American Gigolò

film del 1980 diretto da Paul Schrader

American Gigolo

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Titolo originale

American Gigolo

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1980
Genere drammatico, Thriller
Regia Paul Schrader
Soggetto Paul Schrader
Sceneggiatura Paul Schrader
Produttore Jerry Bruckheimer
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

American Gigolò, film del 1980, con Richard Gere e Lauren Hutton, diretto da Paul Schrader.

FrasiModifica

  • Non mi piace lavorare con la stessa gente troppo spesso, diventano possessivi e non mi va di essere posseduto. (Julian)
  • Guarda che tu cammini sul filo del rasoio, Julian. Non vorrei essere nei tuoi panni. Ti stai montando la testa. Tutti gli altri ragazzi si accontentano di una macchina, di una casa in collina, ma tu no. Tu hai le tue mignottine tutte pronte in fila. Un servizietto alla settimana e via. Un tuffo in piscina, un po' di tennis e un orgasmo. Io cerco solo di darti un consiglio d'amico. Il giorno che quelle troiette ti si rivoltano contro, tu hai chiuso. (Leon)
  • Senti Michelle, io non faccio parte dei tuoi problemi e non sono certo io la soluzione dei tuoi problemi. (Julian)
  • Che gusto c'è a procurare un orgasmo a una studentessa di sedici anni, a qualche ragazzetta scema che si eccita tutta al cinema e va a casa a masturbarsi. È troppo facile. Non ha significato. (Julian)
  • Ho passato tutta la vita cercando qualcosa, senza sapere cosa. Forse sei tu la cosa che cercavo. (Julian)

DialoghiModifica

  • Julian: Lei continua a non capire.
    Michelle: Capire cosa?
    Julian: A capire chi sono io.
    Michelle: Chi è lei?
    Julian: Ma se non sa neppure chi è lei. Perché sei seduta a questo tavolo.
  • Julian: L'ho vista seduta qui. Lei voleva che mi avvicinassi e io mi sono avvicinato. Guardi che io ho buon fiuto.
    Michelle: Quanto avrebbe voluto da me?
    Julian: In che veste? Quella di interprete o di guida?
    Michelle: No, solo per una scopata.
    Julian: Ora è lei che si sta sbagliando, io non faccio queste cose.
    Michelle: Ah, no? Guardi che ho un buon fiuto anch'io.
  • Michelle: Non ce la faccio più a reggere questa commedia. Impazzisco. Sono venuta qui. Ho scoperto chi era. Dove abitava. Sono venuta qui in piena notte. Volevo sapere come sarebbe stato far l'amore con te. Ho portato i soldi. Che altro posso fare io? La mia vita è...
    Julian: No, non lo voglio sapere.
  • Julian: Ti sei pentita di essere venuta ieri sera? È stato come ti aspettavi.
    Michelle: No, perché ho fatto l'amore sul serio e non ci sono abituata. Non era quello che mi aspettavo.
  • Michelle: Voglio sapere tutto di te e subito.
    Julian: Oh, mio Dio. Perché?
    Michelle: Non lo so, credo che sia importante.
    Julian: Abbiamo fatto l'amore, giusto?
    Michelle: Sì.
    Julian: E allora sai tutto quello che c'è da sapere.
  • Michelle: Che posso fare?
    Julian: Non lo so. Prova ad essere te stessa.
    Michelle: E lasciarlo?
    Julian: La farà lo stesso la carriera. La gente dimentica. Queste cose si devono fare in sordina. Ma non ti far fregare da lui con le chiacchiere sul dovere e sul senso del sacrificio. Lui sta avendo quello che vuole e tu devi fare lo stesso. Se una cosa ti fa piacere, falla.
  • Julian: Per cominciare lei va in giro vestito di merda. A questo si rimedia, non c'è problema, ma è la faccia...
    Detective Sunday: La mia faccia?
    Julian: La faccia: una brutta faccia. E anche il corpo. Che cos'è, è malato? Ha problemi con la schiena? Sembra una scimmia come si muove! Andiamo! Indietro, indietro. Le spalle, le spalle. E la mascella: la faccia funzionare, si eserciti, non la tenga moscia. Bella rigida, rigida.
  • Julian: Quanto ti pagano?
    Detenuto 4: Di che stai parlando? Io sono un detenuto.
    Julian: Anch'io. Io ne prendo 15.
    Detenuto 4: Sul serio?
    Julian: Sì, 15 dollari. E il numero 2 ne prende 20.
    Detenuto 4: Ma vuoi scherzare?
    Julian: Se non ti pagano, tirano a fregarti.
    Detenuto 4: Oh, Cristo! Come cazzo è questa storia! C'è il mio avvocato qui? Voglio parlare al mio avvocato, appena arriva. Quando viene dovete chiamarmi. Voglio parlare con il mio avvocato. Mi dovete garantire che ci posso parlare. Io i miei diritti li conosco. Non siamo mica in Russia.
  • Julian: È molto consolante. È bello vedere che non ha perduto i contatti con i suoi elettori.
    Charles: Non sto parlando come senatore, sto parlando come marito.
    Julian: È un peccato che io non sia sua moglie.
    Charles: Spiritoso.
  • Julian: Perché l'hai fatto?
    Michelle: Non avevo scelta, io ti amo.
    Julian: Anch'io Michelle. Quanto tempo c'ho messo a capirlo.

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