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Ahmed Sékou Touré

politico guineano
Ahmed Sékou Touré

Ahmed Sékou Touré (1922 – 1984), politico guineano.

Indice

Citazioni di Ahmed Sékou TouréModifica

  • Abbiamo già affermato che le scoperte umane, le acquisizioni intellettuali, l'espansione della conoscenza non appartengono a nessuno in modo esclusivo. Sono il risultato di una somma di scoperte universali, acquisizioni ed espansioni in cui nessun popolo ha il diritto di rivendicare un monopolio. (da un discorso del 1959)
We have already said that human discoveries, intellectual acquisitions, the expansion of knowledge do not belong exclusively to anyone. They are the result of a sum of universal discoveries, acquisitions and expansion in which no people has the right to claim a monopoly.[1]
  • Al tramonto, quando preghi Dio, ripeti sempre, sempre che ogni uomo è un fratello e che tutti gli uomini sono uguali.
At sunset when you pray to God, say over and over that each man is a brother and that all men are equal.[2]
  • Attraverso le sue molteplici manifestazioni, il colonialismo, vantandosi d'aver insegnato alla nostra élite nelle sue scuole, la scienza, la tecnica, la meccanica, l'elettricità, riesce a influenzare un certo numero di nostri intellettuali a tal punto che finiscono col trovare in questo la giustificazione del dominio coloniale. Alcuni si spingono al punto di credere che, per acquisire la vera conoscenza universale della scienza, debbono necessariamente ignorare i valori morali, intellettuali e culturali della loro propria patria per sottomettersi a una cultura che gli è spesso estranea in mille rispetti, ed assimilarla. (dal discorso del 1959)
Colonialism, through its diverse manifestations, by boasting of having taught our elite in its schools science, technique, mechanics and electricity, succeeds in influencing a number of our intellectuals to such an extent that they end up by finding in this the justification for colonial domination. Some go so far as to believe that, in order to acquire the true universal knowledge of science, they must necessarily disregard the moral, intellectual and cultural values of their own country in order to subject themselves to and assimilate a culture which is often foreign to them in a thousand respects.[1]
  • Dobbiamo denunciare quel falso sentimentalismo che consiste nel crederci in debito verso il contributo di una cultura imposta a nostro stesso detrimento. Il problema deve essere affrontato obiettivamente. Quanti dei nostri giovani studenti, anche senza rendersene conto, giudicano la cultura africana valutandola secondo la gerarchia dei valori stabiliti in questo campo dalla cultura del potere coloniale? (da un discorso del 1959)
We must denounce that false sentimentalism which consists in believing ourselves indebted to the contribution of a culture imposed to the detriment of our own. The problem must be tackled objectively. How many of our young students, even without realizing it, judge African culture by assessing it according to the hierarchy of values established in this field by the culture of the colonial power?[1]
  • Gli imperialisti si servono dei valori culturali scientifici, tecnici, economici, letterari per mantenere il loro regime di sfruttamento e di oppressione. I popoli oppressi, analogamente, fanno ricorso a valori culturali di natura opposta ai precedenti per condurre una lotta più efficace contro l'imperialismo e districarsi dal sistema coloniale. (da un discorso del 1959)
The imperialists use scientific, technical, economic, literary and moral cultural values in order to maintain their regime of exploitation and oppression. The oppressed peoples equally use cultural values of a contrary nature to the former, in order to make a better fight against imperialism and to extricate themselves from the colonial system.[1]
  • Gli uomini non nascono con pregiudizi razziali. I bambini, per esempio, non ne hanno. Le questioni razziali sono questioni di educazione. Gli africani hanno imparato il razzismo dagli europei. C'è da sorprendersi del fatto che adesso pensano in termini di razza -- dopo tutto che hanno subito sotto il colonialismo?
  • People are not born with racial prejudices. For example, children have none. Racial questions are questions of education. Africans learned racism form the European. Is it any wonder that they now think in terms of race -- after all they've gone through under colonialism?[3]
