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Raffaele Conforti

Raffaele Conforti (1804 – 1880), critico e politico italiano.

  • Ai nostri, giorni non si sa comprendere, come si possa stampare un libro, e fosse anche di argomento puramente filosofico, nel quale non abbia qualche parte la politica e spesso non sia il fine principale, nascosto o palese, che muova la mente dello scrittore; accade che la verità non è amata e cercata per sé stessa, lo spirito non è libero assolutamente nella investigazione, e si ha sempre dinanzi gli occhi uno scopo pratico e positivo, a cui si adattano le formole scientifiche e le soluzioni de' problemi; e i sistemi non appariscono che come altrettante apoteosi o almeno come altrettanti mezzi di vittoria della parte propria. (citato in Introduzione a Friedrich Julius Stahl, Storia della filosofia del diritto, p. V-VI)
  • [Storia della filosofia del diritto, di Friedrich Julius Stahl] Il pregio principalissimo di quest'opera è appunto la sincerità e la indipendenza nella ricerca del vero: l'autore è mosso non da interesse particolare, non da studio di parte; ma unicamente dall'amore della scienza. (citato in Introduzione a Friedrich Julius Stahl, Storia della filosofia del diritto, p. VI)
  • Chi cerca il motivo o l'origine di una dottrina, d'un sistema, di un'opinione scientifica, sovente la trova in tutt'altro che nella spontaneità dell'intelligenza o nella varietà e ricchezza infinita dei progressi ideali. (citato in Introduzione a Friedrich Julius Stahl, Storia della filosofia del diritto, p. VI)
  • Secondo la mente dell'autore [Friedrich Julius Stahl], non è possibile tra gli uomini la verità senza l'errore, né si può avere la coscienza dell'una senza la coscienza dell'altro ; quando questo precede, la verità susseguente è più splendida ed efficace, siccome è più viva la fede dopo il dubbio e più forte il vigore della sanità dopo il morbo. (citato in Introduzione a Friedrich Julius Stahl, Storia della filosofia del diritto, p. VIII)
  • La filosofia di Hegel pel suo contenuto si riscontra con quella di Schelling. Entrambi professano una filosofia, il cui fondamento è l'identità del pensiero e dell'essere, dell'ideale e del reale, della ragione divina e della ragione umana. Se non che Schelling presenta il suo principio assoluto, come un'intuizione intellettuale, mentre Hegel lo presenta, come l'assoluto concetto, il puro pensiero. (citato in note all' Introduzione alla prima ed. in Friedrich Julius Stahl, Storia della filosofia del diritto, p. XXV)
  • La parola jus ha nelle leggi romane vari significati. Preso obbiettivamente jus è una singola legge «non ambigitur senatum jus facere posse. È il luogo dove si rende giustizia, come nella formola, ambula mecum in jus. È il complesso di più leggi della stessa natura p. e. il diritto romano. È la stessa giurisprudenza come in quel passo di «Celso. Jus est ars boni et aequi. Da questa definizione apparisce che i romani non facevano distinzione tra la morale e il diritto. (citato in note all' Introduzione alla prima ed. in Friedrich Julius Stahl, Storia della filosofia del diritto,p. XXXVII)
  • Beccaria vide e discorse i fenomeni della divisione del lavoro; ma colui che la ridusse a dottrina fu Adamo Smith. Questo gran pensatore, che può dirsi il padre dell'economia politica, dimostra che quando un uomo si applica costantemente ad una operazione spicciolata, non solo acquista una grande facilità a compierla, ma risparmia il tempo che si richiede necessariamente, passando da un'operazione ad un'altra. (citato in note a Friedrich Julius Stahl, Storia della filosofia del diritto, p. 8)

BibliografiaModifica

  • Friedrich Julius Stahl, Storia della filosofia del diritto, traduzione di Pietro Torre, note di Raffaele Conforti, Tipografia G. Favale e Compagnia, Torino 1853.

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