il suo agente, però mi dà fastidio che non si dia valore a tutto quello che ha fatto. (Diego Simeone)
  • Il mio tecnico ideale, lo sanno anche i muri, è Carlo Ancelotti. Con lui c'è un feeling che va oltre il campo. Mi piace come affronta le situazioni, come ti tratta dopo una vittoria o dopo una sconfitta. (Hernán Crespo)
  • L'arrivo di Ancelotti al Bayern [Monaco] è una vittoria per il calcio tedesco, è un allenatore sempre pronto ad ascoltarti e chiarire faccia a faccia, il suo approccio con i giocatori è limpido e si basa molto sul rapporto umano: Ancelotti è un grande allenatore, oltre che un uomo di classe. (Sami Khedira)
  • Lui trasmette quella sana umanità di stampo emiliano che lo caratterizza. È ironico, saggio, tranquillo. [...] [Ha la] capacità di allenare la squadra, ma in un certo senso anche di allenare il pubblico ad un certo modo di concepire il calcio. La saggezza, la calma, la quiete che trasmette Carlo a volte è così forte che può condizionare la squadra e l'ambiente. (Riccardo Cucchi)
  • [Nel 2001 riferito al suo ingaggio come allenatore del Milan] Non potevamo più attendere. È tornato a casa uno dei nostri. Non poteva dirci di no. Quando ci lasciò da giocatore gli strappai la promessa che in caso di qualsiasi nostra chiamata Carlo avrebbe dovuto rispondere "presente". Ci stava per sfuggire, visto che nel pomeriggio stava per firmare col Parma. Ma questa circostanza non ha fatto altro che accelerare la trattativa. (Adriano Galliani)
  • Per me è come un padre visto quanti consigli mi dà. È un tecnico che ti aiuta molto e lo ringrazierò a vita per la possibilità che mi sta concedendo. (Marco Verratti)
  • Per lui sei sempre la stessa persona. Se ti stima, lo fa sia che tu vinca sia che tu perda. Per altri allenatori il risultato cambia la prospettiva, e questo non mi sta bene. (Hernán Crespo)
  • So come è fatto Ancelotti: dà molte, molte, molte libertà. Fa così perché vuole che i suoi giocatori siano creativi. [...] Carlo è stato influenzato dalle sue esperienze all'estero, non è il tipico italiano. (Sami Khedira)

NoteModifica

  1. Citato in Leonardo Aseni, Il clamoroso aneddoto che nessuno conosce tra Hubner e Ancelotti al Milan!, 90min.com, 20 gennaio 2016.
  2. Citato in Berlusconi: "Ridateci due scudetti" Si rompe la Santa Alleanza Milan-Juve, Repubblica.it, 15 maggio 2006.
  3. Citato in Lo spirito giusto, Acmilan.com, 10 febbraio 2008.
  4. Citato in La Roma, luglio 2008.
  5. Citato in Tutti pazzi per Mourinho Moratti: "È il migliore", Gazzetta.it, 22 settembre 2008.
  6. Citato in Tutti pazzi per Mourinho Moratti: "È il migliore", Gazzetta.it, 22 settembre 2008.
  7. Citato in Gianni Santucci, Dinho: di diverte di notte, con giudizio, Corriere.it, 8 novembre 2008.
  8. Citato in Ancelotti rimanda Gourcuff: "Il suo problema è la testa", Calciomercato.it, 2 marzo 2009.
  9. A Chelsea Tv; citato in Tancredi Palmeri, Il blob della settimana: Ancelotti e l'esorcista, Gazzetta.it, 1° giugno 2009.
  10. a b Da un'intervista a Radio Anch'io Sport; citato in Tancredi Palmeri, Il blob della settimana: Ancelotti e l'esorcista, Gazzetta.it, 1° giugno 2009.
  11. a b Citato in Ancelotti rivela: "Ero interista, ho pianto per l'Inter", Tuttomercatoweb.com, 27 novembre 2009.
  12. Citato in I fotografi ringraziano la Juve per il nuovo stadio, Ussi.it, 12 settembre 2011. [collegamento interrotto]
  13. Citato in Andrea Scianchi, Ancelotti: "Pirlo un genio, e che bravo Balotelli", Gazzetta.it, 25 giugno 2012.
  14. Citato in Conte è un caso anche al Forum Uefa di Nyon: il tecnico della Juve appiedato dalla squalifica è 'appestato' e non è stato invitato da Platini... E Ancelotti e Mou si spaccano su di lui!, Goal.com, 6 settembre 2012.
  15. Citato in PSG, Ancelotti: "Verratti come Pirlo? deve mangiarne di pane", Calcionews24.com, 21 settembre 2012.
  16. Citato in Real Madrid, Ancelotti: "Cristiano Ronaldo è un giocatore dell'altro mondo", Tuttomercatoweb.com, 9 novembre 2013.
  17. Dalla conferenza stampa Juventus-Real Madrid; citato in Real Madrid, ANCELOTTI: "Con la Juve si gioca alla pari. Non dico la formazione". PEPE: "Gara complicata. Non ci sono favoriti. Tevez, Llorente e Morata grandi giocatori", Tuttojuve.com, 4 maggio 2015.
  18. Da un'intervista a Marca; citato in Ancelotti: "Ronaldo non ha limiti. Un ritorno al Real? Perché no?", Foxsports.it, 2 settembre 2016.
  19. a b c d Da un'intervista a Die Welt; citato in Germania, Ancelotti attacca i procuratori: "Sono troppo influenti", Repubblica.it, 5 settembre 2016.
  20. Dall'intervista a Fabio Capello andata in onda nella trasmissione televisiva Collezione Capello, Fox Sports; citato in Ancelotti: "In Premier i giocatori mangiano uova fritte prima dei match. Real? Il top", Gianlucadimarzio.com, 3 dicembre 2016.
  21. Citato in Napoli, Ancelotti: "Chiesto 3 stop della gara, la prossima volta ci fermiamo", Repubblica.it, 26 dicembre 2018.
  22. Da un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport; citato in Ancelotti al Corsport: "Moggi grande dirigente, alla Juve ho imparato il rispetto dei ruoli. Su Sarri...", TuttoJuve.com, 10 giugno 2019.
  23. Ripreso dal quotidiano sportivo spagnolo Marca alla vigilia dell'incontro Juventus-Real Madrid del 5 maggio 2015, valevole per le semifianli di Champions League 2014/15. Cfr. Ancelotti: «Juve? Un club che non ho mai amato», Tuttosport.com.

BibliografiaModifica

FilmModifica

Altri progettiModifica