Sacrario militare di Redipuglia
cimitero militare italiano della prima guerra mondiale
Citazioni sul sacrario militare di Redipuglia.
- A Redipuglia si pensa, impotenti e sgomenti, al tragico destino dell'uomo. Quanti immensi cimiteri risplendono sotto la luna! Sembra una realtà fatale; la guerra deve essere la spina dorsale della storia. (Nicolino Sarale)
- A Redipuglia tutta la tragica e ambigua storia degli uomini ritorna a gorgogliare nel cuore e, al di là del tempo e dello spazio, si sente l'urlo e si vede il sangue di Stalingrado e di Canne, di Verdun e di Lepanto, di Dresda e di Hiroshima, di Mussa-Dag e di Gerusalemme spianata [...] (Nicolino Sarale)
- La patria è un'altra cosa; la patria non è un monumento di centomila morti; l'amore della Patria non è odio, neppure il ricordo dell'odio. A Redipuglia non si può non piangere pensando all'«inutile strage» causata dai politici, dai generali, dagli intellettuali. (Nicolino Sarale)
- Là, sulla desolata e fredda collina di granito, si comprende e si sente che l'unico scopo della Chiesa e del cristiano è di amare e di insegnare ad amare, nonostante tutto. Sugli scalini di Redipuglia, possono nascere le più convinte vocazioni ad essere unicamente ministri dell'Amore, per amare e per insegnare ad amare. (Nicolino Sarale)
[Nicolino Sarale, E la porta fu chiusa, Edizioni Paoline, 1974.]
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