Repubblica Islamica dell'Afghanistan

Citazioni sulla Repubblica Islamica dell'Afghanistan.

Bandiera dell'Afghanistan dal 2013 al 2021

Citazioni

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  • Al di là del comprensibile desiderio di Bush di attribuirsi un successo magnificando «la libertà ritrovata» del popolo afghano, resta sul terreno la realtà d'una situazione politica e militare assai più problematica, dove i taleban possono costituire tuttora una minaccia destabilizzante in molte regioni del Sud, dove il traffico della droga insidia qualsiasi progetto credibile di controllo dell'ordine pubblico, e dove il ruolo del presidente Karzai si mostra tuttora fortemente condizionato dalla sopravvivenza del potere concreto che in molte aree vitali gli antichi «signori della guerra» esercitano con le attribuzioni istituzionali di autentici governi alternativi al governo centrale. (Mimmo Càndito)
  • Da un lato sono caduti, in parte, i burqua e i folli divieti fondamentalisti. Sono tornate la musica, la scuola, la radio, la stampa, la televisione. Sono ricomparsi gli aquiloni, gli animali domestici, persino i fiori che, secondo l'ortodossia punitiva dei mullah, rappresentavano una profanazione inflitta alla sacra tenebra senza odori e colori del loro Islam sadomasochista. È riesplosa la tifoseria negli stadi dove, per cinque anni, l'unico divertimento circense era stato il taglio in pubblico di braccia e teste d'infedeli. (Enzo Bettiza)
  • Gli ultimi vent’anni sono stati una sfida frustrante, ci sono stati tanti fallimenti e passi sbagliati. Ma nel frattempo è innegabile che ci siano stati progressi nel sistema sanitario, nell’educazione scolastica e nelle libertà personali dei cittadini, specialmente donne e ragazze. (Khaled Hosseini)
  • Il mio paese è dominato dall'economia della droga e dalla mafia. I manuali di economia non servono nel mio contesto, e ho avuto pochissimi consigli da chiunque su come mettere insieme una economia legale. La povertà della nostra conoscenza deve diventare la base per proseguire, e non l'imposizione di una struttura che funziona basandosi su modelli matematici, per la quale ho un enorme rispetto. (Ashraf Ghani)
  • La realtà è che gli Afghani sono ancora disperatamente dipendenti dal sostegno della comunità internazionale per la loro sopravvivenza. (Khaled Hosseini)
  • "Oggi", scriveva il ministro [delle finanze], "molti afgani sono convinti che non è la droga, ma una guerra sbagliata contro la droga a ostacolare la loro economia e la nascente democrazia". [..]
    Non ci si chiede mai [...] cosa succederebbe se quell'attività fosse legalizzata e tassata: una soluzione che la sottrarrebbe al controllo della mafia e farebbe arricchire in breve tempo un gran numero di contadini afgani. Vent'anni fa i principali prodotti di esportazione del paese erano l'uva e l'uvetta. La sua era una cultura dei vigneti. Ma molti di quei vigneti – se non quasi tutti – sono stati lasciati seccare o abbattuti, o addirittura sradicati per ricavarne legna da ardere, nel corso di questi decenni di guerre.
    Un afgano che fosse tanto ottimista da piantare oggi una vigna dovrebbe aspettare cinque anni prima di poterne trarre profitto, mentre se pianta papaveri li vedrà fiorire entro sei mesi. Che fareste voi, se la vostra famiglia fosse alla fame? I funzionari americani incaricati di sradicare queste colture sono tutti convinti di sprecare il loro tempo.
    Non ci vuole molto per capire come ha sempre funzionato il proibizionismo o per sapere che la domanda dei consumatori americani è così forte da superare qualsiasi tentativo di frenare l’offerta. Tutto questo lo sappiamo già dalle atroci esperienze in Bolivia, Colombia e Messico. (Christopher Hitchens)
  • Quelle di oggi sono elezioni farsa. Nessun candidato ha un vero progetto, il malcontento popolare cresce, e solo i Taliban continuano a reclutare. E non lo dico io: ne sono convinti anche i militari. (Tariq Ali)
  • Sbaglia chi si consola con le immagini delle poche donne che a Kabul non portano più il burkah e a volto scoperto escono di casa, vanno di nuovo dal dottore, vanno di nuovo a scuola, vanno di nuovo dal parrucchiere. Sbaglia chi si accontenta di vedere i loro mariti che dopo la disfatta dei Talebani si levano la barba come, dopo la caduta di Mussolini, gli italiani si levano il distintivo fascista. Sbaglia perché la barba ricresce e il burkah si rimette. Negli ultimi vent'anni l'Afghanistan è stato un alternarsi di barbe rasate e ricresciute, di burkah tolti e rimessi. (Oriana Fallaci)