  • I nostri libri scolastici nelle scuole coloniali ci insegnano le guerre dei Galli, la vita di Giovanna d'Arco o di Napoleone, la lista dei Dipartimenti Francesi, i poemi di Lamartine, le opere di Molière, come se l'Africa non avesse mai avuto nessuna storia, nessun passato, nessuna esistenza geografica, nessuna vita culturale. (da un discorso del 1959)
Our school books in the colonial schools teach us about the wars of the Gauls, the life of Joan of Arc or Napoleon, the list of French Départements, the poems of Lamartine or the plays of Moliere, as though Africa had never had any history, any past, any geographical existence, any cultural life.[1]
  • Il crimine commesso da Fernando Cortez nel torturare l'ultimo imperatore degli Aztechi appare più come un irrimediabile errore da parte delle civilizzazioni della conquista che il misfatto di un singolo uomo. (dal discorso del 1959)
The crime of Fernando Cortez in torturing the last Emperor of the Aztecs appears less as the misdeed of a man than as an irremediable error on the part of the civilizations of conquest.[1]
  • Il sentimentalismo è il veleno della Rivoluzione.[4]
  • In tutte le arti c'è forma e sostanza, e ciò che è di fondamentale importanza nell'arte africana è il suo contenuto vivo ed efficace, il profondo pensiero che la anima e la rende utile alla società. (da un discorso del 1959)
In all things there is form and substance, and what is of prime importance in African art is its effective and living content, the profound thought which animates it and makes it useful to Society.[1]
  • Io non sostengo che tutto ciò che dico sia la verità, io però dirò sempre la verità.[4]
  • L'ambiente determina l'individuo; è per questo che il contadino nei nostri villaggi conserva caratteristiche più autenticamente Africane dell'avvocato o del dottore nelle grandi città. In effetti il primo, che conserva più o meno intatta la sua personalità e l'essenza della sua cultura, è più sensibile alle reali necessità dell'Africa. (da un discorso del 1959)
The surroundings determine the individual; that is why the peasant in our villages has more authentically African characteristics than the lawyer or doctor in the big towns. In fact the former, who preserves more or less intact his personality and the nature of his culture, is more sensitive to the real needs of Africa.[1]
  • La colonizzazione, per godere di una certa sicurezza, ha sempre bisogno di creare e mantenere un clima psicologico favorevole alla sua giustificazione: di qui la negazione del valori culturali, morali e intellettuali del popolo assoggettato; è per questo che la lotta per la liberazione nazionale è completa solo quando, una volta affrancati dall'apparato coloniale, la nazione diventa consapevole dei valori negativi intenzionalmente insinuati nella sua vita, nel suo pensiero e nelle sue tradizioni. (da un discorso del 1959)
Colonization, in order to enjoy a certain security, always needs to create and maintain a psychological climate favourable to its justification: hence the negation of the cultural, moral and intellectual values of the subjected people; that is why the struggle for national liberation is only complete when, once disengaged from the colonial apparatus, the country becomes conscious of the negative values deliberately injected into its life, thought and traditions.[1]
  • La cultura Araba è altresì diversa dalla cultura Latina perché i popoli arabi e i popoli latini obbediscono a differenti idee e differenti norme di vita. (da un discorso del 1959)
Arab culture is equally different from Latin culture because of the fact that the Arab peoples and the Latin peoples obey different thoughts and different rules of life.[1]
  • [...] la decolonizzazione non consiste semplicemente nel liberarsi della presenza del colonizzatore: deve necessariamente essere completata dalla totale liberazione dallo spirito del "colonizzato", (vale a dire, da tutte le cattive conseguenze, morali, intellettuali e culturali del sistema coloniale.) (dal discorso del 1959)
[...] decolonization does not consist merely in liberating oneself from the presence of the colonizers: it must necessarily be completed by total liberation from the spirit of the "colonized", that is to say, from all the evil consequences, moral, intellectual and cultural, of the colonial system.[1]
  • La mia parola non è una montagna.[4]
