Andrea Delogu

conduttrice televisiva, conduttrice radiofonica e scrittrice italiana

Andrea Delogu (1982 – vivente), conduttrice televisiva, conduttrice radiofonica e scrittrice italiana.

Andrea Delogu intervistata al Wired Next Festival di Milano del 2018

Citazioni di Andrea DeloguModifica

  Citazioni in ordine temporale.

"Io, dislessica cresciuta in comunità di recupero. Scrivo per aiutare i bambini come me"

Articolo di Cristiano Sanna pubblicato su Tiscali.it, 3 maggio 2019

  • ["Che ricordi hai della tua esperienza di alunna a scuola?"] Io ero come in una sorta di ipnosi, come se fosse in un mondo sospeso, non riuscivo a capire perché i miei compagnetti capissero e imparassero al volo concetti su cui io dovevo faticare. Mi sembravano tutti geni quando sparavano i nomi dei verbi e le tabelline a tutta velocità.
  • L'assistenza a chi è dislessico non può essere lasciata alla sensibilità e al buon cuore personali. Serve proprio una formazione didattica specifica. E qui in Italia su questo siamo indietro.
  • Non ho alcun tabù riguardo al mio corpo. Io sono così, scherzando dico che mi vesto per decenza vostra, non mia.

Delogu: «Gli haters? Li uso per capire dove sbaglio»

Intervista di Gaspare Baglio, rollingstone.it, 4 maggio 2019.

  • [Su Mara Venier] Il suo modo di condurre, di fare salotto. La chimica che ha lei non si impara. O ce l’hai o non ce l’hai. È una grande professionista e una grande donna. Si è spesa tantissimo per tante battaglie. Poi Renzo ne parla sempre benissimo. E sapevo che era una bella persona, anche se non l’avevo mai conosciuta. Ma stare davanti a lei e vedere quanto, da seduta, riesca a riempire lo studio e farlo diventare parte di sé, è stata una grande lezione.
  • [Alla domanda su cosa manca a un dislessico] L’automatismo. Quando si impara a guidare bisogna fare mente locale per tirare la frizione, ingranare la marcia, accendere la macchina. Tutte cose che si mettono in fila piano piano, ma una volta che lo si fa cinque, sei, sette, mille volte entra in automatismo. Quell’automatismo che manca al dislessico.
  • [Sulla dislessia, disturbo di cui soffre] La mente di un dislessico è più “artistica” e va molto a interpretazione. I disegni, quindi, sono più facili, anche grazie ai colori. Sono cintura nera di puzzle, da piccolina ero una delle poche bambine che riusciva a risolvere quei piccoli incastri delle casette, con sopra i buchi colorati.
  • [Sugli haters dei social] Li blocco con una gran serenità, adesso. Ho il dito più veloce del west. Tu conta che, quando mi sono iscritta ai social, l’ho fatto con dei profili finti perché non sapevo come approcciarmi. Avevo paura a mettere le mie foto. Volevo capire. Così, quando gli haters mi attaccavano se sbagliavo a scrivere, per via della dislessia, leggevo quello che avevo scritto e lo correggevo. Il loro livore non mi ha ferito, ma lo uso per capire dove sbaglio.
  • [Sul carattare tipografico che aiuta i dislessici a superare la barriera della lettura] Sì, è easy reading. Quello che mi sta stupendo è che, molti, non sapevano dell’esistenza di un font particolare, ad alta leggibilità. Tra l’altro è una scoperta italiana [...], un modo di leggere più facile per i dislessici, ma molto più comodo anche per i non dislessici. Alcune lettere, poi, non sono uguali e i testi possono essere letti più scorrevolmente.
  • [Sulle lettere dell'alfabeto, uno scoglio per i dislessici] Sono difficili perché hanno significato solo in quella posizione lì. La cosa bizzarra? Per me, che sono dislessica, una "A" può girarsi in mille modi e diventa una figura, non un simbolo per forza immobile. Le lettere, un po’, volano perché la mia mente elabora. Questa cosa mi faceva un po' soffrire: le regole della scrittura entrano prepotentemente e bisogna affrontarle.

Andrea Delogu: "Dalla dislessia al successo. Come ho vinto la mia battaglia"

Articolo pubblicato su Tiscali.it, 15 luglio 2019

  • Ho imparato dei piccoli trucchi, che mi hanno messo al pari con gli altri. È come se mi fossi costruita da sola i miei occhiali e ora vedo benissimo.
  • A volte, quando sono stanca, si invertono le parole: io ci sono affezionata e mio marito ci ride sempre.
  • Arbore, Frassica, Giusti sono artisti con cui mi sposo bene perché non mi hanno imposto schemi né giudizi. Il successo è arrivato tre anni fa, e anche la professionalità. Ma so che il mio modo riconoscibile di condurre dipende dalla dislessia: non seguo quello che scrivono gli autori, faccio mio il concetto del programma e lo interiorizzo.

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