  • Abbiamo un problema di risorse umane, ma siamo un popolo intraprendente: se ci aiutate, la prossima volta verrò negli Usa a portare soldi invece di chiederli.
  • Il processo di rinascita politica ed economica del paese non tocca alle Nazioni Unite, ma all'Afghanistan.
  • Le priorità sono la pace e la sicurezza. Poi il diritto, la scuola. [«E la libertà?»] Sì, come dite voi: libertà, uguaglianza e fraternità.
  • Siamo consapevoli di tutti i nostri fallimenti come afghani, ma per quanto riguarda i poteri e le forze più grandi che sono venuti qui esattamente per questo scopo? Dove ci lasciano ora? In completa disgrazia e disastro.
  • Ai tempi della conferenza di Bonn, dopo la caduta del regime talebano, l’attenzione era concentrata sulla sicurezza e sulla stabilità dell’Afghanistan. Vent’anni dopo, non c’è stabilità né sicurezza, e non c’è nemmeno giustizia. Per questo penso che la giustizia oggi sia una priorità, e che i responsabili della distruzione del Paese ne debbano rendere conto.
  • Credo e prego che si stia avvicinando il momento per tutti noi di mettere da parte il passato e di guardare al futuro. Dopo così tanti anni di guerra e oppressione, non ci è rimasto praticamente nulla: non possiamo fare altro che metterci a ricostruire, e credo che questo sia il desiderio della maggior parte degli uomini e delle donne del mio Paese. Abbiamo solo bisogno del contesto giusto e di una leadership forte e decisiva, che trasformi una serie di idee e opinioni contrastanti in un insieme coeso, di un leader che riesca a unire la nostra nazione e portarla al successo.
  • Il governo è pronto a compiere passi in avanti sul piano dell'empowerment femminile. Ma il nostro è anche un paese decisamente tradizionalista, che ha attraversato decenni di guerra. Il cambiamento, quindi, non arriverà se non in presenza di un impegno politico molto forte e di un deciso sostegno da parte della comunità internazionale.
  • Il nostro è un paese in piena trasformazione ma ancora in guerra. Ci sono minacce che continuano a mettere a rischio la sicurezza: da una parte i talebani, dall'altra lo Stato islamico.
  • In molte aree remote le famiglie non hanno accesso alle strutture o non consentono alle donne di farsi visitare da un medico. È per questo che l'Afghanistan fino a poco tempo fa soffriva del più alto tasso di mortalità materna al mondo.
  • La presenza di donne afgane negli affari politici e sociali significa progresso, democrazia, libertà di parola. Al contrario, escludere le donne da questo sistema significa tornare al regime dei talebani.
  • A 15 anni dall’invasione dell’Afghanistan [...] non possiamo che fare un bilancio negativo dell’intervento militare in questo paese. Difficile formulare un’alternativa politica che migliori la situazione, una strategia che metta fine alla dipendenza economica dell’Afghanistan dagli oppiacei illegali. Forse andrebbe rispolverata una vecchia proposta che suggeriva di acquistare tutta la produzione di oppio per l’industria farmaceutica mondiale, che guarda caso è costantemente a corto di questo tipo di prodotti.
  • Nel 2014, quando la Nato ha lasciato l’Afghanistan, secondo i dati raccolti dalle Nazioni Unite il raccolto di oppio è stato da record. L’Afghanistan ha prodotto il 90 per cento del fabbisogno di “oppiacei illeciti al mondo”. Si tratta ormai di un’industria che è diventata la fonte primaria delle esportazioni del paese, nel 2014 contribuiva per il 13 per cento al Pil nazionale.
  • Tutta l’economia del paese dipende dalla produzione di oppio ed anche i poteri forti: polizia, governo e Talebani, dipendono da questa industria sfruttandone tutti i livelli, dal contadino fino al contrabbandiere. Talebani e poliziotti riscuotono pedaggi ai posti di blocco per attraversare i territori e le regioni da loro controllati.
  • L'Afghanistan ha bisogno di diverse cose. Innanzitutto di ristabilire la pace e l'unità in ogni parte del paese. E poi di ricostruire città, strade e infrastrutture.
  • L'Afghanistan ha bisogno di pace e unità. E di ricostruire città, strade, ponti, case. Una bozza della nuova Costituzione sta per nascere. E il paese ha bisogno anche di me. Devo completare i miei progetti.
  • Molti passi importanti sono cominciati così che il futuro destino politico degli afgani vada di pari passo con i valori nazionali e islamici.

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