  • La scienza che scaturisce da tutta la conoscenza universale non ha nazionalità. Il ridicolo conflitto che infuria sull'origine di questa o quella scoperta non ci interessa perché non aggiunge niente al valore della scoperta. (dal discorso del 1959)
The science which results from all universal knowledge has no nationality. The ridiculous conflicts which rage about the origin of this or that discovery do not interest us, because they add nothing to the value of the discovery.[1]
  • Le abbiamo dello con franchezza, Signor Presidente, quali sono le richieste del popolo... Abbiamo innanzitutto un bisogno fondamentale ed essenziale: la nostra dignità. Ma non c'è dignità senza libertà... Preferiamo la libertà nella miseria all'opulenza nella schiavitù. (da una dichiarazione rivolta a Charles De Gaulle, agosto 1958)
We have told you bluntly, Mr President, what the demands of the people are ... We have one prime and essential need: our dignity. But there is no dignity without freedom ... We prefer freedom in poverty to opulence in slavery.[2]
  • Marx e Gandhi hanno contribuito al progresso dell'umanità non meno di Hugo o Pasteur. (da un discorso del 1959)
Marx and Ghandi have not contributed less to the progress of humanity than Victor Hugo or Pasteur.[1]
  • Mentre i nostri artisti anonimi sono la meraviglia del mondo, e siamo richiesti ovunque per le nostre danze, le nostre musiche, le nostre canzoni, le nostre statuette, perché il loro significato profondo possa essere meglio conosciuto, alcuni dei nostri giovani intellettuali pensano che sia sufficiente conoscere Prévert, Rimbaud, Picasso o Renoir, essere colti ed essere capaci di portare la nostra cultura, la nostra arte e la nostra personalità su un piano più elevato. Queste persone apprezzano solo l'apparenza delle cose, giudicano solo attraverso il filtro dei loro complessi e con la mentalità del "colonizzato". Per esse, le nostre canzoni popolari hanno valore solo per quanto si adattano armoniosamente alle mode occidentali che sono estranee al loro significato sociale. (da un discorso del 1959)
Whereas our anonymous artists are the wonder of the world, and everywhere we are asked for our dances, our music, our songs, our statuettes, in order that their profound significance may be better known, some of our young intellectuals think that it is enough to know Prévert, Rimbaud, Picasso or Renoir to be cultivated and to be able to carry our culture, our art and our personality on to a higher plane. These people only appreciate the appearances of things, they only judge through the medium of their complexes and mentality of the ‘colonized’. For them, our popular songs are only of value so far as they fit harmoniously into the western modes which are foreign to their social significance.[1]
  • Nell'indipendenza della sua giovane sovranità, è questo il modo in cui il popolo della Guinea si è impegnato per la liberazione totale e l'unità effettiva del popolo africano così da accelerare la sua marcia verso il progresso tecnico, economico e culturale in una società in perfetto equilibrio e in un mondo di autentica civiltà umana. (da un discorso del 1959)
In the independence of its young sovereignty, that is the way which the people of Guinea have unanimously engaged themselves for the total liberation and effective unity of the African people so as to accelerate their march towards technical, economic and cultural progress in a society in perfect social and equilibrium and in a world of real human civilization.[1]
  • Nella storia di questa nuova Africa che è appena venuta al mondo, la Liberia occupa un posto preminente perché è stata per ognuno dei nostri popoli la prova vivente che la nostra libertà era possibile. E nessuno può ignorare il fatto che la stella che fregia l'emblema nazionale della Liberia si è librata alta per più di un secolo – la sola stella che ha illuminato la nostra notte di popoli dominati. (dal discorso del 26 luglio 1960)
In the history of this new Africa which has just come into the world, Liberia has a preeminent place because she has been for each of our peoples the living proof that our liberty was possible. And nobody can ignore the fact that the star which marks the Liberian national emblem has been hanging for more than a century -- the sole star that illuminated our night of dominated peoples.[5]
  • Noi siamo favorevoli alla Communauté franco-africaine. [...] La nostra idea non è quella di separarci dalla Francia, ma è segno dell'amore che nutriamo verso la Francia. (Febbraio 1958, sette mesi prima di dichiarare l'indipendenza della Guinea)[4]
  • Non basta comporre un inno rivoluzionario per prendere parte alla rivoluzione Africana; è necessario agire nella rivoluzione insieme al popolo – con il popolo – e gli inni scaturiranno spontaneamente. (da un discorso del 1959)
It is not enough to write a revolutionary hymn to take part in the African revolution; it is necessary to act in the revolution with the people—with the people and the hymns will come of their own accord.[1]
  • Non so cosa si intenda quando mi chiamano il figlio cattivo dell'Africa. Ci considerano forse inflessibili nella lotta contro l'imperialismo, contro il colonialismo? Se così è, possiamo essere fieri di venire chiamati testardi. Il nostro desiderio è rimanere fino alla nostra morte un figlio dell'Africa .
I don't know what people mean when they call me the bad child of Africa. Is it that they consider us unbending in the fight against imperialism, against colonialism? If so, we can be proud to be called headstrong. Our wish is to remain a child of Africa unto our death.[6]
  • Per i primi venti anni, in Guinea, ci siamo concentrati sull'obiettivo di far evolvere la mentalità del popolo. Ora siamo pronti a passare ad altre questioni.
For the first twenty years, we in Guinea have concentrated on developing the mentality of our people. Now we are ready to move on to other business.[6]
  • Popolo dell'Africa, d'ora in avanti sei rinato alla storia, perché ti mobiliti nella lotta e perché la lotta innanzi ripristina la giustizia ai tuoi stessi occhi e te la rende agli occhi del mondo.
People of Africa, from now on you are reborn in history, because you mobilize yourself in the struggle and because the struggle before you restores to your own eyes and renders to you, justice in the eyes of the world.[7]
  • Prendere parte alla rivoluzione africana non basta per scrivere un canto rivoluzionario: devi dare forma alla rivoluzione insieme al popolo. E se la modelli insieme al popolo, i canti nasceranno da soli.
To take part in the African revolution it is not enough to write a revolutionary song: you must fashion the revolution with the people. And if you fashion it with the people, the songs will come by themselves.[8]
  • Quanti dei nostri giovani scolari che possono citare Bossuet ignorano la vita di El Hadj Omar? Quanti intellettuali africani si sono inconsciamente privati della ricchezza della nostra cultura allo scopo di assimilare i concetti filosofici di un Descartes o di un Bergson? (da un discorso del 1959)
How many of our young schoolchildren who can quote Bossuet, are ignorant of the life of El Hadj Omar? How many African intellectuals have unconsciously deprived themselves of the wealth of our culture so as to assimilate the philosophic concepts of a Descartes or a Bergson?[1]
  • Quanti giovani uomini e giovani ragazze hanno perso il gusto delle nostre danze tradizionali e il valore culturale delle nostre canzoni popolari; sono diventati tutti entusiasti per il tango o il valzer o per qualche cantante di charme di realismo. (da un discorso del 1959)
How many young men and young girls have lost the taste our traditional dances and the cultural value of our popular songs; they have all become enthusiasts for the tango or the waltz or for some singer of charm or realism.[1]
  • Senza essere comunisti, crediamo che le qualità analitiche del marxismo e l'organizzazione del popolo siano metodi particolarmente adatti al nostro paese.
Without being Communists, we believe that the analytical qualities of Marxism and the organization of the people are methods especially well-suited for our country.[3]
  • Un imprenditore privato ha un senso della responsabilità più grande dei funzionari pubblici che vengono pagati alla fine di ogni mese e solo di tanto in tanto si ricordano della nazione o della loro responsabilità.
The private trader has a greater sense of responsibility than civil servants, who get paid at the end of each month and only once in a while think of the nation or their own responsibility.[9]
  • Uno statista africano non è un ragazzo nudo che chiede l'elemosina a un ricco capitalista.
An African statesman is not a naked boy begging from rich capitalists.[9]
  • Uomini e donne, giovani e vecchi del PDG, voi dovete controllare tutti a cominciare dal presidente Sékou Touré, controllo di ogni minimo atto, sia pubblico che privato. Denunciate tutti quelli che pensate possano gettare discredito sulla Guinea o sull'Africa.[4]

Citazioni su Ahmed Sékou TouréModifica

  • Con quest'uomo non ci potrà mai essere un'intesa. (Charles de Gaulle)
  • Concordo con Sékou Touré nel riconoscere con lui il mio crimine: quello d'averlo reso quel che è. (Félix Houphouët-Boigny)
  • Era uno dei miglior capi di stato africani e uno dei più ascoltati. (François Mitterrand)
  • Il presidente Ahmed Sékou Touré è ben conosciuto e non occorre presentarlo. Si tratta di un instancabile oppositore del colonialismo e di un coraggioso combattente di libertà. Un grande e onesto leader. L'Africa intera ne è orgogliosa. (Mu'ammar Gheddafi)
  • Seku Touré si è anche reso colpevole di crimini che possono essere affiancati a quelli di Bokassa. (Bernardo Valli)
  • Sono fortemente colpito dalla sua profonda sensibilità per i diritti del popolo, per i diritti del suo popolo. (Aimé Césaire)
  • Touré battibecca con la folla, la conquista con il suo buonumore, con il suo sorriso perenne, con la sua sottile noncuranza. (Ryszard Kapuściński)

Albert Sánchez PiñolModifica

  • Piaceva a Sékou Touré presentarsi come il gran nemico dell'Occidente e si vantava di essere nel mirino di tutte le grandi potenze e, in particolare, della Francia. Se dobbiamo credere al PDG, il presidente era circondato da elementi pericolosissimi che, con appoggi esteri, ordivano un complotto dietro l'altro.
  • Sékou Touré ebbe una fine degna della sua prodigiosa creatività: non solo fu sepolto due volte, ma dopo la sua morte venne anche spodestato. Quindici giorni dopo la pantomima delle esequie, i militari guineani si ribellarono al governo, incarcerando i vertici del PDG. In una esplosione di euforia, migliaia di cittadini si riversarono per le strade a cancellare dai muri gli slogan rivoluzionari, a distruggere i ritratti dell'«Unico e Degno Figlio d'Africa» e a bruciare le Opere complete dell'ex presidente. Soprattutto gli studenti.
  • Sékou Touré non era il tipico dittatore della mani bucate; il suo stile di vita era semmai ascetico: fumava le sigarette più economiche, risparmiava fino all'ultimo centesimo sulle spese presidenziali e la sua fortuna personale era modesta.
  • Sékou Touré vantava, tra i dirigenti africani, una formazione politica tra le più solide. In qualità di ex membro del sindacata comunista francese, conosceva abbastanza bene il marxismo che aveva approfondito anche nel corso dei suoi viaggi in Polonia, Jugoslavia e Cecoslovacchia. Grazie all'uso della terminologia marxista, Sékou riuscì a ottenere l'incondizionato appoggio della sinistra nei paesi occidentali. Ma Sékou non aveva accettato il marxismo, aveva bensì concepito una sua personale via: la comunocrazia, che veniva definita come «la pratica della democrazia formale che regge e governa la vita del villaggio». In realtà, l'unica cosa che apprezzava nel comunismo era il primato del partito nel pensiero leninista.
  • Touré era riuscito a sconfiggere il generale che nemmeno Hitler aveva piegato.

NoteModifica

  1. a b c d e f g h i j k l m n o p q r (EN) Citato in J. Ayo Langley, Ideologies of Liberation in Black Africa, 1856-1970, Rex Collings, Londra, 1979.
  2. a b (EN) Citato in Robin Hallett, Africa Since 1875, University of Michigan Press, 1974.
  3. a b (EN) Citato in Rolf Italiaander, The New Leaders of Africa, New Jersey, 1961.
  4. a b c d e Citato in Albert Sánchez Piñol, Pagliacci e mostri (Pallassos i monstres), traduzione di Patrizio Rigobon, Scheiwiller, 2009.
  5. (EN) Citato in Charles Morrow Wilson, Liberia: Black Africans in Microcosm, Harper and Row, 1971.
  6. a b (EN) Citato in David Lamb, The Africans, Random House USA Inc, 1985.
  7. (EN) Da The Permanent Struggle, The Black Scholar, Vol. 2, N. 7, marzo 1971.
  8. (EN) Citato in Osei Amoah, A Political Dictionary of Black Quotations, Oyoko Anyinaase House, 1989.
  9. a b (EN) Citato in Guinea: Trouble in Erewhon, Time, 13 dicembre 1963.

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